Angioma vertebrale: cause, sintomi, pericoli e cura

Introduzione

L’angioma vertebrale (o emangioma vertebrale) è una neoplasia benigna, una proliferazione amartomatosa di tessuto vascolare all’interno dei corpi vertebrali; l’amartoma è una lesione benigna, simil-tumorale, caratterizzata dalla proliferazione di cellule o tessuti specializzati e tipici del distretto in cui se ne osserva la comparsa, ma disorganizzati ed aberranti, quindi nel caso degli emoangiomi si tratta di masse formate da strutture capillari e venose prive di ordine od utilità.

Queste lesioni sono di solito scoperte accidentalmente durante l’esecuzione di esami di imaging alla colonna vertebrale richiesti per altre ragioni.

In genere è di piccole dimensioni e decorre in modo totalmente asintomatico e senza progredire, non richiede perciò quasi mai un trattamento mirato; l’intervento chirurgico è al contrario una procedura riservata ai pazienti con una sintomatologia invalidante (che rappresentano un’esigua minoranza del totale).

La prognosi dell’angioma vertebrale, a meno di rarissime eccezioni, può quindi essere definita benigna; non è mai soggetto a degenerazione maligna e solo in pochi casi risulta avere una sintomatologia invalidante (meno del 5%).

Cause

L’emangioma vertebrale è un tumore vascolare benigno della colonna vertebrale, in genere compare in età adulta, sopra la terza decade, anche se sono state descritte forme congenite. Il rapporto maschi femmine è 1:2 (ovvero le donne ne sono due volte più colpite rispetto agli uomini) e le aree più interessate sono la colonna lombare e la colonna dorsale (toracica), al contrario dei segmenti cervicali e sacrali che sono interessati molto raramente ed in ogni caso mai a livello delle loro prime due vertebre.

Colonna vertebrale

Shutterstock/udaix

Secondo studi recenti l’angioma vertebrale coinvolgerebbe circa il 10% della popolazione ma, considerando che la maggior parte dei casi è completamente asintomatica, è difficile avere dei numeri esatti su cui fare affidamento.

Ad oggi non è ancora stato riscontrato un evento causale responsabile dello sviluppo dell’angioma, anche se si sospetta la presenza di una componente ereditaria. Il processo alla base dello sviluppo dell’emangioma è la proliferazione rapida ed incontrollata di una cellula endoteliale che porta alla formazione di nuovi capillari e vasi sanguigni di spessore aumentato e che si aggrovigliano all’interno di un corpo vertebrale.

Sintomi

L’angioma vertebrale decorre nella stragrande maggioranza dei casi in modo totalmente asintomatico, ovvero privo di segni e disturbi.

Raramente il paziente potrebbe lamentare i seguenti sintomi (che sono in funzione della grandezza della neoplasia e della sede in cui questa si sviluppa):

  • Dolore di forte intensità a livello della localizzazione dell’angioma: questo dolore ha la caratteristica di essere di maggiore intensità a riposo o appena svegli e di migliorare con il movimento
  • Debolezza a livello degli arti
  • Intorpidimento degli arti
  • Riduzione della sensibilità fino alla paralisi completa
  • Riduzione di forza e resistenza
  • Perdita del controllo della funzione sfinteriale anale e vescicale (con rispettivo sviluppo di incontinenza fecale ed urinaria)
  • Astenia

Prognosi e decorso

L’emoangioma vertebrale non ha in genere alcuna complicazione, salvo rari casi in cui è possibile assistere ad un crollo vertebrale per cedimento della vertebra in cui è presente l’angioma che viene ad essere indebolita dall’interno. Si tratta di un’evenienza eccezionale, in quanto l’angioma è nella maggior parte dei casi una formazione di piccole dimensioni tale da non compromettere di norma l’integrità vertebrale.

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per questa patologia è il medico ortopedico o neuroradiologo che, dopo aver effettuato la visita specialistica, richiederà una serie di esami strumentali al fine di porre diagnosi di angioma vertebrale. Non è infrequente che, data la presentazione pressoché asintomatica dell’angioma vertebrale, questo venga individuato come incidentaloma, ovvero rilevato in seguito ad esami strumentali eseguiti per altri scopi.

Gli esami strumentali richiesti per diagnosticare l’emangioma sono:

  • Radiografia: l’esame radiografica rappresenta in genere il primo approccio di imaging a questa patologia, in caso di esito sospetto verranno richiesti esami più specifici
  • RMN: rappresenta l’esame di secondo livello, svolto al fine di evidenziare al meglio la neoformazione e di apprezzarne le caratteristiche. L’aspetto di queste lesioni è bluastro con contorni scarsamente definiti ed un aspetto a macchia di leopardo. All’interno di questi vasi si può apprezzare la presenza di microcalcificazioni definite fleboliti.
  • Studio angiografico: per caratterizzare l’emangioma, esaminandone le dimensioni e la vascolarizzazione

Cura

L’emangioma vertebrale nella maggior parte dei casi, avendo un decorso completamente asintomatico, non richiede nessun tipo di trattamento. È cioè richiesta solo una vigile attesa con un follow up regolare (almeno un controllo l’anno) in quanto la neoplasia non ha tendenza alla progressione.

Qualora sia presente una sintomatologia i possibili trattamenti perseguibili sono:

  • Intervento chirurgico di vertebroplastica: è un intervento che si esegue in caso di crollo vertebrale e consiste nell’iniettare attraverso un ago cavo e sotto guida angiografica una sorta di cemento che, entro circa 48 ore, si salderà completamente con il corpo vertebrale danneggiato. Si tratta di un trattamento mininvasivo che si effettua sotto anestesia locale. Una volta terminato l’intervento di solito il dolore svanisce. Questo trattamento, quindi, risolve la sintomatologia dolorosa, ma non ha effetto sull’angioma in sé.
  • Intervento di cifoplastica percutanea: si tratta sempre di una procedura mininvasiva, ma che consiste nell’inserimento di un palloncino che verrà poi gonfiato ristabilendo così la normale altezza del corpo vertebrale che ha subito il crollo. Anche questo trattamento risolve la sintomatologia senza tuttavia trattare l’angioma stesso.
  • Intervento di laminectomia decompressiva: questo intervento è indicato qualora l’angioma eserciti una compressione sul canale vertebrale e consiste di asportare previa incisione la lamina vertebrale, liberando così il midollo spinale. Se l’angioma è presente sulla lamina la sua asportazione tratta anche l’angioma vertebrale, rimuovendolo definitivamente, altrimenti migliorerà solo la sintomatologia senza tuttavia risolvere la neoplasia.
  • In rarissimi casi potrebbe rendersi necessario asportare del tutto l’angioma vertebrale e si effettuerà pertanto un intervento di vertebrectomia con rimozione di un corpo vertebrale che verrà sostituito mediante l’innesto di elementi compatibili. Viene da sé che trattandosi di un intervento delicato e molto rischioso viene riservato a casi estremi.
  • Radioterapia: mediante la terapia radiante si prova a bloccare la crescita e a favorire la regressione dell’angioma vertebrale.
  • Embolizzazione: intervento che consiste di embolizzare mediante una sostanza autocoagulante i vasi del tumore, impedendo così che il sangue possa circolarvi. In genere questa metodica viene utilizzata in preparazione all’intervento chirurgico di asportazione, riducendo in questo modo il rischio di sanguinamento del tumore.
  • Iniezione di etanolo nei vasi sanguigni del tumore: è una variante dell’intervento precedente e consiste nell’iniettare nei vasi del tumore etanolo, un elemento che provoca la coagulazione del sangue all’interno di questi vasi sanguigni. Anche questa metodica viene utilizzata per prevenire il rischio di emorragia in corso di intervento chirurgico.

 

A cura del Dr. Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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