Calli a piedi e mani: cause, pericoli e come toglierli

Callo, tiloma o durone?

Calli, tilomi e duroni sono aree bel delimitate in cui si osserva un ispessimento della pelle (ipercheratosi). Si tratta di fenomeni con diversi punti in comune, ma che tecnicamente vengono così definiti:

  • Il callo si presenta in genere con forma tondeggiante, dal colorito giallastro rispetto alla pelle circostante e sostanzialmente circoscritto; le aree più caratteristiche sono i palmi delle mani, le piante dei piedi e le sporgenze ossee (come il calcagno-tallone).
  • Il durone (o callosità) tende formarsi in un’area più estesa rispetto al callo, dove tuttavia si riconosce un’area centrale più secca; è caratteristico dell’avampiede (parte anteriore del piede, verso le dita), tra le dita dei piedi o sul dorso delle dita. Mentre i duroni sono di forma molto variabile e solo raramente causa di dolore, i calli sono tipicamente dolorosi, rotondi e ben definiti.
  • L’occhio di pernice (o tiloma) si presenta solo sui piedi e con un interessamento che si introduce più in profondità, rendendolo più doloroso (è talvolta associato ad un arrossamento dell’area circostante come conseguenza della relativa infiammazione cutanea).

Si tratta nel complesso di aree di cute indurita ed ispessita in risposta ad un persistente attrito/pressione, come sviluppo naturale per contribuire mantenere l’integrità cutanea a difesa dei tessuti sottostanti.

Vale la pena notare che alcuni autori utilizzano genericamente il termine tiloma come sinonimo di callo ed ulteriori difficoltà emergono nel contesto della traduzione dalla lingua inglese, dove in genere si utilizza il termine callus per indicare il durone e corn per indicare il callo, ma non è raro imbattersi in traduzioni opposte.

Poiché il trattamento è spesso comune si ritiene in ogni caso che la distinzione sia in molti casi mero esercizio accademico, con almeno due importanti eccezioni:

  • riconoscimento di tilomi particolarmente estesi in profondità, che potrebbero beneficiare di trattamenti chirurgici ambulatoriali,
  • distinzione tra callosità e verruche, quest’ultime soggette tra l’altro al rischio di auto-contagio.
Callo sul piede

Shutterstock/Hriana

Callo o verruca?

Distinguere un callo da una verruca potrebbe non essere banale, ma importante ai fini di un corretto trattamento.

  • Le verruche hanno un esordio e sviluppo abbastanza rapido, mentre un callo può avere un’evoluzione molto più graduale.
  • Esteriormente una verruca appare in qualche modo più separata dal resto della cute, talvolta presentando anche un caratteristico punto nero o rosso al centro.
  • Le linee naturalmente presenti sulla pelle tendono a persistere in presenza di un callo, a sparire in caso di verruca.
  • Le verruche sono più spesso associate alla presenza di dolore, che può tuttavia comparire soprattutto esercitando una pressione laterale.
  • Una verruca è considerata più plausibile a seguito di specifiche attività, come ad esempio la frequentazione di piscine o palestre.
  • La verruca ha origine virale (HPV-virus), mentre il callo ha origine da un continuo ed eccessivo sfregamento della cute, che si verifica quindi solo in aree specifiche e circoscritte della cute di mani e piedi (la verruca può comparire ovunque).

La realtà è che potrebbe essere difficile distinguere le due condizioni, che richiedono talvolta terapie in parte differenti, è quindi consigliabile il parere di uno specialista (estetista, podologo, medico curante, dermatologo) per una diagnosi di certezza.

Come togliere un callo?

Posto che un certo grado di formazione di callosità sulla pianta del piede può essere normale e non richiedere quindi necessariamente una terapia, in alcuni casi se trascurati ed in assenza di una sospensione verso lo stimolo responsabile, è possibile osservare un progressivo peggioramento, sia in termini di estensione dell’area interessata che del dolore.

In un soggetto sano un trattamento è realmente necessario solo in presenza di fastidio o dolore, oppure per ragioni estetiche; generalmente la semplice eliminazione della fonte di attrito o pressione è sufficiente a garantire la risoluzione del callo.

L’associazione dei dermatologi americani suggerisce come trattamento di prima linea per i calli di:

  1. Ammorbidire la formazione con un pediluvio/impacco di acqua calda per almeno 10-20 minuti.
  2. Limare la callosità con una pietra pomice, avendo cura di immergerla prima in acqua tiepida e praticando poi movimenti movimenti circolari o laterali. Porre attenzione a non causare sanguinamenti con un eccessivo sfregamento. È ovviamente possibile ricorrere anche a lime o dispositivi a pila con un rullo rotante ricoperto di materiale abrasivo.
  3. Applicare quotidianamente un idratante sulla zona trattata, per esempio a base di acido salicilico, lattato di ammonio o urea (agenti cheratolitici, ovvero capaci di ammorbidire lo strato corneo dell’epidermide) A seconda della concentrazione di principio attivo potrebbe essere necessario evitare il contatto con la cute sana.
  4. Utilizzare cerotti imbottiti (o a ciambella per i calli più localizzati) per proteggerli dall’azione di sfregamento della scarpa/dita/…

Professionisti della cura dei piedi/mani possono ricorrere inoltre a specifici strumenti dotati di lamette simili a quelle da barba, utili a rimuovere più rapidamente gli strati di pelle morta tipici dei calli; è invece importante non tentare mai di rimuovere la pelle morta con oggetti appuntiti ed impropri, o senza la necessaria manualità.

Si raccomanda di utilizzare esclusivamente scarpe comode e della taglia corretta (a questo scopo è consigliabile che l’acquisto avvenga nelle ore serali, quando il piede potrebbe essere naturalmente più gonfio rispetto al mattino). Anche tenere le unghie dei piedi correttamente tagliate può contribuire a prevenire la formazione di calli, evitando che possano sospingere le dita contro la scarpa.

Qualora i calli fossero dolorosi è possibile trovare sollievo mediante un impacco freddo, da applicare per 10-20 minuti alla volta e da ripetere se necessario a distanza di qualche tempo.

Per quanto riguarda le mani è invece consigliabile l’uso di guanti a protezione delle aree potenzialmente soggette ad attrito.

In alcuni casi potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia per correggere i difetti responsabili della formazione della callosità, come ad esempio l’alluce valgo o le dita a martello.

Farmaci da banco

I farmaci da banco ed altri dispositivi commerciali come i cerotti medicati sfruttano acidi in grado di favorire la dissoluzione del callo; sono in genere ragionevolmente sicuri quando utilizzati seguendo scrupolosamente le indicazioni del produttore, mentre sono assolutamente controindicati in caso di pazienti diabetici.

Quando rivolgersi al medico

Sebbene la maggior parte delle callosità tenda a scomparire gradualmente quando viene meno la forza di attrito/pressione responsabile, si raccomanda il parere del medico in caso di:

  • dubbi sulla natura della formazione,
  • dolore severo,
  • malattie in grado di ridurre la capacità di cicatrizzazione e/o aumentare il rischio d’infezione, come ad esempio il diabete.

I pazienti diabetici sono particolarmente esposti al rischio di complicazioni per numerose ragioni.

  • la neuropatia diabetica riduce la sensibilità e la percezione del dolore, rendendo più difficile rendersi conto dello sviluppo di complicazioni od anche solo di un’eccessivo sfregamento con la pietra pomice;
  • la ridotta circolazione periferica riduce la velocità di guarigione di ferite ed irritazioni;
  • la glicemia elevata riduce l’efficacia del sistema immunitario nella prevenzione e nella risposta ad eventuali infezioni.

In caso di sintomi suggestivi d’infezione (arrossamento, dolore, gonfiore, calore, fuoriuscita di di pus) è infine consigliabile per chiunque rivolgersi al medico.

Prevenzione

Poiché calli e duroni sono il risultato di attriti, irritazione o continua pressione sulla pelle, possono interessare chiunque ed in qualunque momento se non venisse risolta la causa scatenante, ad esempio l’uso di scarpe troppo strette o malformazioni anatomiche che inducano il continuo sfregamento delle dita. In alcuni casi è possibile ricorrere a specifici dispositivi ortopedici, oppure guanti, per beneficiare di uno strato morbido in grado di garantire una barriera sufficientemente morbida.

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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