Aborto spontaneo: perdite e altri sintomi, cause e dubbi comuni

Definizioni

Si definisce:

  • Aborto spontaneo la perdita di gravidanza prima delle 20 settimane di gestazione.
  • Morte del feto la morte del feto a una settimana pari o successiva alla ventesima.

Talvolta un aborto spontaneo prima della sesta settimana di gravidanza si definisce gravidanza biochimica.

Cause

Circa il 10-15% delle gravidanze confermate abortisce spontaneamente e oltre l’80% degli aborti spontanei si verifica nel primo trimestre (Fonte: MSD).

Purtroppo l’aborto spontaneo è un evento molto più comune di quanto si possa pensare; la reale percentuale di aborti spontanei potrebbe addirittura essere più elevata del 10-15%, poiché molti casi si verificano prima ancora che una donna si renda conto della gravidanza.

La maggior parte degli episodi si verifica molto presto, prima delle otto settimane; tra le cause più comuni figurano i problemi genetici nel feto, spesso casuali e imprevedibili (ovvero non ereditari, ma semplicemente conseguenza del caso).

In altri casi la ragione potrebbe riguardare l’utero o la cervice.

Nel complesso in quasi la metà dei casi la ragione dell’aborto spontaneo rimane tuttavia sconosciuta.

Fattori di rischio

Un aborto spontaneo può colpire qualsiasi donna, ma è più comune nel caso di donne:

  • afroamericane
  • con 35 anni o più
  • con basso status socioeconomico
  • che fumano (o che fanno uso di sostanze d’abuso)
  • affette da alcune condizioni mediche (pressione alta, diabete, obesità, ovaio policistico, …)
  • incinte di gravidanze multiple
  • colpite da precedenti aborti spontanei.

Vale la pena di sottolineare che presentare uno più fattori di rischio non significhi necessariamente rischiare di più, ma semplicemente che a livello di popolazione si verificano più casi in donne che rientrino in questi gruppi; allo stesso modo non presentare nemmeno un fattore di rischio, purtroppo, non protegge dall’eventuale aborto spontaneo.

Sintomi

Possibili sintomi di aborto spontaneo possono includere:

Alcune donne potrebbero anche non avere alcun sintomo all’inizio.

Quanto dura?

  • La maggior parte del tessuto organico viene espulso entro 2-4 ore dall’inizio dei crampi e del sanguinamento.
  • I crampi di solito si interrompono entro un giorno.
  • Un leggero sanguinamento o spotting può invece durare da 4 a 6 settimane.

A due settimane dall’aborto si può valutare di verificare ecograficamente la completa espulsione naturale.

Cosa fare

In caso di perdite di sangue o altri sintomi suggestivi di minaccia di aborto (che tecnicamente consiste in un sanguinamento vaginale senza dilatazione cervicale prima delle 20 settimane) si raccomanda di contattare il ginecologo per avere istruzioni. A seconda dei casi potrebbe essere consigliato:

  • Riposo: Potrebbe essere consigliato il riposo, anche se non ci sono prove concrete che il riposo a letto prevenga l’aborto spontaneo. Tuttavia potrebbe aiutare a ridurre il sanguinamento e ad alleviare i sintomi.
  • Evitare attività fisiche intense: Potrebbe essere consigliato di limitare le attività fisiche intense fino a quando i sintomi non migliorano o fino a quando il medico non dà il via libera.
  • Monitoraggio: Il medico potrebbe richiedere ulteriori esami, come ecografie o analisi del sangue, per monitorare lo stato della gravidanza e la salute del feto.

Anche se non tutte le minacce d’aborto possono essere prevenute, mantenere uno stile di vita sano durante la gravidanza può ridurre il rischio. Questo include seguire una dieta equilibrata, evitare alcol e fumo, e frequentare regolarmente le visite prenatali per monitorare la salute della madre e del feto.

È importante notare che, anche se la minaccia d’aborto tende a preoccupare e spaventare, nella maggior parte dei casi si risolve senza aborto.

Diagnosi

L’aborto spontaneo può essere diagnosticato mediante ecografia o tramite test ripetuti della gonadotropina corionica umana (beta-HCG).

Ciclo dopo un aborto spontaneo

A seguito di un aborto spontaneo in genere la donna recupera rapidamente la regolarità del ciclo mestruale, ma la prima mestruazione potrebbe arrivare dopo 4-6 settimane ed essere più lungo o più breve del previsto.

Qualsiasi ulteriore sanguinamento vaginale deve essere segnalato al medico.

Di norma è possibile rimanere incinta immediatamente, ma si consiglia a scopo di precauzione di attendere un ciclo mestruale normale prima di tentare una nuova gravidanza.

Rischio di un altro aborto

Una precedente storia di aborto spontaneo aumenta il rischio di nuovi episodi; più in particolare il rischio aumenta dopo ogni ulteriore aborto. Ad esempio il rischio di aborto spontaneo in una futura gravidanza è di circa il 20% dopo un aborto spontaneo, del 28% dopo 2 aborti consecutivi e del 43% dopo 3 o più aborti consecutivi (fonte).

Raschiamento e farmaci

Nei casi di aborto spontaneo precoce non è in genere necessario alcun intervento medico, poiché si verifica un’espulsione naturale (che potrebbe sembrare una mestruazione, talvolta solo un poco più abbondante a seconda della settimana raggiunta).

Qualora  nell’utero fosse rimasto del tessuto della gravidanza si ricorre per la pulizia a una procedura medica chiamata dilatazione e curettage (raschiamento) o, quando possibile, la somministrazione di farmaci che favoriscano l’espulsione dei tessuti residui.

Le donne di gruppo sanguigno Rh negativo potrebbero richiedere la somministrazione dell’immunoprofilassi anti-D; questa precauzione è necessaria per prevenire la sensibilizzazione al fattore Rh, che potrebbe portare alla malattia emolitica del neonato in future gravidanze. L’immunoglobulina anti-D impedisce al sistema immunitario della madre di produrre anticorpi contro i globuli rossi Rh positivi, proteggendo così la salute di eventuali futuri bambini Rh positivi.

Farmaci

In alcune donne potrebbe essere sufficiente l’assunzione di misoprostolo (eventualmente in combinazione con il mifepristone), un farmaco in grado di completare l’espulsione del tessuto fetale in caso di aborto spontaneo incompleto o mancato aborto.

Il misoprostolo agisce causando contrazioni dell’utero per espellere il suo contenuto.

Questo farmaco può offrire un’alternativa non chirurgica al raschiamento, riducendo il rischio di complicazioni e promuovendo un recupero più rapido. È importante che l’uso del misoprostolo avvenga sotto stretta supervisione medica per monitorare l’efficacia del trattamento e gestire eventuali effetti collaterali.

Raschiamento

Il raschiamento, noto anche come dilatazione e curettage (o revisione uterina) è una procedura chirurgica ginecologica utilizzata per rimuovere il tessuto dall’interno dell’utero. Viene eseguito per vari motivi, tra cui l’aborto spontaneo, l’aborto terapeutico e, in passato, anche per la rimozione di polipi o fibromi. Può anche essere eseguito a scopo diagnostico. Consiste nei seguenti passi:

  1. Preparazione: La paziente potrebbe dover astenersi dal mangiare o bere per un certo periodo prima dell’intervento.
  2. Anestesia: La procedura può essere eseguita sotto anestesia generale (la paziente è completamente addormentata) o locale (per anestesia spinale o epidurale, in cui l’utero è insensibilizzato, ma la paziente rimane sveglia). Più raramente si ricorre all’anestesia somministrata localmente.
  3. Dilatazione: L’apertura del collo dell’utero (cervice) viene dilatata delicatamente per consentire l’inserimento degli strumenti chirurgici nell’utero.
  4. Curettage: Viene inserito un strumento chiamato curette attraverso la cervice nell’utero. Questo strumento può essere affilato per raschiare il tessuto o può essere collegato a un dispositivo di aspirazione che aspira delicatamente il tessuto dall’utero. La procedura rimuove il rivestimento dell’utero (endometrio) insieme a qualsiasi tessuto residuo della gravidanza o altro materiale che necessita di essere eliminato.
  5. Conclusione: Dopo che il tessuto è stato rimosso, gli strumenti vengono estratti, e l’anestesia inizia a svanire. La paziente verrà monitorata per un breve periodo di tempo per eventuali effetti collaterali o complicazioni.
  6. Convalescenza: La dimissione avviene in genere in giornata, ma i tempi di recupero possono variare; molte donne sono in grado di tornare alle loro normali attività entro pochi giorni. Potrebbero verificarsi crampi leggeri o sanguinamento vaginale per alcuni giorni dopo la procedura.

La durata è limitata a circa 15/20 minuti.

Il raschiamento è generalmente considerato sicuro, ma come per qualsiasi procedura chirurgica, comporta alcuni rischi, tra cui infezioni, danni all’utero o al collo dell’utero, e complicazioni legate all’anestesia.

Dopo un aborto spontaneo

Dopo la perdita, potresti sentirti sconvolta o sotto shock.

Potresti chiederti “Perché proprio a me?”

Potresti provare senso di colpa per qualcosa che hai fatto o non hai fatto, che credi abbia causato la fine della tua gravidanza.

Potresti sentirti tradita e arrabbiata.

Oppure potresti sentirti profondamente triste mentre accetti il fatto che quel bambino che non nascerà mai.

Queste emozioni sono tutte reazioni normali alla perdita. Col tempo sarai in grado di accettare la perdita e andare avanti. Non dimenticherai mai il tuo bambino, ma riuscirai a lasciarti questo capitolo alle spalle e a guardare con speranza alla vita che ti aspetta. Per aiutarti a superare questo momento difficile, le seguenti strategie si sono dimostrate utili:

  • Cerca il sostegno di persone care e amici. Condividi i tuoi sentimenti e chiedi aiuto quando ne hai bisogno.
  • Parlane con il tuo partner, ma ricorda che uomini e donne elaborano il lutto in modi diversi.
  • Prenditi cura di te stessa. Mangiare cibi sani, mantenerti attiva e dormire a sufficienza aiuteranno a ripristinare energia e benessere.
  • Cerca donne che abbiano vissuto la stessa esperienza, potrebbe aiutarti a sentirti meno sola.
  • Fai qualcosa in memoria del tuo bambino.
  • Non avere paura o vergogna di cercare un aiuto professionale se fosse necessario, specialmente se il tuo dolore non trovasse sollievo col tempo.

Fonte: https://www.womenshealth.gov/

È possibile una gravidanza dopo un aborto spontaneo?

Concediti tutto il tempo necessario per guarire emotivamente. Potrebbero volerci alcuni mesi o più. Una volta che tu e il tuo partner vi sentiate emotivamente pronti per riprovare, valutate con il ginecologo che fisicamente non ci siano controindicazioni e per ricominciare la ricerca di gravidanza.

Da un punto di vista prettamente fisico, dopo un aborto spontaneo la maggior parte delle donne sane non ha bisogno di aspettare prima di provare a concepire di nuovo (qualora la perdita si fosse verificata in una settimana avanzata il ginecologo potrebbe consigliare di aspettare uno o più cicli mestruali per una pulizia completa).

Fonti e bibliografia

Disegno di una madre triste di fronte a un lettino vuovo

Shutterstock/Nicoleta Ionescu

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.