Cheratosi seborroica: immagini, rimedi. Si stacca da sola?

Introduzione

La cheratosi seborroica, nota anche con il nome di verruca seborroica, è una lesione cutanea superficiale pigmentata di tipo benigno che si manifesta sotto forma di papula bruno giallastra; non è né contagiosa né infettiva (al contrario di quanto il nome verruca potrebbe suggerire).

Si tratta di una patologia molto frequente che colpisce prevalentemente l’età adulta (a partire dai 50 anni) e senza una predisposizione in base al sesso.

La diagnosi è clinica e, trattandosi di una patologia benigna, non è richiesto alcun tipo di trattamento; se dovesse creare fastidi o per una mera questione estetica può essere asportata ambulatorialmente senza particolari problemi.

Immagini

Cheratosi seborroica sul viso

Shutterstock/wk1003mike

Particolare ravvicinato della cheratosi seborroica

Shutterstock/LisaSaeng

Cheratosi seborroica

Shutterstock/Lipowski Milan

 

Cause

Le cause alla base dello sviluppo della cheratosi seborroica sono ancora sconosciute, anche se è fuori da ogni dubbio la presenza di una predisposizione genetica: si può infatti riscontrare in certi ceppi familiari questa patologia in più persone che presentano le stesse lesioni, le medesime distribuzioni delle stesse e grossomodo la stessa età all’insorgenza. È stato perciò sospettato che la cheratosi seborroica si trasmetta per via genetica con meccanismo autosomico dominante.

Non è invece stata identificata alcuna correlazione con l’esposizione solare (le lesioni si manifestano infatti anche in aree non fotoesposte) e non si tratta di patologie infettive o contagiose.

Non sono legate alla dermatite seborroica, nemmeno in quanto a distribuzione sul corpo.

Secondo alcuni autori:

  • La comparsa di cheratosi può seguire episodi di scottature solari o dermatiti.
  • Un costante attrito della cute può favorirne la comparsa nelle pieghe cutanee.

Si ritiene improbabile che abbiano origine virale (ad esempio papilloma virus).

Sintomi

La cheratosi seborroica si presenta come un rilievo (papula) di colore bruno giallastro (che col tempo può scurirsi fino ad apparire completamente nero), rotondeggiante, con superficie scabra e untuosa che cresce molto lentamente. La lesione pare quasi incollata sulla cute e la superficie può assumere un aspetto verrucoso, vellutato, cereo o squamoso. Non provoca dolore.

In genere queste lesioni si localizzano sulle superfici laterali del tronco e sui quadranti addominali o sul volto, prevalentemente nella zona temporale; non si formano invece su palmi delle mani, piante dei piedi e mucose.

Alcuni soggetti possono sviluppare nel tempo anche centinaia di papule.

Pericoli

Le cheratosi seborroiche sono lesioni benigne,prive di significato clinico, ad eccezione del così detto segno di Leser Trelat: si manifesta con la contemporanea eruzione di numerose cheratosi seborroiche multiple associate ad intenso prurito ed è spesso indicativo di neoplasia d’organo.

Non è invece un pericolo un eventuale trauma inflitto alla lesione, sebbene possa conseguire un’infiammazione caratterizzata da rossore e della formazione di una crosta, insieme eventualmente a dermatiti eczematose tutt’intorno. La dermatite può infine anche innescare la comparsa di nuove cheratosi seborroiche.

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per la cheratosi seborroica è il medico dermatologo, che valuterà la storia anamnestica del paziente ed effettuerà l’esame obiettivo dermatologico esaminando le lesioni cutanee.

Le cheratosi seborroiche sono lesioni benigne di dimensioni comprese in genere tra 1 mm ed 1 cm anche se a volte possono raggiungere dimensioni importanti e sfiguranti, si pensi ad esempio ad un paziente anziano che si porta questa lesione da 20-30 anni con un accrescimento lento e progressivo. In tal caso si può legittimamente pensare ad una patologia con prognosi più infausta, sicuramente da valutare con attenzione, quando in realtà in genere non si tratta di nulla di preoccupante.

A questo proposito occorre sempre effettuare una diagnosi differenziale verso patologie con manifestazione simile ma decorso maligno, che richiedono quindi un approccio terapeutico differente:

  • Cheratosi attinica: è una lesione precancerosa caratterizzata da lesioni più isolate, spesse e dure rispetto alla cheratosi seborroica ed in genere compare su aree fotoesposte
  • Melanoma cutaneo
  • Carcinoma spinocellulare
  • Carcinoma basocellulare

La diagnosi differenziale viene effettuata dal dermatologo mediante dermatoscopia, tuttavia nei casi dubbi è fondamentale non bruciare la lesione ma rimuoverla chirurgicamente ed esaminarla con l’esame istologico

Si stacca da sola?

Una remissione spontanea è possibile, ma rara.

Spesso i pazienti definiscono erroneamente queste lesioni non fisse, perché essendo ricche di ghiandole sebacee tendono a formare sulla loro superficie una concrezione crostosa (nello specifico una pseudocrosta) che può venire rimossa (anche spontaneamente) rendendo meno evidente la lesione, che tuttavia a distanza di qualche mese si rimanifesterà.

Cura e rimedi

La cheratosi seborroica è una patologia assolutamente benigna che non richiede alcun tipo di trattamento. Qualora le lesioni avessero un consistente impatto estetico o funzionale (se ad esempio causassero prurito, o frequenti episodi di sanguinamento a causa di sfregamento involontario) è possibile pianificarne l’asportazione.

Le possibili opzioni di rimozione prevedono:

  • Asportazione tramite crioterapia: mediante l’utilizzo di azoto liquido si va a “congelare” la lesione che si staccherà dalla cute. Questa metodica non lascia cicatrici, ma in certi casi può residuare una leggera ipopigmentazione cutanea
  • Asportazione per raschiatura o curettage: questa procedura si effettua previa anestesia locale con lidocaina e tramite uno strumento chiamato curette, che consente di raschiare via la lesione
  • Asportazione tramite elettrocauterizzazione: si effettua la procedura usando uno strumento riscaldato con corrente elettrica per cauterizzare il tessuto che si rimuove
  • Asportazione tramite laserterapia con laser CO2

Una volta rimossa la lesione, questa non ricomparirà più nella zona in cui è stata asportata, ma potrà comunque presentarsi ex novo in altra sede.

 

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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