Introduzione

Prima di approfondire le caratteristiche della patologia, è utile chiarire le diverse forme in cui può presentarsi:

  • Balanite: l’infiammazione del balano (o glande), l’apice del pene,
  • Postite: l’infiammazione del prepuzio interno, ovvero quello spazio virtuale tra il pene e la pelle da cui è direttamente avvolto,
  • Balanopostite: è la forma più frequente, quando le due forme infiammatorie si presentano insieme.

La balanopostite è un evento molto comune, che si stima possa affliggere circa un uomo ogni venti, e la cui sintomatologia è spesso particolarmente fastidiosa:

  • arrossamento,
  • bruciore,
  • fastidi durante la minzione o i rapporti sessuali,
  • secrezioni (nel caso in cui sia presente infezione),
  • prurito,

Fortunatamente molto spesso il quadro non è poi così grave e la condizione tende a risolversi con una terapia locale (salvo ovviamente condizioni più severe, in cui è richiesto il consulto di uno specialista); è molto importante tuttavia non trascurarla, per evitare il rischio di complicazioni come la fimosi, condizione che potrebbe richiedere l’intervento chirurgico.

Causa

Le cause di balanite e balanopostite possono essere numerose ma, al contrario di quello che si potrebbe pensare, ovvero che la causa principale sia un’infezione da microorganismi (magari sessualmente trasmissibili), la ragione più comune è un’igiene personale insufficiente, tant’è che tale patologia è facilmente riscontrabile anche nei bambini.

La mancata detersione dello spazio balanoprepuziale (la mucosa del pene protetta dal prepuzio) può facilmente determinare un accumulo di sostanze irritanti, che possono favorire lo stato infiammatorio.

Altra causa particolarmente diffusa è il diabete, soprattutto se mal controllato. Nello specifico il diabete aumenta l’escrezione urinaria di glucosio (la cosiddetta glicosuria) e tale “zucchero” depositandosi all’apice del pene, dove è posto lo sbocco dell’uretra, favorisce la crescita batterica.

Agenti chimici esogeni, come saponi o creme idratanti, possono provocare semplici irritazioni fino a vere e proprio reazioni allergiche da contatto. Allo stesso modo alcuni farmaci, come ad esempio le tetracicline, possono aumentarne l’incidenza.

Infine è doveroso menzionare tutti gli agenti infettivi che possono determinare l’insorgenza della balanopostite (ricordando che molto spesso però la loro proliferazione è legata ad altre cause predisponenti, come appunto il diabete o la scarsa igiene personale). In essi ricordiamo sia patologie sessualmente trasmissibili come

che non correlate a trasmissione venerea, come

  • candida,
  • streptococco,
  • germi anaerobi,

Alcune particolari patologie su base autoimmunitaria, come l’artrite reumatoide, potrebbero ulteriormente favorire (proprio sulla base delle alterazioni a carico del sistema immunitario) l’insorgenza della balanopostite.

In ultima analisi tutte le condizioni che possono comportare l’insorgenza di edemi (come alterazioni a livello renale o disfunzioni cardiache) possono aumentare il rischio di infiammazione e/o sovrainfezione; nonché traumi o microtraumatismi cronici.

Tra i fattori protettivi ricordiamo invece la circoncisione, che riduce l’incidenza di episodi infettivi poiché “riduce fisicamente” lo spazio a disposizione per microrganismi o agenti irritanti.

Sintomi

La balanopostite si manifesta inizialmente con i classici sintomi dell’infiammazione:

  • cute calda, arrossata, gonfia (per l’edema locale) e ovviamente dolente (questo di solito il sintomo principale che porta il paziente a preoccuparsi e a recarsi dal medico),
  • prurito,
  • irritazione durante la minzione o durante i rapporti sessuali,
  • secrezioni più o meno purulente (la secrezione purulenta è solitamente indice della presenza di infezione batterica) alla quale può accompagnarsi un odore sgradevole,
  • sintomatologia generalizzata, come febbre, spossatezza e debolezza muscolare, nel momento in cui l’eventuale infezione batterica venga trascurata nel tempo e sia in grado di diffondersi.

Forme particolari di balanite sono:

  • La Balanite di Zoon, a causa ignota, che colpisce soprattutto i soggetti anziani e che sembrerebbe essere correlata con alterazioni della normale flora residente.
  • La balanite xerotica obliterante (derivante forse da una condizione sottostante di lichen scleroatrofico) con infiammazione cronica protratta nel tempo e successiva obliterazione dell’orifizio prepuziale (nei casi più avanzati si richiede necessariamente l’intervento chirurgico.

Complicazioni

Col passare del tempo, seppur inizialmente localizzata, la balanopostite può dare una serie di complicanze particolarmente invalidanti per la vita del paziente:

  • Fimosi: è sicuramente la principale complicanza. Il prepuzio tende a diventare fibrotico e a restringere l’apice del pene, impedendo lo scorrimento verso il basso. In tal caso si determina l’ulteriore accumulo di materiale irritante o addirittura infetto, generando un circolo vizioso su cui l’intervento deve essere il più tempestivo possibile.
  • Estensione dell’infiammazione/infezione a livello dell’uretra con conseguente compromissione delle vie escretrici.
  • Formazione di ulcere o placche sulla superficie del glande, causa di sintomatologia dolorosa.

Diagnosi

La diagnosi si basa essenzialmente sulla clinica, ossia sull’osservazione del distretto interessato dall’infezione; viene inoltre effettuato un tampone a livello penieno che, attraverso analisi al microscopio e successiva coltura, può escludere o confermare la presenza di infezione batterica in corso.

Nel caso in cui ovviamente questa fosse particolarmente evidente e con una grave sintomatologia accusata dal paziente, potrebbero essere necessarie delle analisi di laboratorio per controllare gli indici infiammatori e la reazione da parte del sistema immunitario (nonché eventualmente la compromissione renale e/o sistemica generalizzata).

È possibile inoltre che sia richiesto un esame urine, per controllare la presenza di batteri (e glucosio!) all’interno delle vie urinarie inferiori.

A volte può rendersi necessaria una biopsia (previa anestesia locale) per poter diagnosticare patologie sottostanti di altro tipo (pensiamo ad esempio allo stesso lichen scleroatrofico) e per escludere condizioni simili ma di altra origine, come tutte le altre forme di irritazione di pertinenza dermatologica.

Cura

Essendo varie le cause alla base di balanite e balanopostite, altrettanto differenti possono essere le rispettive terapie.

  • Nel caso in cui i tamponi abbiano dato esito positivo la terapia di fondo sarà farmacologica e basata su creme a base di antibiotici (per infezioni batteriche) o antifungini (nel caso di miceti come ad esempio la candida). Tra i principali annoveriamo la Bacitracina in crema (per i primi) e il Clotrimazolo (per i secondi).
  • Nel caso in cui il processo infiammatorio non sia correlato a specifici microorganismi sottostanti è possibile optare per creme a base di corticosteroidi o addirittura possono essere prescritti degli immunosoppressori specifici nel caso di patologie riguardanti il sistema immunitario (con connotati autoimmunitari).
  • Nelle forme avanzate, con gravi complicanze, a volte può richiedersi l’intervento chirurgico per ripristinare la normale anatomia e funzionalità peniena.

Prevenzione

Alla base del meccanismo di infiammazione peniena risiede sicuramente una corretta igiene personale. Per “corretta” si intende un giusto equilibrio che eviti l’accumulo di materiale estraneo, ma allo stesso tempo non preveda abitudini di iper-detersione che potrebbero alterare la normale flora residente e le normali e fisiologiche barriere cutanee.

Ad esso va inoltre associato un buon controllo metabolico, con particolare attenzione al paziente diabetico, nonché una corretta gestione delle terapie croniche per evitare farmaci che possano predisporre l’insorgenza della balanite/balanopostite.

 

A cura della Dott.ssa Ergasti Raffaella, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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