Polisonnografia: indicazioni, rischi e procedura

Introduzione

La polisonnografia, è un test utilizzato per indagare e diagnosticare i disturbi del sonno; mediante uno specifico strumento, il polisonnigrafo, vengono monitorati

  • onde cerebrali,
  • livelli di ossigeno nel sangue,
  • frequenza cardiaca
  • frequenza respiratoria,
  • movimenti degli occhi e delle gambe.

Viene solitamente eseguita all’interno di un ospedale o comunque in un centro specializzato per le malattie del sonno; oltre alla diagnosi permette di impostare un trattamento razionale basato sui dati anche in caso di precedente diagnosi.

A cosa serve

Questo test permette di monitorare le 2 fasi del sonno,

  • fase non REM (Rapid Eye Movement, movimenti rapidi degli occhi)
  • fase REM.

La fase non REM si divide a sua volta in 3 fasi:

  1. si verifica principalmente all’inizio del sonno, in cui il movimento degli occhi è lento; si assiste ad una riduzione dell’attività cerebrale, quando si verifica il passaggio da veglia a sonno;
  2. è la fase del sonno leggero, in cui si rileva un rilassamento di tutta la muscolatura e non si verificano movimenti oculari;
  3. è la fase del sonno profondo; è possibile sognare, ma i sogni tendono ad essere meno vividi e intensi rispetto alla fase REM.

La fase REM è di durata breve, generalmente non superiore ai 15 minuti (successivamente ricomincia la fase non REM) in cui solitamente avvengono i sogni più profondi, l’attività cerebrale è molto marcata e i movimenti oculari sono rapidi.

Come si vede dal grafico le diverse fasi si susseguono più volte nella notte.

Il medico può consigliare la polisonnografia in caso di sospetto di alcune malattie, tra cui ad esempio:

  • Sindrome delle apnee notturne nel sonno (OSAS): arresto involontario della respirazione durante la notte che in genere si verifica per più di 10 secondi e può essere completo (apnea) o incompleto (ipopnea)
  • Disturbo del movimento periodico degli arti: frequenti contrazioni o spasmi muscolari sia alle braccia che alle gambe durante il sonno. Spesso questa malattia è associata alla sindrome delle gambe senza riposo.
  • Narcolessia: il paziente spesso lamenta attacchi di improvvisa sonnolenza diurna, che possono essere molto pericolosi, soprattutto se si presenta alla guida.
  • Disturbi del comportamento durante la fase REM del sonno: come descritto precedentemente, in questo lasso di tempo si verificano i sogni più vividi (sembrano quasi reali); se viene meno l’inibizione motoria, fisiologica in questa fase del sonno, possono verificarsi stati di importante agitazione psicomotoria e contrazioni muscolari violente che possono anche essere un pericolo per la persona che dorme accanto.
  • Insonnia cronica senza un motivo specifico.

Rischi

La polisonnografia è un esame diagnostico assolutamente non invasivo e indolore. L’effetto collaterale più frequente è l’irritazione cutanea causata dall’adesivo utilizzato per collegare i sensori alla pelle.

Preparazione

Per l’esecuzione del test non vengono richiesti particolari accorgimenti: è consigliato evitare l’assunzione di bevande o alimenti che contengano alcol o caffeina durante il pomeriggio-sera dato perché in grado di alterare il sonno, rendendo inefficace e poco attendibile l’esecuzione del test. Viene sconsigliato anche il riposo pomeridiano, così come l’applicazione di gel, creme o trucchi, dato che possono interferire con l’utilizzo degli elettrodi.

Esecuzione del test

Al paziente viene consigliato di recarsi presso il centro di riferimento ospedaliero in serata, dove vi rimarrà per tutta la notte; con sé può portare i propri indumenti e tutti gli effetti personali, in modo tale da sentirsi a proprio agio. La stanza in cui viene eseguita la polisonnografia è singola ed è dotata di una videocamera a bassa luminosità, che permette ai tecnici di monitorare il paziente per tutta la notte.

I sensori del polisonnigrafo vengono posizionati sul cuoio capelluto, sulle tempie, sul petto e sulle gambe attraverso un delicato adesivo; sono collegati da fili a un computer, comunque sufficientemente lunghi da permettere al paziente di muoversi a letto.

Durante l’esecuzione del test lo specialista controlla, monitora e registra tra l’altro:

  • Onde cerebrali (elettroencefalogramma)
  • Movimenti oculari (elettrooculogramma)
  • Frequenza cardiaca (elettrocardiogramma)
  • Frequenza respiratoria e saturazione di ossigeno nel sangue (anche attraverso il flusso di aria tramite bocca e naso, movimenti del torace e dell’addome)
  • Posizione del corpo e movimento degli arti (anche attraverso valutazioni elettromiografiche)
  • Il russamento o altri suoni che possono essere emessi durante il sonno

In caso di necessità è possibile parlare in qualsiasi istante con il tecnico che assiste all’esame attraverso il dispositivo di monitoraggio.

La mattina, al termine dell’esecuzione del test, i sensori vengono rimossi e il paziente può tornare alle sue attività quotidiane senza particolari problemi. Saranno necessari più giorni per avere i risultati dell’esame.

Risultati

Le misurazioni registrate durante la polisonnografia forniscono informazioni dettagliate su ciò che interferisce su un sonno ristoratore, che è fondamentale per la salute dell’intero organismo, oltre ad indirizzare il medico verso l’impostazione di una terapia mirata.

Tra le possibili considerazioni condotte sui risultati troviamo:

  • onde cerebrali e movimenti oculari, che possono aiutare il team sanitario a valutare le varie fasi del sonno, così come le interruzioni, che possono verificarsi nella narcolessia o nei disturbi comportamentali durante la fase REM;
  • cambiamenti della frequenza cardiaca e respiratoria che, se anomali, possono suggerire la presenza di apnea notturna. In questi casi viene consigliato l’utilizzo della CPAP che garantisce un flusso costante di aria nelle vie aeree, riducendo il rischio delle complicanze, che alla lunga si possono verificare nella sindrome delle apnee ostruttive notturne;
  • movimenti eccessivamente frequenti delle gambe che interrompono il sonno possono indicare un disturbo periodico del movimento degli arti.

Le informazioni raccolte durante la polisonnografia sono valutate dapprima da un tecnologo polisonnografico, che utilizza i dati per tracciare le fasi e i cicli del sonno; successivamente vengono valutate dal medico specialista e sulla base di questo, verrà impostato il trattamento più idoneo.

 

A cura del Dr. Francesco netto, medico chirurgo

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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