Valori Normali

  • Neonati 0 - 1 mese : 70 - 190 battiti al minuto
  • Neonati 1 - 11 mesi: 80 - 160 battiti al minuto
  • Bambini 1 - 2 anni: 80 - 130 battiti al minuto
  • Bambini 3 - 4 anni: 80 - 120 battiti al minuto
  • Bambini 5 - 6 anni: 75 - 115 battiti al minuto
  • Bambini 7 - 9 anni: 70 - 110 battiti al minuto
  • Bambini dai 10 anni in su ed adulti: 60 - 100 battiti al minuto
  • Sportivi: 40 - 60 battiti al minuto

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

La frequenza cardiaca a riposo è il numero di volte in cui il cuore batte in un minuto quando si è a riposo, ad esempio quando si è rilassati, seduti o sdraiati da almeno cinque minuti.

La frequenza cardiaca a riposo varia significativamente da persona a persona ed è un valore che può fornire preziose indicazioni sulla salute dell’organismo; per gli adulti una normale frequenza cardiaca a riposo varia tra 60 e 100 battiti al minuto, ma valori inferiori indicano generalmente che il cuore lavora in modo particolarmente efficiente ed è più in forma (molti atleti presentano valori a riposo di circa 40 battiti al minuto).

Anche se non sei un atleta, tuttavia, conoscere la frequenza cardiaca può aiutarti a monitorare il tuo livello di forma fisica e potrebbe persino aiutarti a individuare precocemente eventuali problemi di salute. La misurazione avviene di norma a riposo, quando il cuore pompa la quantità di sangue più bassa possibile necessaria a mantenere attive le fisiologiche funzioni dell’organismo, senza l’impegno di una concomitante attività fisica.

 

Fotografia di un grafico che riproduce un battito cardiaco

iStock.com/raspirator

Interpretazione

La frequenza cardiaca a riposo viene misurata mentre il paziente non fa esercizio fisico, quindi il cuore pompa la minima quantità di sangue necessaria a rifornire di ossigeno i tessuti dell'organismo. Se siete sdraiati o seduti, rilassati e sani, il valore normale della frequenza cardiaca a riposo è compreso tra 60 e 100 battiti al minuto.

Una ricerca australiana condotta su pazienti affetti da patologie cardiovascolari ha scoperto che la frequenza cardiaca è un indicatore fondamentale del rischio di infarto. Questa ricerca, pubblicata su The Lancet nel settembre 2008 e condotta su migliaia di pazienti selezionati 33 diversi Paesi, in terapia per problemi cardiaci, ha dimostrato che i pazienti la cui frequenza cardiaca era superiore ai 70 battiti al minuto presentavano un rischio significativamente maggiore di infarto, ricovero in ospedale e intervento chirurgico.

Viceversa una frequenza inferiore ai 60 battiti al minuto di solito non è sintomo di problemi. Può essere causata dall'assunzione di farmaci come i betabloccanti, ma una ridotta frequenza (bradicardia) è soprattutto diffusa nei soggetti che praticano regolarmente molta attività fisica. Le persone attive spesso hanno una frequenza cardiaca inferiore perché il cuore è in condizioni migliori e non deve lavorare troppo per mantenere costante il battito.

L’attività fisica di intensità moderata di solito non altera la frequenza cardiaca a riposo, ma se siete molto in forma il battito può scendere anche fino a 40 battiti al minuto. Nelle persone meno attive, invece, il battito si mantiene tra le 60 e 100 pulsazioni al minuto, perché il cuore deve lavorare di più per far funzionare bene l’organismo.

Se la frequenza a riposo è sempre alta (tachicardia), può esserci un problema ed è necessario consultare il medico. Lo stesso discorso vale per la bradicardia, cioè per la situazione in cui la frequenza è sempre inferiore ai valori normali, che tuttavia come detto è spesso del tutto fisiologica.

Se il battito è troppo forte e continua ad essere tale per diversi minuti, vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico. Anche il battito irregolare può essere sintomo di problemi (aritmia).

Se il battito è debole e difficile da individuare può indicare un’ostruzione dell’arteria. Questa situazione è frequente nei pazienti diabetici o che soffrono di aterosclerosi dovuta al colesterolo alto. Il medico può prescrivervi un esame (ecoDoppler) per individuare le eventuali ostruzioni.

Valori Bassi
(Bradicardia)

  • Cardiopatia ischemica
  • Danno epatico
  • Infarto
  • Iperkaliemia
  • Ipotiroidismo
  • Ittero

Valori Alti
(Tachicardia)

  • Abuso di Alcool
  • Abuso di Caffè
  • Ansia
  • Arteriosclerosi
  • Eccitazione
  • Ernia iatale
  • Febbre
  • Gravidanza
  • Insufficienza coronarica
  • Ipertiroidismo
  • Ipotensione ortostatica
  • Reflusso Gastroesofageo

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

La frequenza cardiaca può essere influenzata da diversi fattori, tra cui ricordiamo:

  • livello di attività fisica (a riposo la il numero di battiti diminuisce nelle persone atletiche, ma durante la pratica sportiva il battito aumenta anche significativamente),
  • livello di benessere fisico,
  • temperatura ambientale (quando la temperatura e l’umidità aumentano, il cuore pompa un po’ meno sangue, quindi il cuore può battere più in fretta, accelerando di solito di 10 battiti al minuto al massimo),
  • posizione del corpo (la frequenza non cambia stando in piedi o seduti, ma a volte, quando ci si alza in piedi, per i primi 15, 20 secondi il battito può aumentare leggermente per poi stabilizzarsi dopo qualche minuto),
  • emozioni (se il paziente è stressato, ansioso, molto felice o molto triste, il battito può accelerare),
  • peso  (di solito non influisce sulla frequenza cardiaca, ma in caso di obesità la frequenza a riposo può essere superiore al normale, pur non superando di solito i 100 battiti al minuto),
  • condizioni di salute (disidratazione e febbre sono per esempio responsabili di aumenti del battito),
  • terapie farmacologiche in corso.

Quando viene richiesto l'esame

La misurazione della frequenza cardiaca fornisce informazioni importanti sullo stato di salute del paziente. Qualsiasi alterazione della frequenza normale può essere sintomo di una patologia. Il battito più veloce del normale può indicare un’infezione in corso o uno stato di disidratazione. Nelle situazioni di emergenza, la misurazione del battito serve per capire se il cuore batte oppure no.

La misurazione della frequenza cardiaca ha anche altri scopi: durante o subito dopo l’esercizio fisico, il battito dà informazioni sullo stato di salute e di benessere fisico del paziente, nonché sulla sua capacità di recupero.

Preparazione richiesta

Prima di misurare la frequenza a riposo è necessario rimanere a riposo per almeno 10 minuti. Il battito può anche essere misurato durante l’esercizio fisico, anche se ovviamente i valori che ci aspettiamo saranno in quel caso diversi.

Altre informazioni

Come misurare il proprio battito?

Il battito cardiaco può essere misurato in diverse zone del corpo:

  • retro delle ginocchia,
  • inguine,
  • collo,
  • tempia,
  • collo del piede o caviglia,
  • polso,

che sono le zone in cui le arterie si trovano più vicine alla superficie.

Per misurare il battito sul polso, appoggiate l’indice e il medio appena sotto la base del pollice dell’altra mano, dalla parte interna del polso. Premete le dita tenendole in posizione finché non riuscite a sentire il battito.

Per misurare il battito sul collo, mettete l’indice e il medio appena a lato del pomo d’Adamo, nella zona morbida sotto l’angolo della mandibola. Premete leggermente finché non riuscite a individuare il battito; è consigliabile almeno le prime volte farlo da sdraiati, in alcune persone le arterie del collo sono sensibili alla pressione e quindi misurando il battito potreste avere un mancamento o il battito potrebbe rallentare. Misurate il battito da un lato solo: se lo misurate da entrambi i lati contemporaneamente, il flusso di sangue diretto alla testa potrebbe rallentare, e potreste svenire.

Una volta identificato il battito, contate i battiti per un minuto, oppure contateli per 30 secondi e poi moltiplicate per due.

Tachicardia

La tachicardia è la condizione in cui la frequenza cardiaca è superiore al normale. Il cuore di un adulto sano di solito batte da 60 a 100 volte al minuto, se la persona è a riposo. Se soffrite di tachicardia, gli atri e/o i ventricoli battono anche molto più veloce del normale.

Il battito cardiaco è controllato dagli impulsi elettrici che attraversano i tessuti del cuore. La tachicardia si verifica quando il cuore non funziona bene e i segnali elettrici sono troppo rapidi.

In alcuni casi può essere asintomatica e non provocare complicazioni. In altri, invece, può alterare gravemente la normale funzionalità cardiaca, aumentare il rischio di ictus o causare l’arresto cardiaco e il decesso del paziente.

Le terapie sono in grado di tenere sotto controllo la tachicardia o i disturbi a monte.

Se il cuore batte troppo in fretta, c’è il rischio che non riesca a pompare adeguatamente il sangue nel resto dell’organismo, e quindi gli organi e i tessuti non ricevano una quantità adeguata di ossigeno. Il paziente può quindi soffrire dei seguenti sintomi:

In alcuni pazienti la tachicardia rimane asintomatica e viene scoperta soltanto durante le visite o l’elettrocardiogramma, uno degli esami di controllo del cuore.

Bradicardia

La bradicardia è la situazione in cui la frequenza cardiaca è inferiore al normale. In un adulto sano a riposo il cuore di solito batte tra le 60 e le 100 volte al minuto, nei pazienti che soffrono di bradicardia, il cuore batte meno di 60 volte al minuto (quando è legata alla regolare pratica di attività fisica non è in genere un problema).

La bradicardia può diventare pericolosa se il cuore non riesce a pompare la giusta quantità di sangue ossigenato all'organismo, in questo caso il paziente può soffrire dei seguenti sintomi:

  • capogiro, svenimento (sincope),
  • vertigini,
  • debolezza e affaticamento,
  • fiato corto,
  • dolore al torace,
  • stato confusionale o problemi di memoria,
  • eccessivo affaticamento durante l’attività fisica.

In molti pazienti, tuttavia, la bradicardia non provoca sintomi né complicazioni.

Si può guarire dalla bradicardia con un pacemaker o con terapie di altro genere: la frequenza cardiaca ritornerà ai valori normali.

Frequenza massima stimata e frequenza ottimale

Uno dei modi per tarare l’intensità dell’attività fisica è quello di capire se la frequenza rimane all’interno di un intervallo ottimale prestabilito.

Per l’attività fisica di intensità moderata, la frequenza cardiaca dovrebbe rimanere tra il 50 e il 70% di quella massima. La frequenza massima è calcolata a partire dall’età, si può ottenere una stima della frequenza massima facendo il seguente calcolo:

220 - anni di età.

Ad esempio per un cinquantenne la frequenza massima è pari a 170 battiti al minuto e quindi la frequenza cardiaca durante un’attività fisica di intensità moderata dovrebbe essere compresa tra:

  • soglia del 50%: 170 x 0,5 = 85 battiti/minuto

e

  • soglia del 70% = 170 x0,7 = 119 battiti/minuto

Per l’attività fisica intensa la frequenza cardiaca dovrebbe rimanere tra il 70 e l’85% di quella massima. Per calcolarla potete basarvi sull’esempio precedente. Ad esempio, per un trentacinquenne, la frequenza massima è pari a 185 battiti/minuto e quindi:

  • soglia del 70% = 185 x 0,7 = 130 battiti/minuto

e

  • soglia dell’85% = 185 x 0,85 = 157 battiti/minuto

Per un trentacinquenne durante un’attività fisica intensa la frequenza dovrebbe rimanere tra i 130 e i 157 battiti/minuto.

Età Zona 50-85% Frequenza cardiaca massima
20 anni 100-170 200
30 anni 95-162 190
35 anni 93-157 185
40 anni 90-153 180
45 anni 88-149 175
50 anni 85-145 170
55 anni 83-140 165
60 anni 80-136 160
65 anni 78-132 155
70 anni 75-128 150

Se la frequenza è superiore a quella degli intervalli calcolati, vi state sforzando troppo, quindi vi consigliamo di andare con più calma. Se invece è più lenta potete sforzarvi un po’ di più.

Nelle prime settimane di allenamento, puntate a raggiungere la metà inferiore dell’intervallo (50%) e poi aumentate gradualmente fino a raggiungere l’85% della frequenza massima. Dopo sei o più mesi, con ogni probabilità sarete in grado di allenarvi senza problemi all’85% della frequenza massima. Per rimanere in forma, tuttavia, non è indispensabile raggiungere questo risultato.

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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