Adenomiosi uterina: cause, sintomi, cura

Introduzione

L’utero è l’organo femminile che accoglie il feto durante la gravidanza; può essere diviso anatomicamente in tre regioni:

  • Corpo, parte centrale dell’utero
  • Fondo dell’utero, la parte che termina superiormente.
  • Cervice (collo dell’utero), la parte termine che sporge in vagina

La struttura della parete dell’utero è costituita da una successione di diversi strati:

  • Strato più interno (endometrio), che si inspessisce durante il ciclo mestruale nel caso in cui si verifichi l’impianto dell’embrione
  • Strato muscolare (miometrio), uno spesso strato muscolare che contiene la maggior parte dei vasi sanguigni e dei nervi dell’organo
  • Rivestimento esterno (perimetrio)
Anatomia dell'utero

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L’adenomiosi è una malattia dell’utero caratterizzata dalla presenza di endometrio, il tessuto mucoso che normalmente riveste la cavità interna dell’organo, in corrispondenza della parete muscolare; questo fenomeno patologico determina l’instaurarsi di una reazione di natura infiammatoria cronica che favorisce l’ispessimento della parete uterina e che può progredire

  • in forma localizzata (“adenomioma”)
  • o estendersi interessando gran parte della superficie dell’organo ( “adenomiosi diffusa”).

L’utero affetto da adenomiosi può ingrandirsi raggiungendo circa due o tre volte le dimensioni normali.

Benché venga occasionalmente indicata come endometriosi interna, è importante chiarire che non è legata all’endometriosi vera e propria, condizione caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero (endometriosi e adenomiosi si stima che coesistano in circa il 10% dei casi).

Si tratta purtroppo ancora oggi di una patologia di difficile diagnosi, soprattutto a causa

  • della varietà di presentazioni cliniche ad essa associate (alcune donne sono del tutto asintomatiche, mentre altre presentano sintomi invalidanti come dolore duranti i rapporti o cicli mestruali particolarmente debilitanti)
  • e alla difficoltà di individuare chiaramente una causa certa alla base di questo disturbo.

Alcuni esami strumentali, come l’ecografia transvaginale e la risonanza magnetica, possono tuttavia essere di notevole aiuto nell’elaborare la diagnosi.

Il trattamento, specifico a seconda dei casi, prevede approcci farmacologici e\o chirurgici, rivolti principalmente al controllo della sintomatologia dolorosa, al fine di garantire una normale ripresa delle attività di vita quotidiana della donna.

Cause

Pur non essendo stata identificata ad oggi una causa certa di malattia, è possibile riconoscere molteplici fattori correlati ad una maggiore insorgenza di adenomiosi, tra cui:

  • Variazioni ormonali: l’adenomiosi sembrerebbe essere una patologia estrogeno-dipendente, particolarmente frequente nelle donne in età fertile; mentre le forme lievi di adenomiosi possono interessare circa un quinto delle donne ultraquarantenni, dopo la menopausa la patologia sembrerebbe essere quasi inesistente (questo perché durante questo periodo si verifica un caratteristico calo nella produzione degli estrogeni);
  • Pregresse interruzioni volontarie di gravidanza: le donne sottoposte ad interventi di curettage dell’utero, come revisioni della cavità uterina in seguito ad aborto, risultano maggiormente a rischio di sviluppare adenomiosi;
  • Taglio cesareo: l’adenomiosi sembrerebbe essere più frequente nelle donne che abbiano subito un taglio cesareo, ma gli studi su questo argomento non sono ancora del tutto concordanti;
  • Parti multipli: donne che abbiano partorito più volte sembrano presentare un maggior rischio di sviluppare adenomiosi e, in particolar modo, la suscettibilità risulterebbe aumentata in proporzione al numero di parti sostenuti;
  • Interventi di legatura delle tube o interventi di chirurgia uterina
  • Irregolarità del ciclo mestruale: le pazienti con mestruazioni più abbondanti e particolarmente dolorose, sembrano essere più esposte allo sviluppo di malattia, rispetto alle donne con cicli regolari; il rischio, inoltre, pare aumentato qualora coesistano irregolarità nella struttura della mucosa uterina, come condizioni di iperplasia (aumentato volume dell’organo, per aumento del numero di cellule che lo costituiscono).

Sintomi

L’adenomiosi si caratterizza per la grande varietà di presentazioni cliniche; se infatti in molte donne la patologia può decorrere in maniera asintomatica, in altri casi può esordire con sintomi molto severi e debilitanti, come:

  • Mestruazioni abbondanti e particolarmente dolorose (dismenorrea);
  • Senso di dolenzia nella regione pelvica;
  • Sensazione di pressione in corrispondenza del retto e della vescica;
  • Dolore durante i rapporti (dispareunia);
  • Sanguinamenti uterini anomali o coaguli di sangue nel periodo mestruale.

Complicanze

Le principali complicanze associate alla condizione sono:

  • Infertilità
  • Aumentato rischio di parto pretermine o di rottura anticipata delle membrane in corso di gravidanza;
  • Anemia cronica (riconducibile all’aumento del flusso mestruale);
  • Riduzione della qualità di vita della paziente (in virtù dell’intenso dolore addominale e durante i rapporti sessuali).

Diagnosi

In alcuni casi la sintomatologia sfumata può rendere difficoltosa la diagnosi di adenomiosi; quando invece siano presenti i disturbi tipici della malattia (dolore addominale e pelvico, mestruazioni abbondanti e dolorose, dolore durante i rapporti sessuali), il sospetto clinico può essere confermato dallo svolgimento di una visita ginecologica (l’utero apparirà ingrossato, arrotondato e più morbido al tatto) e dall’esecuzione di alcuni esami strumentali, come:

  • Ecografia transvaginale: consente la localizzazione del disturbo;
  • Risonanza magnetica: permette di confermare ulteriormente la diagnosi.

Cura

Il trattamento della malattia è specifico e strettamente dipendente dalle caratteristiche della paziente e dall’entità dei disturbi presentati; tra le possibili opzioni terapeutiche ricordiamo:

  • Somministrazione di farmaci analgesici ed antinfiammatori (ibuprofene, naprossene, …), allo scopo di ridurre la sintomatologia dolorosa, specialmente durante il ciclo mestruale (l’aspirina è in genere controindicata a causa dell’effetto fluidificante sul sangue);
  • Nel sospetto di un’alterazione ormonale alla base della patologia il ginecologo può prescrivere terapie ormonali (da assumere per bocca o da applicare localmente, come nel caso di impianto di IUD nell’utero o anello contraccettivo in vagina, per controllare il sanguinamento e i cicli mestruali dolorosi); in alcuni casi, inoltre, anche l’applicazione transvaginale di creme a base di progesterone può migliorare i sintomi dell’adenomiosi;
  • L’intervento chirurgico di isterectomia (asportazione dell’utero), invece, è da riservare alle pazienti con sintomi molto gravi, tali da impattare notevolmente sulla qualità di vita.

Nelle pazienti in menopausa, invece, l’adenomiosi tende ad andare progressivamente incontro ad una risoluzione spontanea.

 

A cura della Dott.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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