Fegato: esami del sangue

Introduzione

Il fegato è il secondo organo più grosso dell’organismo e

  • contribuisce alla digestione dei cibi,
  • permette di immagazzinare energia ed altre sostanze,
  • è coinvolto nelle difese dell’organismo,
  • controlla i livelli di colesterolo,
  • gioca un ruolo fondamentale nei processi di coagulazione,
  • aiuta a rimuovere veleni e tossine dall’organismo (compreso l’alcool).

Un fegato sano ha la sorprendente capacità di ricrescere (rigenerarsi) quando viene danneggiato, questa caratteristica sottolinea il fatto di quanto la Natura e l’evoluzione lo considerino indispensabile per la sopravvivenza dell’organismo.

Il quadro epatico è un gruppo di esami che serve per individuare, valutare e tenere sotto controllo i problemi o le lesioni del fegato.

Diverse malattie e infezioni sono in grado di provocare danni acuti o cronici al fegato, se ne conoscono oltre 100, come ad esempio

  • malattie virali
    • epatite A,
    • epatite B,
    • epatite C,
  • malattie che colpiscono attraverso il sistema immunitario (come l’epatite autoimmune),
  • infiammazioni (epatiti non virali, disturbi causati dall’abuso di alcool o da stili di vita errati, …),
  • malattie genetiche (come l’emocromatosi),
  • cirrosi,
  • ostruzione dei dotti biliari,
  • tumori,
  • varie disfunzioni.

Anche l’alcool, i farmaci, alcuni integratori erboristici ed alcune tossine possono diventare pericolosi per la salute dell’organo.

Sintomi e decorso

Le malattie del fegato rimangono spesso del tutto asintomatiche finché non raggiungono uno stadio molto avanzato, tra i sintomi principali ricordiamo:

  • ittero (colorito giallo della pelle e degli occhi),
  • dolore addominale,
  • gonfiore addominale,
  • urine scure,
  • feci chiare,
  • prurito,
  • nausea e/o vomito,
  • stanchezza,
  • affaticamento,
  • diarrea,
  • perdita di appetito,
  • dimagrimento o aumento di peso.

La diagnosi precoce è fondamentale per minimizzare i danni e preservare la funzionalità dell’organo.

Sono moltissime le malattie che possono colpire il fegato, ma in molti casi il decorso è piuttosto simile a prescindere dalla causa; quando il fegato viene infettato da un virus, intossicato da sostanze chimiche o attaccato da parte del proprio sistema immunitario, il rischio è sempre lo stesso, ossia che l’organo diventi così danneggiato da non riuscire più a svolgere i compiti necessari per il mantenimento in vita dell’organismo.

Nel primo stadio di qualsiasi malattia epatica il fegato va incontro a un’infiammazione; può diventare più grosso, ma in molti casi non si manifesta alcun sintomo e il soggetto può non accorgersi di nulla. Se la malattia viene diagnosticata e trattata con successo in questa fase si assiste in genere a una regressione completa, diversamente potrebbe andare incontro a danni permanenti.

Se l’organismo non riesce a risolvere l’infiammazione e questa non viene trattata dall’esterno, può essere causa di di formazione di cicatrici, che vanno tuttavia a rimpiazzare il tessuto epatico sano con un processo che si chiama fibrosi e che va progressivamente a ridurre l’efficacia dell’organo nella gestione dei suoi compiti. Questo è l’ultimo stadio in cui si può evitare una progressione cronica del danno.

Se ancora non c’è un intervento a curare la patologia, il fegato andrà incontro a cirrosi, un danno irreversibile che può causare complicazioni molto gravi (tra cui il tumore); in questa fase i sintomi sono eclatanti e comprendono:

  • sanguinamento e comparsa di lividi,
  • ritenzione idrica (soprattutto a livello di addome a gambe),
  • ittero,
  • prurito,
  • aumento della sensibilità ai farmaci,
  • comparsa di diabete di tipo 2.

Il passo successivo è infine l’insufficienza epatica, che spesso può arrivare a richiedere un trapianto di fegato.

Esami e analisi

Il quadro epatico misura gli enzimi, le proteine e le sostanze prodotte dal fegato. Alcune di esse vengono sintetizzate direttamente dalle cellule malate, mentre altre rispecchiano le alterazioni della funzionalità dell’organo. Nel complesso gli esami del quadro epatico danno al medico un’idea dello stato di salute del fegato, indicano la gravità delle lesioni, fanno capire come si modifica lo stato di salute dell’organo e danno indicazioni sugli ulteriori accertamenti da eseguire.

Il quadro epatico di norma comprende diversi esami eseguiti in contemporanea sul campione di sangue. Tra di essi figurano:

  • Enzimi
    • Alanina aminotransferasi (ALT). È un enzima che si trova principalmente nel fegato. Quest’esame è il più affidabile per diagnosticare l’epatite.
    • Fosfatasi alcalina (ALP). È un enzima prodotto dai dotti biliari, ma anche dalle ossa, dall’intestino e dalla placenta durante la gravidanza. Spesso è più alto del normale se i dotti biliari sono ostruiti.
    • Aspartato aminotransferasi (AST). È un enzima che si trova nel fegato e in alcuni altri organi, soprattutto nel cuore e negli altri muscoli.
  • Altro
    • Bilirubina. In molti casi vengono eseguiti contemporaneamente i due esami della bilirubina, in particolare se il paziente ha l’ittero: la bilirubina totale misura la quantità di bilirubina totale nel sangue, mentre la diretta misura la bilirubina coniugata (combinata con un altro composto chimico) presente nel fegato.
    • Albumina. È la principale proteina prodotta dal fegato. Il livello dell’albumina può variare a seconda della funzionalità del fegato e dei reni, perché ne viene prodotta di più o eliminata di più.
    • Proteine totali (TP). Quest’esame misura l’albumina e le altre proteine nel sangue, compresi gli anticorpi prodotti dall’organismo per combattere le infezioni.
    • Gammaglutamil transferasi (GGT). La gamma-GT è un altro enzima che si trova perlopiù nelle cellule del fegato.
    • Lattato deidrogenasi (LDH). È enzima prodotto dalle cellule di tutto l’organismo quando subiscono delle lesioni.
    • Tempo di protrombina (PT o tempo di Quick). Il fegato produce le proteine coinvolte nel processo di coagulazione del sangue; il tempo di protrombina misura la velocità di coagulazione del sangue quindi, se non rientra nei valori normali, può indicare che il fegato ha qualche problema.

Obiettivi

Gli esami per la verifica della salute del fegato sono richiesti per:

  • diagnosticare le malattie del fegato, se il paziente presenta sintomi che indicano una possibile disfunzione dell’organo o in presenza di fattori di rischio come:
    • abuso di alcolici,
    • utilizzo di sostanze d’abuso per via iniettiva,
    • presenza di tatuaggi e/o piercing effettuati in condizioni inadeguate (per esempio in carcere),
    • esposizione casuale a sangue o altri fluidi corporei di soggetti sconosciuti o a rischio,
    • rapporti sessuali non protetti da preservativo,
    • esposizione a tossine e veleni,
    • diabete,
    • obesità,
    • trigliceridi elevati nel sangue.
  • monitorare lo stato di salute dell’organo e l’efficacia delle terapie in caso di precedente diagnosi.

Interpretazione

Questi esami da soli sono raramente sufficienti a permettere una diagnosi certa (fanno eccezione alcuni casi, come gli esami per le epatiti B e C), nella maggior parte dei casi vengono ripetuti nel tempo per capire l’andamento ed eventualmente integrati con esami di imaging (TAC, risonanza, …) e/o la biopsia, che consiste nel prelievo di un piccolo pezzo di tessuto direttamente dall’organo che viene poi analizzato al microscopio.

Nella tabella riassumiamo alcune combinazioni di risultati tipiche dei diversi disturbi del fegato (fonte: LabTestOnLine).

Tipo di problema del fegato Bilirubina Transaminasi
ALT e AST
ALP Albumina PT
Lesione acuta del fegato (causata ad es. da infezioni, tossine, farmaci o droghe) Normale o alta, di solito dopo che aumentano anche l’ALT e l’AST Di norma molto alte; l’ALT di solito è più alta dell’AST Normale o leggermente più alta del normale Normale Di solito normale
Malattie croniche Normale o alta Da lievemente ad abbastanza alte Da normale a leggermente alta Normale Normale
Epatite alcolica Normale o alta L’AST è abbastanza alta, di solito almeno doppia dell’ALT Normale o leggermente alta Normale Normale
Cirrosi Può essere alta (in particolare in caso di cirrosi avanzata) L’AST di solito è più alta dell’ALT, ma entrambe sono inferiori rispetto all’ all’epatite alcolica Normale o alta Normale o bassa Più lungo del normale
Ostruzione dei dotti biliari, colestasi Normale o alta; alta in caso di ostruzione completa Da normali a leggermente alte Alta; spesso anche 4 volte il normale. Di solito normale, ma se la malattia è cronica, può essere bassa Di solito normale
Tumore con metastasi al fegato Di solito normale Normali o leggermente alte Di solito molto più alta del normale Normale Normale
Tumore del fegato (carcinoma epatocellulare, HCC) Probabilmente alta, soprattutto se il tumore è in stadio avanzato AST più alta dell’ALT, ma entrambi inferiori rispetto all’epatite alcolica Normale o alta Normale o bassa Più lungo del normale
Malattie autoimmuni Normale o alta Abbastanza alte; l’ALT di solito è più alta dell’AST Normale o leggermente alta Di solito bassa Normale

Transaminasi (AST e ALT)

Le transaminasi sono probabilmente gli indicatori più comunemente usati per farsi un’idea generale sulla salute del fegato; si tratta di enzimi che normalmente si trovano nelle cellule dell’organo e che fuoriescono riversandosi nel sangue in caso di danni o lesioni.

ALT è dei due il marcatore più specifico per evidenziare infiammazioni del fegato, in quanto AST si trova anche in altri distretti come il cuore e i muscoli.

In concomitanza a lesioni acute al fegato, come l’epatite virale, il livello di ALT e AST può essere usato come misura generale del grado di infiammazione epatica.

Nella malattia epatica cronica invece perdono di significato, perchè i risultati potrebbero anche rientrare nell’intervallo di normalità anche in caso di cirrosi.

Fosfatasi alcalina (ALP)

La fosfatasi alcalina è il test più utilizzato per diagnosticare un’ostruzione nel sistema biliare (per esempio dovuta alla presenza di calcoli biliari), ma un valore elevato di questo enzima può essere trovato anche in molte altre condizioni come l’abuso di alcol, l’epatite indotta da farmaci o in patologie meno comuni come la cirrosi biliare primaria (PBC) o nel tumori delle vie biliari.

Sebbene questo enzima si trovi sia nel fegato che nella bile e si riversi nel sangue in cado di problemi un po’ come le transaminasi, la fosfatasi alcalina si trova anche in altri organi come ossa, placenta e intestino, per questo motivo è spesso preferibile fare riferimento a un altro enzima più specifico, ossia la gamma-glutamil-transferasi (GGT) quando il risultato dell’ALP non fosse chiaro.

Gammaglutamil transferasi (GGT)

L’esame della gamma-GT può essere usato per capire perché l’ALP sia più alta del normale. Sia l’ALP sia la gamma-GT sono più alte del normale in caso di ostruzione dei dotti biliari e malattie del fegato, invece se il paziente soffre di malattie ossee solo l’ALP è alta.

La GGT è spesso aumentata anche in caso di consumo regolare di alcool (non necessariamente solo in caso di abuso).

Bilirubina

La bilirubina è un pigmento di colore giallo, responsabile della tipica colorazione giallastra della pelle (ittero) in presenza di disturbi al fegato.

L’origine è da cercare prevalentemente nella disgregazione dei globuli rossi e la sostanza viene poi elaborata e smaltita dal fegato; normalmente quindi la presenza di bilirubina in circolo è minima, ma può aumentare nel caso in cui il fegato abbia difficoltà a gestirla a causa di danni o lesioni. Quando i livelli superano una certa soglia compare l’ittero.

Poiché la bilirubina può essere elevata in molte condizioni di disagio del fegato, l’indicatore non è particolarmente specifico, ma è utile come test funzionale per misurare la capacità dell’organo di trattare correttamente la sostanza.

Albumina e proteine totali

L’albumina è la proteina più importante prodotta dal fegato; anche se sono numerosi i fattori in grado di interferire con la quantità presente in circolo, una malattia cronica epatica può essere causa di una progressiva e persistente diminuzione della quantità presente nel sangue.

Anche il dosaggio delle proteine totali è usato in modo simile, ma va sottolineato che i valori possono rimanere normali anche in caso di malattia.

Lattato deidrogenasi (LDH)

La lattato deidrogenasi è un marcatore non specifico delle lesioni tissutali. Nella maggior parte delle malattie del fegato non è alto, ma può essere più alto del normale in caso di malattie acute o tumori al fegato, oppure di diverse altre malattie di origine non epatica.

Tempo di protrombina (PT)

Il tempo di protrombina (PT) e l’INR sono esami utilizzati per valutare la capacità di coagulazione del sangue; sono utili per la verifica della salute del fegato perchè i fattori di coagulazione non sono altro che proteine prodotte dal fegato e, quando questo è in difficoltà per qualche ragione, la produzione diminuisce in modo significativo e così anche la coagulazione

Altri esami

Ricordiamo infine l’utilità di numerosi altri esami più specifici, per esempio:

  • anticorpi e antigeni per la diagnosi di epatiti virali,
  • autoanticorpi per la diagnosi di malattie autoimmuni,
  • ferro, ferritina e trasnferrina per la diagnosi dell’emocromatosi,
  • e molti altri.

Commenti, segnalazioni e domande

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.
Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

La sezione commenti è attualmente chiusa.