Allergia agli acari della polvere: sintomi e rimedi

Introduzione

L’allergia agli acari della polvere è una condizione allergica che si manifesta come reazione a questi aracnidi (tecnicamente NON sono insetti), che vivono comunemente nella polvere domestica (per questa ragione spesso la condizione viene indicata semplicemente come “allergia alla polvere”, benché si tratti di una terminologia evidentemente impropria).

È stata descritta per la prima volta circa un secondo fa, ma come la quasi totalità delle forme allergiche e delle patologie atopiche, ovvero legate ad un’eccessiva sensibilità a sostanze comuni ed innocue, la sua diffusione è in costante aumento da anni.

I sintomi più comuni dell’allergia agli acari della polvere consistono in uno o più tra:

La migliore strategia di trattamento per la rinite allergica che ne risulta consiste primariamente nell’evitare l’esposizione agli allergeni,  attraverso regolari strategie di bonifica ambientale in casa e negli ambienti in cui è necessario soggiornare; in seconda battuta è possibile ricorrere alla somministrazione di farmaci, tipicamente antistaminici e cortisonici, per trovare sollievo dai sintomi.

È infine disponibile da alcuni anni una terza opzione, l’immunoterapia (vaccino per l’allergia), che ha l’obiettivo di ridurre la gravità delle manifestazioni e, in condizioni ideali, perseguire talvolta una completa remissione.

Gli acari della polvere

Gli acari della polvere domestica non si insinuano sotto la pelle e non sono parassiti.

A differenza del pensiero comune non appartengono alla classe degli insetti, ma degli aracnidi (come i ragni, con cui condividono il numero di zampe, ovvero 8); sono microscopici (la lunghezza è mediamente di circa 0.4 mm) e quindi invisibili ad occhio nudo. Si nutrono delle cellule epiteliali (della pelle) morte di esseri umani e animali domestici; un soggetto adulto perde mediamente fino a 1,5 g di pelle in un giorno e questa quantità è sufficiente per nutrire fino ad un milione di acari della polvere.

Prediligono ambienti caldo-umidi (21 °C e 70% di umidità), quindi trovano un ambiente ideale alla riproduzione in biancheria da letto, lenzuola, moquette ed altri tessuti con la capacità di intrappolare l’umidità.

Ne esistono almeno 13 specie.

Allergia agli acari della polvere

Shutterstock/Crevis

Cause

L’allergia può innescarsi verso numerosi antigeni (in genere proteine prodotte dall’acaro), ma tra i più importanti dal punto di vista clinica spiccano quelli presenti nelle feci ed in particolare la peptidasi 1, uno dei potenti enzimi digestivi che persistono negli escrementi con cui è possibile venire normalmente a contatto negli ambienti domestici (in genere tramite inalazione, essendo di dimensione microscopica).

Meno comunemente si registrano reazioni anche all’esoscheletro dell’acaro.

 

Si stima che ad essere interessate dall’allergia siano circa 800 milioni di persone nel mondo.

Tra i fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo della condizioni i più rilevanti sono:

  • Giovane età
  • Storia familiare di allergie
  • Esposizione ad un livello elevato di acari della polvere

Sintomi

L’allergia agli acari della polvere si sviluppa durante l’infanzia o l’adolescenza, con la maggior parte dei sintomi che si manifestano prima dei 20 anni.

I sintomi consistono in una rinite cronica, ovvero per l’intero arco dell’anno senza sostanziali cambiamenti legati alla stagionalità come avviene per esempio in caso di allergie ai pollini.

Sono in genere più severi durante il sonno ed al risveglio, a causa della concentrazione dell’acaro in cuscini, coperte e materassi.

Sintomi e gravità possono variare da un paziente all’altro, ma tendenzialmente possono annoverare:

  • Starnuti
  • Rinorrea (naso che cola)
  • Congiuntivite allergica (occhi rossi, che lacrimano, con prurito)
  • Congestione nasale (naso chiuso)
  • Prurito al naso, alla bocca e/o alla gola
  • Prurito diffuso
  • Tosse
  • Sonno di scarsa qualità a causa di mancanza di respiro, tosse o respiro sibilante
  • Sonnolenza durante il giorno e stato di malessere generale.

In caso di attacchi asmatici i sintomi vengono esacerbati e si sviluppano:

  • Dispnea
  • Senso di disagio e/o costrizione toracica
  • Sibilo durante l’espirazione.

Alcuni pazienti possono sviluppare allergie crociate a crostacei, molluschi od altri alimenti.

Complicazioni

L’esposizione cronica agli acari della polvere può favorire lo sviluppo di:

  • Sinusite
  • Asma (tra i vari allergeni domestici, gli acari della polvere hanno la più forte associazione con lo sviluppo di asma) e relativi attacchi acuti
  • Dermatite atopica (l’acaro della polvere, a prescindere dal potere allergenizzante, è un irritante che può indurre un peggioramento delle manifestazioni cutanee della dermatite atopica)
  • Esacerbazione della sensibilità della mucosa nasale verso altri irritanti (fumo di sigaretta, inquinamento, aria secca in ambienti interni riscaldati, …).

Diagnosi

Se i sintomi (e le condizioni in cui si manifestano, ad esempio peggioramento nelle ore notturne) possono facilmente suggerire l’ipotesi di allergia agli acari della polvere, questa deve poi trovare conferma mediante esami strumentali:

  • Prick test: È un test pratico ed economico che fornisce risultati entro 20 minuti, richiede di pungere leggermente la cute dell’avambraccio con un apposito piccolo ago (lancetta) ed applicarvi sopra una goccia dell’allergene; se positivo si osserva la comparsa di un piccolo rigonfiamento pruriginoso, simile a una puntura di zanzara, nell’arco di pochi minuti. Il test ha un’elevata sensibilità (capacità di individuare correttamente tutti i soggetti allergici) ma bassa specificità (potrebbe restituire valori positivi anche in soggetti allergici ad altre sostanze). Non può essere praticato in soggetti che soffrano di dermatite o che stiano assumendo antistaminici.
  • Patch test: L’approccio è simile al precedente, ma richiede l’applicazione di specifici cerotti al posto degli aghi. Richiede un tempo di attesa più lungo (in genere 48 ore).
  • Esame delle IgE (sul sangue): Gli esami del sangue sono utili nei pazienti in cui il prick test sia controindicato, oppure nei pazienti non collaborativi (ad esempio bambini). In passato noti come RAST test, si tratta di osservare la reazione in vitro (provetta) tra il sangue e l’allergene sospettato di essere responsabile dei sintomi. Esistono approcci simili che usano reagenti diversi (Elisa, ImmunoCAP, …).

Rimedi

Riuscire a ridurre (o idealmente azzerare) il contatto con gli acari della polvere è la strategia più efficace per ridurre numero ed intensità dei sintomi, anche se purtroppo si tratta di un disturbo che tendenzialmente ha un impatto significativo sulla qualità di vita di un individuo che ne sia affetto (se è possibile intervenire in modo mirato in casa, non è possibile fare lo stesso ad esempio sul lavoro ed in luoghi pubblici).

Tra le misure più efficaci per contenere la proliferazione domestica dell’animale si consiglia di:

  • Utilizzare cuscini e materassi specifici, eventualmente con rivestimenti che impediscano la la penetrazione degli acari.
  • Procedere ad un lavaggio ad alte temperature della biancheria da letto (almeno 60°, in alternativa congelarla per qualche ora).
  • Rimuovere peluche, tappeti, tende e moquette.
  • Impedire agli animali domestici l’accesso alla camera da letto.
  • Mentre il lavaggio in acqua fredda non è sufficiente a garantire l’uccisione dell’acaro, è possibile ricorre ove serve al lavaggio a secco.
  • Utilizzare dove possibile (ad esempio nei climatizzatori domestici ed in auto) filtri ambientali antiparticolato (HEPA) ad alta efficienza.
  • Ridurre l’umidità in casa al di sotto del 45%.
  • Passare regolarmente l’aspirapolvere.
  • Ricorrere all’uso di spray acaricidi (si acquistano in farmacia e parafarmacia).

Tra i farmaci più utili a prevenire attacchi allergici si annoverano:

  • antistaminici
  • antagonista sui recettori per i leucotrieni (montelukast)
  • stabilizzante dei mastociti (sodio cromoglicato)
  • spray cortisonici nasali.

In caso di attacco acuto è possibile invece fare affidamento su

  • lavaggi nasali con acqua fisiologica
  • spray cortisonici nasali
  • decongestionanti nasali (controindicati per l’utilizzo cronico, a causa dell’elevato rischio di sviluppare dipendenza e danni alla mucosa nasale)
  • antistaminici (l’assunzione per bocca richiede in genere 30-60 minuti prima di beneficiarne).

Soprattutto nei pazienti ove non sia possibile raggiungere un sufficiente controllo dei sintomi è possibile valutare il ricorso all’immunoterapia (vaccino) per ridurre la sensibilità agli acari della polvere e, idealmente, in alcuni casi anche guarire. Si tratta tuttavia di percorsi che richiedono non meno di qualche anno e per cui è difficile prevedere in anticipo l’entità degli effetti, d’altra parte è l’unico approccio in grado di offrire la reale possibile di una guarigione. Esistono formulazioni da iniettare sottocute mediante iniezioni e preparazioni sub-linguali, ma in entrambi i casi l’idea di fondo consiste di esporre progressivamente l’organismo a dosi crescenti per favorire l’insorgere di una tolleranza alla sostanza antigenica (viene ovviamente somministrata la proteina responsabile purificata, non l’animale).

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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