Tilt test: indicazioni, rischi e risultati

Introduzione

Il Tilt test è una procedura medica che viene utilizzata per diagnosticare la causa di una sincope (svenimento) di origine sconosciuta.

Il paziente, disteso su un lettino inclinabile, viene fatto passare da una posizione di clinostatismo (sdraiato) a una di ortostatismo (in posizione eretta), durante il movimento ne vengono monitorati costantemente pressione arteriosafrequenza cardiaca e saturazione dell’ossigeno per evidenziare eventuali variazioni che possano potenzialmente essere responsabili della sincope; obiettivo dell’esame è scatenare e quindi riprodurre artificialmente la sincope vasovagale in soggetti predisposti.

Quando viene prescritto

Le indicazioni per l’utilizzo del test sono diverse e includono:

  • sincope ricorrente di origine sconosciuta (episodi ripetuti di svenimenti inspiegabili)
  • sincope di origine sconosciuta con lesione traumatica (episodio anche singolo, ma con complicazioni a causa di un trauma fisico dovuto alla perdita di conoscenza)
  • evento sincopale isolato
  • sospetto di pseudosincope o sincope psicogena (isterica o da disturbi d’ansia)
  • diagnosi differenziale con l’epilessia (un attacco epilettico non sempre si manifesta con movimenti a scatto, può invece essere simile a una sincope; viceversa una sincope, talvolta, può simulare un quadro di epilessia).

Il Tilt test è in ogni caso un esame aggiuntivo, che viene utilizzato solo nel caso in cui l’anamnesi, l’esame fisico, il test ortostatico (misurazione della pressione arteriosa in posizione distesa e dopo pochi minuti in piedi) e l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni, non forniscano risultati soddisfacenti.

Controindicazioni

Le controindicazioni per l’esecuzione del Tilt test includono:

  • stenosi (restringimento) significativa dell’arteria carotidea
  • grave coronaropatia
  • anemia grave (riduzione severa della quantità di globuli rossi/emoglobina circolante)
  • cardiomiopatia ipertrofica (condizione in cui la parete del cuore diventa più spessa)
  • origine certa dell’evento sincopale (in questo caso un ulteriore test è inutile)

Preparazione

Prima del test è importante che il paziente:

  • Venga informato sui possibili rischi e gli effetti collaterali che possono manifestarsi, firmando un modulo di consenso per l’esecuzione del test.
  • Informi il medico relativamente ai farmaci che assume, le malattie in corso, eventuali allergie oppure se portatore di pacemaker.
  • Si prepari al test digiunando nelle 3-4 ore precedenti, evitando quindi sia l’assunzione di cibo che di bevande.
  • Si faccia accompagnare, perché a seguito del test è opportuno non mettersi alla guida.

Strumentazione

Per l’esecuzione del test sono necessarie le seguenti apparecchiature:

  • lettino inclinabile associato a delle cinture avvolgenti e una pedana su cui appoggiare i piedi,
  • monitor per la registrazione continua della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della saturazione di ossigeno nel sangue,
  • un accesso venoso per l’eventuale somministrazione di farmaci in caso di necessità.

Procedura

Il test si caratterizzata di due fasi e una terza facoltativa (farmacologica).

  1. Prima fase (basale): il paziente viene mantenuto in posizione sdraiata monitorando i parametri vitali per un periodo di tempo variabile tra 5 e 20 minuti.
  2. Seconda fase (passiva): il paziente viene spostato in posizione verticale a circa 60-80° per un periodo che va dai 20 ai 45 minuti. In questo lasso di tempo dovrebbe presentarsi la sincope in associazione ai sintomi di bradicardia (la frequenza dei battiti del cuore diminuisce) oppure ipotensione arteriosa (si riduce la pressione del sangue), rendendo positivo il test; in tal caso il paziente viene rapidamente messo nella cosiddetta posizione in Trendelemburg, con la testa più bassa rispetto al corpo, ed il test si considera concluso.
  3. Terza fase (farmacologica): se il test è negativo, può rendersi utile l’utilizzo dei farmaci vasodilatatori somministrati per via endovenosa e che potrebbero scatenare la sincope in posizione eretta dopo la ripetizione del test (sostanzialmente amplificano la risposta dell’organismo al test); tra le molecole utilizzate ricordiamo l’isoprenalina, l’edrofonio, la clomipramina, oppure la nitroglicerina per via sublinguale.

Solitamente la durata totale del test, in assenza di reazioni avverse o effetti collaterali importanti, è di 90 minuti.

Nel seguente video, anche se l’audio è in spagnolo, è possibile osservare da un punto di vista pratica strumentazione e modalità del test.

Risultati del test

Quando un paziente viene sottoposto al tilt test sono due le possibili risposte:

  • positiva, caratterizzata dalla perdita di coscienza (e quindi con sviluppo di sincope),
  • negativa, definita dalla presenza di lievi fluttuazioni della pressione arteriosa sistolica e diastolica e della frequenza cardiaca, ma senza ulteriori anomalie.

Il test può risultare utile per la diagnosi di altre condizioni cliniche tra cui:

  • ipotensione ortostatica, in presenza di un calo della pressione arteriosa sistolica di almeno 20 mmHg oppure della diastolica di almeno 10 mmHg quando il paziente si sposta in posizione eretta;
  • sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), quando si verifica un aumento rilevante della frequenza cardiaca (sopra i 130 battiti/min), in assenza di variazione della pressione arteriosa, quando il paziente si alza in piedi;
  • sincope psicogena: solitamente in questo caso non si ha alcuna variazione durante il test né della pressione arteriosa né della frequenza cardiaca

Complicanze

Il tilt test è una procedura sicura e l’insorgenza di complicanze è molto bassa; eventualmente prima della perdita di conoscenza potrebbero comparire

  • debolezza degli arti,
  • sensazione di calore,
  • aumento della sudorazione,
  • senso di nausea,
  • offuscamento della vista
  • e capogiro.

È invece più probabile che si registrino effetti collaterali nei pazienti a cui vengono somministrati farmaci per via endovenosa, che potrebbero sviluppare

Complicanze più rare includono:

Limite del test

Il limite principale del test è che non fornisce una diagnosi certa, ma piuttosto informazioni che, utilizzate insieme all’anamnesi, permettono di aiutare il medico a indirizzarsi verso la patologia sospetta. Non è quindi considerato il gold standard nella sincope vasovagale.

Si possono inoltre riscontrare falsi positivi, ossia lo sviluppo di una sincope in soggetti sani che non hanno mai sperimentato un evento simile: ciò succede raramente e soprattutto in coloro a cui vengono somministrati farmaci per via endovenosa.

 

A cura del Dr. Francesco Netto, medico chirurgo

Fonti e bibliografia

Tilt table test today – state of the art
Tilt-table test: its role in modern practice
Tilt Table Test – American Heart Association

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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