Valori Normali

Negli esseri umani la temperatura corporea normale è pari a circa 37 °C, ma a seconda delle fonti si segnalano valori anche leggermente diversi, a testimonianza di una leggera variabilità individuale.

A livello medico ed accademico è in genere usato il valore di 36.8° ± 0.4°C per misurazioni effettuate in bocca (Fonte: Harward), ma questo non  significa che sia il valore corretto per ogni essere umano.

Secondo Wikipedia sono invece considerate normali per le altre zone del corpo:

  • Ano (rettale), vagina ed orecchio:  37.5 °C
  • Esterna (ascella) 36.5 °C

Non esiste quindi un valore unico considerato come normale, ma questo può leggermente variare a seconda del soggetto, dell'attività in corso, dell'ambiente, ...

Molto in generale, si definisce quindi "febbre" una temperatura superiore a quella normale.

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

La temperatura corporea è un parametro di fondamentale importanza nella valutazione dello stato di salute di adulti e bambini; le reazioni metaboliche alla base delle Vita possono verificarsi correttamente solo in un ristretto intervallo di temperatura ed è per questo motivo che è così importante che i valori rimangano sempre più vicini possibili a quelli normali.

Quando si verificano variazioni di temperatura l’organismo cerca ripristinare la situazione iniziale attraverso:

  • contrazioni muscolari e variazioni del metabolismo cellulare per aumentare la produzione di energia quando serve aumentare la temperatura, in caso di ipotermia,
  • oppure attraverso vasodilatazione e sudorazione per cercare di disperdere il calore e ridurre i valori in caso di febbre.

Febbre

Nella maggior parte dei pazienti la febbre compare durante infezioni a risoluzione spontanea, che non richiedono cioè alcun trattamento; si noti che l’utilizzo di farmaci (come il paracetamolo, principio attivo della Tachipirina®) serve esclusivamente per ridurre la sensazione di malessere e non per la cura della condizione che lo determina.

La febbre fa in ogni caso parte dei meccanismi di difesa dell’organismo, perché in grado di ostacolare la replicazione dei microorganismi infettanti (virus e batteri), quindi l’uso di antipiretici (farmaci per abbassare la febbre) va attentamente valutato caso per caso. In alcuni soggetti a rischio (bambini piccoli, anziani debilitati, cardiopatici, broncopneumopatici) il trattamento della febbre è fortemente consigliato, poiché la febbre aumenta la richiesta di ossigeno (13% in più ogni grado al di sopra dei 37 °C) e questo potrebbe aggravare una possibile insufficienza cardiaca od una patologia respiratoria cronica.

Quando si ha la febbre in genere non si sente la necessità di mangiare, ed entro certi limiti il digiuno non è un problema; al contrario è di grande importanza bere molto, per disperdere il calore e favorire l’eliminazione delle tossine attraverso urine, feci e sudore.

Termometro digitale che segna una temperatura di 41 °C

iStock.com/deepblue4you

Interpretazione

Valutare se ci sia febbre o meno può non essere semplice per misurazioni che siano di poco superiori alla norma, in quanto come vedremo in seguito sono numerosi i fattori che possono rendere conto di piccole variazioni.

A seconda del valore della temperatura misurata sotto l'ascella, l'eventuale febbre può essere classificata in vari modi:

Classificazione Valore in °C
subfebbrile 37 - 37,3
febbricola 37,4 - 37,6
febbre moderata 37,7 - 38,9
febbre elevata 39 - 39,9
iperpiressia superiore a 40

Fattori che influenzano l'esame

Oltre alla variabilità individuale di cui abbiamo parlato, sono numerosi i fattori che possono rendere conto di un'alterazione più o meno profonda dei valori:

  • La temperatura subisce fisiologiche variazioni  nell'arco della giornata (ritmo circadiano), con il livello più basso registrato al mattino alle 4 (o secondo alcune fonti due ore prima del risveglio) e più alto la sera alle 18.
  • Anche con il cambio delle stagioni nel corso di ogni anno si registrano variazioni (ritmo circannuale) e persone che vivono in climi diversi possono mostrare diversi modelli stagionali.
  • Digestione: si parla anche di termogenesi post-prandiale per spiegare la produzione di calore che avviene nell'organismo in seguito ai pasti.
  • Età (con il passare degli anni diminuisce il valore medio e la sua variabilità nell'arco della giornata, quindi a parità di valore di febbre nella persona anziana la gravità è probabilmente maggiore).
  • Attività fisica (tende a causare aumenti dei valori).
  • Ciclo mestruale (a seguito dell'ovulazione la temperatura aumenta fino a mezzo grado circa a seguito dell'effetto del progesterone).
  • Sensazioni e bisogni come fame, sonno o freddo.
  • Farmaci.
  • Condizioni ambientali (temperatura, umidità, ...).
  • Dieta (le diete dimagranti diminuiscono la temperatura).
  • Emozioni e stati d'animo.
  • Sonno ed eventuale carenza.

La febbre misurata in bocca è inoltre influenzata da:

  • bere,
  • masticare,
  • fumare,
  • respirazione con la bocca aperta.

Preparazione richiesta

  • Sia che si usi un termometro digitale, a mercurio (ormai introvabili in commercio a causa della pericolosità della sostanza) od ecologico, questo dev’essere disinfettato prima e dopo ogni misurazione per prevenire un possibile contagio crociato.
  • Nei casi di termometro ecologico o a mercurio, è importante che non venga agitato dal paziente stesso per abbassare la temperatura della precedente misurazione, perchè potrebbe alterare la misurazione a seguito delle contrazioni muscolari.
  • Aspettare sempre almeno un'ora a seguito di esercizio fisico o bagno caldo, ed almeno 30 minuti dopo aver fumato, mangiato o bevuto cibo/liquidi particolarmente freddi o caldi.

Altre informazioni

Manifestazione della febbre

La febbre si manifesta di solito in tre fasi distinte:

  1. Fase prodomica o fase d'ascesa: aumenta la temperatura, si verificano spasmi muscolari involontari (brividi), vasocostrizione, stimolazione della tiroide. Il paziente percepisce una sensazione di freddo.
  2. Fase del fastigio o acme febbrile: il soggetto prova una sensazione di caldo, con pelle calda ed arrossata, mal di testa, dolori muscolari, diminuzione della produzione di pipì, agitazione ed aumento della frequenza cardiaca e respiratoria.
  3. Fase di defervescenza: Si abbassa la temperatura corporea attraverso meccanismi di sudorazione e vasodilatazione. Si percepisce caldo.

Sensazioni e cambiamenti corporei

  • 44 °C, quasi certamente si verificherà la morte, anche se si conoscono casi aneddotici di sopravvivenza fino a 46,5 °C.
  • 43 °C, normalmente il soggetto va incontro a morte, o comunque si verificano gravi danni al cervello, continue convulsioni e shock. Si verificherà probabilmente un collasso cardio-respiratorio.
  • 42 °C, il soggetto può impallidire, si verificano delirio, vomito e talvolta convulsioni. La pressione arteriosa può essere alta o bassa e la frequenza cardiaca risulterà di molto accelerata.
  • 41 °C, possono verificarsi svenimento, vomito, mal di testa, vertigini, confusione, allucinazioni, delirio e sonnolenza. Ci possono essere anche palpitazioni e affanno.
  • 40 °C, si verifica svenimento, disidratazione, debolezza, vomito, mal di testa, vertigini, sudorazione profusa. Inizia ad esserci pericolo per la vita.
  • 39 °C, si manifesta sudorazione grave ed arrossamento della pelle; la frequenza cardiaca aumenta e compare affanno e stanchezza. I bambini e le persone affette da epilessia iniziano ad essere a rischio di convulsioni.
  • 38 °C, si può manifestare sudorazione, disagio, senso di leggera fame.
  • 36 °C, potrebbero comparire lievi brividi, ma è una temperatura raggiungibile normalmente durante il sonno.
  • 35 °C, compare brivido intenso, intorpidimento e la pelle tende al bluastro/grigio (cianosi). Possibilità di cambiamenti del comportamento.
  • 34 °C, brividi intensi, perdita di movimento delle dita ormai azzurre e confusione.
  • 33 °C, confusione da moderata a grave, sonnolenza, riflessi depressi e progressiva scomparsa dei brividi, battito cardiaco rallentato, respirazione superficiale.
  • 32 °C, compaiono allucinazioni, delirio, completa confusione, estrema sonnolenza che sta progressivamente diventando coma. Si parla ormai di grave emergenza medica.
  • 31 °C, raramente il soggetto è ancora cosciente, assenza di riflessi, gravi problemi al ritmo cardiaco.
  • 28 °C, il paziente sembra morto e l'arresto respiratorio è imminente.
  • 24-26 °C, morte per arresto cardiaco od arresto respiratorio; casi occasionali ed aneddotici di sopravvivenza fino a 14.2 °C.

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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