Tampone per coronavirus: quando e come si fa?

Introduzione

I coronavirus, così chiamati per la loro caratteristica struttura dotata sulla superficie di punte a forma di corona, sono una famiglia di virus respiratori ad RNA con capsula, in grado di determinare quadri di malattia di gravità differente.

La COVID-19 (COronaVIrus Disease 19), anche nota come malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 o malattia da coronavirus 2019, è causata dal microrganismo SARS-CoV-2, appartenente a questa famiglia di virus, ma non identificato precedentemente al 2019 negli esseri umani.

Diagnosi e tampone

Il metodo più attendibile per diagnosticare l’infezione da SARS-CoV-2 è rappresentato dall’esecuzione di tamponi (bastoncini dotati di una struttura simile a dei cotton fioc), che vengono resi disponibili a seguito di segnalazione da parte di operatori specializzati che afferiscono al dipartimento di prevenzione della Asl territoriale (non possono quindi essere richiesti attraverso il numero telefonico di pubblica utilità 1500 né tantomeno tramite il medico di medicina generale)

Il prelievo del campione avviene solitamente al domicilio del paziente o, quando necessario, in ambito ospedaliero.

Il prelievo può essere effettuato su due tipi di materiale biologico:

  • L’escreato (saliva o muco) presente a livello oro-faringeo: in questo il tampone viene inserito in profondità nella gola, avvalendosi dell’ausilio di un abbassalingua.

    iStock.com/narvikk

  • Le secrezioni presenti a livello rino-faringeo; il tampone è effettuato inserendo il bastoncino attraverso le cavità nasali.

    iStock.com/Group4 Studio

Successivamente il materiale così prelevato viene sigillato ermeticamente ed inviato ad un laboratorio di microbiologia per essere sottoposto ad un’analisi biochimica volta ad identificare la presenza di SARS-CoV-2 nel campione; questa tecnica di biologia molecolare, nota come PCR (Reazione a Catena della Polimerasi), consente di amplificare i frammenti di RNA virale (la macromolecola che trasporta l’informazione genetica del virus) presenti nel tampone per valutare la presenza del patogeno e fare diagnosi di malattia da Covid-19.

I primi risultati sono disponibili normalmente nell’arco di 4-5 ore; i tamponi effettuati a livello regionale che abbiano ottenuto un risultato positivo, sono poi inviati al laboratorio di riferimento dell’Istituto superiore di sanità, dove avviene una controprova che ha lo scopo di individuare eventuali falsi positivi (soggetti risultati positivi al test svolto a livello territoriale pur non essendo malati) o di porre conferma definitiva di infezione da SARS-CoV-2.

Il tampone è un esame complementare al test sierologico, affrontato in questa pagina.

Chi viene sottoposto al test?

Il tampone è oggi effettuato, conformemente a quanto indicato nella circolare del Ministero della Salute del 9\03\2020, nei soggetti che soddisfano alcuni criteri, tra cui:

  • Sintomatologia indicativa di infezione respiratoria acuta, con insorgenza improvvisa di almeno un sintomo tra:
  • Contatto con un caso confermato di COVID-19 (il paziente deve aver avuto nelle due settimane precedenti un contatto ravvicinato con un soggetto in cui sia già stata riscontrata la positività al tampone);
  • Provenienza da aree con alto tasso di trasmissione locale;
  • Assenza di un’altra causa che possa spiegare il quadro sintomatologico e clinico del paziente.

Cosa si fa in caso di positività?

Qualora il risultato del tampone fosse positivo:

  • Il paziente con sintomi lievi o asintomatico dovrà rispettare un periodo di quarantena obbligatoria (durante il quale dovrà isolarsi in casa e astenersi da ogni tipo di contatto sociale); a seconda del quadro clinico potrà beneficiare di una terapia sintomatica a base di:
    • Mucolitici
    • Antipiretici
    • Acido acetilsalicilico
  • Il paziente con gravi difficoltà respiratorie o con peggioramento del quadro sintomatologico d’esordio potrà beneficiare di un ricovero ospedaliero.

Come si stabilisce l’avvenuta guarigione?

Dal punto di vista clinico, in caso di guarigione si assiste ad un miglioramento o una totale regressione della sintomatologia riferita dal paziente.

Il paziente asintomatico o clinicamente guarito, una volta terminato il periodo di isolamento obbligatorio, deve sottoporsi all’esecuzione di 2 ulteriori tamponi, a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.

In questo caso il test eseguito dovrebbe fornire un risultato negativo (sul materiale prelevato attraverso il tampone, infatti, non sarà più possibile rilevare la presenza del materiale genetico virale) e sarà possibile confermare l’avvenuta guarigione.

Qualora il tampone effettuato al termine della quarantena risultasse al contrario nuovamente positivo, il test dovrà essere ripetuto a distanza di un’ulteriore settimana e il paziente sarà sottoposto ad una proroga del periodo di isolamento.

Trasmissione

La malattia si trasmette da persona a persona in seguito ad un contatto ravvicinato con un soggetto infetto; la via primaria di diffusione del virus è rappresentata dalle goccioline di respiro, pertanto l’infezione può essere veicolata attraverso:

  • Colpi di tosse e starnuti
  • Contatti diretti personali
  • Contatto con mani contaminate (non lavate), bocca, naso o occhi.

In rari casi il contagio può avvenire anche attraverso contaminazione fecale, mentre non è ancora escluso che esistano ulteriori modalità di trasmissione, ancora oggi oggetto di studio.

Alla luce di queste modalità di contagio la prevenzione primaria prevede di:

  1. Restare a casa, a meno che non sussistano esigenze lavorative, motivi di salute o condizioni di necessità;
  2. Lavare spesso le mani con un prodotto a base alcolica o con acqua e sapone;
  3. Starnutire in un fazzoletto o nell’incavo del gomito;
  4. Mantenere la distanza di sicurezza (circa 1 metro) rispetto a soggetti con sintomi simil-influenzali ed evitare contatti ravvicinati (baci, abbracci) con altre persone;
  5. Indossare mascherine se si sospetta di essere malati o si presta assistenza a persone ammalate.

Sintomi

Una persona contagiata da SARS-CoV-2 può presentare sintomi dopo un periodo di incubazione variabile tra i 2 e i 14 giorni e in rari casi più tardivamente (generalmente entro i 29 giorni); è importante sottolineare che il soggetto infetto è da ritenersi comunque contagioso, anche se non presenta sintomi.

La malattia determina un quadro sintomatologico simil-influenzale, ad esordio lento e meno grave nei bambini e nei giovani adulti, che include:

In alcuni pazienti, inoltre, è possibile riscontrare una perdita del senso dell’olfatto e del gusto.

Complicazioni

Nei casi più gravi i pazienti possono sviluppare:

  • Polmonite: più frequentemente, nei pazienti affetti da COVID-19, si assiste ad un quadro di infiammazione di tipo interstiziale (con coinvolgimento di bronchi e trachea) che può essere individuato tramite l’esecuzione di esami strumentali (RX, TAC).
  • Insufficienza respiratoria acuta grave: il paziente manifesta respiro affannoso e difficoltà di ossigenazione dei tessuti che richiedono l’immediata instaurazione di misure di supporto (come ossigenoterapia o ventilazione assistita). Per valutare i livelli di ossigenazione del sangue si utilizza un sensore posizionato sulla punta di un dito o un campione di sangue arterioso.
  • Insufficienza renale: il virus potrebbe causare una riduzione della funzionalità renale attraverso meccanismi di natura infiammatoria che includono un danno cellulare diretto alle cellule del tessuto renale.

Letalità

La malattia può purtroppo essere fatale, soprattutto nei pazienti anziani o con patologie pregresse (pazienti con ridotte difese immunitarie, cardiopatici, diabetici, pazienti affetti da malattie a decorso cronico), stimato dall’OMS indicativamente pari a 3-4%.

 

A cura della Dr.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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