Introduzione

L’acne è una malattia infiammatoria della pelle, più in particolare un’infiammazione dell’unità follicolo-sebacea, un’entità costituita da:

  • follicolo pilifero, un “sacco” che si invagina nello spessore della pelle e che avvolge la radice del pelo;
  • ghiandola sebacea che con il suo dotto escretore sfocia nel canale contenente il pelo (canale follicolare).

Le ghiandole sebacee sono distribuite su tutta la superficie cutanea: sono presenti in numero maggiore a livello del volto e del cuoio capelluto, mentre sono assenti sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi. La funzione delle ghiandole sebacee è la produzione e la secrezione del sebo, una sostanza grassa composta prevalentemente da colesterolo e trigliceridi che serve a rendere morbida la pelle e ad idratarla, evitando così che essa si secchi. Il funzionamento delle ghiandole sebacee è sotto esclusivo controllo ormonale: lo stimolo principale alla loro attività è costituito dagli ormoni steroidei che originano dai testicoli e dai surreni.

L’acne si manifesta tipicamente nell’età adolescenziale sul volto e talvolta sul dorso attraverso la comparsa di quelle lesioni che volgarmente vengono definite brufoli e che in termini medici corrispondono più propriamente a

  • papule, lesioni rilevate rossastre
  • comedoni, contenenti materiale bianco,
  • pustole, se contengono materiale giallastro purulento.

La prognosi è buona, perché la malattia risponde alle terapie locali o sistemiche; possono tuttavia permanere cicatrici, soprattutto in seguito all’auto-escoriazione delle lesioni.

Brufoli sulla guancia

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Causa

Le tappe fondamentali che portano allo sviluppo delle lesioni acneiche sono 3:

  1. Ipersecrezione di sebo: Le ghiandole sebacee sono sotto il controllo degli ormoni androgeni (gli ormoni maschili) ed in particolare il testosterone libero di origine testicolare da un lato, il deidroepiandrosterone (DHEA) e il Δ4-androstenedione di origine surrenale dall’altro. Il surrene è l’unica fonte di ormoni androgeni nella donna. L’ipersecrezione di sebo avviene tipicamente in età prepuberale (8-9 anni nelle bambine) e successivamente, in età puberale (11-12 anni, qualche anno più tardi nei maschi) esordisce l’acne. La sensibilità delle ghiandole sebacee verso gli ormoni androgeni è ampiamente variabile da un soggetto all’altro, motivo per cui tra gli adolescenti, alcuni sviluppano l’acne ed altri no. Le ghiandole sebacee possiedono al loro interno degli enzimi che sono capaci di convertire gli ormoni androgeni nella loro forma più attiva (deidroepiandrosterone) che stimola la sintesi del materiale sebaceo.
  2. Ostruzione dell’infundibolo ovvero della porzione più esterna del follicolo pilifero: Gli ormoni androgeni inoltre hanno un’azione diretta sulla porzione del follicolo che si chiama infundibolo, ovvero lo spazio che esiste tra il pelo e la parete del follicolo che lo contiene: qui gli androgeni stimolano le cellule della cute a utilizzare gli enzimi che convertono gli stessi ormoni androgeni nella loro forma più attiva, così da favorire un processo detto “cheratinizzazione”, cioè produzione e ritenzione di cheratina, la proteina che normalmente costituisce lo strato più superficiale della pelle. L’accumulo di cheratina nell’infundibolo ne determina la sua ostruzione e quindi la formazione della lesione acneica elementare, il comedone.
  3. Azione degli agenti microbici: Normalmente il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee fuoriesce sulla superficie della cute dove si arricchisce di acidi grassi ad opera del batterio Propionibacterium acnes, che fa parte della flora microbica normale contenuta nell’infundibolo insieme ad altri germi quali Staphylococcus albus, Malassezia e Propionibacterium granulosum. Gli acidi grassi prodotti per azione di P. acnes (che converte i trigliceridi del sebo in acidi grassi liberi) innescano un processo infiammatorio richiamando neutrofili, proteine del complemento ed anticorpi. In particolare i neutrofili sono responsabili del focolaio infiammatorio che si traduce clinicamente nella comparsa delle pustole.

Rappresentano fattori in grado di peggiorare l’acne

  • il fumo di sigaretta
  • e l’applicazione di cosmetici a base di sostanze grasse (oli minerali, lanolina).

Sintomi e manifestazioni cliniche

Le lesioni elementari dell’acne, quelli che nel parlato comune vengono chiamati brufoli, possono essere descritte come segue:

  • La seborrea è la condizione preliminare per lo sviluppo delle lesioni acneiche. La cute è lucida e untuosa, soprattutto a livello di naso, fronte, guance e parte superiore del torace, dove sono presenti in numero maggiore le ghiandole sebacee.
  • I comedoni, comunemente chiamati “punti neri”, sono delle lesioni puntiformi scure corrispondenti a tappi di cheratina che ostruiscono gli infundiboli dei follicoli sebacei. Il colore scuro del comedone è dovuto all’ossidazione dei grassi e al deposito di melanina.
  • Le microcisti sono piccoli rilievi bianchi che corrispondono all’accumulo, a livello di un infundibolo follicolare ostruito, di sebo, cheratina e batteri. Queste lesioni possono aprirsi e ed evolvere come comedoni oppure andare incontro a rottura della parete con sviluppo di lesioni infiammatorie come papule e pustole.
  • Le papule sono lesioni cutanee rilevate, eritematose, di consistenza dura e talvolta dolenti; possono evolvere riassorbendosi oppure diventando delle pustole (papule che contengono alla sommità delle raccolte di materiale purulento).
  • I noduli sono lesioni rilevate di consistenza maggiore rispetto alle papule (solitamente di diametro maggiore di 10 mm), indicative di una forma grave di acne.

In base al tipo di lesioni presenti, si distingue quindi tra:

  • acne comedonica e microcistica, considerata di gravità lieve-moderata;
  • acne papulo-pustolosa, la presentazione più comune dell’acne, la cui gravità è correlata all’estensione delle lesioni;
  • acne nodulare, caratterizzata dalla presenza di tutte le lesioni elementari e dall’evoluzione cicatriziale.

Tra le forme meno comuni di acne ricordiamo:

  • L’acne fulminans è una forma particolarmente grave di acne, caratterizzata dalla presenza di numerosi noduli infiammatori da cui può fuoriuscire materiale purulento misto a sangue. In questa forma di acne, all’infiammazione cutanea si associa un’importante compromissione sistemica:
  • L’acne inversa è un’acne caratterizzata dalla presenza di noduli da cui fuoriesce materiale purulento, localizzati nelle grandi pieghe cutanee (ascelle, inguine).
  • L’acne da farmaci si può verificare durante terapie con:
    • ormoni androgeni,
    • contraccettivi orali ad azione androgenica, c
    • ortisonici in crema o assunti per via orale,
    • antitubercolari,
    • vitamina B12,
    • antiepilettici (barbiturici),
    • alcuni antidepressivi,
    • immunosoppressori (ciclosporina, azatioprina).
  • Le acni esogene sono dovute all’azione comedogena, ovvero favorente l’insorgenza di comedoni, esercitata dagli oli minerali che entrano a contatto con la pelle. Ne sono interessati infatti i meccanici, garagisti o gli operai che lavorano in ambienti industriali in seguito all’esposizione agli idrocarburi aromatici alogenati e specialmente clorurati (cloracne) usati come combustibili. Alcuni prodotti cosmetici contenenti oli minerali e lanolina possono determinare la cosiddetta “acne cosmetica”.
  • L’acne della donna adulta è spesso associata ad una condizione endocrinologica di iperandrogenismo, ovvero un eccesso di ormoni androgeni. Questa forma di acne può associarsi ad irsutismo (aumento della peluria) ed alopecia. Per individuare l’anomalia endocrina sottostante vengono solitamente richiesti i seguenti esami: ecografia delle ovaie; dosaggi ormonali su sangue da eseguire nella prima parte del ciclo (tra il 3° ed il 5° giorno dalla comparsa delle mestruazioni):

Diagnosi

La diagnosi dell’acne si base sull’esame clinico e, in alcuni casi selezionati, sull’esecuzione di specifiche indagini di laboratorio (come nell’acne della donna adulta).

Prognosi e complicazioni

La prognosi è favorevole perché l’acne tende spontaneamente a risolversi dopo la pubertà o con adeguati trattamenti.

Le complicazioni dell’acne sono rare e caratterizzano specialmente le forme gravi, ma soprattutto le forme più gravi possono avere ripercussioni psicologiche importanti.

Le cicatrici post acneiche possono comparire come esito di un’acne nodulare, di un’acne inversa di grave entità oppure nel caso di un’acne escoriata, una forma di acne perpetuata dal grattamento, dallo schiacciamento e dalla manipolazione delle lesioni, pratiche che sono tutte naturalmente da evitare.

Rimedi

Il trattamento dipende dal tipo di acne e può essere eseguito per via locale (creme, lozioni), per via sistemica o per via locale e sistemica. In ogni caso, va proseguito per mesi.

Nell’acne comedonica e microcistica il trattamento di prima scelta è rappresentato dai retinoidi (adapalene, isotretinoina) topici che agiscono come cheratolitici, ovvero sciogliendo i tappi di cheratina che si formano nell’infundibolo e favorendo così l’espulsione dei comedoni e delle microcisti. L’adapalene oltre all’effetto cheratolitico ha anche azione antiinfiammatoria (è indicato anche nell’acne papulosa).

Nell’acne papulo-pustolosa lieve-moderata si associa al retinoide topico un antibiotico locale.

Nell’acne infiammatoria papulo-pustolosa si utilizzano antibiotici per via orale per almeno 3 mesi (doxiciclina, limeciclina, minociclina).

Nell’acne papulo-pustolosa non responsiva alla terapia antibiotica per bocca e nell’acne nodulare si utilizza un retinoide per via sistemica, l’isotretinoina. La prescrizione di questo farmaco richiede una serie di accertamenti preliminari, che saranno eseguiti tutti i mesi durante la terapia ed anche dopo la sospensione del trattamento (nelle donne il test di gravidanza, nelle donne e negli uomini il dosaggio degli enzimi epatici, colesterolo e trigliceridi). Il farmaco è infatti teratogeno cioè produce anomalie o malformazioni nell’embrione pertanto durante la sua assunzione nelle donne la contraccezione è obbligatoria: la paziente deve iniziare ad assumere la pillola contraccettiva un mese prima dell’inizio del trattamento, continuare per tutta la durata della terapia e per un mese dopo la sospensione.

Durante il trattamento con i retinoidi topici e sistemici, un effetto secondario comune è la secchezza cutanea pertanto saranno consigliati opportuni provvedimenti idratanti.

Le terapie antibiotiche invece, specialmente quando assunte per bocca, sono fotosensibilizzanti, ovvero aumentano la sensibilità della pelle alle radiazioni ultraviolette. Durante queste terapie è quindi sconsigliata l’esposizione al sole.

Rimedi naturali e di automedicazione

Probabilmente a causa del disagio psicologico creato dalla presenza delle lesioni acneiche durante l’adolescenza, sono nati diversi miti attorno a questo disturbo, che tuttavia in alcuni casi possono condurre a comportamenti inutili o addirittura controproducenti.

  • Cioccolato e alimenti grassi sono spesso accusati di peggiorare l’acne, ma di fatto in letteratura non si trovano prove convincenti a sostegno di questa tesi.
  • Un altro mito comune è che la pelle sporca possa causare l’acne; in caso di acne è sicuramente utile prestare una certa attenzione alla cura della pelle, ma una scarsa igiene non è di per sé causa della comparsa del disturbo.
  • Lo stress non causa l’acne, ma secondo alcuni autori potrebbe tuttavia peggiorare il problema, probabilmente causa di variazioni nei livelli ormonali circolanti.

Se soffri di acne è consigliabile:

  • pulire la pelle delicatamente con prodotti non comedogenici (l’indicazione si trova normalmente in etichetta) due volte al giorno (un’eccessiva frequenza è controproducente), in particolare per rimuovere il make-up e/o il sudore accumulato dopo l’attività sportiva,
  • evitare prodotti esfolianti e scrub aggressivi,
  • usare cosmetici e protezioni solari non comedogeniche,
  • evitare di schiacciare i brufoli presenti e ridurre al minimo la manipolazione della cute,
  • usare sempre un’adeguata protezione solare in caso di esposizione.

In farmacia sono disponibili numerosi prodotti di automedicazione utili nelle forme più lievi, che tuttavia possono differire anche sensibilmente per sicurezza ed efficacia.

In genere non sussistono controindicazioni rilevanti ad iniziare con l’applicazione di preparazioni semisolide (gel, creme, …) a base di benzoil-perossido a bassa concentrazione (2.5-5.0%), un principio attivo basato sull’acqua ossigenata con azione prevalentemente disinfettante. Si sottolinea che il fatto che sia ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti NON significa che sia privo di possibili effetti collaterali (come secchezza della pelle, desquamazione, arrossamento, bruciore), soprattutto nei soggetti con cute delicata.

Non sempre una concentrazione maggiore di principio attivo significa maggior efficacia, mentre quasi sempre aumenta il rischio di comparsa di effetti collaterali; si raccomanda inoltre di avere pazienza ed attendere fino a 2-3 mesi prima di valutare l’efficacia del trattamento scelto, che nel frattempo potrebbe anche causare un temporaneo peggioramento del disturbo.

Posso schiacciare i brufoli?

Chiunque abbia sofferto di acne ha probabilmente schiacciato/spremuto una lesione particolarmente severa, è comprensibile, perché si è portati a pensare che questa pratica ne velocizzi la risoluzione.

Anche sul breve termine in alcuni casi potrebbe anche essere vero, sulla pelle sono meno visibili i segni dell’acne, in realtà l’azione è assolutamente controproducente, in quanto potrebbe favorire la discesa in profondità del pus presente peggiorando infiammazione e aspetto estetico, nonché aumentare significativamente il rischio di cicatrici e macchie permanenti.

Funziona il dentifricio sui brufoli? Guariscono?

Sempre più comune è il consiglio di ricorrere all’applicazione di dentifricio sulle singole lesioni, al fine di favorirne la guarigione; se è vero che la pasta dentifricia contiene in genere sostanze antibatteriche, è altrettanto vero che sono presenti anche altre sostanze in grado di irritare e danneggiare la cute, rendendo quindi NON consigliabile la pratica, soprattutto alla luce dell’esistenza di rimedi più efficaci e sicuri, anche di automedicazione.

L’esposizione al sole aiuta?

Non esiste ancora una risposta definitiva a questa domanda, in letteratura si trovano infatti posizioni contrapposte; si consiglia di verificare quindi personalmente la risposta della propria pelle all’esposizione solare e comportarsi di conseguenza, tenendo a mente che un’esposizione eccessivamente prolungata e senza le necessarie precauzioni è invece sicuramente controproducente.

Prevenzione

Non esistono misure preventive per la maggior parte delle forme di acne; l’acne da farmaci e l’acne esogena possono essere prevenute evitando l’esposizione alle sostanze potenzialmente chiamate in causa.

 

A cura della Dr.ssa Giulia Ciccarese, medico chirurgo specialista in Dermatologia e Venereologia

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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