Bruxismo in adulti e bambini: cause, sintomi e rimedi

Introduzione

Bruxismo è un termine che deriva dal greco brýchein, «serrare (i denti)», e che consiste nell’atto di digrignare i denti provocando attriti e stridore; si tratta solitamente di un disturbo del sonno dovuto alla ripetuta contrazione dei muscoli della masticazione. In letteratura viene definito come “parafunzione”, ossia come atto di movimento non finalizzato a un obiettivo.

La durata è nell’ordine dei secondi (circa 5-10 al massimo), ma nel corso di una notte vi possono essere molteplici manifestazioni o episodi; peculiare in questo senso è la tipica incidenza durante la fase II del sonno, che può essere dimostrata attraverso lo studio del tracciato elettroencefalografico (EEG).

Grafico con le fasi del sonno

Ipnogramma che mostra le diverse fasi del sonno durante la notte (Di I, RazerM, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Da un punto di vista epidemiologico la condizione è piuttosto frequente: secondo le più recenti review presenti in letteratura, infatti, sembrerebbe che fino al 20% della popolazione possa esserne affetto. Uno studio di Ella, Guehl et al., inoltre, ha riportato incidenze maggiori in campioni di pazienti che soffrono di patologie caratterizzate da stereotipie e compromissione cognitiva

  • Sindrome di Rett (97%)
  • Sindrome di Down (42%)
  • Disturbi dello spettro autistico (32%)

Cause

Le cause del bruxismo sono molteplici e spesso è più corretto parlare di concorso di cause; tra queste le più importanti e frequenti sono:

  • Stress psico-fisico
  • Stato d’ansia
  • Malattie neurodegenerative del movimento
  • Malocclusione dentale (condizione in cui le arcate dentarie non sono perfettamente allineate e quindi tendono a contrarre rapporti nei punti sbagliati)
  • Disturbi emotivi-psicologici
  • Disturbi del sonno
  • Abuso di alcol
  • Abuso di sostanze stupefacenti

I risultati sono invece controversi per quanto riguarda il fumo di sigaretta e la predisposizione famigliare allo sviluppo della condizione.

Il quadro è leggermente diverso quando ad essere interessato è un bambino, in cui  le cause maggiori sono rappresentate da

  • Stati di infiammazione dell’orecchio (otite)
  • Disturbi dell’ambito odontoiatrico (dolore ai denti)
  • Disturbi emotivo-psicologici

Alcuni autori suggeriscono infine che la presenza di parassiti intestinali rappresenti una possibile causa del disturbo (che tuttavia regredisce con l’eradicazione del parassita), ma si tratta di un’ipotesi non condivisa dall’intera comunità scientifica.

Sintomi

Quando si manifesta

Nonostante la condizione venga spesso riscontrata nel corso del sonno, ed in particolar modo durante la fase II, esistono casi di bruxismo che si verificano nelle ore diurne, quando il paziente è del tutto cosciente (“awake bruxism”).

Si tratta comunque di eccezioni: di norma si verifica nelle ore notturne in forma di episodi singoli o multipli di durata limitata a qualche secondo. La comparsa del digrignamento nel corso della fase REM è documentata in letteratura, ma sembra essere di riscontro infrequente.

Manifestazioni cliniche

Le manifestazioni cliniche del bruxismo possono essere silenti per il soggetto che ne è affetto fino a quando si sviluppano complicanze oppure il partner con cui dorme la notte (se ne ha uno) inizia ad avvertire dei rumori sgradevoli. Nelle forme più eclatanti, invece, possono rendersi evidenti alcuni sintomi di accompagnamento:

  • Secchezza delle fauci (sensazione di bocca secca)
  • Dolore alla mandibola e all’articolazione temporo-mandibolare (ATM)
  • Cefalea (mal di testa)
  • Senso di affaticamento ai muscoli della masticazione

Complicazioni

Il continuo atto di digrignare può determinare conseguenze anche gravi sulla salute dello smalto dentale, causandone la limatura e quindi l’abrasione negli strati più superficiali; l’attrito può arrivare addirittura ad esporre la dentina sottostante e a danneggiare in modo permanente la funzione masticatoria. Anche eventuali protesi dentarie o lavori di restauro (ad esempio faccette, otturazioni, ponti in ceramica) possono essere soggetti all’usura e venire compromessi.

Le conseguenze del bruxismo si ripercuotono anche sulla funzionalità articolare che, stressata dai continui movimenti, può diventare dolente nel corso delle ore diurne.

Nel caso del bruxismo notturno, infine, la qualità del sonno viene irrimediabilmente compromessa: i ripetuti risvegli, autonomi o sollecitati dal partner, possono determinare una vasta gamma di sintomi da deprivazione del sonno anche piuttosto importanti.

Fortunatamente sintomi così gravi richiedono anni di patologia non trattata per rendersi manifesti, è quindi fondamentale agire in modo tempestivo con la diagnosi della patologia ed il suo trattamento.

Diagnosi

La diagnosi di bruxismo inizia spesso ancora prima di manifestare i sintomi più evidenti: è il partner, infastidito dai rumori notturni, a riscontrare per primo il problema e quindi a suggerire di prendere provvedimenti.

Qualora si viva da soli o il partner non noti questo tipo di problema la diagnosi può essere posta dall’Odontoiatra, che nel corso della visita riscontra delle abrasioni nei denti del paziente affetto e che ne riconosce l’origine dovuta al digrignamento.

Una volta realizzato che si soffre di bruxismo è necessario indagarne la causa, in quanto si tratta di una patologia potenzialmente risolvibile con impatto estremamente importante sulla qualità della vita del paziente. A tal proposito il Medico o l’Odontoiatra potranno prescrivere una serie di esami di approfondimento, come ad esempio la radiografia ortopanoramica nel sospetto di una malocclusione dentale.

Può essere dirimente anche un colloquio con il proprio Medico curante al fine di indagare insieme ed eventualmente trattare una possibile componente ansiosa.

Rimedi

Il bruxismo non è di per sé una malattia, ma una parafunzione, al più può essere considerato un sintomo o una conseguenza di altri disordini neurologici presenti, ma parlare di “cura” per il bruxismo è impreciso ed improprio.

È quindi più opportuno parlare di “rimedi”, anche se in realtà le prospettive in questo senso sono piuttosto limitate. L’approccio è sostanzialmente volto alla prevenzione delle complicanze, cercando soluzioni che salvaguardino in qualche modo la salute del dente (ad esempio attraverso l’utilizzo del bite, un paradenti del tutto simile a quelli usati dai pugili che “tampona” l’attrito dente-dente durante il sonno).

Bite per bruxismo su sfondo azzurro

iStock.com/Joaquin Corbalan

Qualora la causa sia unica e facilmente riconoscibile saranno invece percorribili approcci di tipo eziologico, ad esempio attraverso il trattamento odontoiatrico di una malocclusione o con una terapia ansiolitica nel soggetto che somatizza nel bruxismo la sua condizione.

Nel caso specifico di individui affetti da stress esistono tecniche di rilassamento e di meditazione-mindfulness che consentono di controllare, in parte, questa parafunzione.

 

A cura del Dr. Marco Cantele, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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