Basalioma (carcinoma basocellulare): immagini, sintomi, pericoli e cura

Introduzione

Il carcinoma basocellulare (BCC), noto anche con il nome di basalioma o epitelioma basocellulare, rappresenta per frequenza il primo carcinoma della pelle e costituisce oltre il 75% dei tumori cutanei non melanomatosi (NMSC), così definiti in quanto caratterizzati da una minore aggressività rispetto al melanoma.

Nasce da cellule derivanti dallo strato basale dell’epidermide, ovvero il più profondo, e nelle fasi iniziali si presenta come macchia o piccola formazione poco significativa; in fasi più avanzate può sanguinare, causare prurito e cambiare aspetto mostrandosi a seconda del paziente come

  • scottatura persistente con tendenza ad allargarsi
  • forma nodulare, dura al tatto e dal colore rosato
  • ferita che non guarisce
  • neo o lentiggine
  • macchia in rilievo con tendenza alla crescita
  • cicatrice di forma irregolare.

È un tumore che ha una crescita lenta e che quindi metastatizza molto raramente (circa 1 metastasi ogni milione di casi), ma è dotato di grande aggressività locale, potendo pertanto deturpare notevolmente la zona corporea in cui insorge.

La diagnosi è clinica ma è sempre richiesta la conferma mediante esame bioptico per differenziarlo con certezza da lesioni che possono avere una manifestazione clinica sovrapponibile.

La terapia è volta alla rimozione della neoplasia ed è quasi sempre di tipo chirurgico, seppur in determinati casi si possa ricorrere ad altre opzioni terapeutiche come crioterapia, laserterapia, chemioterapia topica, radioterapia e farmacoterapia.

Immagini e fotografie

Basalioma nodulare vicino all'occhio

Basalioma nodulare (Shutterstock/Dermatology11)

Carcinoma basocellulare ulcerato vicino all'orecchio

Carcinoma basocellulare ulcerato (Shutterstock/Dermatology11)

Epitelioma basocellulare

Epitelioma basocellulare (Shutterstock/Nau Nau)

Sopravvivenza e prognosi

I carcinomi basocellulari sono tumori curabili e che non metastatizzano quasi mai a distanza, appena un caso ogni milione di carcinomi. Per questo motivo la prognosi, soprattutto in caso di diagnosi precoce è eccellente e non è quindi considerato mortale. Occorre però sottolineare come questi tumori presentino un’elevata aggressività locale, tendendo ad invadere i tessuti sani circostanti e potendo causare danni altamente deturpanti.

Il 25% circa dei pazienti sviluppa una recidiva entro 5 anni dall’intervento chirurgico e per tale ragione è consigliato eseguire almeno una visita dermatologica di controllo ogni anno.

Cause

Il carcinoma basocellulare è causato da mutazioni del DNA delle cellule dello strato basale dell’epidermide che iniziano a riprodursi e a crescere in modo incontrollato; queste mutazioni sono tipicamente provocate da radiazioni UV, motivo per il quale questo cancro appare soprattutto sulle zone fotoesposte del corpo (testa e collo assieme raggiungono l’80% dei casi ed a seguire arti e tronco).

Seppur più raramente tali mutazioni possono avvenire anche a causa di:

  • Pregressa terapia radiante (radioterapia)
  • Esposizione ad agenti tossici: arsenico, pesticidi
  • Sistema immunitario depresso (pazienti affetti da leucemia o linfoma, trapiantati e con AIDS hanno tutti un rischio più elevato rispetto alla popolazione sana di sviluppare carcinomi cutanei)

In Italia è stata riscontrata un’incidenza annuale di circa 80 casi ogni 100000 persone.

Fattori di rischio

  • Sesso maschile: rapporto M:F 2:1
  • Età superiore a 60 anni: l’80% dei pazienti affetti da carcinoma basocellulare ha più di 60 anni
  • Esposizione ai raggi solari: questo è il principale fattore di rischio. I CCB insorgono quasi esclusivamente su aree fotoesposte.
  • Esposizioni eccessive ai raggi solari, soprattutto durante l’infanzia, incontrollata e priva di adeguate protezioni
  • Uso frequente di lettini solari: questi emettono radiazioni ultraviolette molto pericolose (si è stimato che l’utilizzo sistematico sia associato ad un rischio di sviluppare BCC maggiore di quasi il 70% rispetto alla popolazione generale)
  • Patologie foto-sensibilizzanti, come lo xeroderma pigmentoso, l’orticaria solare o l’eruzione polimorfa alla luce
  • Infezioni croniche della pelle o infiammazioni della cute da ustioni e cicatrici
  • Sindromi genetiche associate allo sviluppo del carcinoma basocellulare:
  • Sindrome di Gorling o sindrome del nevo basocellulare: è una patologia autosomica dominante caratterizzata dall’insorgenza di carcinomi basocellulari, linfomi non Hodgkin, carcinomi di mammella e ovaio, medulloblastomi e meningiomi
  • Sindrome di Basex: genodermatosi facente parte delle malattie rare che può causare un’insorgenza precoce di carcinomi basocellulari
  • Fototipo basso: la pelle chiara è meno protetta dai raggi del sole rispetto alle carnagioni più scure
  • Anamnesi di carcinoma cutaneo: l’aver già avuto in precedenza un BCC espone ad un maggior rischio si svilupparne altri nella stessa o in altre zone del corpo

Sintomi

La presentazione più frequente del carcinoma basocellulare (60% dei casi) è in forma di nodulo (vide supra, prima foto) o una papula a lento accrescimento con presenza di teleangectasie superficiali, ovvero dilatazioni capillari sulla sua superficie (vide supra, terza foto), in un contesto cutaneo tipicamente molto danneggiato dall’esposizione solare. Questa lesione frequentemente tende ad ulcerarsi e a sanguinare con formazione di croste (vide supra, seconda foto).

Tra le varianti più siginificative:

  • Carcinoma basocellulare di tipo superficiale (30% dei casi): la lesione è piana e quindi superficiale e non infiltrante gli strati profondi. È uno dei casi in cui si possono valutare altre opzioni terapeutiche rispetto alla chirurgia come terapie fisiche conservative (crioterapia o laserterapia)
  • Carcinoma basocellulare di tipo pigmentato: è una variante rara capace di produrre melanina pertanto è dirimente porre diagnosi differenziale con il melanoma
  • Carcinoma basocellulare sclerodermiforme: è una variante che invece di formare una lesione nodulare forma una lesione biancastra, simil sclerodermica (sembra come se il tessuto cutaneo sia stato progressivamente sostituito da tessuto connettivo di tipo fibroso). Colpisce prevalentemente volto, collo e tronco
  • Carcinoma basocellulare di tipo ulcerativo (ulcus rodens): nasce fin da subito come una lesione ulcerata, ha una crescita prevalentemente verticale ed una rapida evoluzione.

Quando rivolgersi al medico

Occorre sottolineare che i carcinomi basocellulari possono presentarsi in modo anche molto diverso da quanto appena descritto, per questo motivo qualora si riscontrasse una qualsiasi lesione che insorga su un’area fotoesposta e che non tenda a guarire spontaneamente si raccomanda di consultare velocemente il proprio medico.

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per questa patologia è il medico dermatologo, che raccoglie un’accurata anamnesi concentrandosi in particolare sulla presenza dei fattori di rischio e soprattutto sull’esposizione al sole che ha avuto il paziente per poi effettuare l’esame obiettivo dermatologico.

L’analisi al dermatoscopio permette di effettuare diagnosi differenziale da altre lesioni cutanee. In ogni caso è sempre consigliato eseguire un prelievo bioptico su cui effettuare l’esame istologico al fine di ottenere informazioni dettagliate sul tipo di carcinoma e sulla sua aggressività biologica.

Diagnosi differenziale

Le lesioni cutanee verso cui occorre effettuare diagnosi differenziale in quanto possono avere un aspetto simile al carcinoma basocellulare sono:

Cura

La maggior parte dei carcinomi basocellulari, se diagnosticata e trattata tempestivamente, presenta una prognosi eccellente, mentre in caso di ritardo il trattamento sarà molto più complesso richiedendo trattamenti più aggressivi.

La terapia di elezione del carcinoma basocellulare è chirurgica, volta alla completa eradicazione della neoplasia.

Si possono valutare altre opzioni terapeutiche di tipo conservativo, in base alla sede ed dimensioni del tumore, nonché all’età e condizioni generali del paziente. Occorre tuttavia sottolineare come le tecniche di rimozione conservative permettqno di rimuovere il tumore in modo più agevole rispetto alla chirurgia, tuttavia, non consentono l’analisi del tessuto rimosso, per questa ragione espongono il paziente ad un rischio di recidiva locale maggiore rispetto ai trattamenti chirurgici.

  • Tecnica di Mohs: rappresenta il gold standard nel trattamento del carcinoma basocellulare, in quanto procedura caratterizzata dal più alto tasso di guarigione (95-98%) ed associata al minor danno locale. In questa procedura il chirurgo rimuove il tumore in più passaggi uno strato per volta e contestualmente lo esamina al microscopio per valutare la presenza di cellule tumorali, fino a trovare uno strato completamente privo di cellule cancerogene ed avrà così la certezza di aver rimosso completamente la neoplasia.
  • Curettage ed elettroessiccazione: utile nelle lesioni di piccole dimensioni. Mediante uno strumento chiamato curette il dermatologo raschia la lesione e mediante l’applicazione di calore distrugge le cellule tumorali residue. Alla fine della procedura rimane una bruciatura biancastra
  • Chirurgia escissionale: per i piccoli carcinomi basocellulari superficiali è sufficiente la rimozione chirurgica con ampi margini di sicurezza. Si esaminerà poi il pezzo asportato e si valuta se sono presenti cellule tumorali nei bordi di resezione. In caso di positività dei margini si va a rimuovere ulteriore tessuto al fine di non lasciare alcuna cellula tumorale in situ.
  • Crioterapia con azoto liquido: mediante l’azoto liquido si congela e distrugge il tumore che si staccherà dalla cute. È una tecnica riservata a carcinomi basocellulari superficiali ed in pazienti con disturbi emorragici, pacemaker o difficoltà a sopportare l’anestesia.
  • Chirurgia laser: mediante l’uso di uno strumento laser si distrugge il tumore. È una tecnica poco utilizzata perché non permette di effettuare l’esame istologico sul pezzo asportato.
  • Terapia fotodinamica: si applica un agente topico fotosensibilizzante sulla lesione e poi attraverso una luce blu o un laser a colorante a impulsi provoca una reazione che distrugge il tumore. È un trattamento che si può utilizzare esclusivamente per i carcinomi basocellulari superficiali, mentre non è raccomandato per carcinomi più invasivi.
  • Radioterapia: è un trattamento di ausilio nei casi di carcinomi basocellulari difficili da trattare, di grandi dimensioni ed infiltranti o in pazienti in cattive condizioni di salute in cui la chirurgia non è consigliata. Il tasso di guarigione è vicino al 90%.
  • Terapia medica sistemica per carcinomi in forma avanzata o metastatica: vismodegib e sonidegib. Sono farmaci che inibiscono la via hedgehog, via che influenza la risposta alla radioterapia e chemioterapia che risulta alterata nella maggioranza dei pazienti con carcinoma basocellulare.
  • Farmaci ad uso topico: imiquimod e fluorouracile. Questo trattamento è riservato a carcinomi superficiali e di dimensioni ridotte.

Prevenzione

Il principale fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma basocellulare è l’esposizione alle radiazioni UV, quindi le principali misure volte alla prevenzione sono mirate a limitarne l’esposizione.

  • Uso di filtri solari sia chimici (creme e lozioni) che fisici (uso di ombrelloni, tende ecc) con un fattore di protezione minimo di 15
  • Limitare l’esposizione solare nelle ore centrali del mattino (dalle 11 alle 16), quando i raggi solari sono più intensi
  • Abbigliamento adeguato, uso di cappellini con visiere, occhiali da sole, abiti di cotone o in lino (fibre naturali)
  • Limitare l’uso di lettini abbronzanti
  • Eseguire costanti controlli dermatologici almeno una volta l’anno, è infatti di grande importanza non ignorare mai lesioni cutanee sospette al fine di poter giungere ad una diagnosi precoce (che porta ad una prognosi molto migliore)

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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