Fertilità ed esami per una corretta valutazione

Introduzione

Affinché una donna rimanga incinta:

  • il rapporto sessuale deve avvenire più o meno al momento del rilascio di un ovocita dalle ovaie o qualche giorno prima,
  • deve avvenire l’ovulazione (ossia l’ovulo deve essere maturo e deve essere rilasciato correttamente),
  • gli spermatozoi devono possibilmente essere in numero elevato e di buona qualità per poter sperare di arrivare vivi e attivi all’incontro con l’ovulo,
  • uno spermatozoo deve riuscire a fecondare l’ovulo (non è scontato!),
  • le tube di Falloppio devono essere aperte e sane,
  • la fase di post ovulazione deve essere supportata da un adeguata produzione di progesterone.

Ricordiamo poi che:

  • gli ovociti vivono (e possono essere fecondati) per 12-24 ore dopo essere stati rilasciati;
  • lo sperma può rimanere vivo e attivo nel corpo fino a 5-6 giorni (in condizioni ideali) dopo l’eiaculazione.

Per queste ragioni non è quindi necessario avere un rapporto sessuale esattamente al momento dell’ovulazione per rimanere incinta ed è sufficiente che uno spermatozoo solo fecondi l’ovocita per diventare gravida, ma allo stesso tempo avere rapporti nei giorni giusti potrebbe non essere sufficiente, devono infatti verificarsi tutte le condizioni elencate sopra.

Si stima che in una coppia giovane e fertile la probabilità di rimanere incinta avendo rapporti nei giorni corretti sia parti indicativamente al 25%.

Se la fecondazione non avviene, o se l’ovocita fecondato non si impianta nel rivestimento endometriale dell’utero, l’ovocita si degrada, l’endometrio si stacca e si verificano le mestruazioni.

Esami

Nell’80% delle coppie fertili con rapporti sessuali regolari (ossia, ogni 2 o 3 giorni) in assenza di anticoncezionali, una gravidanza statisticamente inizierà entro un anno, mentre la maggioranza del restante 20% avrà una gravidanza in due anni di tentativi.

Esistono poi coppie in cui uno dei due partner, o entrambi, possono manifestare problemi più o meno gravi, si stima infatti che complessivamente l’infertilità riguardi circa il 15% delle coppie (fonte: ISS); i dati collezionati dal Registro Nazionale sulla PMA in Italia dicono che le difficoltà siano da attribuire a:

  • infertilità maschile: 29,3%
  • infertilità femminile: 37,1%
  • infertilità maschile e femminile: 17,6%
  • infertilità idiopatica: 15,1%
  • fattore genetico: 0,9%

Le donne diventano meno fertili con l’aumentare dell’età:

  • a 35 anni, circa il 95% delle donne che hanno rapporti sessuali senza anticoncezionali rimane incinta in tre anni di tentativi;
  • dai 38 anni, solo il 75% delle donne inizia una gravidanza

e i problemi originano da

  • ovulazione assente, irregolare o di qualità non buona,
  • alterazioni dell’apparato riproduttivo (per esempio tube di Falloppio non integre),
  • malformazioni congenite,
  • infezioni,
  • altre cause.

Negli uomini, il rapporto tra l’età e la fertilità è meno chiaro; lo stile di vita può influenzare le probabilità di concepire, in particolare il fumo e un sovrappeso/sottopeso importanti e i problemi di fertilità sono solitamente legati alla produzione di sperma con pochi spermatozoi o di scarsa qualità.

Se non si verificano gravidanze dopo due anni di rapporti sessuali regolari non protetti, la coppia potrebbe avere problemi di fertilità, ma non è necessario aspettare così tanto per chiedere aiuto. In caso di preoccupazioni per l’assenza di gravidanze si consiglia di consultare il proprio medico di base o il ginecologo, che potranno innanzi tutto consigliare variazioni mirate dello stile di vita e qualche prima verifica.

Dopo tentativi di concepimento protratti per oltre un anno (6 mesi in caso di età della donna superiore ai 35 anni) si procederà ad approfondimenti mirati per entrambi; nel caso di problemi noti per uno o per entrambi i partner, sarà consigliabile procedere prima a un parere specialistico.

Il primo passo per la verifica della fertilità femminile è rappresentanto da un esame del sangue al terzo giorno del ciclo per identificare eventuali squilibri ormonali; in particolare, vengono misurati gli ormoni

  • Valutazione della riserva ovarica
    • FSH (dall’inglese follicle stimulating hormone, ormone follicolo-stimolante),
    • AMH (ormone antimulleriano),
  • Valutazione della regolazione del ciclo mestruale
    • LH (dall’inglese luteinising hormone, ormone luteinizzante),
    • estradiolo,
  • prolattina,
  • nel caso di ovaio policistico anche testosterone e DHEA,
  • progesterone per verificare l’avvenuta ovulazione, in un campione di sangue prelevato sette giorni prima della data prevista di mestruazione.

Viene inoltre spesso consigliata un’ecografia per una valutazione visiva dell’apparato riproduttore (alla ricerca per esempio di segnali suggestivi di ovaio policistico, cisti, fibromi, …).

Possono infine essere utili un tampone vaginale e un’eventuale ricerca della clamidia, che può ostruire le tube di Falloppio impedendo il concepimento, e se ne necessario anche un’isterosalpingografia per verificare direttamente la pervietà delle tube.

Per la valutazione della fertilità nell’uomo, almeno in prima battuta, è sufficiente un esame dello sperma per evidenziare eventuali problemi di qualità o quantità degli spermatozoi, seguito se necessario da esami ormonali per diagnosticarne la causa.

Il passo successivo dipende dai risultati degli esami:

  • Se i risultati sono normali e il tentativo di concepimento dura da meno di 18 mesi, il medico curante può suggerire di mettere in atto alcuni adattamenti dello stile di vita e di continuare a provare a rimanere incinta.
  • Se i risultati mostrano un possibile problema di fertilità, specialmente in donne di 35 o più anni, è possibile che venga fissato un appuntamento con uno specialista per ulteriori indagini ed eventuali terapie nel proprio ospedale o centro per la fertilità.

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.