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Valori Normali

  • Citomegalovirus IgG:
    • minore di 4 AU/ml (negativo)
    • 4-5 AU/ml (valore dubbio)
    • maggiore od uguale a 6 AU/ml (positivo)
  • Citomegalovirus IgM
    • Positivo/Negativo

Fonte: Mayo

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

I cytomegalovirus (spesso abbreviato come CMV) sono membri della famiglia degli herpesviridae che di norma causano infezioni prive di sintomi; al termine della malattia, che passa quindi inosservata, il virus rimane latente nell’organismo (soprattutto all’interno del midollo osseo). Sono estremamente comuni e diffusi (negli Stati Uniti risultano positivi dal 50% all’85% degli adulti, a seconda dell’età del campione) e l’infezione solo raramente causa sintomi, del tutto paragonabili alla mononucleosi (febbre, malessere ed ingrossamento dei linfonodi).

La stessa infezione può invece diventare molto pericolosa per alcune categorie di soggetti (trapiantati, soggetti con AIDS e pazienti immunodepressi in genere); in questi pazienti il virus può colpire qualsiasi organo causando danni anche molto gravi.

È infine purtroppo causa di problemi quando il contagio (o la riattivazione della malattia) avviene durante la gravidanza.

L’esame più comune per questa malattia prevede la ricerca nel sangue di due tipi di anticorpi:

  • IgM: Sono anticorpi prodotti dall’organismo nella prima fase dell’infezione o durante gli eventuali episodi di riattivazione.
  • IgG: Sono anticorpi “di memoria”, che compaiono in un secondo momento e rimangono circolanti nel sangue per tutta la vita a partire dal primo incontro con il virus.

Interpretazione

Gli individui con CMV IgG negativi si presume che non hanno abbiano mai contratto l'infezione, quindi si considerano suscettibili ad essa. Un valore positivo indica invece un'infezione, che può però essere passata od attuale; questi anticorpi compaiono diverse settimane dopo il contagio e rimangono positivi per tutta la vita.

Un valore negativo degli IgM indica che non è in corso un'infezione, tuttavia il valore potrebbe non positivizzarsi prima delle otto settimane dal contagio (studio effettuato su donne in gravidanza); un valore positivo indica invece che l'infezione da citomegalovirus è in corso (primaria, riattivazione o reinfezione) e di norma questi anticorpi compaiono entro 1-2 settimane dal contagio per poi scomparire entro qualche mese.

Nel caso si supponga che ci sia un'infezione in corso l'esame andrebbe ripetuto a distanza di qualche settimana per osservare la crescita dei valori.

Riassumendo:

IgM IgG Interpretazione
Negativo Negativo Nessuna infezione, nè ora nè in passato,
oppure l'organismo non riesce a produrre un'adeguata quantità di anticorpi (per esempio in caso di AIDS)
Positivo Negativo Prima infezione iniziata recentmente,
oppure soggetto riesposto al virus,
oppure riattivazione del virus.
Il valore da solo non è mai sufficiente alla diagnosi, deve trovare conferma nei sintomi.
Positivo Positivo
(con un aumento di circa quattro volte fra campioni raccolti a distanza di qualche settimana)
Prima infezione,
o riattivazione.
Negativo Positivo Esposizione passata
ed acquisita immunità.

Quando viene richiesto l'esame

L'esame è richiesto principalmente in situazioni particolari, per esempio per le donne in gravidanza, per pazienti in lista per ricevere un trapianto di organo, per pazienti immunocompromessi (per esempio perchè malati di AIDS).

Preparazione richiesta

Non è richiesta alcuna preparazione.

Altre informazioni

Gravidanza

L'infezione da cytomegalovirus non desta particolare preoccupazione quando viene contratta da adulti sani o da bambini in buono stato di salute, ma è decisamente più pericolosa quando una donna è incinta.

La trasmissione dell'infezione dalla madre al feto fortunatamente non avviene in tutti i casi di infezione primaria (30-40% dei casi) e, ancora meno, nei casi di riattivazione (0.5-2%).

  • L'85-90% dei neonati con infezione congenita (trasmessa cioè per infezione materna) non presenta sintomi alla nascita,
  • si questi circa il 10% circa presenterà problemi in futuro (difetti uditivi di severità variabile).
  • Il 10-15% circa dei neonati manifesta sintomi che possono essere temporanei o permanenti; di questi il 10-30% andrà in contro ad un decesso perinatale ed il 70-90% a problemi di natura neurologica.

Fino a qualche tempo fa spesso si proponeva alla donna gravida con infezione un possibile aborto terapeutico, mentre ad oggi è possibile appoggiarsi a strutture specializzate in grado di trattare efficacemente il problema abbattendo drasticamente il rischio di complicazioni e le percentuali espresse poco sopra. Per approfondire questo aspetto fare riferimento a Anticito.org.

Fonte statistiche: ISS

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro, traduzioni a cura della Dr.ssa Elisa Bruno (fonti principali http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill)

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