Introduzione

Per broncopolmonite si intende lo sviluppo di un processo infiammatorio a carico del parenchima polmonare e dei bronchi. La causa è quasi sempre di natura infettiva e può essere di tipo:

  • virale (virus influenzali, virus respiratorio sinciziale ed altri),
  • batterica (Streptococcus Pneumoniae, detto anche pneumococco, Stafilococcus Aureus, Haemophilus Influenzae ed altri).

Si tratta di una patologia piuttosto frequente, che si presenta tendenzialmente nella stagione invernale; può colpire individui di qualsiasi età, con bambini e anziani che rappresentano le categorie maggiormente a rischio.

Essendo una malattia respiratoria, i sintomi più comuni della broncopolmonite sono:

Nella maggior parte dei casi la broncopolmonite viene prontamente diagnosticata dal medico sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo respiratorio; in questi casi, attraverso una terapia adeguata con antibiotici ed antipiretici, la guarigione sopraggiunge nel giro di pochi giorni.

Per un miglior inquadramento diagnostico o in caso di complicanze può rendersi necessaria l’esecuzione di alcune indagini strumentali, tra cui la radiografia del torace.

La prognosi è spesso positiva con un completo recupero che si verifica nel giro di pochi giorni. In caso di scarsa risposta alla terapia è possibile lo sviluppo di complicanze anche gravi, fino al possibile decesso.

Cause

Le broncopolmoniti possono essere classificate in base alla loro origine in:

  • infettiva (circa il 90% dei casi):
    • batterica,
    • virale,
    • micotica,
  • non infettiva.

A prescindere dalla causa, si sviluppa un processo infiammatorio che coinvolge l’albero bronchiale sino agli alveoli polmonari. L’infiammazione può essere:

  • lobulare, se coinvolge i bronchi e i lobuli polmonari (piccole porzioni di parenchima polmonare).
  • lobare, se interessa porzioni più grandi di parenchima polmonare (tipicamente dovuta a pneumococco).

A livello istologico è possibile osservare edema interstiziale che evolve in alveolare (con peggioramento dei sintomi). Gli alveoli possono arrivare alla completa obliterazione con sviluppo di insufficienza respiratoria ed acidosi.

Broncopolmonite infettiva

Quelle di natura batterica sono causate nella maggior parte dei casi da:

  • Streptococcus Pneumoniae (anche detto pneumococco),
  • Stafilococcus Aureus,
  • Haemophilus Influenzae,
  • Moraxella Catharralis,
  • Klebsiella pneumoniae,
  • Mycobacterium Tubercolosis (che provoca la tubercolosi),
  • Pseudomonas Aeruginosa,
  • Pneumocistis Carinii (tipica degli immunodepressi da AIDS, malattie croniche, …).

Quelle di natura virale sono causate da:

  • virus dell’influenza (tipicamente stagionali),
  • virus respiratorio sinciziale (colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei 2 anni),
  • adenovirus,
  • citomegalovirus,
  • virus del morbillo,
  • virus della varicella.

Infine esistono forme di natura fungina o protozoaria più rare:

  • candida albicans,
  • aspergillus,
  • criptosporidium.

Broncopolmonite non infettiva

Rappresenta circa il 10% dei casi ed è dovuta ad un insulto biologico da parte di agenti chimici, fisici o ambientali. Tra le cause più frequenti ritroviamo:

  • Inalazione di corpi estranei che attraverso l’albero bronchiale possono raggiungere il polmone. Si parla in tal caso di polmonite ab-ingestis. Si sviluppa frequentemente nel bambino o nell’anziano con grave disturbo della deglutizione. I corpi estranei maggiormente coinvolti sono:
    • alimentari: piselli, noccioline, arachidi o altri semi; a volte la causa è il vomito che risale dall’esofago e prende la via respiratoria (tipica dei soggetti in coma);
    • non alimentari: pezzi di giocattoli, pile, monetine e altri oggetti plastici o metallici.
  • Inalazione di gas velenosi o tossici.
  • Acidi o altre sostanze chimiche irritanti.
  • Interventi chirurgici a carico delle vie aeree.
  • Allergeni: si parla in tal caso di polmonite da ipersensibilità, scatenata da una reazione allergica (polmonite del contadino, bagassossi, …).

Fattori di rischio

La broncopolmonite può interessare individui di qualunque età, ma tende a colpire maggiormente alcune categorie a rischio, come:

  • bambini
  • anziani
  • soggetti affetti da patologie croniche di natura cardiaca, respiratoria, renale, epatica, …
  • malati di AIDS o altri soggetti con immunodepressione (riduzione del funzionamento del sistema immunitario).

I fattori di rischio in grado di favorire l’insorgenza dell’infezione sono:

  • fumo e alcol,
  • disfagia (alterazione della deglutizione),
  • terapia cortisonica prolungata,
  • chemioterapia e radioterapia,
  • malnutrizione,
  • intervento chirurgico,
  • lungodegenze con allettamenti che superano i 7 giorni: quando le broncopolmonite si sviluppa in soggetti ricoverati per altre cause si parla di polmonite nosocomiale, che risulta spesso grave e refrattaria alla terapia.

La broncopolmonite è contagiosa?

La broncopolmonite in sé non è considerata contagiosa, salvo casi e condizioni molto particolari (come la tubercolosi) e/o l’esposizione di pazienti immunodepressi a soggetti che ne sono affetti; essendo causata da batteri e virus, tuttavia, venire a contatto con secrezioni infette potrebbe innescare lo sviluppo di altre infezioni dell’apparato respiratorio.

Una broncopolmonite virale può infatti essere causata dagli stessi virus responsabili della comparsa di influenza e raffreddore, che sono invece malattie contagiose a tutti gli effetti.

In buona sostanza la broncopolmonite non è contagiosa, ma lo sono i virus che la causano.

Sintomi

Il quadro clinico della broncopolmonite è caratterizzato essenzialmente da sintomi respiratori e sintomi generali come:

  • febbre e brividi,
  • tosse secca o catarrale (produttiva con emissione di muco),
  • dispnea (respirazione difficoltosa) e tachipnea (aumento della frequenza respiratoria),
  • dolore toracico,
  • astenia e malessere generalizzato,
  • dolori articolari e debolezza muscolare,
  • aspetto cianotico con colorazione bluastra di cute e mucose (nelle forme gravi si associa una misurabile diminuzione dei livelli sanguigni di O2).

Negli anziani spesso si osservano sintomi neurologici come:

  • confusione mentale,
  • delirio,
  • instabilità emotiva,
  • coma (in casi molto gravi da riduzione di O2).

Nei bambini i sintomi possono comprendere anche:

  • pianto inconsolabile,
  • difficoltà all’alimentazione,
  • irritabilità,
  • difficoltà nell’addormentarsi e sonno interrotto,
  • tosse continua.

Complicazioni

Una broncopolmonite diagnosticata precocemente, supportata da un trattamento adeguato ed efficace, esita quasi sempre nella completa guarigione con prognosi quindi positiva.

Qualora i sintomi non regrediscano nel giro di pochi giorni, o in presenza di scarsa risposta alla terapia intrapresa, è possibile andare incontro all’insorgenza di alcune complicanze le quali, soprattutto nei soggetti a rischio, possono essere tanto gravi da diventare fatali:

  • Sepsi: infezione dal polmone si generalizza a tutto l’organismo per via del passaggio dei germi patogeni nel sangue. È una complicanza temibile e spesso mortale che si presenta con:
    • febbre alta continua,
    • shock emodinamico,
    • ipotensione,
    • alterazione della coscienza fino al coma,
    • tachicardia e tachipnea,
    • estremità fredde e pallide.
  • Ascesso polmonare: raccolta di pus all’interno del polmone che richiede una terapia antibiotica prolungata e spesso un drenaggio chirurgico
  • Pleurite: coinvolgimento della pleura, sottile membrana che avvolge i polmoni.
  • Insufficienza respiratoria.
  • Disturbi cardiaci.

Diagnosi

Il percorso diagnostico prevede:

  • Anamnesi: Consiste nella raccolta delle informazioni cliniche più importanti del paziente. Il medico si informa sui sintomi riferiti dal paziente, su come e quando si siano sviluppati e su eventuali patologie pregresse.
  • Esame obiettivo: Il medico esegue una visita pneumologica specifica. Grazie allo stetofonendoscopio può auscultare i polmoni e riconoscere i segni patologici più importanti (ovvero fischi, sibili, rantoli, ronchi). Con l’esame obiettivo può anche individuare la zona polmonare coinvolta differenziando una forma lobulare da una lobare.
  • Esami del sangue: Sono particolarmente utili in caso di pazienti ricoverati per monitorare la situazione. Si osserva un aumento degli indici infiammatori (VES e PCR), con aumento dei leucociti (neutrofili se la causa è batterica, linfociti se virale). Nei casi gravi tramite emogasanalisi è possibile valutare il pH e le pressioni parziali di O2 e CO2.
  • Esami strumentali: Oggigiorno il loro uso è diventato indispensabile per una pronta ed efficace diagnosi, fondamentale per un trattamento precoce:
    • La radiografia del torace è l’esame di primo livello. Viene eseguita in due proiezioni (antero-posteriore e latero-laterale). Visualizza il parenchima polmonare ed eventuali focolai patologici.
    • In caso di complicanze, o per diagnosi differenziale con altre patologie, si può eseguire una TC torace (da evitare nei bambini e in gravidanza). Ha una definizione elevata e molto superiore a quella della semplice radiografia toracica.
  • Altre procedure diagnostiche:
    • Può risultare utile un’analisi dell’espettorato con esame colturale e relativo antibiogramma. Permette di risalire con precisione all’agente patogeno responsabile della broncopolmonite e a quale antibiotico esso è maggiormente sensibile.
    • Qualora si sospetti una polmonite ab-ingestis va eseguita una fibro-broncoscopia. Tramite un sottile tubicino metallico dotato sulla sua punta di microcamera e fonte luminosa, è possibile visualizzare direttamente le vie aeree fino a bronchi molto piccoli. Permette la visualizzazione del corpo estraneo e spesso anche la sua rimozione.

Cura

La cura della broncopolmonite dipende dalla causa sottostante.

In caso di virus non è necessaria nessuna terapia antibiotica ed è consigliato:

  • Riposo a letto per diversi giorni.
  • Evitare di uscire di casa.
  • Evitare sbalzi di temperatura.
  • Paracetamolo (tachipirina) per abbassare la temperatura in caso di febbre.

Qualora l’origine della broncopolmonite sia un’infezione batterica, si aggiunge a quanto visto una terapia antibiotica, che va seguita scrupolosamente per evitare complicanze o recidive. Gli antibiotici possono essere assunti:

  • per os (via orale),
  • intramuscolo,
  • aerosol,
  • endovena (in caso di ricovero con quadro di sepsi).

Prevenzione

Gli strumenti di prevenzione più efficaci sono:

  • Vaccinazione antinfluenzale: è fondamentale negli anziani e in tutti quegli individui con problemi di immunodepressione o con patologie croniche. La vaccinazione anti-influenzale va eseguita ogni anno ed è disponibile presso il proprio medico di famiglia. In soggetti a rischio infatti, un quadro di influenza anche modesta esita quasi sempre nel coinvolgimento polmonare con sintomi molto gravi. È disponibile anche il vaccino contro lo pneumococco, che previene le gravi infezioni da parte di questo batterio.
  • Evitare il fumo.
  • Praticare attività fisica regolare.
  • Evitare alcol o sostanze stupefacenti.
  • Mangiare sano per trattare/prevenire sovrappeso e obesità.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

Fonti principali:

  • Malattie dell’apparato respiratorio II edizione. E. Gramiccioni, M. Loizzi, M.P. Foschino Barbaro, O. Resta, F. Sollitto. (Edizioni Minerva Medica Torino 2008).
  • Harrison – Principi Di Medicina Interna Vol. 1-2 (17’Ed. McGraw Hill 2009).

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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