Clisma opaco, fa male? Quale preparazione? A cosa serve?

Introduzione

Il clisma opaco è un esame radiologico utile a studiare l’intestino crasso, seconda e ultima parte del sistema digestivo, tramite un mezzo di contrasto introdotto attraverso il retto; sono possibili due diversi approcci:

  • Tradizionale, che fa uso di un mezzo di contrasto idrosolubile (ad esempio iopamidolo),
  • A doppio contrasto, che sfrutta bario e aria (in realtà oggi si usa insufflare CO2, gas che, a differenza dell’aria, viene rapidamente assorbito dai tessuti riducendo i possibili fastidi per il paziente come gonfiori e crampi).

Il bario (in genere si usa il solfato di bario) è una sostanza fortemente radiopaca, ossia in grado di impedire il passaggio dei raggi X, proprietà che consente all’operatore di vedere con chiarezza la forma e la struttura dell’organo in cui viene immessa.

Si tratta pertanto di un esame invasivo, non doloroso, ma certamente fastidioso. Il suo uso è andato progressivamente in declino con l’avvento delle tecniche endoscopiche come la colonscopia, esame che consente uno studio più approfondito e, nonostante un’invasività per certi versi superiore, consente di

  • vedere direttamente la mucosa intestinale,
  • risparmiare al paziente l’esposizione a radiazioni ionizzanti,
  • effettuare se necessario un prelievo bioptico
  • ed in ultima analisi di esprimere così una diagnosi di certezza.

Nonostante ciò, limitatamente ad alcune specifiche situazioni e patologie, il clisma opaco rimane l’opzione diagnostica migliore.

Dettaglio dell'intestino crasso

iStock.com/andegro4ka

A cosa serve il clisma opaco

Il clisma opaco serve a valutare e diagnosticare patologie dell’intestino crasso, in particolar modo:

I casi più appropriati per l’uso di questa metodica sono tuttavia quelli in cui serva un’analisi morfo-funzionale del colon, come in caso di:

  • Colite spastica
  • Colon irritabile
  • Dolicocolon (condizione patologica caratterizzata da un colon particolarmente lungo e attorcigliato su sé stesso a formare ulteriori anse, tortuosità e attorcigliamenti)

In tutti questi casi è impossibile eseguire una colonscopia completa, pertanto il clisma opaco rappresenta l’alternativa di elezione

Altre situazioni in cui può essere utile questo esame sono:

  • Nei soggetti anziani con diverticolosi e fragilità della parete intestinale non è possibile eseguire una colonscopia, in quanto maggiormente suscettibili a complicanze perforative. L’esecuzione di clisma opaco a doppio contrasto eseguito con una bassa pressione d’insufflazione rappresenta una buona alternativa.
  • Nel caso in cui ci sia un ostacolo all’interno del grosso intestino e la colonscopia non riesca, il clisma opaco è necessario per andare ad esplorare meglio il colon.

Controindicazioni

L’esame è controindicato nelle situazioni di:

È infine sconsigliato in pazienti molto anziani e debilitati

Preparazione

La preparazione all’esame rappresenta uno step di fondamentale importanza per una buona riuscita dello stesso, in quanto una preparazione sub-ottimale può essere causa di necessità di ripetizione del test, con tutti i disagi del caso.

La preparazione è sostanzialmente sovrapponibile a quella per la colonscopia tradizionale e consiste nella pulizia completa dell’intero colon, necessaria per la buona riuscita dell’esame (la presenza di feci potrebbe oscurare alcune alterazioni oppure creare immagini false); si raccomanda di fare riferimento alle indicazioni del proprio laboratorio (sono definiti diversi possibili approcci), ma in generale è necessario seguire precise regole alimentari i tre giorni precedenti all’esame:

  • Non mangiare alimenti contenenti fibre (pane, pasta, frutta e verdura) e riso, zucchero, alcolici, superalcolici, bevande gassate.
  • Si possono mangiare carne alla griglia, brodo, pesce bollito, uova sode, latte e latticini, …

Il giorno che precede l’esame è necessaria l’assunzione di specifiche preparazioni lassative e/o l’esecuzione di clisteri di pulizia, seguendo scrupolosamente le indicazioni ricevute.

Se la preparazione dell’intestino non fosse stata effettuata in modo adeguato nel referto dell’esame comparirà la segnalazione di “preparazione insufficiente” (o analoghe) ad indicare che l’intestino non è stato trovato adeguatamente pulito, con la possibilità che l’esame svolto non sia attendibile (viene in questi casi ripetuto dopo qualche giorno).

Come avviene

Il paziente viene fatto sdraiare poggiato sul fianco sinistro con cosce e gambe flesse; si effettua una prima radiografia per assicurarsi che il colon sia pulito, idoneo all’esecuzione dell’esame.

Viene quindi introdotta una sonda ben lubrificata all’interno del retto per 5-10 cm circa, connessa a una sacca che contiene il mezzo di contrasto che verrà lentamente iniettato nell’intestino per mezzo di una piccola pompa collegata alla sonda, alternando l’immissione di bario a quella di piccole quantità di aria, così da favorire una miglior distribuzione del mezzo di contrasto.

Tutto questo avviene sotto l’attento controllo radiologico del medico. Per migliorare la distribuzione del liquido nell’organo, raggiungendo tutte le anse intestinali, verrà chiesto al paziente di eseguire semplici movimenti, spostandosi prima su un fianco e poi sull’altro.

Vengono quindi eseguiti radiogrammi mirati e panoramici nei diversi decubiti per fissare le immagini.

Nel paziente colostomizzato la procedura è la stessa, con la differenza che la sonda viene inserita nel colostoma.

Radiografia catturata dopo introduzione di bario solfato nell'intestino

iStock.com/mr.suphachai praserdumrongchai

Fa male?

In genere i pazienti non lo descrivono propriamente doloroso, quanto più causa di disagio e fastidio legati all’introduzione della sonda rettale e successivamente del liquido baritato (manovra che peraltro può determinare l’insorgenza dello stimolo a evacuare); è prassi comune, prima dell’esecuzione del test, iniettare per via intramuscolare una fiala di Buscopan® o equivalente, un farmaco antispastico con la funzione di prevenire eventuali dolori addominali conseguenti all’inserimento della sonda, del mezzo di contrasto e dell’insufflazione di aria.

Quando dura?

L’esecuzione del clisma opaco richiede in genere dai 20 ai 40 minuti, a seconda della compliance e della situazione clinica del paziente.

Dopo l’esame

Si tratta di un esame invasivo e, anche se non pericoloso, comunque in grado di lasciare il paziente un po’ spossato; per questa ragione si consiglia di presentarsi in ambulatorio accompagnati e, dopo l’esecuzione, di tornare a casa e stare in riposo per una giornata.

Nelle 24 ore che seguono l’esame si potrebbe avvertire una sensazione di pienezza addominale, che comunque si risolve spontaneamente attraverso le successive emissioni di gas ed evacuazioni del residuo di bario che può far assumere alle feci un aspetto biancastro.

È consigliabile assumere liquidi in abbondanza per prevenire la possibile stitichezza legata al mezzo di contrasto (se necessario effettuare un clistere o assumere un lassativo, a giudizio del proprio curante).

 

A cura del Dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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