Cuore ingrossato (cardiomegalia): cause, sintomi, pericoli e cura

Introduzione

Cardiomegalia è un termine medico che indica un aumento delle dimensioni del cuore, in genere osservate grazie ad un esame strumentale di imaging come la radiografia del torace.

L’aumento di dimensioni può essere relativo allo spessore delle pareti (ipertrofia del muscolo) o ad una dilatazione delle sue cavità (atri e/o ventricoli). Se entro certi limiti si tratta di meccanismi di compenso che il muscolo attua per adattarsi a condizioni patologiche o di iperlavoro, nel lungo periodo si andrà inevitabilmente incontro a scompenso cardiaco, motivo per il quale è bene che questa condizione venga diagnosticata e trattata tempestivamente.

Il trattamento nelle fasi iniziali prevede l’adozione di uno stile di vita virtuoso accompagnato da terapia farmacologica, mentre nelle fasi più avanzate occorrerà ricorrere ad interventi chirurgici fino all’extrema ratio del trapianto di cuore.

Cardiomegalia

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Cause

La cardiomegalia può essere di origine congenita, ovvero presente sin dalla nascita, o acquisita nel corso della vita e può essere di due tipi:

  • ipertrofia (aumento della componente muscolare),
  • slargamento delle camere cardiache.

L’aumento di dimensioni del muscolo cardiaco può essere causato da qualsiasi condizione in grado di mettere sotto stress il cuore o che ne provochi un danno, come nel caso di:

  • Pressione alta: può coinvolgere sia il circolo arterioso sistemico che il circolo venoso. In tutti i casi in cui il cuore si trovi a lavorare contro una pressione aumentata si assisterà ad
    • ipertrofia della parte sinistra (in quanto è fisiologicamente dotata di una componente muscolare significativa) per ipertensione arteriosa
    • slargamento della parte destra (fisiologicamente povera di componente muscolare) per ipertensione venosa
      così da riuscire a compensare temporaneamente l’ipertensione
  • Patologie delle valvole cardiache: alterazioni strutturali o funzionali delle quattro valvole del cuore causano alterazioni emodinamiche che porteranno, in base alla valvola danneggiata, ad ipertrofia del muscolo cardiaco o slargamento delle sue pareti. Le valvole possono danneggiarsi in seguito a:
  • Infarto miocardico acuto: può provocare un indebolimento della zona colpita con conseguente slargamento del cuore
  • Cardiomiopatie: qualsiasi condizione che porti a difficoltà del cuore ad immettere il sangue nei due circoli portano inevitabilmente ad ipertrofia e slargamento
  • Anemia cronica: il cuore, per compensare al deficit di globuli rossi, per portare più ossigeno ai tessuti instaura un circolo ipercinetico, che tuttavia lo sottopone ad un iperlavoro con ipertrofia all’inizio e sfinimento e scompenso in seguito
  • Patologie tiroidee: in particolare
    • Ipertiroidismo: l’eccesso di ormoni tiroidei stimola le pareti cardiache ad ingrossarsi (ipertrofia) ed instaura un circolo ipercinetico sovraccaricando di lavoro il muscolo cardiaco
    • Ipotiroidismo: si ha l’accumulo in vari organi dell’organismo, tra cui anche il cuore, di mucopolisaccaridi (mixedema cardiaco)
  • Emocromatosi: condizione che consiste in un eccesso di ferro nell’organismo, incapace di smaltirlo in modo adeguato. Causa un indebolimento del muscolo cardiaco ed uno slargamento delle pareti ventricolari, soprattutto il ventricolo sinistro che lavora fisiologicamente contro pressioni elevate (rispetto al ventricolo destro)
  • Versamento pericardico: la presenza di fluidi nel pericardio (il sacchetto che contiene e riveste il cuore) può alla radiografia del torace mostrare un aumento delle dimensioni del cuore
  • Patologie infiltrative (sarcoidosi ed amiloidosi): queste patologie portano ad infiltrazioni cardiache di materiale di varia natura con perdita di funzione ed aumento di volume del cuore
  • Malattia di Chagas: è la più frequente causa infettiva di cardiomegalia
  • Insufficienza renale
  • Sostanze tossiche: alcool, droghe, solventi organici
  • Farmaci cardiotossici: come doxorubicina e trastuzumab
  • Alterazioni metaboliche: glicogenolisi
  • Cause fisiologiche: il così detto cuore d’atleta, meccanismo compensatorio dovuto ad un allenamento intenso e prolungato nel tempo,è caratterizzato da un aumento di volume cardiaco per ipertrofia del muscolo e bradicardia (rallentamento del battito cardiaco) a riposo e sotto sforzo. È una condizione fisiologica, innocua, frutto di un normale adattamento del muscolo all’aumento di lavoro dovuto all’attività aerobica ed è completamente reversibile sospendendo l’attività fisica. Anche la gravidanza può portare ad una cardiomegalia che in genere regredisce completamente entro qualche mese dal parto

Si parla infine di cardiomegalia idiopatica quando non ci siano, almeno apparentemente, cause in grado di spiegare l’aumento di dimensioni.

Fattori di rischio

Il rischio di sviluppare cardiomegalia è maggiormente presente in persone con:

  • Ipertensione arteriosa sistemica: valori superiori a 140/90 mmHg portano il cuore a dover pompare sangue contro resistenze maggiori del normale, quindi con il tempo per riuscire a compire la sua funzione andrà in contro ad ipertrofia
  • Storia familiare di patologie cardiache o di cardiomegalia: maggiore il grado di parentela è prossimo (genitore, fratello) maggiore sarà il rischio di sviluppare cardiomegalia
  • Patologie coronariche: rappresentano un importantissimo fattore di rischio per lo sviluppo di infarto miocardico acuto, patologia che può predisporre a una successiva cardiomegalia in quanto per supplire alla zona infartuata la zona sana deve aumentare il lavoro e quindi aumenterà di dimensioni
  • Difetti valvolari cardiaci

Sintomi

La cardiomegalia decorre spesso in modo subdolamente asintomatico fino a quando il cuore non riesce più ad assolvere alle sue funzioni, ovvero si scompensa. In questo caso comparirà un corredo sintomatologico caratterizzato da:

  • dispnea (sensazione di fame d’aria)
  • aritmie (alterazioni del ritmo cardiaco)
  • edemi declivi (gonfiori da accumulo di liquidi che si dispongono seguendo la forza di gravità)
  • bradicardia (battito cardiaco inferiore ai 60 battiti per minuto)
  • stanchezza ed affaticabilità
  • cardiopatia.

Pericoli

Le complicanze della cardiomegalia possono essere molto severe e dipendono in grande parte dalla zona di cuore che si allarga.

  • Insufficienza cardiaca: il cuore si indebolisce e i ventricoli si dilatano al punto che il muscolo non riesce più a svolgere le sue funzioni (ovvero distribuire sangue a tutto l’organismo)
  • Formazione di coaguli di sangue: lo slargamento delle pareti cardiache porta ad una stasi ematica che rappresenta uno dei tre elementi della Triade di Virchow (rappresentati da stasi, danno endoteliale ed ipercoagulabilità), ossia i principali fattori di rischio per la formazione di trombi. Questi coaguli se si sviluppano nel cuore sinistro possono entrare nel circolo sistemico e, una volta raggiunta un’arteria di calibro minore al loro diametro la ostruiranno provocando un’ischemia (ictus se bloccano un’arteria cerebrale o infarto cardiaco se bloccano una coronaria), oppure se si sviluppano nel cuore destro possono entrare nel circolo polmonare dando un’embolia polmonare
  • Morte cardiaca improvvisa: la cardiomegalia può generare disturbi del ritmo cardiaco che in alcuni casi possono portare a blocco di conduzione totale con arresto cardiaco e quindi morte improvvisa

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per questa patologia è il medico cardiologo, che effettuerà un’accurata visita clinica raccogliendo anamnesi ed esame obiettivo e valutando una serie di esami strumentali.

La diagnosi di cardiomegalia è essenzialmente fondato sulla diagnostica per immagini, mediante una semplice radiografia del torace o attraverso esami più sensibili, come TAC ed RMN, in cui venga ad essere evidenziato un aumento di dimensioni del cuore; a questa scoperta faranno seguito ulteriori esami volti a definire la patologia responsabile, tra cui spiccano per importanza

  • Elettrocardiogramma (ECG): mediante la registrazione dell’attività elettrica del cuore. Utile anche per valutare possibili alterazioni del ritmo
  • Ecocardiogramma con color doppler: mediante onde sonore si visualizza l’immagine del cuore e delle sue camere e se ne possono misurare tutte le dimensioni, si possono evidenziare difetti valvolari, difetti cardiaci congeniti, malformazioni e i flussi ematici

Si eseguiranno inoltre test da sforzo per valutare come lavora il cuore in corso di attività fisica.

In certi pazienti può infine essere necessario il ricorso a procedure diagnostiche invasive come il cateterismo cardiaco, per valutare le pressioni delle camere cardiache, e la biopsia cardiaca per studiare il tessuto miocardico ed eventuali sue alterazioni.

Cura

La cardiomegalia è una condizione che purtroppo non sempre risulta essere curabile ed il margine di manovra dipende da vari fattori, tra cui uno dei più importanti è la precocità della diagnosi e quindi del trattamento.

Il trattamento è mirato alla causa alla base del rilievo, che richiedo un approccio spesso aggressivo con l’obiettivo di ottenere una regressione o, quantomeno, un arresto della progressione della patologia.

A prescindere dalla situazione la correzione dello stile di vita è un aspetto imprescindibile:

  • Smettere di fumare
  • Raggiungere e mantenere il peso forma
  • Usare poco sale nella dieta
  • Controllare la glicemia e controllare il diabete (qualora presente)
  • Monitorare costantemente la pressione sanguigna
  • Praticare quotidianamente attività fisica
  • Non bere alcolici
  • Evitare lo stress

Tra i farmaci potenzialmente utili alla condizione si annoverano:

  • Antipertensivi: diuretici, ACE inibitori, bloccanti il recettore dell’angiotensina (ARBs), beta bloccanti
  • Antiaritmici
  • Inotropi positivi, come la digossina che aumenta la forza e la velocità della contrazione del miocardio
  • Anticoagulanti per ridurre il rischio di formazione di coaguli ed accidenti cardio-cerebro-vascolari

L’approccio chirurgico è il trattamento d’elezione per le forme più severe e mal controllate dalla sola terapia farmacologica:

  • Impianto di pacemaker: per coordinare la contrazione ventricolare
  • Impianto di defibrillatore: per soggetti a rischio di aritmie
  • Interventi chirurgici di correzione della causa sottostante: come chirurgia valvolare cardiaca per riparare o sostituire una valvola cardiaca danneggiata oppure bypass coronarico se la cardiomegalia è secondaria a malattia dell’arteria coronarica
  • Impianto di un dispositivo di assistenza ventricolare (VAD): è una pompa impiantabile meccanica che vicaria alle funzioni cardiache di un cuore non più in grado di assolvere ai suoi compiti nell’attesa della disponibilità di un organo da trapiantare
  • Trapianto cardiaco: in tutti i casi in cui il cuore è ormai scompensato l’unica opzione terapeutica è il trapianto cardiaco

 

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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