Colpo di calore: sintomi, pericoli, rimedi

Introduzione

Il colpo di calore è una forma di ipertermia, ovvero un’elevazione della temperatura corporea oltre i 38-39 gradi che l’organismo non riesce a far rientrare nei valori normali.

È una condizione patologica acuta causata da un’alterazione dei meccanismi della termoregolazione o da un loro fallimento nel compensare l’eccesso della temperatura ambientale, che ha come conseguenza un importante aumento della temperatura corporea centrale accompagnato da una risposta infiammatoria sistemica.

A differenza di condizioni più lievi, come insolazioni ed esaurimento da calore, il colpo di calore rappresenta un’emergenza medica che, se non riconosciuta e trattata adeguatamente, è in grado di causare danni irreversibili fino a diventare rapidamente fatale.

Colpo di calore

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Cause

I meccanismi eziopatogenetici del colpo di calore sono 2:

  • Ridotta capacità di dispersione del calore
  • Incremento di produzione di calore

Il colpo di calore esiste in due varianti

  • Classica: si manifesta entro un paio di giorni dall’evento scatenante. Ha andamento stagionale e colpisce prevalentemente nel periodo estivo nelle così dette “ondate di calore”.
  • Da esercizio fisico: insorge rapidamente nelle persone sane dopo un intenso sforzo. Spesso si vedono correre per strada persone che, per sudare maggiormente nell’erronea convinzione che questo consentirà un dimagrimento più rapido (la perdita di liquidi che ne consegue, oltre ad essere pericolosa, verrà corretta dall’organismo nelle ore successive senza alcun guadagno in termini di peso), praticano attività fisica sotto il sole, nelle ore più calde della giornata e con vestiti sintetici e pesanti che impediscono una corretta sudorazione e dispersione del calore prodotto. Si verifica quindi un eccessivo carico di calore che l’organismo non è in grado di dissipare.

Le principali cause sono quindi rappresentate dalla combinazione di:

  • Elevate temperature ambientali
  • Alto tasso di umidità: molti colpi di calore avvengono con temperature corporee non eccessivamente alte, ma con alti tassi di umidità ambientale (superiore al 90%) che bloccano la necessaria dispersione del calore mediante sudorazione
  • Scarsa aerazione (altro fattore che riduce la capacità di dispersione termica dell’organismo)

Fattori di rischio

  • Età estreme: bambini e anziani (per cause diverse possiedono meccanismi di termoregolazione corporea poco efficienti)
  • Temperatura ed umidità ambientali elevate (il colpo di calore è infatti tipico della stagione estiva)
  • Obesità: aumenta il rischio di tre volte rispetto a persone normopeso
  • Disidratazione (si raccomanda di bere almeno 2 L d’acqua al giorno, soprattutto nei giorni più caldi)
  • Esecuzione di attività sportive intense nelle ore più calde del giorno
  • Presenza di patologie come psoriasi, fibrosi cistica, sclerosi sistemica

Sintomi

La sintomatologia del colpo di calore comprende:

Molti di questi sintomi sono dovuti alla perdita di acqua e sali minerali a causa dell’intensa sudorazione (squilibrio idro-elettrolitico).

La durata varia a seconda di numerosi fattori, sia di tipo ambientale che correlati alla persona che lo subisce; se correttamente riconosciuto e trattato il colpo di calore va generalmente incontro ad un recupero in 24-48 ore con remissione totale. Nei casi più severi i tempi di recupero si allungano, raggiungendo in alcuni casi svariate settimane e a una persistenza di danni permanenti e invalidanti, soprattutto a livello del cervello o dei muscoli (rabdomiolisi) se le temperature elevate sono perdurate per troppo tempo.

Il colpo di calore può manifestarsi con un esordio improvviso, ma i sintomi precedenti possono essere seguiti a distanza di breve tempo da manifestazioni neurologiche come:

  • allucinazioni
  • irritabilità e alterazioni del comportamento
  • delirio
  • convulsioni
  • coma.

Complicanze e prognosi

In caso di blocco dei meccanismi di compenso e del perdurare delle condizioni ambientali scatenanti, la temperatura corporea può salire di molto, fino a raggiungere e superare i 40-42 gradi, con esiti potenzialmente mortali. I danni dipendono direttamente dall’entità e dalla durata dell’ipertermia, con il possibile sviluppo di danni permanenti e invalidanti a livello del cervello e dei muscoli (rabdomiolisi).

I tassi di morbilità e mortalità variano in base alle caratteristiche del singolo paziente e alla tempestività dell’intervento. Senza un adeguato trattamento l’80% dei pazienti va incontro a morte. Il 20% dei pazienti che sopravvive invece presenta un danno cerebrale residuo, indipendentemente dal trattamento subito.

Quando preoccuparsi e rivolgersi al Pronto Soccorso

Il colpo di calore, a differenza di altre forme di patologie da calore più lievi, è un’emergenza medica che richiede l’intervento ospedaliero; si raccomanda quindi di allertare il numero unico delle emergenze (112, o 118 dove non fosse ancora attivo) e nel frattempo spostare il paziente in un ambiente fresco.

Diagnosi

In genere per formulare la diagnosi è sufficiente l’osservazione clinica, con la rilevazione dei sintomi sopra riportati e un’attenta anamnesi del paziente.

Si sottolinea che una misurazione accurata della temperatura centrale dell’organismo sia possibile esclusivamente a livello rettale.

Esami di laboratorio che possano aiutare a formulare la diagnosi sono:

Il colpo di calore va in diagnostica differenziale con:

  • Altre patologie da calore (insolazione, esaurimento da calore, …)
  • Sindrome neurolettica maligna
  • Sindrome serotoninergica
  • Crisi tireotossica
  • Ictus
  • Infezioni acute: sepsi, meningite, sindrome da shock tossico
  • Farmaci: cocaina, fenciclidina, anfetamine, inibitori delle monoaminossidasi

 

Rimedi e trattamento

Il colpo di calore richiede un trattamento tempestivo, perché i rischi sono tanto più elevati quanto sia

  • elevata la temperatura,
  • prolungata la durata dell’ipertermia.

Il trattamento, che in genere richiede il ricovero ospedaliero, consiste in

  • Posizionamento del paziente in ambiente fresco e ventilato
  • Idratazione del paziente e correzione dello squilibrio elettrolitico
  • Se il paziente si sente instabile posizionarlo nella “posizione antishock”, sdraiato supino e con le gambe sollevate di 45 gradi
  • Somministrazione di un antipiretico, come paracetamolo o ibuprofene, ma solo su indicazione medica
  • Raffreddamento corporeo: si parte da semplici spugnature di acqua fresca, impacchi di ghiaccio ascellari e perineali fino ad arrivare a metodi invasivi come il lavaggio peritoneale con soluzione fredda.

Potrebbe essere necessario, in assenza di miglioramento o nel caso di un’alterazione dello stato di coscienza, il trasporto in ospedale ed il ricovero in reparto di terapia intensiva in modo da trattare un eventuale shock.

Prevenzione

Per prevenire il colpo di calore si raccomanda di

  • evitare di soggiornare per molto tempo in ambienti con elevate temperature e umidità
  • nella stagione estiva, durante le ore centrali della giornata, preferire ambienti ombreggiati all’esposizione al sole diretto
  • non indossare tanti strati di indumenti e preferire tessuti freschi e traspiranti come cotone e lino
  • preferire colori chiari al nero e a capi scuri in quanto i colori chiari respingono i raggi solari
  • idratarsi frequentemente e abbondantemente, attraverso acqua e frutta/verdura (ricche dei necessari minerali)
  • durante l’estate evitare la pratica di attività fisica nelle ore più calde della giornata, preferendo mattina/sera
  • evitare il consumo di alcolici e di bevande a base di caffeina
  • ventilare l’ambiente, ad esempio con un moderato uso de condizionatore, mantenendo una temperatura compresa tra 23 e 24 gradi (risulta particolarmente utile, oltre che gradevole, la funzione di deumidificazione dell’aria).

 

A cura del dr. Mirko Fortuna, medico chirurgo.

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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