Cheilite angolare e tagli ai lati della bocca: rimedi, cause e sintomi

Introduzione

La cheilite è un termine che indica un processo infiammatorio che colpisce le labbra; l’aggettivo che in genere segue il nome della patologia ne specifica la natura e/o la posizione.

La cheilite angolare colpisce, come suggerisce il nome, gli angoli della bocca. A volta chiamata anche boccarola, si manifesta in forma di lesione fastidiosa, più o meno dolorosa e di colore rosso, che si sviluppa tipicamente a seguito di cali immunitari che predispongono ad una sovrainfezione, soprattutto fungina, particolarmente comuni nei bambini.

Molte volte viene confusa con l’herpes, che tuttavia si presenta con la caratteristica presenza di una vescicola, quasi una bollicina, dolorosa per il soggetto quando parla, beve o tenta di bagnarla passandoci sopra la lingua. In quel caso l’agente eziologico è però di natura virale e soprattutto tende a ricomparire sempre nello stesso punto, non appena le difese immunitarie calano e permettono al virus di riattivarsi.

La diagnosi di cheilite angolare è clinica e molto spesso non è possibile individuare la causa specifica che ne ha indotto la comparsa.

La terapia varia a seconda del patogeno sottostante, eventualmente associata al ripristino delle carenze nutrizionali o alla risoluzione degli eventuali fattori causali che abbiano portato all’abbassamento delle difese immunitarie.

Se non trattata, a seconda della causa scatenante può durare pochi giorni o persistere a tempo indefinito.

Esempio di cheilite angolare monolaterale

Esempio di cheilite angolare (iStock.com/frank600)

Cause

Si ritiene che la cheilite angolare sia un disturbo infettivo causato dalla concomitanza di diversi fattori, sia locali che sistemici; non è tra l’altro un caso che l’infezione tenda a localizzarsi proprio all’angolo delle labbra, in quanto zona in cui la saliva tende ad accumularsi generando un ambiente francamente favorevole per la crescita di specifici microorganismi (primi fra tutti i funghi, che proliferano in condizioni di caldo-umido). Il fungo che più comunemente responsabile di cheilite angolare è la Candida.

Il secondo fattore predisponente, soprattutto nel caso di infezioni fungine, è rappresentato da una riduzione delle proprie difese immunitarie, che può a sua volta dipendere da:

  • carenze nutrizionali, ad esempio per un ridotto apporto di vitamine e micronutrienti essenziali (in particolare vitamine del gruppo B e ferro),
  • celiachia,
  • patologie proprie del sistema immunitario su base congenita,
  • patologie acquisite a carico del midollo osseo, con ridotta produzione degli elementi cellulari che compongono il sistema di difesa dell’organismo (leucociti),
  • patologie sistemiche di altro tipo e in grado di alterare le normali difese immunitarie (stati di anemia cronica, patologie epatiche, neoplasie, patologie renali che alterano il normale equilibrio elettrolitico, …);
  • patogeni specifici, come il virus dell’HIV che attaccano il sistema immunitario dall’interno,
  • diabete, in quanto non solo il paziente mostra spesso un sistema immunitario indebolito, ma presenta anche un sangue più ricco di glucosio circolante che può facilmente essere fonte di energie per i patogeni in grado di colonizzare l’angolo della bocca,
  • mughetto (candidosi orale), un’infezione da candida che colpisce l’interno della bocca,
  • malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa),
  • dermatite atopica,
  • sindrome di Down.

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio associati allo sviluppo d’infezione sono

  • eccessiva salivazione (scialorrea),
  • bagnarsi spesso le labbra (come sono spesso portati a fare i bambini),
  • piccoli traumi (tagli o ferite) ai lati della bocca
  • uso di protesi dentali,
  • uso di alcuni farmaci (cortisonici, antibiotici, isotretinoina, …).

Sintomi

Il sintomo cardine della cheilite angolare è rappresentato dalla comparsa di piccole fessurazioni, spesso simili a veri e proprio tagli, agli angoli della bocca.

Sono tipicamente accompagnate da

  • rossore,
  • prurito o addirittura senso di bruciore, soprattutto quando il paziente (spesso bambino) per alleviare il fastidio bagna la ferita con la lingua, contribuendo a rendere tale regione ancor più umida (si instaura in tal modo un circolo vizioso che tende a cronicizzare),
  • desquamazione e disidratazione della cute circostante,
  • sanguinamento.

A tutto questo possono ovviamente associarsi sintomi più generali correlati alla patologia di base (debolezza in caso di anemia cronica, altri tipi di infezioni opportunistiche nel caso di pazienti fortemente immunodepressi, altri segni di carenza nutrizionale e così via).

Nel caso dei bambini il forte dolore che l’apertura della bocca provoca può comportare il rifiuto del cibo, che se protratto può indurre lo sviluppo o il peggioramento dei deficit nutrizionali.

Se trascurata, o nei soggetti con sistema immunitario particolarmente indebolito, può progredire fino a trasformarsi in un’infezione più severa e diffusa (ad esempio in forma di impetigine o candidosi).

Diagnosi

La diagnosi è fondamentalmente clinica: la mamma o il paziente stesso, nel caso di adulti, possono constatare la presenza della tipica lesione e, in assenza di risoluzione spontanea, rivolgersi al medico.

La diagnosi differenziale deve essere condotta con:

  • Herpes labiale: si manifesta con una lesione differente, ovvero una vescicola rilevata e ripiena di liquido sieroso, in soggetti che tendono a ricordare episodi simili e sempre con la stessa localizzazione. In tal caso l’agente eziologico è l’Herpes Virus ed il trattamento è una crema topica a base di Aciclovir (o simili).
  • Dermatosi sclerotico-desquamative, come il lichen planus, in cui però l’elemento cardine è la desquamazione, senza la possibilità di identificare un’infezione sottostante.

La prova più specifica è infine rappresentata dal prelievo, mediante appositi presidi come un tampone sterile, un campione di materiale, da cui è possibile identificare l’agente causale e testare i diversi agenti che più facilmente possono debellarlo.

La biopsia non è invece necessaria, salvo eccezioni.

Rimedi e cura

In molti casi, non è necessario alcun trattamento, perché la cheilite angolare tende a risolversi da sola; possono essere di sollievo

  • applicazione di burro cacao o altro emolliente (preferibilmente con le dita pulite, così da non infettare il contenitore),
  • multivitaminici in caso di carenze.

Nei quadri più complicati/persistenti, quando sia possibile identificare il microrganismo responsabile della cheilite angolare, la terapia è basata su farmaci quanto più possibile mirati ad esso.

  • Per i funghi si ricorrre in genere alla prescrizione di molecole appartenenti alla classe degli Azoli, di cui possiamo citare il ketoconazolo, miconazolo e clotrimazolo, utilizzati spesso nel caso della Candida. Altri preparati antifungini topici possono però spesso essere altrettanto funzionali.
  • Per i batteri è possibile utilizzare creme contenenti antibiotici da applicare direttamente sulla lesione.

Quando non sia stata diagnosticata la causa esatta, si parla di cheilite angolare idiopatica. In tal caso l’applicazione di antinfiammatori topici, come l’acido acetilsalicilico, può ridurre la sintomatologia e il disagio del paziente.

Altri rimedi e prevenzione

Molto spesso un ruolo fondamentale è rivestito dalla risoluzione delle carenze alimentari di cui il paziente spesso non è nemmeno consapevole: una corretta alimentazione, in grado di apportare nella dieta tutti i micro- e macro-nutrienti di cui abbiamo bisogno, può sicuramente rafforzare le difese immunitarie e favorire la prevenzione/guarigione delle infezioni.

Le vitamine possono essere assunte attraverso un abbondante consumo di frutta e verdura di stagione, che soprattutto i bambini (spesso sfortunati protagonisti di questa patologia) sono poco predisposti a consumare in quantità sufficienti. In casi patologici possono rendersi necessari supplementi con integratori farmaceutici ricchi di complessi vitaminici.

Anche il ferro è essenziale per una corretta ossigenazione del sangue e per l’equilibrio dei tessuti periferici.

Evitare di bagnare spesso le labbra, ridurre la disidratazione bevendo molta acqua nel corso della giornata, ripararsi dal freddo, sono piccoli accorgimenti in grado di aiutare concretamente a ridurre l’incidenza di questa fastidiosa patologia.

Fonti e bibliografia

A cura della Dott.ssa Raffaella Ergasti, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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