Valori Normali

  • carenza: <10 ng/mL
  • insufficienza: 10 - 30 ng/mL
  • sufficienza: 30 - 100 ng/mL
  • tossicità: >100 ng/mL

Fonte: Ospedale Niguarda

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

Da un punto di vista scientifico parlando di vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine:

  • vitamina D1,
  • D2,
  • D3,
  • D4,
  • D5.

Per quanto riguarda l’uomo le due forme più importanti sono la

  • vitamina D2 (ergocalciferolo), tipica dei vegetali,
  • e la vitamina D3 (colecalciferolo), tipica degli animali.

Queste molecole hanno importanti funzioni nel nostro organismo, sono per esempio essenziali nella regolazione della crescita e per la formazione di denti e ossa.

Quando il medico decide di verificarne la quantità presente nel nostro corpo, può richiedere due diversi esami del sangue:

  • la 25-idrossivitamina D
  • e la 1,25-diidrossivitamina D (o calcitriolo).

Alcuni esami non fanno distinzione tra la vitamina D2 e D3 e indicano solo il risultato totale, le nuove tecniche di laboratorio possono tuttavia riportare entrambi i dosaggi, sommati in un secondo momento in un dosaggio totale.

Delle due la prima è presente nel sangue in maggior quantità ed è un precursore relativamente inattivo dell’ormone attivo, cioè della 1,25-diidrossivitamina D. La 25-idrossivitamina D, che ha un’emivita più lunga e una maggiore concentrazione nel sangue, è la forma di vitamina D che viene misurata di solito nell’esame del sangue.

La sostanza può essere assunta attraverso il consumo di alcuni alimenti (pesce azzurro, carni rosse, fegato e tuorlo d’uovo, per esempio), ma è difficile riuscire a mantenere sufficienti livelli nel sangue solo attraverso la dieta; molto più semplice è invece ottenerla attraverso l’esposizione al sole.

Il nostro corpo produce vitamina D dalla luce diretta del sole sulla nostra pelle quando si trova all’aperto. Soprattutto nel periodo compreso da circa fine marzo a fine settembre la maggior parte di noi dovrebbe essere in grado di ottenere tutta la vitamina D necessaria grazie alla nostra stella.

È sufficiente esporsi per brevi periodi lasciando anche solo avambracci, mani o gambe scoperte e senza protezione solare; non si sa esattamente quanto tempo sia necessario al sole per sintetizzare abbastanza vitamina D per soddisfare le esigenze del corpo, perché ci sono una serie di fattori che possono influenzare il processo (il colore della pelle, per esempio), ma sicuramente non serve esagerare e soprattutto è necessario non bruciarsi.

Da notare che l’esposizione attraverso una finestra chiusa non è altrettanto efficace, perchè il vetro filtra i raggi ultravioletti B necessari alla stimolazione della reazione chimica di sintesi.

La vitamina D serve principalmente per regolare i livelli di diversi minerali nel sangue: i minerali regolati da questa vitamina sono

  • il calcio,
  • il fosforo
  • e, in misura minore, il magnesio.

La vitamina D è quindi fondamentale per la crescita e la salute delle ossa, attraverso

  • la regolazione del riassorbimento di calcio a livello renale,
  • l’assorbimento intestinale di fosforo e calcio,
  • i processi di mineralizzazione dell’osso.

È stato dimostrato, inoltre, che influenza la crescita e la differenziazione di molti altri tessuti e contribuisce alla regolazione del sistema immunitario. Queste altre funzioni avvalorano l’ipotesi che la vitamina sia coinvolta in altri disturbi, come le malattie autoimmuni e i tumori.

Tra le persone maggiormente a rischio di carenza ci sono gli anziani, chi vive o è ricoverato in una struttura e non riesce ad esporsi a sufficienza al sole e chi ha la pelle scura.

Fonte: NHS

Interpretazione

In Italia si stima che l'80% della popolazione sia carente e che l'insufficienza di vitamina D interessi circa la metà dei giovani italiani nei mesi invernali.

Il problema aumenta ovviamente in inverno (minore esposizione solare) e con l'età.

I valori riportati in apertura di articolo, quelli comunemente usati in Italia, sono più o meno sovrapponibili a quelli consigliati dalle più importanti società mediche del mondo, ad esempio:

  • La Endocrine Society definisce la carenza di vitamina D come livello di 25-idrossivitamina D nel sangue inferiore ai 20 ng/mL (50 nmol/litro) e l’insufficienza di vitamina D come livello compreso tra i 21 e i 29 ng/mL
  • L’Institute of Medicine degli Stati Uniti ha concluso che un livello di 25-idrossivitamina D pari o superiore a 20 ng/mL (50 nmol/litro) è adeguato per il mantenimento in buona salute delle ossa, e che livelli superiori ai 30 ng/mL non offrono effetti significativamente migliori.

25-idrossivitamina D

Se il livello di 25-idrossivitamina D nel sangue è basso, può significare che il paziente non si espone a sufficienza al sole o non assume abbastanza vitamina D nella dieta per soddisfare il fabbisogno del suo organismo, oppure che c’è un problema di assorbimento nell’intestino. In alcuni casi, i farmaci anticonvulsivanti, e in particolare la fenitoina (Dilantin), possono interferire con la produzione di 25-idrossivitamina D nel fegato.

Alcune ricerche indicano che la carenza di vitamina D può far aumentare il rischio di soffrire di alcune forme di tumore, di malattie del sistema immunitario e dell’apparato cardiovascolare.

Un livello alto di 25-idrossivitamina D di solito indica un eccessivo apporto nella dieta, dovuto agli integratori alimentari o ai farmaci.

1,25-diidrossivitamina D

Un livello basso di 1,25-diidrossivitamina D è riscontrabile nelle malattie renali, ed è una delle alterazioni che si riscontrano per prime nei pazienti nei primi stadi dell’insufficienza renale.

Un livello alto di 1,25-diidrossivitamina D si può riscontrare quando c’è un eccesso di ormone paratiroideo o in presenza di malattie, come la sarcoidosi o alcune forme di linfoma, in grado di produrre la 1,25-diidrossivitamina D fuori dai reni.

Quando viene richiesto l'esame

Se in passato l'esame veniva prescritto quasi come test di routine in pazienti sani, ad oggi si cerca di limitare la richiesta a quei soggetti con evidenti rischi di carenza, in quanto non ci sono particolari evidenze a sostegno dell'utilità di uno screening di massa.

Rimane invece uno strumento essenziale per chi:

  • soffre di osteoporosi o di altri problemi di salute ossea,
  • soffre di malattie che influenzano l'assorbimento dei grassi (come la celiachia),
  • a causa di particolari condizioni potrebbe non assorbire correttamente la vitamina (intervento di by-pass gastrico),
  • assume farmaci che interferiscono con l'azione della molecola, come i pazienti che assumono anticonvulsivanti e glucocorticoidi.

Può inoltre essere prescritto se:

  • il calcio è basso e/o il paziente presenta i sintomi della carenza di vitamina D, come la malformazione ossea nei bambini (rachitismo) e la debolezza ossea, la fragilità ossea o le fratture ossee negli adulti (osteomalacia);
  • la persona è ad elevato rischio di carenza (anziani, persone ricoverate, chi esce poco o nulla di casa e/o si espone poco al sole, persone obese, ...).

1,25-diidrossivitamina D

Se il calcio è alto o il paziente è affetto da una malattia che potrebbe causare un eccesso di vitamina D, come la sarcoidosi o alcune forme di linfoma (in questi casi le cellule del sistema immunitario possono produrre la 1,25-didrossivitamina D), di solito viene prescritto l’esame della 1,25 diidrossivitamina D. In rari casi quest’esame può essere prescritto se il medico sospetta che il paziente soffra di problemi ai reni o abbia un’anomalia dell’enzima che converte la 25-idrossivitamina D in 1,25-diidrossivitamina D.

Se il paziente è in terapia con integratori di vitamina D, calcio, fosforo o magnesio, in alcuni casi può essere necessario fare l’esame della vitamina D per capire se la terapia è efficace.

L’esame della vitamina D contribuisce alla diagnosi e al monitoraggio dei problemi delle ghiandole paratiroidi, perché il PTH è fondamentale per l'attivazione della vitamina D.

Preparazione richiesta

Per l'esame non è necessaria alcuna preparazione.

Il campione di sangue è ottenuto inserendo un ago nella vena del braccio.

Altre informazioni

Se la vitamina D e il calcio sono alti, si possono verificare la calcificazione e lesioni degli organi, in particolare dei reni e dei vasi sanguigni.

I livelli di magnesio bassi, possono causare un livello del calcio basso, resistente alla regolazione della vitamina D e dell’ormone paratiroideo. Può essere necessario ricorrere all’integrazione sia del magnesio sia del calcio, per riottenere la normale funzionalità.

  1. Qual è la razione giornaliera consigliata di vitamina D?

Dipende dall’età e dal sesso.

  1. È consigliabile assumere alimenti fortificati con la vitamina D?

Molto più diffusi negli Stati Uniti che da noi, si parla di alimenti fortificati intendendo cibi a cui viene aggiunta a livello industriale in fase di preparazione una data molecola, che può essere per esempio una vitamina, l'acido folico o altro.

Il nostro consiglio è di puntare a una dieta varia ed equilibrata ed evitare cibi industriali che, dietro l'aggiunta di vitamine, possono nascondere insidie come eccessive quantità di zucchero (si pensi per esempio agli snack per bambini). Se la dieta prevede un consumo regolare di alimenti naturalmente ricchi di vitamina e si punta a una regolare esposizione al sole, anche se breve, in genere non c'è la necessità di integrazioni.

Nel caso di soggetti che non possono attenersi a queste indicazioni (pazienti ricoverati, anziani, ...) può essere utile il ricorso a un integratore, da valutare con il proprio medico curante.

  1. Posso ricavare tutta la vitamina D che mi serve dallo yogurt e dai formaggi?

L'esposizione al sole, con le necessarie cautele, è decisamente consigliabile per raggiungere i livelli consigliati.

  1. La vitamina D è un componente necessario degli integratori di calcio?

L’assorbimento del calcio dipende dalla vitamina D, quindi molti produttori di integratori di calcio la aggiungono per garantire un assorbimento ottimale del calcio. Se il paziente assume già una quantità sufficiente di vitamina D da altre fonti, questa ulteriore fonte di vitamina non è necessaria, ma in genere la quantità presente negli integratori di calcio non causa un eccesso di vitamina D e non è pericolosa per l’organismo.

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


Commenti, segnalazioni e domande

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  1. Anonimo scrive il

    Buona sera , Dott. Guido. sono una signora di anni 65. ,le vorrei chiedere prendendo le fodavance da 70 ml. una a settimana. E avendo fatto l’esame x la vitamina D… 25-0h…..risultando 27,90 cosa mi consiglierebbe???? Il mio medico non a commentato a riguardo . La ringrazio per la sua attenzione.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) scrive il

      È un po’ ai limiti bassi effettivamente, probabilmente modificherei la terapia e consiglio di esporsi un po’ di più al sole, ne riparli col suo medico o consulti uno specialista, specie se soffre di osteoporosi.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo) scrive il

      È una vitamina che serve per assorbire il calcio, completerei i dosaggi quindi per capire meglio la situazione, si rischia l’osteoporosi, per cui eventualmente si può integrare con la terapia relativa. Saluti.

    1. Anonimo scrive il

      Scusate che puo portare quando è così bassa sappi ke sn affetta di sclerosi multlipa intermittente progressiva e vero che si rischia anke infarti cn la vitamina bassa?

  2. Anonimo scrive il

    Salve dottore,per mia curiosità ho voluto controllare il livello di vitamina d3 nel sangue ed è uscito un risultato di 33,00 ng/ml (livello desiderabile da 30,00 a 70,00).Ho 27 anni e ho effettuato le analisi del sangue a settembre,quindi dopo aver preso parecchio sole durante l’estate.A questo punto le domando se prendendo un integratore di vitamina d3 potrei raggiungere i 50-60 ng/ml di vitamina D,che mi pare di aver capito,siano i livelli ottimali che bisognerebbe avere per beneficiare dei vantaggi che questa vitamina offre,oppure non ne vale la pena?Grazie.

    1. Dr. Guido Cimurro (farmacista)
      Dr. Guido Cimurro (farmacista) scrive il

      Chiedo scusa, mi era sfuggito; onestamente al suo posto punterei più sullo stile di vita (esposizione al sole e assunzione con la dieta), ma senta comunque anche il parere del medico.

  3. Anonimo scrive il

    ho 50 anni e ho fatto gli analisi della vitamina d ho 96.6 vorrei sapere il suo parere grazie

  4. Anonimo scrive il

    Buongiorno ! Il mio valore è 14 e sulle analisi lo indica come insufficiente. Dato che ho avuto due aborti consecutivi mi è stato consigliato dalla mia ginecologa di effettuare questo esame perché mi ha spiegato che una carenza di questa vitamina potrebbe esserne la causa. È vero?

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