Introduzione

Le cicatrici sono formazioni di tessuto collagene che si sviluppano in seguito alla riparazione di una perdita di sostanza della pelle (ad esempio a causa di una ferita o di un processo infiammatorio).

Inizialmente di colorito roseo e leggermente rilevate, col tempo tendono ad appiattirsi e a diventare biancastre e dure; in base a sede e dimensione le cicatrici possono risultare deturpanti, causando problemi di natura estetica talvolta invalidanti.

Una possibile complicazione delle cicatrici è l’ipertrofia, ovvero l’ispessimento (cicatrice ipertrofica) che rimane comunque circoscritto alla sede primitiva della lesione.

Causa e fattori di rischio

Le cicatrici si possono verificare in seguito ad un trauma cutaneo, come ad esempio

  • interventi chirurgici,
  • lacerazione/abrasione,
  • interventi di crioterapia o di elettrocoagulazione,
  • ustioni;

talvolta si sviluppano in seguito alla traumatizzazione di una lesione acneica, oppure in seguito ad un processo infiammatorio cutaneo (ad esempio nel caso del lupus eritematoso cronico).

L’incidenza delle cicatrici è uguale tra maschi e femmine; la tendenza alla formazione di cicatrici ipertrofiche è invece superiore nei soggetti di colore.

Primo piano di cicatrici da acne

iStock.com/Jevtic

Manifestazioni cliniche e sintomi

Le cicatrici si presentano come lesioni piatte; quando sono rilevate sul piano cutaneo si parla di cicatrici ipertrofiche.

Il colore può essere lo stesso della cute sana oppure rosso brillante, bluastro o bianco.

La forma può essere

  • lineare (dopo un danno traumatico o un’incisione chirurgica)
  • oppure ovalare o rotonda come nel caso delle cicatrici che si sviluppano in seguito ad un’acne nodulo-cistica severa, specialmente se lesioni sono state traumatizzate (acne escoriata).

Talvolta sono visibili piccoli vasi sanguigni arborescenti (teleangectasici) in superficie.

Nella maggior parte dei casi i sintomi sono assenti, mentre occasionalmente si associano prurito o dolore al tatto.

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’osservazione clinica.

La biopsia, cioè il prelievo di una parte della lesione per l’esecuzione dell’esame istologico, è giustificata solo in presenza di dubbi sulla natura della lesione, ovvero per escludere

  • forme tumorali rare come
    • il dermatofibrosarcoma protuberans
    • ed il tumore desmoide;
  • condizioni infiammatorie come
    • la sarcoidosi da cicatrice
    • od il granuloma da corpo estraneo.

La cicatrice ipertrofica è una cicatrice spessa, ovvero rilevata sul piano cutaneo, che rimane tuttavia confinata al sito di trauma originario; il cheloide invece si estende oltre al sito del trauma originario, quindi sulla cute sana, spesso con una estensione digitata “a salsiccia”. I cheloidi possono anche insorgere spontaneamente, senza precedenti traumi, di solito sul torace.

Complicazioni

Le cicatrici ipertrofiche col tempo tendono a regredire diventando piatte, soffici e biancastre, a differenza dei cheloidi che possono continuare ad aumentare di dimensioni per decenni.

Le cicatrici causate da ustioni provocate dall’azione del calore, della corrente elettrica o delle sostanze caustiche possono andare incontro ad una trasformazione maligna. I carcinomi insorgenti su una cicatrice da ustione sono per lo più carcinomi squamocellulari, ma sono stati descritti anche melanomi e sarcomi. La latenza di comparsa è dell’ordine di diversi anni dopo l’ustione iniziale ed è maggiore quando l’ustione cicatrizza lentamente o tende ripetutamente ad ulcerarsi. Clinicamente queste neoplasie si manifestano come

  • ulcere (ovvero perdite di sostanza della cute)
  • o lesioni nodulari dure o infiltrate nel tessuto sottostante.

Escludendo le cicatrici da ustione per i motivi sopracitati, tutte le altre forme rappresentano un problema più di tipo estetico che propriamente medico: possono infatti essere molto sgradevoli esteticamente soprattutto se sono ampie e interessano il volto o il cuoio capelluto.

Rimedi e cura

Nel considerare qualsiasi trattamento bisogna essere consapevoli che l’efficacia può essere non totale, ma anche solo parziale.

Applicazione di crema su una cicatrice

iStock.com/energyy

Nei casi più lievi relativi a cicatrici sul viso è possibile ricorrere ad apposite formulazioni di make-up per nascondere la lesione.

Iniezioni intralesionali di glucocorticoidi (cortisone) una volta al mese possono ridurre il prurito o l’ipersensibilità della lesione così come il suo volume. Funzionano bene nelle cicatrici ipertrofiche, meno nei cheloidi.

L’escissione chirurgica talvolta è risolutiva solo momentaneamente, perché le cicatrici escisse chirurgicamente tendono a ripresentarsi anche più ampie di prima.

Le creme al silicone (disponibili anche in forma di cerotto) rappresentano un’alternativa non dolorosa e non invasiva con efficacia variabile; tendenzialmente consentono migliori risultati quando il trattamento, che richiede di essere continuato per qualche mese, viene iniziato tempestivamente (non appena i margini della ferita si siano definitivamente chiusi).

Si raccomanda infine l’uso di adeguate protezioni solari, per evitare un peggioramento dell’estetica della cicatrice.

Prevenzione

Le persone soggette a sviluppare cicatrici ipertrofiche dovrebbero evitare procedure “cosmetiche” invasive come il piercing. Le cicatrici possono in generale essere prevenute con indumenti compressivi nella sede del trauma.

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.
  • Wolff K., Johnson R., Saavedra A. Fitzpatrick Manuale ed Atlante di Dermatologia clinica. Edizione italiana sulla settima di lingua inglese a cura di Mauro Alaibac. Piccin 2015.

A cura della Dr.ssa Giulia Ciccarese, medico chirurgo specialista in Dermatologia e Venereologia

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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