Cistoscopia transuretrale in uomo e donna: durata, dolore, rischi

Cos’è la cistoscopia?

La cistoscopia è un esame diagnostico che prevede l’inserimento di un sottile tubicino dotato di un’ottica collegata ad una telecamera ed una fonte luminosa (cistoscopio) nel condotto uretrale, consentendo la visualizzazione  della parete interna delle basse vie urinarie (uretra, prostata, collo della vescica e vescica).

L’uretra è il canale che consente l’emissione dell’urina all’esterno, la cui parte terminale decorre nel pene nel sesso maschile e sbocca invece poco sopra alla vagina nel sesso femminile. È una procedura che può essere effettuata sia nell’uomo che nella donna, ma in questo secondo caso risulta più agevole e meno traumatico in quanto il condotto uretrale è più corto e questo consente di arrivare più facilmente in vescica (va detto che l’utilizzo dei più recenti endoscopi, molto sottili e flessibili, ha drasticamente ridotto il disagio anche nell’uomo).

Cistoscopia

By Cancer Research UK – Original email from CRUK, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34333013

A cosa serve la cistoscopia?

La cistoscopia è un esame che viene effettuato a scopo di

  • diagnosi (anche eventualmente attraverso il prelievo di frammenti di tessuto – biopsie),
  • terapia (ad esempio iniezione di farmaci direttamente in vescica)
  • monitoraggio della progressione di patologie e risposta al trattamento.

Trova applicazione per patologie e condizioni quali

Possono inoltre essere individuate anche alterazioni a carico dell’apparato urinario quali

  • diverticoli, ovvero estroflessioni della tonaca mucosa e sottomucosa,
  • fistole (canale anomalo che si forma tra la vescica e gli organi circostanti),
  • uretere ectopico (fuori dalla sua normale posizione),
  • trabecolazioni (ipertrofia del tessuto muscolare),
  • ureterocele (dilatazione della regione inferiore dell’uretere).

Fa male?

L’esame è minimamente invasivo e l’introduzione dello strumento viene in genere descritto come molto fastidioso, talvolta doloroso, soprattutto nell’uomo (a causa di un’uretra più lunga); per ridurre al minimo il disagio del paziente si ricorre a gel lubrificante ed anestetico.

Cistoscopia rigida, flessibile, vescicale o transuretrale

Generalmente il cistoscopio è uno strumento molto sottile e flessibile per consentire una più facile progressione nel canale uretrale e in vescica; il suo diametro è di pochi millimetri e può essere lungo da 30 cm fino ad un metro e mezzo circa. In base alle caratteristiche anatomiche del paziente possono essere utilizzati materiali diversi, come anche differenti spessore e flessibilità:

  • Cistoscopia flessibile (usata in genere a scopo diagnostico)
  • Cistoscopia rigida (viene utilizzato uno strumento più rigido, che consente piccoli trattamenti chirurgici)
  • Cistoscopia maschile o femminile (vengono utilizzati strumenti di calibro diverso in quanto l’uretra maschile ha diametro minore ed un percorso più lungo e tortuoso)
  • Cistoscopia vescicale (per indagare patologie o malformazioni a carico della vescica ed uretra)
  • Cistoscopia transuretrale (per valutare anche la funzionalità degli ureteri che collegano la vescica ai reni; in questo caso si utilizza uno strumento più specifico chiamato uretroscopio, più sottile e lungo)

Preparazione

La cistoscopia è un esame diagnostico che non necessita di una particolare preparazione prima dell’esame, né restrizioni dietetiche (potrebbe essere richiesto un digiuno in caso di necessità di anestesia spinale/totale).

Potrebbe essere tuttavia necessario, a copertura di eventuali infezioni, una terapia antibiotica da iniziare il giorno prima dell’esame e da proseguire per alcuni giorni dopo.

Prima di essere sottoposti ad una cistoscopia i pazienti devono comunicare l’eventuale assunzione di terapia anticoagulante (aspirina, warfarin, …).

Subito prima dell’esame è necessario infine svuotare la vescica (urinare).

Serve anestesia?

Viene in genere effettuata in ambulatorio in anestesia locale, oppure in sala operatoria col paziente sedato in anestesia regionale (spinale) o, più raramente, generale.

L’anestetico di prima scelta è la lidocaina, applicata internamente all’uretra prima della procedura.

Quanto dura?

La cistoscopia ha di norma una durata molto breve, di circa 5 minuti, qualora invece le condizioni del paziente richiedessero la necessità di anestesia generale la procedura potrebbe durare 10-30 minuti.

Come si svolge l’esame

Una volta fatto distendere il paziente sul lettino in posizione supina, con le ginocchia divaricate, il medico applicherà il gel anestetico (oppure, se necessario, l’anestetico generale per via endovenosa).

Si procederà poi ad inserire e guidare delicatamente il cistoscopio attraverso l’uretra, fino a raggiungere la vescica; verrà quindi fatta defluire attraverso una soluzione salina che riempirà l’organo, al fine di

  • ottenerne la distensione, per una migliore visualizzazione delle sue pareti,
  • ridurre il rischio di perforazione con la punta del cistoscopio.

L’introduzione di liquidi in vescica potrebbe indurre la sensazione dello stimolo ad urinare.

L’operazione ha generalmente una durata di pochi minuti, può protrarsi nel caso in cui vengano eseguite particolari  procedure come la rimozione di un calcolo o un prelievo bioptico. Al termine della procedura potrà essere inserito un catetere vescicale.

Cosa fare dopo la procedura

Di norma al termine dell’esame sarà immediatamente possibile far ritorno a casa, ma nel caso di anestesia spinale/totale è richiesto un tempo di osservazione compreso tra 1-4 ore e la presenza di un accompagnatore (è sconsigliabile mettersi alla guida per 24 h). Viene in entrambi i casi atteso che il paziente si dimostri in grado di urinare autonomamente.

Per alleviare la presenza dei disturbi lievi e transitori che seguono l’esame è consigliabile un’abbondante idratazione.

Il ritorno alle normali attività quotidiane è pressoché immediato nel caso di cistoscopia flessibile, di poco ritardato (1-2 giorni) nel caso di cistoscopia rigida.

Questo potrebbe essere più tardi lo stesso giorno se hai avuto una cistoscopia flessibile o un paio di giorni dopo una cistoscopia rigida.

Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e consistono in:

Questi disturbi sono destinati alla risoluzione spontanea in 1-2 giorni; quando necessario può essere consigliata l’assunzione di antidolorifici per ridurre il fastidio, che può trarre beneficio anche da impacchi caldo-umidi.

Complicanze e rischi

Raramente si possono manifestare delle complicazioni serie, tra cui si annoverano:

  • Infezioni del tratto urinario, ad esempio cistite; contattare il Pronto Soccorso in caso di febbre, dolore, vomito
  • Rottura o perforazione della vescica, dell’uretere, dell’uretra
  • Emorragia e urine maleodoranti
  • Ritenzione urinaria (difficoltà ad urinare) conseguenza di un’eccessiva distensione vescicale (che potrebbe richiedere l’inserimento temporaneo di un catetere)
  • Complicanze relative all’anestesia generale

Quando contattare il medico

Si raccomanda di rivolgersi al medico od in Pronto Soccorso nel caso in cui:

  • dolore o sanguinamento persistano oltre pochi giorni
  • urinare sia molto doloroso
  • la quantità di sangue nelle urine sia tale da renderle torbide
  • siano presenti coaguli nelle urine
  • non si sia in grado di urinare
  • si sviluppi cattivo odore
  • si manifesti febbre alta e/o persistente e malessere generale
  • si avverta dolore lombare

 

A cura della Dr.ssa Emma Sorrentino, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Manuale di malattie dei reni –  Andreucci – Fuiano – Conte. 2004. Iedelson –Gnocchi Editore pagine 280 ISBN: 9788879473828
  • Humanitas.it

Articoli ed approfondimenti

Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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