Ecografia: come funziona e i dubbi comuni

Cos’è l’ecografia?

L’ecografia è un esame diagnostico largamente richiesto dai medici grazie a caratteristiche quali

  • facilità di esecuzione
  • basso costo
  • innocuità per il paziente (non vengono emesse radiazioni).

L’esame utilizza gli ultrasuoni e consente lo studio di diverse parti del corpo come muscoli, ghiandole, linfonodi, vasi sanguigni, organi addominali e pelvici, come ad esempio fegato, milza, utero, vescica, prostata, …

L’ecografia è una metodica indolore e non invasivo, basata sull’utilizzo di una sonda che non viene introdotta all’interno del corpo (salvo eccezioni, vedi dopo), ma semplicemente poggiata esternamente in corrispondenza del distretto da indagare.

Relativamente alla preparazione richiede semplicemente l’applicazione di un gel elettroconduttore in grado di consentire alla sonda di scivolare sulla pelle e, allo stesso tempo, amplificare la trasmissione degli ultrasuoni, eliminando l’aria compresa tra sonda e pelle del paziente.

Le onde sonore sono trasmesse dalla sonda dell’ecografo al corpo umano dove, attraversando i tessuti biologici, vengono convertite in immagini che il medico è in grado di osservare in tempo reale su un apposito monitor.

Ecografia ad una spalla

iStock.com/familylifestyle

Come funziona?

Per effettuare un’ecografia il medico radiologo si avvale di uno strumento chiamato ecografo.

L’ecografo è formato da:

  • una sonda che trasmette e riceve il segnale
  • un sistema elettronico, formato da un trasduttore che genera le onde sonore e ne rielabora l’eco di ritorno, trasformando le onde sonore in immagini
  • un monitor per la visualizzazione delle immagini ecografiche

L’ecografia sfrutta le proprietà degli ultrasuoni, onde sonore che il nostro orecchio non è in grado di sentire (il termine ultrasuono significa “al di la del suono”) perché caratterizzate da una frequenza superiore ai 20 000 Hertz (alcuni animali sono peraltro in grado di udire gli ultrasuoni: balene e delfini usano gli ultrasuoni per comunicare tra di loro, mentre ad esempio i ratti ne sono infastiditi tanto da abbandonare un ambiente in cui ve ne sia una spiccata diffusione).

Dal nostro punto di vista è importante invece comprendere che gli ultrasuoni sono in grado di penetrare all’interno dei tessuti biologici, in modo inversamente proporzionale alla loro frequenza: maggiore è la frequenza dell’onda sonora, minore è la sua di arrivare in profondità.

La propagazione degli ultrasuoni non è dissimile da quella che possiamo pensare immaginando un’onda che si propaga nell’acqua, ad esempio quando si getta un sassolino in uno stagno: le onde che si producono appaiono come cerchi concentrici che si allargano, man mano che ci si allontana dal punto in cui il sassolino ha toccato l’acqua.

Gli ultrasuoni hanno diverse velocità di propagazione, in base alla densità del tessuto che attraversano: sono più veloci con i solidi, rallentano se incontrano gas o aria.

Quando gli ultrasuoni attraversano due tessuti diversi si verifica un fenomeno di riflessione dell’onda, definito eco: l’eco si forma sulla superficie che divide i due tessuti ed impiega un certo tempo per ritornare al punto in cui il fascio di ultrasuoni è stato generato (cioè la sonda ecografica), in base alla profondità in cui si trova la superficie che ha prodotto l’eco stesso. Il ritorno del fascio di ultrasuoni, sotto forma di eco, viene catturato dalla sonda e trasformato in immagine che il medico visualizza nel monitor collegato alla sonda (immagine ecografica).

A cosa serve?

Il medico può richiedere un’ecografia per vari motivi, come ad esempio in caso di:

  • dolore persistente o ingravescente
  • gonfiore o comparsa di una tumefazione in qualche parte del corpo
  • comparsa di sangue o altri disturbi a carico dell’apparato riproduttivo o genito-urinario
  • difficoltà digestive
  • sospetto di malattia arteriosa o venosa, specie in persone a rischio per malattie circolatorie (come diabetici, ipertesi o cardiopatici)
  • controllo e monitoraggio di una malattia nota
  • monitoraggio in corso di gravidanza

Cosa si vede?

L’ecografia è un esame diagnostico di primo livello, ossia quello da preferire come primo approccio nello studio di una determinata parte del corpo, riservando ai casi complicati o dubbi l’esecuzione di indagini più approfondite (come TAC, risonanza magnetica, PET, …).

Con l’ecografia è possibile studiare praticamente qualsiasi parte del corpo (muscoli, tendini, legamenti, organi, linfonodi, vasi sanguigni e ghiandole), ad eccezione delle ossa e dei polmoni ed in maniera limitata l’intestino.

Più in particolare, tra gli organi che possono essere indagati con un esame ecografico ricordiamo:

  • fegato
  • vie biliari
  • reni
  • milza
  • pancreas
  • vescica
  • utero
  • ovaie
  • prostata
  • testicoli
  • mammella
  • tiroide

Casi speciali

L’ecografia trans-vaginale (interna) è un esame di routine che il ginecologo effettua in corso di visita, per controllare il benessere dell’apparato riproduttivo femminile. In questo caso la sonda ecografica viene introdotta all’interno del corpo attraverso la vagina, per consentire una visione diretta di utero, ovaie e salpingi; solo nelle bambine e nelle donne vergini, è utilizzata l’ecografia pelvica (esterna).

Sonda per ecografia trans-vaginale

iStock.com/Kateryna Kukota

L’ecografia trans-rettale, insieme ad una accurata visita medica, può essere effettuata dall’urologo in caso si sospetti una patologia a carico della prostata.

Anche il cuore può essere esaminato con un’ecografia, ma in questo caso si parla più propriamente di ecocuore od ecocardiogramma; il controllo può essere effettuato con sonda esterna, applicata al petto del paziente, o in casi particolari con sonda interna introdotta in bocca (per via trans-esofagea).

Allo studio delle camere cardiache può associarsi quello dei vasi sanguigni coronarici mediante un’applicazione ecografica che prende il nome di eco- colordoppler. Si tratta di un esame ecografico speciale che permette di raccogliere informazioni morfologiche e funzionali sui vasi sanguigni di qualsiasi parte del corpo, studia dunque non solo eventuali anomalie strutturali del vaso sanguigno (della parete o di una sua componente), ma anche della direzione del flusso e della velocità del sangue che vi scorre all’interno.

Ecografia e Gravidanza

Ecografia in gravidanza

iStock.com/Kemal Yildirim

L’esecuzione dell’ecografia è un momento emozionante nella vita di ogni donna in attesa. In gravidanza sono raccomandate 3 ecografie, una per ciascun trimestre, al fine di monitorare lo stato di salute del nascituro.

La prima ecografia, effettuata tra la 6 e 14 settimana, permette di conoscere:

  • se è una gravidanza singola o gemellare
  • lo stato di benessere e vitalità del feto, attraverso l’ascolto del battito cardiaco
  • eventuali malformazioni genetiche, come la sindrome di Down, attraverso la misura ecografica di una piccola falda di liquido che si raccoglie dietro la nuca del feto (test della translucenza nucale)
  • la data presunta del parto.

La seconda ecografia (ecografia morfologica), effettuata tra la 19 e 21 settimana, consente di evidenziare:

  • eventuali malformazioni fetali, in particolare a carico del cuore o di altre parti in formazione come cervello, arti, stomaco o vescica
  • il sesso del nascituro
  • eventuali anomalie della placenta e del liquido amniotico.

L’ultima ecografia, effettuata intorno alla 32 settimana, permette di confermare:

  • il regolare sviluppo del feto
  • e stabilire se il feto è posizionato bene e pronto per il parto (a testa in giù).

In caso di necessità ed a giudizio del ginecologo i controlli possono essere più serrati, perché anche in questo caso feto e mamma non vengono esposti ad alcun rischio.

Come prepararsi per l’esame?

Nel caso in cui si voglia studiare una ghiandola del collo (ad esempio la tiroide) oppure i muscoli o ancora articolazioni o linfonodi, generalmente il paziente non deve eseguire alcuna preparazione prima di sottoporsi all’esame.

Di contro, per lo studio degli organi dell’addome o del basso ventre od in caso di gravidanza, il medico richiederà al paziente di bere mezzo litro d’acqua 20 minuti prima dell’esecuzione dell’esame: il riempimento della vescica funge infatti da eco degli ultrasuoni, consentendo una migliore visualizzazione dei visceri.

Utile è infine un digiuno di 8 ore prima di eseguire un’ecografia degli organi dell’addome superiore.

Cosa portare con sé?

È sempre raccomandato quando ci si reca in un ambulatorio per effettuare un’ecografia portare con se eventuali referti di esami già eseguiti precedentemente (anche diversi da quello ecografico) e di visite specialistiche se effettuate, oltre che raccontare la propria storia clinica, comprendente eventuali sintomi se presenti, malattie note, interventi chirurgici pregressi e/o farmaci assunti.

Quanto dura l’esame?

L’ecografia ha una durata media di circa 15-20 minuti in base alla sede che si vuole indagare.

Chi può sottoporsi ad un’ecografia?

L’esame ecografico non ha controindicazioni, chiunque può sottoporvisi, compresi anche donne in gravidanza, anziani e bambini.

Si tratta inoltre di un esame che può essere ripetuto più volte, anche con brevi intervalli tra un esame e l’altro, ad esempio per il monitoraggio di una malattia nota che si intende seguire nel tempo. Questo esame infatti non è nocivo per la salute, a differenza di altri esami d’imaging basati sull’esposizione del paziente a radiazioni di tipo X (come radiografie o TAC) e che possono richiedere l’uso di mezzi di contrasto.

È tuttavia un esame operatore-dipendente, ciò significa che è fondamentale che venga eseguito solo da personale medico esperto e che garantisca quindi la corretta esecuzione dell’esame, la formulazione di una diagnosi ed evitare quindi al paziente, laddove possibile, controlli aggiuntivi con esami di secondo livello come la TAC.

Altri utilizzi

Oltre che a scopo diagnostico, gli ultrasuoni vengono utilizzati anche a scopo terapeutico, generalmente prodotti con frequenza differente, come nel caso di

Fonti e bibliografia

  • Compendio di radiologia . R. Passariello – G. Simonetti. Idelson-Gnocchi Editore.

A cura della Dr.ssa Tiziana Bruno

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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