Contrattura muscolare: cause, sintomi e rimedi

Premessa

Nell’ambito delle patologie dell’apparato muscolare le contratture rappresentano con tutta probabilità l’estremo inferiore dello spettro in termini di gravità. Si tratta infatti di lesioni prive di soluzione di continuo, in cui il muscolo adotta come meccanismo di protezione da sforzi particolarmente importanti la contrazione involontaria al fine di bloccare movimenti che supererebbero i limiti di sopportazione fisiologica.

La contrattura muscolare si manifesta clinicamente con una sintomatologia blanda, caratterizzata da

  • ipertono (aumento di volume),
  • rigidità
  • e lieve dolore.

Alcuni distretti sono colpiti più frequentemente da contrazioni rispetto ad altri, tra cui ad esempio:

  • Muscoli della gamba e del ginocchio
    • Mm. gemelli
    • M. soleo
  • Muscoli della coscia
    • M. bicipite femorale
    • M. sartorio
    • Mm. adduttori
  • Muscoli della spalla e del collo
    • M. trapezio
  • Muscoli della schiena
    • Mm. lombari
    • Mm. dorsali
Uomo che si tocca la schiena in seguito ad una contrattura

iStock.com/tommaso79

Sintomi

La sintomatologia delle contratture muscolari è molto più blanda rispetto a quella di altre lesioni muscolari di gravità maggiore (come gli stiramenti e gli strappi). Il dolore infatti non è la manifestazione principale (solitamente viene riferito come una leggera dolenzia), mentre è tipico l’aumento del tono del muscolo interessato (ipertono) che risulta palpabile in maniera chiara ed univoca.

Nonostante il fastidio derivante da una contrattura muscolare sia assolutamente sopportabile, qualora il paziente decida di proseguire con l’attività scatenante, è consigliata la sospensione al fine di evitare di incorrere in complicanze o di aggravare la condizione alla base.

Gli altri sintomi tipici della contrattura, oltre a quelli già citati, sono:

  • Sensazione di impaccio al movimento
  • Tensione muscolare
  • Difficoltà all’utilizzo del muscolo coinvolto
  • Presenza di lividi

Va da sé che da un punto di vista clinico le differenze con un “semplice” crampo possono rendere non immediata la diagnosi differenziale; al di là delle differenze causali, la differenza maggiore è sul piano del tempo: mentre il crampo presenta un tipo di dolore violento che regredisce in poco tempo, la contrattura ha natura sorda e meno acuta con un decorso che dura più a lungo.

Quanto dura una contrattura?

Se l’attività scatenante viene subito sospesa a favore di una condizione di riposo, il muscolo tende a recuperare spontaneamente e senza esiti nel giro di 5-7 giorni. Il mancato rispetto del riposo o il proseguimento delle attività “a rischio” può invece aggravare il quadro o prolungarne la durata.

Diagnosi

La contrattura muscolare è una patologia benigna che solitamente è ben conosciuta da chi pratica o ha praticato sport nella vita: è solitamente sufficiente conoscere il proprio corpo per capire il nesso causale tra uno sforzo e l’insorgenza di una contrattura.

Qualora non sussista questo tipo di esperienza “diretta” può essere dirimente il parere del proprio Medico curante, al fine di inquadrare in tempi rapidi la natura del problema ed eventualmente iniziare un percorso diagnostico-terapeutico.

Cause

Trattandosi di una patologia di gravità inferiore rispetto ad uno strappo o ad uno stiramento, anche l’evento causale riflette una minore importanza, e di conseguenza può bastare uno sforzo ridotto per determinarne l’insorgenza.

Le contratture muscolari sono frequenti in chi pratica sport dove si eseguono scatti esplosivi, cambi di direzione o comunque sforzi importanti (alcuni esempi sono il calcio, il rugby, la lotta libera).

Si possono così riassumere le principali cause di contrattura:

  • Inadeguato riscaldamento prima dell’allenamento
  • Movimenti improvvisi ed inattesi
  • Movimenti involontari
  • Sforzi muscolari eccessivi, oltre i propri limiti
  • Inadeguata preparazione atletica
  • Scarsa coordinazione nel movimento
  • Sforzi intensi in individui che conducono vita sedentaria
  • Difetti posturali
  • Gravidanza

Cura e rimedi

A differenza delle altre patologie muscolari maggiori, la scarsa gravità della contrattura muscolare la rende solitamente autolimitante e controllabile con accorgimenti tutto sommato piuttosto semplici.

Fermo restando che il riposo è la strategia migliore, in alcuni casi il processo di guarigione può essere velocizzato sotto stretto controllo dello specialista:

  • Praticando esercizi di allungamento muscolare
  • Seguendo una routine di riabilitazione
  • Praticando attività aerobica
  • Applicando calore alla zona interessata, utilizzando ad esempio:
    • Fanghi
    • Fasce termiche dotate di resistenza
    • Impacchi caldi
  • Ricorrendo a specifiche tecniche volte a favorire il rilassamento muscolare

In alcuni casi il paziente può richiedere al Medico un ausilio per il controllo del dolore e dell’infiammazione. Possono essere prescritti in questo caso:

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), ossia i “classici” antidolorifici utilizzati per le algie più disparate; quelli più efficaci nell’ambito del sistema muscolare sono basati sul diclofenac e possono essere assunti per via topica (pomata) o sistemica (compresse, bustine).
  • Farmaci miorilassanti, ossia principi attivi che agiscono sul tono della muscolatura al fine di ridurre le fastidiose tensioni che accompagnano la contrattura.

L’utilizzo delle formulazioni sistemiche rispetto a quelle topiche è basato sulla gravità dei sintomi e sull’estensione della lesione: la contrattura di un grande muscolo come il quadricipite femorale è diversa nel trattamento rispetto a quella del bicipite brachiale (molto più sottile).

Dal momento che il principio attivo è lo stesso non ci sono differenze sul piano dell’efficacia, e la scelta di un farmaco piuttosto che dell’altro verterà sui criteri già riportati.

Prevenzione

La contrattura muscolare è una patologia potenzialmente prevenibile seguendo pochi, semplici accorgimenti:

  1. Non trascurare mai il riscaldamento prima di iniziare l’allenamento vero e proprio
  2. Avere cura di eseguire con regolarità esercizi di stretching muscolare
  3. Evitare gesti atletici che non riflettono la propria preparazione
  4. In generale avere autocoscienza dei propri limiti in senso sportivo
  5. Utilizzare l’abbigliamento più idoneo per svolgere l’attività sportiva al fine di mantenere una temperatura corporea stabile
  6. Utilizzare calzature adeguate allo sport che si pratica
  7. Non ignorare i tempi di recupero tra un allenamento e l’altro
  8. Idratarsi adeguatamente prima, dopo e durante l’allenamento
  9. Adottare una postura corretta quando si sta al PC o si lavora
  10. Svolgere regolarmente attività fisica, anche se leggera

 

A cura del Dr. Marco Cantele

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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