Esame delle urine: analisi microscopica

Introduzione

Tra gli esami di routine delle urine spesso viene richiesto un esame al microscopio, soprattutto nel caso in cui gli esami chimici o fisici evidenzino risultati anomali; l’analisi viene effettuata sul sedimento urinario, ossia sulla parte che si deposita in fondo alla provetta dopo la centrifugazione. Il fluido che si forma nella parte alta della provetta viene eliminato e le gocce rimaste sono esaminate al microscopio.

Cellule, cristalli e altre sostanze vengono contate misurando le particelle per LPF (per campi a bassa risoluzione) o per HPF (per campi ad alta risoluzione). Inoltre, le eventuali altre sostanze presenti (ad esempio le cellule epiteliali, i batteri e i cristalli) vengono quantificate come “pochi”, “moderati” o “molti”.

Globuli rossi

I globuli rossi (o eritrociti) sono cellule presenti nel sangue la cui funzione principale è il trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti, dove prelevano l’anidride carbonica per riportarla ai polmoni.

La presenza di qualche globulo rosso nelle urine è da considerarsi normale, ma la quantità deve ovviamente essere limitata.

Quando presenti in quantità più rilevante la causa è molto spesso un’infiammazione o un’infezione alle vie urinarie o ai reni, ma non è raro che che possano comparire anche a seguito di calcoli renali o problemi alla prostata nel caso degli uomini.

Possono infine comparire anche in caso di tumore al rene o alla vescica.

I globuli rossi inoltre possono anche provenire da agenti contaminanti, ad esempio nel caso di un prelievo eseguito male o di sangue di origine emorroidaria o mestruale.

Globuli bianchi

I globuli bianchi sono cellule del sistema immunitario che si occupano della difesa dell’organismo dall’aggressione di microrganismi patogeni.

Di solito il numero di globuli bianchi nelle urine è basso o nullo, mentre valori superiori al riferimento indicano che è in corso un’infezione o un’infiammazione nel sistema urinario.

I globuli bianchi possono anche provenire da agenti contaminanti, ad esempio dalle secrezioni vaginali.

Cellule epiteliali

Il tessuto che riveste le cavità interne e la superficie esterna è chiamato tessuto epiteliale di rivestimento; nei soggetti sani le cellule epiteliali della vescica e dell’uretra esterna sono normalmente presenti nelle urine in piccole quantità, in quanto un continuo turn-over (ricambio) cellulare è del tutto normale e, anzi, prezioso per mantenere perfetta la funzionalità del sistema urinario.

La quantità di cellule epiteliali nelle urine aumenta in caso di infezione delle vie urinarie o se si innesca una qualche infezione; il medico valuterà la fonte del problema esaminando il tipo di cellule presenti:

  • la presenza di cellule epiteliali tubulari renali può indicare coinvolgimento dei reni,
  • la presenza di cellule epiteliali squamose può indicare la contaminazione del campione di urina,
  • la presenza di cellule epiteliali transizionali suggerisce un problema nella vescica,
  • la presenza di cellule epiteliali squamose porta a pensare a un problema alla parte esterna dell’uretra.

Come detto la presenza di poche tracce non è invece in genere patologicamente significativa.

Microrganismi (batteri, trichomonas, funghi).

Se il paziente è in buona salute le vie urinarie sono quasi sterili e nel sedimento urinario non sono presenti microrganismi. I batteri provenienti dalla pelle circostante possono penetrare nelle vie urinarie attraverso l’uretra e risalire fino alla vescica, causando un’infezione. Se non viene curata, l’infezione può raggiungere i reni e causare una pielonefrite. Più raramente batteri provenienti da un’infezione del sangue (setticemia) possono arrivare nelle vie urinarie, e anche in questo caso si ha un’infezione.

Il riscontro di batteri nelle urine può quindi suggerire l’ipotesi di infezione, soprattutto se si hanno altri sintomi suggestivi come

In questo caso verrà probabilmente prescritta un’urinocoltura per valutare tipologia e quantità dei batteri e, attraverso l’antibiogramma, trovare l’antibiotico più adatto.

Molto spesso la presenza di una moderata quantità di batteri può essere causata più semplicemente da una contaminazione del campione; occorre quindi prestare particolare attenzione durante il processo di raccolta, soprattutto da parte delle donne, per evitare che i batteri che si trovano sulla pelle o nelle secrezioni vaginali contaminino l’urina.

Nelle donne (più raramente negli uomini) i funghi possono essere presenti anche nelle urine. Questo caso è tipico delle donne colpite da micosi vaginale (per esempio la candida), perché l’urina è contaminata dalle secrezioni vaginali durante la raccolta del campione.

Cilindri

I cilindri sono particelle formate dalla coagulazione delle proteine prodotte dalle cellule renali. Si formano all’interno dei tubuli, i tubicini stretti e lunghi dei reni, e di solito assumono la forma del tubulo in cui si formano, come suggerisce il loro nome. Osservati al microscopio hanno la forma di un hot-dog e negli individui sani sono quasi trasparenti. Questi cilindri sono detti cilindri ialini e possono essere normalmente presenti negli adulti i piccole tracce. Un intenso esercizio fisico può essere causa di un aumento della loro presenza, ma se sono formati da globuli rossi e/o bianchi possono indicare la presenza di disturbi renali.

I diversi tipi di cilindri sono connessi alle differenti patologie che possono interessare i reni:

  • Cilindri granulari (esercizio fisico intenso e malattia renale cronica sono le cause più probabili);
  • Cilindri cerei (insufficienza renale cronica, con ridotta produzione di urine);
  • Cilindri lipidici (inglobano grasso e compaiono in caso di sindrome nefrosica, nefropatia diabetica, nefrite lupica, …);
  • Cilindri pigmentari (a seconda del tipo possono essere presenti in caso di anemia emolitica, rabdomiolisi, malattie epatiche, …);
  • Cilindri eritrocitari (contengono globuli rossi e sono tipiche delle glomerulonefriti, vasculiti, infarto renale, …);
  • Cilindri leucocitari (contengono globuli bianchi e sono indicativi di infiammazione, spesso infezione del rene);
  • Cilindri batterici (rari);
  • Cilindri epiteliali (citomegalovirus, epatiti virali, …).

Cristalli

I cristalli possono essere presenti anche nelle urine di soggetti sani; si formano quando

  • pH,
  • concentrazione del soluto,
  • temperatura delle urine

rientrano in specifici parametri.

Si distinguono in base alla loro forma e al pH delle urine. A volte sono minuscole particelle simili a granelli di sabbia, senza una forma specifica (amorfi) oppure possono avere una forma ben precisa, ad esempio come quella di un ago.

Quando i cristalli sono di sostanze normalmente presenti nelle urine sono in genere considerati normali:

  • acido urico (per esempio nei pazienti affetti da gotta),
  • ossalato di calcio (in genere per cause di origine dietetica, con il consumo di vegetali, pomodori, cioccolato, …),
  • urati amorfi,
  • fosfato di calcio,
  • fosfati amorfi.

Quando cristallizzano sostanze come cistina, tirosina, o leucina, che sono amminoacidi non presenti nelle urine in condizioni normali, possono indicare disturbi del fegato o altre anomalie metaboliche; sono considerati degni di attenzione anche:

  • cristalli di triplo fosfato (infezioni del tratto genitourinario),
  • colesterolo (patologie renali, sindrome nefrosica, deposizione lipidica anomala a livello renale),
  • bilirubina (ittero clinicamente rilevabile),
  • emosiderina (emolisi severa, anemie emolitiche, reazioni trasfusionali).

Se i cristalli si formano nel momento in cui l’urina viene prodotta all’interno del rene possono raggrupparsi e formare calcoli renali. I calcoli possono rimanere nel rene o scendere negli ureteri, cioè nei tubicini che collegano il rene alla vescica, causando forti dolori (le cosiddette coliche).

Anche i farmaci, e i mezzi di contrasto usati per le radiografie possono cristallizzarsi nelle urine, per questo è fondamentale che il tecnico di laboratorio sia adeguatamente formato e abbia l’esperienza necessaria per identificare i diversi tipi di cristalli presenti nelle urine.

Primo piano dell'ottica di un microscopio

iStock.com/Ivan-balvan

Articoli ed approfondimenti

Link sponsorizzati

Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


Commenti, segnalazioni e domande

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.
Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

La sezione commenti è attualmente chiusa.