Carcinoma spinocellulare (squamoso): sintomi, sopravvivenza e cura

Introduzione

Il carcinoma spinocellulare (noto anche come carcinoma cutaneo a cellule squamose, SCC, carcinoma squamoso o carcinoma a cellule squamose) rappresenta per frequenza il secondo carcinoma della pelle, dopo il carcinoma basocellulare (BCC). Costituisce il 20% dei tumori cutanei non melanomatosi (NMSC), così definiti in quanto caratterizzati da una minore aggressività rispetto al melanoma.

Questo carcinoma è caratterizzato da un’anomala crescita delle cellule squamose dell’epidermide, che subiscono danni al DNA a causa di radiazioni ultraviolette (esposizione solare) o altri agenti dannosi.

La diagnosi è clinica, coadiuvata dall’esame istologico su campione bioptico (ovvero una piccola porzione di pelle) che consente di ottenere la certezza diagnostica.

Se diagnosticato e trattato precocemente la prognosi è molto buona, al contrario se lasciato crescere può assumere dimensioni deturpanti e divenire potenzialmente letale, in quanto capace d’invadere gli strati più profondi e metastatizzare a distanza.

Carcinoma squamocellulare

Shutterstock/Dermatology11

Cause

L’eziopatogenesi del carcinoma spinocellulare è multifattoriale, con una componente ambientale molto significativa, prima tra tutte quella rappresentata dai danni al DNA provocati dai raggi UV (sole o lampade abbronzanti), associata ad una componente genetica, a giustificare il fatto che questo tumore possa insorgere anche su aree non fotoesposte, come genitali esterni e cuoio capelluto.

Fattori di rischio

  • Età superiore ai 50 anni, a causa del danno cumulativo che subisce la cute nel corso degli anni
  • Sesso maschile (il rapporto di incidenza M:F è 2:1)
  • Fototipo basso (pelle chiara)
  • Esposizione ai raggi solari: rappresenta il principale fattore di rischio per la genesi di questo carcinoma. Ad essere pericolose sono sia l’esposizione cumulativa prolungata al sole che l’esposizione occasionale intensa, in quanto entrambe potenzialmente capaci di causare mutazioni al DNA cellulare.
  • Uso frequente di lettini solari: questi emettono radiazioni ultraviolette molto pericolose (si è stimato che l’utilizzo sistematico sia associato ad un rischio di sviluppare SCC maggiore di quasi il 70% rispetto alla popolazione generale)
  • Disordini immunitari ed immunodepressione: pazienti affetti da HIV/AIDS o trapiantati hanno un rischio maggiore di sviluppare SCC (fino a 150 volte maggiore)
  • Presenza di lesioni cutanee pretumorali, come la cheratosi attinica che può evolvere in carcinoma spinocellulare (circa il 2-10% delle cheratosi attiniche in assenza di trattamento evolve entro due anni in SCC) o la cheilite attinica, la leucoplachiasi o la malattia di Bowen (a tutti gli effetti un carcinoma a cellule squamose in loco, ovvero un SCC allo stadio iniziale e non invasivo)
  • Cicatrici da ustione o da agenti chimici
  • Patologie foto-sensibilizzanti, come lo xeroderma pigmentoso, l’orticaria solare o l’eruzione polimorfa alla luce
  • Storia anamnestica di carcinoma della pelle o di virus del papilloma umano (HPV)

Localizzazione

Il carcinoma spinocellulare può insorgere virtualmente su tutto il corpo, ma le zone più interessante sono:

  • Orecchie: in genere questa sede presenta elevate capacità di metastatizzare
  • Naso: è un carcinoma in genere molto aggressivo
  • Labbra: soprattutto il labbro inferiore. In questa sede il principale fattore di rischio è la fotoesposizione ed in genere un tumore molto aggressivo
  • Cuoio capelluto: è maggiormente frequente in persone calve a causa del danno solare
  • Lingua: il principale fattore di rischio è il fumo di tabacco
  • Genitali esterni
  • Ano: legato principalmente all’infezione da HPV
  • Unghie: si manifesta con lesioni molto simili a verruche
  • Arti inferiori: poco frequente (inferiore all’1%) ed in genere a basso rischio di metastatizzazione
Carcinoma squamo-cellulare

Carcinoma a cellule squamose, ben differenziato e marcato per biopsia (4 puntini viola) con cheratosi attinica adiacente (By Dermanonymous – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=99239795)

Sintomi

I carcinomi spinocellulari possono manifestarsi in modi estremamente variabili, ma la forma più frequente è quella di una papula o un nodulo duro ed infiammato, con una superficie irregolare ed emorragica ed un bordo infiltrato. Questo nodulo, accrescendosi, tende ad ulcerarsi ed a sanguinare e quindi a formare croste e squame.

Quando rivolgersi al medico

Va tuttavia notato che i carcinomi spinocellulari possono presentarsi in modo anche molto diverso da quanto appena descritto, pertanto qualora si riscontrasse una qualsiasi lesione che insorga (soprattutto) su un’area fotoesposta che non tenda a guarire spontaneamente si raccomanda di consultare velocemente il proprio medico.

Sopravvivenza

La prognosi del carcinoma spinocellulare è molto buona nei casi di diagnosi e trattamento precoce, mentre in caso di metastasi linfonodali la sopravvivenza media a 5 anni è di appena il 20% circa.

I carcinomi spinocellulari meno aggressivi sono in genere quelli che nascono su un precursore, come ad esempio la cheratosi attinica o una cute fotodanneggiata (rischio metastatico a 5 anni del 2,5%), invece quelli più aggressivi sono quelli che insorgono su cicatrici, soprattutto da ustione (rischio metastatico a 5 anni del 10%).

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per questa patologia è il medico dermatologo, che raccoglierà un’accurata anamnesi concentrandosi in particolare sulla presenza dei fattori di rischio e soprattutto sull’esposizione al sole che ha avuto il paziente; è necessario procedere quindi ad un esame obiettivo dermatologico

Mediante videodermoscopia, una tecnica di osservazione della pelle, è possibile valutare meglio la lesione e nei casi sospetti è indicato il prelievo bioptico su cui effettuare l’esame istologico per avere informazioni dettagliate sul tipo di carcinoma e sulla sua aggressività.

Diagnosi differenziale

Lesioni suggestive di carcinoma spinocellulare devono essere differenziate da

  • Cheratosi attinica: lesione precancerosa, in genere sono multiple e non sono dure quanto il carcinoma spinocellulare
  • Carcinoma basocellulare: il più frequente carcinoma cutaneo, presenta una minore componente crostosa e verrucosa e si accresce più lentamente
  • Cheratoacantoma: ha una crescita molto rapida e si risolve da solo esitando in una cicatrice
  • Cheratosi seborroica: non ha una base indurita
  • Verruca semplice
  • Melanoma: la forma verrucosa e pigmentata può facilmente essere confusa con il carcinoma spinocellulare. La variante amelanotica può confondersi con un carcinoma spinale scarsamente differenziato

Cura

Se diagnosticati e trattati tempestivamente la maggior parte dei carcinomi spinocellulari ha una prognosi eccellente, quando invece diagnosticati in ritardo il trattamento sarà reso molto difficoltoso a causa dell’infiltrazione locale e della metastatizzazione a distanza.

Le opzioni terapeutiche sono molteplici, tutte di tipo chirurgico volte alla completa eradicazione della neoplasia, e molte di queste richiedono un trattamento solo ambulatoriale:

  • Tecnica di Mohs: rappresenta il gold standard nel trattamento del carcinoma spinocellulare, in quanto procedura caratterizzata dal più alto tasso di guarigione (95-98%) ed associata al minor danno locale. In questa procedura il chirurgo rimuove il tumore in più passaggi uno strato per volta e contestualmente lo esaminerà al microscopio per valutare se in esso sono presenti cellule tumorali fino a quando troverà uno strato completamente privo di cellule cancerogene ed avrà così la certezza di aver rimosso completamente la neoplasia.
  • Curettage ed elettroessiccazione: utile nelle lesioni di piccole dimensioni. Mediante uno strumento chiamato curette il dermatologo raschia la lesione e mediante l’applicazione di calore distrugge le cellule tumorali residue. Alla fine della procedura rimane una bruciatura biancastra
  • Chirurgia escissionale: per i piccoli carcinomi spinocellulari superficiali è sufficiente la rimozione chirurgica con ampi margini di sicurezza. Si esaminerà poi il pezzo asportato e si valuta se sono presenti cellule tumorali nei bordi di resezione. In caso di positività dei margini si va a rimuovere ulteriore tessuto al fine di non lasciare alcuna cellula tumorale in situ.
  • Crioterapia con azoto liquido: mediante l’azoto liquido si congela e distrugge il tumore che si staccherà dalla cute. È una tecnica riservata a carcinomi spinocellulari superficiali ed in pazienti con disturbi emorragici, pacemaker o difficoltà a sopportare l’anestesia.
  • Chirurgia laser: mediante l’uso di uno strumento laser si distrugge il tumore. È una tecnica non molto utilizzata in quanto non permette di effettuare l’esame istologico sul pezzo asportato.
  • Radioterapia: è un trattamento di ausilio nei casi di carcinomi spinocellulari difficili da trattare, di grandi dimensioni ed infiltranti o in pazienti in cattive condizioni di salute in cui la chirurgia non è consigliata
  • Immunoterapia: rappresenta un trattamento innovativo riservato ai casi più avanzati in casi non più candidati all’intervento chirurgico.

Nel 2018 l’FDA, l’ente di controllo americano, ha approvato l’uso di cemiplimab una molecola che sfrutta il sistema immunitario per distruggere il cancro bloccando il checkpoint PD-1; è stato recentemente approvato anche in Europa.

Prevenzione

Il principale fattore di rischio per l’insorgenza del carcinoma spinocellulare è l’esposizione ai raggi UV, pertanto, il primo approccio preventivo consiste di ridurne l’esposizione cutanea mediante:

  • Uso di filtri solari sia chimici (creme e lozioni) che fisici (uso di ombrelloni, tende ecc) con un fattore di protezione minimo di 15
  • Abbigliamento adeguato, uso di cappellini con visiere, occhiali da sole, abiti di cotone o in lino (fibre naturali)
  • Norme comportamentali: evitare di uscire nelle ore centrali della giornata
  • Limitare l’uso di lettini abbronzanti
  • Eseguire costanti controlli dermatologici almeno una volta l’anno

È di grande importanza non ignorare mai lesioni cutanee sospette, spesso i carcinomi spinocellulari divengono avanzati e molto pericolosi in quanto i pazienti ignorano le proprie lesioni cutanee o rifiutano di rimuoverle chirurgicamente.

 

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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