Fluorangiografia retinica: procedura, rischi, benefici

Cos’è la fluorangiografia?

L’Angiografia con fluoresceina (FA) o fluorangiografia (FAG) è un esame strumentale utilizzato nel contesto oftalmologico per l’osservazione del flusso sanguigno delle principali strutture oculari e principalmente la retina.

Nello specifico, l’occhio è costituito da tre principali porzioni:

  • La parte più esterna (tonaca esterna) è costituita da fibre ed è caratterizzata dalla presenza di cornea e sclera, rispettivamente un rigonfiamento trasparente attraverso il quale passa la luce e una membrana bianca e molto resistente che ricopre la restante porzione dell’occhio;
  • La tonaca media, costituita da tessuto connettivo e numerosi vasi sanguigni, comprende l’iride, il corpo ciliare e la coroide:
    • l’iride è la parte dell’occhio, costituita da fibre contrattili, che ne fornisce il colore caratteristico;
    • il corpo ciliare essenziale per la messa a fuoco degli oggetti;
    • la coroide la quale fornisce le sostanze nutritive alle strutture oculari;
  • La tonaca interna, ove risiede la retina, è la membrana interna che ricopre la parte posteriore dell’occhio e dove hanno sede i coni e i bastoncelli, fotorecettori che assorbono la luce e la trasformano in informazione neurale.
Anatomia semplificata dell'occhio umano

Anatomia semplificata dell’occhio (iStock.com/solar22)

L’angiografia con fluoresceina è utilizzata per osservare tonaca media e tonaca interna al fine di diagnosticare alcune patologie dell’occhio, come ad esempio il distacco della retina e la retinite pigmentosa, utilizzando un mezzo di contrasto fluorescente per evidenziare la circolazione retinica.
È uno strumento molto utilizzato perché estremamente funzionale all’osservazione del fondo dell’occhio, sebbene venga considerato piuttosto invasivo data la necessità di somministrare il mezzo di contrasto per via endovenosa; non vi sono comunque particolari rischi o controindicazioni, se non alcune particolari reazioni allergiche legate alla fluoresceina.

Fa male?

La fluorangiografia retinica è veloce e indolore.

A cosa serve?

L’angiografia con fluoresceina è utilizzata per la valutazione diagnostica di specifiche patologie legate alla vascolarizzazione oculare, grazie alla possibilità di osservare la circolazione sanguigna della retina, della coroide e delle strutture dell’occhio più profonde ed interne.
Le principali malattie oculistiche osservate attraverso la fluorangiografia sono:

Grazie all’utilizzo dell’infrarosso in coniugazione al mezzo di contrasto è possibile identificare melanomi e nevi, nonché qualsiasi alterazione della normale funzionalità oculare.

Più in generale permette un’accurata osservazione della morfologia dell’occhio interno e della sua circolazione sanguigna.

Preparazione

L’angiografia con fluoresceina non richiede una particolare preparazione da parte del paziente, se non alcuni piccoli accorgimenti essenziali per la buona riuscita dell’esame:

  • L’esame viene eseguito successivamente ad una prima valutazione clinica del medico oculista e previa un’accurata indagine anamnestica per individuare ulteriori possibili malattie oftalmologiche.
  • È possibile eseguire preliminarmente alcune prove allergologiche per assicurarsi che il soggetto non presenti controindicazioni alla somministrazione del mezzo di contrasto.
  • Il medico dovrà somministrare al paziente alcune gocce capaci di dilatare la pupilla al fine di rendere più agevole l’osservazione del fondo, per cui è necessario essere accompagnati da qualcuno data l’alterazione visiva che le gocce stesse comportano e che può perdurare per un massimo di 12 ore, limitando le possibilità di movimento e rendendo pericoloso il ritorno presso la propria abitazione.
  • È necessario presentarsi al momento dell’esame senza indossare lenti a contatto che, nel caso, andrebbero senz’altro rimosse.
  • È raccomandabile presentarsi a digiuno, in quanto alcune reazioni avverse, sebbene non comuni, prevedono lo sviluppo di nausea e vomito.

Mezzo di contrasto

Per effettuare l’angiografia con fluoresceina è possibile utilizzare, come mezzo di contrasto, la fluoresceina o l’indocianina a seconda della porzione dell’occhio che si desidera evidenziare:

  • la fluoresceina è un mezzo di contrasto fluorescente molto utile per l’osservazione della circolazione sanguigna della retina;
  • l’indocianina, invece, è preferibile quando sia necessaria l’osservazione della coroide.

È comunque possibile effettuare entrambe le procedure in sequenza.

Procedura

L’esame si svolge nel seguente modo:

  1. Vengono somministrati al soggetto colliri midriatici utilizzati per allargare il diametro della pupilla, solitamente a base di atropina o composti da essa derivati;
  2. Il paziente si siede poi di fronte al retinografo, una speciale fotocamera in grado di catturare le immagini del fondo dell’occhio, per effettuare una serie di fotografie preliminari all’angiografia;
  3. Viene effettuata la somministrazione del mezzo di contrasto per via endovenosa, che si diffonde opi nel giro di qualche secondo;
  4. A questo punto il retinografo emette una luce blu o una luce infrarossa che permette di evidenziare i vasi sanguigni grazie alla presenza del mezzo di contrasto; le foto scattate (un’immagine al secondo per 20 secondi) a questo punto forniscono un’immagine dettagliata del flusso sanguigno delle zone in evidenza
  5. A giudizio del medico oculista è possibile raccogliere ulteriori immagini in fase tardiva, a 5-15 dall’iniezione.

La procedura è del tutto indolore, l’unico fastidio può essere derivato dall’iniezione endovenosa del mezzo di contrasto.

Quanto dura?

La durata della procedura può variare da un minimo di 10 minuti ad un massimo di 30-40 minuti, in base alla necessità di effettuare l’esame sia con mezzo di contrasto fluoresceina che con indocianina.

Si può guidare?

A seguito della fluoroangiografia la guida è controindicata, a causa dell’utilizzo di colliri in grado di stimolare una dilatazione della pupilla che potrebbe influire per qualche ora sulla normale capacità visiva.

Interpretazione dei risultati

Angiografia con fluorescina

By Ying Chi, Chunying Guo, Yuan Peng, Lijun Qiao, Liu Yang – Ying Chi et. al. “A Prospective, Observational Study on the Application of Ultra-Wide-Field Angiography in the Evaluation and Management of Patients with Anterior Uveitis”, PLoS ONE doi:10.1371/journal.pone.0122749, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=74574640

Le caratteristiche dei vasi sanguigni che vengono osservate attraverso l’angiografia con fluoresceina sono:

  • La grandezza dei vasi stessi
  • La presenza di vasi anomali che potrebbero, ad esempio, essere di origine tumorale
  • Eventuali perdite di sangue o ostruzioni dei vasi

Controindicazioni e rischi

L’angiografia con fluoresceina è un esame indolore e molto comune, sebbene possa presentare alcuni effetti collaterali gravi tendenzialmente molto rari.

Tra le reazioni più comuni si annoverano:

  • Nausea
  • Vomito
  • Secchezza delle fauci (bocca secca)
  • Tachicardia
  • Starnuti continui
  • Alterazione della vista (causata dal collirio midriatico)
  • Alterazione del colore delle urine, causata dall’espulsione del mezzo di contrasto (il colorante renderà l’urina più scura, prendendo un colore arancione per un giorno o due a seguito del test)

Le conseguenze più gravi, rare, sono strettamente legate a reazioni allergiche dovute alla somministrazione del mezzo di contrasto:

Gravidanza

Non è consentito effettuare un’angiografia con fluoresceina durante il periodo della gravidanza, in quanto non si dispone di dati a sufficienza sulle conseguenze che la somministrazione del mezzo di contrasto potrebbe avere sul feto.

 

A cura del Dr. Enrico Varriale, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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