Angioma al fegato: cause, sintomi e cura

Cos’è un angioma?

Un angioma (o emangioma) è un tumore benigno che colpisce le cellule endoteliali, ossia quelle poste sulle pareti interne dei vasi sanguigni, caratterizzato dalla presenza di un groviglio di vasi sanguigni che va a costituire la massa neoplastica in oggetto. I tumori benigni si contraddistinguono dai maligni poiché non sono invasivi e non causano metastasi, dunque la neoplasia non intacca e non si diffonde in altri distretti dell’organismo.

Gli emangiomi tendono a colpire specificatamente alcune aree dell’organismo quali testa e collo se si tratta di emangiomi capillari (ossia periferici e localizzati sulla cute), cervello, cuore, milza, vie respiratorie e fegato se si tratta di angiomi cavernosi (cioè nelle zone della pelle più profonde).

Introduzione

L’angioma al fegato è la condizione più comune di lesione epatica benigna, non è infatti pericolosa e spesso risulta anche asintomatica in virtù delle piccole dimensioni con cui tende a presentarsi (tanto che solitamente viene diagnosticato casualmente durante l’effettuazione di esami eseguiti per altre motivazioni).

Può essere singolo o multiplo, ossia può insorgerne uno singolarmente oppure più di uno: quando il fegato ha angiomi multipli si parla di angiomatosi. Le dimensioni, sebbene solitamente contenute (un angioma tipico è grande 3-4 centimetri), possono variare di soggetto in soggetto.

L’insorgenza dell’angioma al fegato è più frequente nei soggetti di età compresa fra i 30 e i 50 anni, con una prevalenza nelle donne soprattutto successivamente ad una gravidanza o in coloro che abbiano assunto terapie ormonali sostitutive per la menopausa, a causa delle conseguenti alterazioni ormonali.

La sintomatologia è solitamente assente, salvo alcuni rari fastidi tra cui dolore a livello dell’addome, inappetenza, nausea e vomito.

La diagnosi può avvalersi di alcuni esami strumentali tra cui TC ed ecografia.

Per quanto riguarda il trattamento non è in genere richiesto, ma possono essere previsti controlli periodici per monitorare l’andamento ed assicurarsi che non si verifichino complicazioni. Quando fosse necessario è tuttavia possibile ricorrere ad un intervento chirurgico di asportazione dell’angioma stesso o di porzioni di fegato; altre procedure prevedono l’interruzione del flusso di sangue all’emangioma, in modo da ridurne la crescita.

I soggetti con emangiomi con scarsa o assente tendenza all’aumento di volume nel tempo e che sono asintomatici vivono una vita normale e senza particolari problematiche.

Cause

L’eziologia dell’angioma al fegato non è ancora stata del tutto chiarificata, ma si ipotizza la presenza di alterazioni genetiche a carico del DNA che ne favoriscano la formazione, in alcuni casi in forma congenita (ovvero fin dalla nascita).

Sono state inoltre individuate diverse correlazioni con alterazioni ormonali, come quelle che caratterizzano le donne nel periodo della gravidanza oppure in menopausa se sottoposte a terapie ormonali sostitutive, probabilmente a causa dei livelli di estrogeni (ormoni sessuali femminili) presenti nel sangue: la rapida modificazione dei livelli di questo ormone sembrerebbe spiegare, sebbene solo in parte, l’insorgenza dell’angioma al fegato e la prevalenza nei soggetti di sesso femminile.

Vale la pena notare che un angioma già presente potrebbe aumentare di dimensioni durante la gravidanza e durante l’assunzione di terapie ormonali sostitutive per la menopausa.

Fattori di rischio

I fattori di rischio per lo sviluppo dell’angioma al fegato possono essere riassunti come segue:

  • Età compresa fra i 30 e i 50 anni
  • Sesso femminile
  • Gravidanza
  • Utilizzo di terapie ormonali sostitutive per i sintomi della menopausa

Sintomi

L’angioma al fegato è spesso asintomatico.

Solitamente si presenta come una massa costituita da un groviglio di vasi sanguigni della grandezza di circa 3-4 centimetri; più raramente possono verificarsi degli emangiomi anomali di dimensioni maggiori oppure emangiomi multipli (angiomatosi).

Quando presenti, i sintomi sono tipicamente vaghi e poco specifici, come ad esempio:

  • Dispepsia, ossia dolore e fastidio all’addome nella parte destra
  • Sensazione di sazietà precoce e/o appesantimento
  • Nausea e vomito dopo i pasti
  • Inappetenza ed eventuale perdita di peso

Quando l’emangioma diventa grande, la sintomatologia è correlata alla compressione delle strutture adiacenti (ad esempio sazietà precoce da compressione gastrica).

Complicazioni

Sebbene l’emangioma sia un tumore benigno e spesso asintomatico, è comunque possibile che si verifichino complicazioni:

  • Dimensioni dell’angioma particolarmente rilevanti potrebbero aumentare il rischio di:
    • Emorragie
    • Trombosi
    • Necrosi
    • Insufficienza cardiaca causata dalla formazione di una fistola artero-venosa a livello epatico
  • In caso di traumi, sebbene molto raramente, si potrebbe verificare la rottura dell’emangioma, evento fatale per il paziente nel 60-70% dei casi.

Diagnosi

I medici specialisti di riferimento, in questo caso, sono il gastroenterologo, l’epatologo e l’oncologo.

Nella maggior parte dei casi, la presenza di un emangioma viene rilevata durante esami strumentali per la valutazione di altre problematiche o per l’osservazione clinica del paziente effettuata per controlli di routine.

Gli esami per la valutazione diagnostica dell’angioma al fegato sono:

  • Ecografia addominale
  • TC e SPECT, rispettivamente tomografia computerizzata e tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo
  • Risonanza Magnetica
  • Angiografia

Durante la valutazione diagnostica viene sempre effettuata una prima indagine anamnestica e una valutazione dei fattori di rischio, nonché dello stato di salute generale del soggetto.

Cura

Per quando riguarda gli angiomi tipici, ossia quelli che risultano tendenzialmente di dimensioni ridotte e asintomatici, spesso il medico non ritiene necessario procedere con un trattamento specifico, sebbene sia necessario sottoporsi periodicamente ad esami di monitoraggio per controllarne l’evoluzione in termini di dimensioni; in caso di sintomatologia che tendenzialmente caratterizza la presenza di un emangioma, nonostante sia solo aspecifica, è bene rivolgersi allo specialista.

Accertata la presenza di un angioma epatico è bene seguire una dieta sana ed evitare il consumo di alcolici e di sigarette.

Nei pazienti sintomatici o con emangiomi sufficientemente grandi da causare un un effetto massa di compressione sugli organi adiacente può essere presa in considerazione la resezione chirurgica, o altri approcci con lo stesso obiettivo, dopo che siano state escluse altre cause di dolore:

  • Intervento chirurgico di asportazione dell’emangioma stesso (enucleazione) effettuata in laparoscopia o in laparotomia
  • Legatura arteriosa o embolizzazione per interrompere l’afflusso sanguigno verso l’angioma e causarne la necrosi e la morte delle cellule tumorali
  • Intervento chirurgico di asportazione della porzione di fegato interessata dalla presenza dell’emangioma
  • Radioterapia, sebbene utilizzata raramente e dalla dubbia efficacia
  • Trapianto di fegato, effettuato esclusivamente in casi di angioma estremamente gravi e complessi, dunque di grandi dimensioni e multipli, tramite il trapianto di un fegato di un donatore compatibile onde evitarne il rigetto.

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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