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Valori Normali

Qualsiasi valore maggiore o uguale a 1:160 è positivo (in alcuni laboratori, questo viene riportato in unità internazionali in cui 1 IU ​​è equivalente a 1:160). La scala di positività è la seguente:

  • Minore o uguale a 1.0 IU è negativo (popolazione sana)
  • 1,1-2,9 IU è debolmente positivo.
  • 3,0-5,9 IU è positivo.
  • Maggiore o uguale a 6.0 IU è fortemente positivo.

Fonte: MedScape

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

Gli anticorpi antinucleo (ANA) sono un tipo di proteina prodotto dal sistema immunitario quando non riesce a distinguere bene ciò che fa parte dall’organismo da ciò che invece è esterno.

Il nostro sistema immunitario produce di norma anticorpi per aiutarci a combattere le infezioni dovute a batteri, virus ed altre minacce, ma al contrario gli anticorpi antinucleo spesso attaccano i tessuti del nostro stesso corpo, in particolare il nucleo delle cellule che li costituiscono.

Questo è causa di sintomi come l’infiammazione dei tessuti e degli organi, il dolore articolare e muscolare e l’affaticamento.

L’esame per verificarne la presenza è utile quindi per la diagnosi delle malattie autoimmuni e principalmente il lupus eritematoso sistemico (LES).

Interpretazione

L'eventuale presenza di anticorpi antinucleo è un risultato positivo, ma avere un risultato positivo non significa necessariamente che si ha una malattia; in molte persone sane si riscontra una positività agli ANA, in particolare le donne di età superiore ai 65 anni.

Quando invece è diagnosticabile una malattia, la positività del test può essere causata da:

  • patologie croniche del fegato,
  • malattie autoimmuni del collagene e del tessuto connettivo,
  • lupus iatrogeno (indotto da farmaci),
  • miosite (patologia infiammatoria muscolare),
  • artrite reumatoide,
  • sindrome di Sjögren,
  • sclerosi sistemica (sclerodermia),
  • lupus eritematoso sistemico.

I risultati sono riportati come titolo, spesso con uno specifico pattern di immunofluorescenza (se positivi). I valori bassi sono considerati negativi (per esempio 1:80), mentre quelli superiori al normale, ad esempio 1:320 sono positivi, cioè indicano una concentrazione più elevata del normale.

Un risultato positivo può essere quindi indicato ad esempio come “Positivo a 1:320 con pattern omogeneo”.

I diversi pattern corrispondono a molte malattie autoimmuni diverse, ma la corrispondenza non è sempre biunivoca. Tra i pattern più frequenti figurano:

  • Omogeneo (diffuso), che di solito corrisponde al lupus eritematoso sistemico e a diverse malattie del tessuti connettivi.
  • Granulare, che di norma corrisponde al lupus, alla sindrome di Sjögren, alla sclerodermia, alla polimiosite, all’artrite reumatoide e a diverse malattie dei tessuti connettivi.
  • Nucleolare, che corrisponde alla sclerodermia e alla polimiosite.
  • Centromero (periferico), che corrisponde alla sclerodermia e alla sindrome CREST (calcinosi, fenomeno di Raynaud, esofagopatia, sclerodattilia, teleangiectasia).

Se l’esame dà esito positivo può significare che il paziente è affetto da una malattia autoimmune, però saranno necessari altri esami più specifici per arrivare a una diagnosi certa. I risultati degli esami degli ANA possono essere positivi anche se il paziente non soffre di alcuna patologia autoimmune: la frequenza dei falsi positivi aumenta proporzionalmente all’età dei pazienti, ma i risultati falsi positivi sono comunque piuttosto rari.

L’esame può dare esito positivo prima che la malattia autoimmune diventi sintomatica, quindi, se il paziente non presenta sintomi, i medici possono aver bisogno di tempo per capire il significato del risultato positivo.

Il 95% circa dei pazienti affetti dal lupus eritematoso sistemico è positivo all’esame degli anticorpi antinucleo. Se il paziente manifesta i sintomi del lupus, come l’artrite, l’eruzione cutanea e la trombocitopenia autoimmune, probabilmente è affetto dal lupus. In casi come questi, l’esito positivo dell’esame può essere utile per confermare la diagnosi.

Un valore positivo dell’esame può anche significare che il paziente soffre di lupus indotto da farmaci (o iatrogeno). Questa malattia è connessa allo sviluppo di autoanticorpi anti-istone (gli istoni sono proteine idrosolubili ricche di lisina e arginina, due aminoacidi). Per confermare la diagnosi di lupus iatrogeno può quindi essere prescritto l’esame degli anticorpi anti-istone.

La presenza degli anticorpi non conferma la diagnosi di lupus (LES), ma al contrario se l'esame è negativo è quasi impossibile che il paziente soffra di questa malattia.

Tranne in rari casi, se l’esito dell’esame negativo non è quindi necessario fare altri esami degli autoanticorpi

La frequenza degli esiti positivi dell’esame di screening è la seguente:

  • patologie del tessuto connettivo: 100%
  • lupus iatrogeno (indotto da farmaci): 100%
  • lupus eritematoso sistemico: 95-100%
  • sindrome di Sjögren: 80%
  • sclerodermia: 60-95%
  • polimiosite e dermatomiosite: 49-74%
  • artrite reumatoide: 40-60%
  • paziente sano (esito falso positivo): meno del 4%

Valori Bassi

Valori Alti

  • Artrite reumatoide
  • Cirrosi
  • Dermatomiosite
  • Endocardite
  • Epatite
  • Leucemia
  • Lupus eritematoso discoide
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Lupus iatrogeno
  • Malattie del tessuto connettivo
  • Miastenia gravis
  • Mononucleosi
  • Polimiosite
  • Scleroderma
  • Sindrome di Raynaud
  • Sindrome di Sjögren
  • Tubercolosi
  • Tumore

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

Una percentuale variabile tra il 3 e il 5 per cento dei caucasici può dare un esito falso positivo, la percentuale sale al 10-37% nei pazienti sani di età superiore ai 65 anni.

Diversi farmaci e alcune infezioni (ad esempio l’epatite cronica non virale, e la cirrosi biliare primitiva) possono dare un esito falso positivo nell’esame degli ANA; la mononucleosi è un tipo di infezione che è stata associata con esiti positivi, ma anche alcuni farmaci antipertensivi ed alcuni anti-epilettici possono innescarne la sintesi.

Diversi sono invece i farmaci che possono causare il lupus iatrogeno, una malattia che ha alcuni sintomi in comune con il lupus. Quando si smette di assumere il farmaco responsabile, i sintomi di norma scompaiono. Tra quelli più strettamente connessi alla sindrome ricordiamo: l’idralazina, l’isoniazide, la procainamide e diversi anticonvulsivanti.

Quando viene richiesto l'esame

  • L’esame degli ANA viene prescritto se il paziente manifesta sintomi connessi al lupus o ad un’altra patologia autoimmune.
  • Può inoltre essere prescritto se al paziente in passato è stata diagnosticata una patologia autoimmune e il medico sospetta che ora ce ne sia un’altra.

Chi soffre delle malattie autoimmuni può presentare un’ampia gamma di sintomi come: febbre lieve, dolori articolari, affaticamento e/o eruzioni cutanee altrimenti inspiegabili le cui caratteristiche cambiano nel tempo.

Preparazione richiesta

Se il campione di sangue viene utilizzato solo per questo test si può mangiare e bere normalmente prima del prelievo, se invece verrà utilizzato anche per altri esami potrebbe essere necessario digiunare per un certo periodo di tempo.

Altre informazioni

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro, traduzioni a cura della Dr.ssa Elisa Bruno (fonti principali http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill)

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


Commenti, segnalazioni e domande

  1. Giovanna scrive il

    È da un anno che ho secchezza occhi e bocca e astenia, ma ana e pena assenti, il reumatologo sostiene che si tratti di una sindrome sicca. mi cura con plaquenil, ma nessun miglioramento. Devo cambiare reumatologo. Grazie

    Rispondi
  2. giovanna scrive il

    Da 8 mesi a giorni alterni. Ma il disturbo piu grande è la stanchezza. Cosa posa ancora fare. La reumatologo dice che devo andare da unopsichiatra.sarà forse vero. La sindrome sicca è uguale alla sindrome di siongren.. grazie ancora

    Rispondi
  3. giovanna scrive il

    Prima voglio scusarmi con gli errori. Sono molto preoccupata per il mio stato di salute, perché dopo un anno,di esami e visite non riescono a dare un nome alla misura malattia., ho tanta. paura che il plaquenil sia servito a niente. Per favore Lei cosa mi consiglia di fare, avrò bisogno di un psichiatra. Ancora grazie

    1. Dr. Guido Cimurro (farmacista)
      Dr. Guido Cimurro (farmacista) scrive il

      1. Può valere la pena sentire un secondo parere se non ci sono stati miglioramenti,
      2. ma le confermo che anche l’aspetto psicologico gioca un ruolo fondamentale in questi casi.

    Rispondi
  4. giovanna scrive il

    La ringrazio di cuore per aver risposto alle mie domande. Ma vorrei ancora che mi rispondesse in merito alla sindrome sicca e la siongren sono la stessa cosa. La stanchezza oltre ad un fatto psicologico può anche essere portata dalla sindrome e dal plaquenil.(effetti collaterali mette anche stanchezza Oltre la reumatologa cercherò di farmi aiutare da uno psicologo Ringrazio se vorrà ancora rispondermi.

    Rispondi
  5. Simo scrive il

    Buongiorno, io ho gli ana positivi 1:640 con pattern granulato. Gli altri esami, reuma test e ena sono negativi. Ho da circa vent’anni la tiroide di hascimoto che curo giornalmente. Ho fatto gli esami specifici perché avevo (sto prendendo cortisone per un mese) dolori a tutte le giunture (nessuna esclusa) ed ero arrivata ad avere difficoltà persino a camminare tanto ero rigida e dolorante. Cosa può essere?

    1. Dr. Guido Cimurro (farmacista)
      Dr. Guido Cimurro (farmacista) scrive il

      Ci sono alcune malattie che colpiscono i tessuti connettivi che potrebbero anche non alterare il reuma test, ma temo che si sia oltre le mie competenze.

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) scrive il

      Si tratta di patologie comunque reumatologiche o di natura autoimmune, spesso coesistenti in pazienti che già hanno una diagnosi simile, come la Hashimoto per esempio.

    Rispondi
  6. giovanna scrive il

    Buongiorno, ho rifatto esami sangue ANA ENA C3 C4 Hvc DNA esami per la tiroide tutti negativi. I sintomi sono occhi e bocca secchi. Prendo il Plaquenil da circa 8 mesi, , ma secondo lei perché dovrei prenderlo avendo nessun anticorpo nel sangue di questa malattia. . Mi può dare un consiglio. Grazie

    Rispondi
  7. Giovanna scrive il

    No nessun miglioramento. Cosa mi consiglia avendo tutti gli esami sangue negativi, dovrò curare solo occhi e bocca Plaquenil ha tanti effetti collaterali se non porta benefici Grazie’

    Rispondi
  8. Giovanna scrive il

    Si diagnosi sindrome sicca insiste non siongren in quanto tutti gli esami sangue negativi, però mi fa prendere Plaquenil. Sono molto preoccupata secondo lei cosa dovrei fare. Grazie

    Rispondi
  9. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo) scrive il

    Buongiorno. Ovviamente lo specialista che la segue ha i suoi motivi per usare questo farmaco , ma la prossima volta che andrà a visita, se non avrà ancora miglioramenti , credo sia ragionevole chiedere spiegazioni. saluti

    Rispondi
  10. Giovanna scrive il

    Grazie mille. Martedi devo ritornare dalla reumatologa e chiederò, poi se le fa piacere riferiro quanto mi ha detto (questa è un’altra reumatologa.

    Rispondi

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