Distacco di retina: cause, sintomi ed intervento

Introduzione

Il distacco di retina è una grave patologia a carico dell’occhio che si verifica quando lo strato più superficiale della retina si solleva e si stacca da quelli sottostanti.

La retina rappresenta lo strato oculare più interno ed è costituita a sua volta da diversi strati; quello più superficiale contiene le cellule specializzate dell’occhio, chiamate fotorecettori, che risultano particolarmente concentrati a livello della macula. La funzione di questi fotorecettori è quella di tradurre le immagini in impulsi elettrici che vengono trasmessi attraverso il nervo ottico al cervello dove avviene l’elaborazione finale del segnale.

Anatomia semplificata dell'occhio umano

Anatomia semplificata dell’occhio (iStock.com/solar22)

I fotorecettori sono di due tipi:

  • Coni: responsabili della percezione della visione nitida e dettagliata, nonché della visione dei colori.
  • Bastoncelli: responsabili della visione notturna e molto sensibili alla luce.

Di tutte le strutture della retina, lo strato interessato dalla patologia prende il nome di neuro-retina ed è quello superficiale, in cui sono presenti coni e bastoncelli.

Le cause alla base di un distacco di retina possono essere molte e diverse, ma tra le più importanti ricordiamo:

  • Grave miopia
  • Distacco posteriore del vitreo
  • Rottura della retina
  • Traumi oculari
  • Pregressi interventi chirurgici
  • Malattie metaboliche come il diabete o malattie infiammatorie.

I sintomi della malattia possono comparire in maniera improvvisa e compromettere la qualità della vista del paziente, attraverso lo sviluppo di:

La diagnosi è essenzialmente strumentale; poiché il distacco di retina è una emergenza medica, è fondamentale effettuare una diagnosi tempestiva per poter sottoporre il paziente a trattamento immediato.

Il trattamento deve necessariamente avvenire entro 48 ore dall’inizio dei sintomi, così da poter scongiurare il rischio di cecità; si basa su tecniche microchirurgiche o chirurgiche vere e proprie:

  • Le tecniche microchirurgiche sfruttano l’energia di un laser per determinare la cicatrizzazione delle lacerazioni presenti sulla retina oppure una bolla di gas per favorire l’adesione tra gli strati retinici.
  • Gli interventi chirurgici, invece, possono essere effettuati ab-interno, come la vitrectomia, cioè l’asportazione del corpo vitreo, o ab-esterno, come il cerchiaggio, cioè l’applicazione di una banda di silicone intorno al bulbo oculare.

Se viene identificata e trattata in maniera adeguata e precoce il distacco di retina può essere trattato efficacemente garantendo un completo recupero della capacità visiva e solo raramente si osservano complicazioni come una parziale perdita permanente dell’acuità visiva e/o recidive a seguito del trattamento.

Cause

Il distacco di retina è una condizione grave ma fortunatamente rara; tende a manifestarsi soprattutto in soggetti in età avanzata, di solito oltre i 50-60 anni.

Le possibili cause sono numerose, ma tra le più comuni annoveriamo:

  • Grave miopia: si tratta di una condizione caratterizzata da un bulbo oculare particolarmente allungato, che comporta la creazione di una forza di trazione sulla retina stessa che spesso risulta essere anche più sottile del normale e per questo più esposta al rischio di “strappi” tra gli strati che la compongono.
  • Distacco posteriore del corpo vitreo: il corpo vitreo è una massa gelatinosa e trasparente che riempie l’occhio nella porzione tra il cristallino e la retina e che ha la funzione di mantenere la turgidità del bulbo oculare, di ammortizzare gli urti e anche diottrica. Soprattutto nei soggetti in età avanzata si può avere una perdita della normale idratazione del corpo vitreo, che conduce ad un distacco del vitreo posteriore. In queste condizioni si viene a perdere l’aderenza dell’umor vitreo alla retina e ciò può creare delle soluzioni di continuo negli strati retinici, con conseguente sollevamento e distacco.
  • Rottura della retina: qualsiasi condizione in grado di determinare lesioni negli strati retinici, come il distacco posteriore del vitreo stesso, comporta il loro allontanamento e quindi il completo distacco.
  • Traumi oculari: nei casi di trauma facciale o di lesioni penetranti a livello del bulbo oculare si può avere compromissione dell’integrità degli strati retinici e ciò può arrivare a causarne il sollevamento e conseguente distacco.
  • Complicanze di interventi chirurgici: alcuni interventi di chirurgia oftalmica, come per esempio quello eseguito per il trattamento della cataratta, possono determinare delle lesioni a livello retinico o aumentare il rischio di distacco di retina.
  • Distacco spontaneo: a volte si possono creare dei distacchi spontanei, senza una causa apparente. Questa situazione interessa soprattutto i soggetti anziani.
  • Diabete: un soggetto con diabete da molti anni ha un elevato rischio di sviluppare una retinopatia diabetica, una patologia che determina un’alterazione nella struttura vascolare della retina e in grado di determinare la fibrosi di alcune zone della struttura oculare, con conseguente trazione sugli strati retinici. Si parla in questi casi di distacco di retina trazionale.
  • Malattie infiammatorie dell’occhio: qualsiasi tipo di malattia causi una condizione infiammatoria a livello dell’occhio può determinare un accumulo di liquido tra gli strati della retina con conseguente sollevamento degli stessi e successivo distacco.

Classificazione

A seconda della causa scatenante e del processo patogenetico che viene a svilupparsi, il distacco di retina può essere distinto in diverse forme:

  • Distacco regmatogeno: è un tipo di distacco che deriva da un effetto di trazione del corpo vitreo sulla retina. Se per vari motivi il corpo vitreo si contrae, si viene a creare uno spazio tra questo e la retina che viene riempito da liquido; contemporaneamente la trazione può creare fessure negli strati retinici che consentono l’infiltrazione del liquido che ne determina il distacco.
  • Distacco trazionale: si viene a creare quando lo strato esterno fibroso dell’occhio esercita una forza di trazione sulla retina stessa a causa di lesioni, infiammazioni o alterazioni della vascolarizzazione. In questo caso la retina rimane integra, ma si stacca dallo strato sottostante senza infiltrazione di fluidi.
  • Distacco essudativo: si verifica quando si ha un accumulo di fluidi al di sotto dello strato retinico ma senza che vi sia stata una lacerazione della retina stessa. Solitamente una condizione del genere si verifica a seguito di patologie che interessano la retina, che creano infiammazione, o in caso di eventi traumatici.

Sintomi

I sintomi del distacco di retina hanno un’insorgenza spesso improvvisa che delinea un quadro clinico di disturbo visivo e caratterizzato da:

  • Flash luminosi o lampi di luce (fotopsie) nell’occhio colpito, soprattutto nelle fasi iniziali.
  • Miodesopsie (“mosche volanti”): la stimolazione sulle cellule della retina causa la formazione di corpi mobili che fluttuano nel campo visivo e si muovono insieme al movimento degli occhi.
  • “Tenda” o “velo” che copre una parte del campo visivo (scotoma): la parte di retina interessata dal distacco perde la capacità di ricevere gli stimoli luminosi per cui appare come una zona d’ombra che si espande sempre di più nel campo visivo del soggetto.
  • Rapida perdita dell’acuità visiva: soprattutto quando la patologia interessa la zona della macula, quella deputata alla visione dei dettagli.
  • Visione distorta (metamorfopsia): la retina non è più in grado di percepire in maniera adeguata gli stimoli luminosi.

Solitamente non è presente dolore, per cui se il distacco di retina non si manifesta precocemente con i sintomi ivi descritti, la condizione può passare inosservata per diverso tempo fino a raggiungere uno stadio avanzato con aggravamento della condizione stessa.

Complicazioni

Il distacco di retina, quando viene diagnosticato in tempo, risente positivamente di un trattamento laser o di un intervento chirurgico.

La ripresa della corretta visione richiede qualche settimana e dipende dalla durata del distacco e dall’eventuale coinvolgimento della zona maculare della retina.

Purtroppo non sempre l’intervento chirurgico risulta risolutivo ed efficace, perché in alcuni casi il paziente può sviluppare:

  • Cecità (la più importante e più grave)
  • Sanguinamento oculare
  • Aumento della pressione dell’occhio (glaucoma)
  • Cataratta
  • Visione doppia
  • Infezione dell’occhio
  • In casi estremi, atrofia del bulbo oculare.

Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico?

In caso di presenza di sintomi visivi come fotopsie, miodesopsie o visione distorta, è consigliabile rivolgersi immediatamente ad un pronto soccorso oculistico e ad un medico specialista in oftalmologia, in quanto il distacco di retina è una condizione grave che richiede di essere trattata urgentemente, in caso contrario espone al rischio di danni permanenti alla vista.

Diagnosi

Il primo passo dell’iter diagnostico consiste in un’attenta anamnesi, incentrata sulla raccolta di informazioni quali:

  • natura dei sintomi percepiti
  • condizioni in cui sono comparsi
  • altre condizioni associate
  • eventuali traumi a livello oculare
  • presenza di patologie concomitanti che possano intaccare la funzionalità retinica
  • presenza di miopia ed eventualmente la sua gravità
  • pregressi interventi chirurgici.

Successivamente il paziente verrà sottoposto ad un esame obiettivo, accompagnato da esami strumentali per la conferma o meno della patologia:

  • Valutazione dell’acuità visiva: attraverso l’utilizzo di una tavola “ottotipica” si chiede al paziente di leggere delle lettere dell’alfabeto di dimensioni sempre inferiori per valutare la capacità visiva ed escludere o confermare la presenza di patologie della retina.
  • Esame del fundus oculi: esame che permette di osservare il fondo dell’occhio, cioè la retina e i suoi vasi e l’origine del nervo ottico. Questo esame viene effettuato con la pupilla in massima dilatazione e per mezzo di un oftalmoscopio, uno strumento che concentra un fascio di luce a livello retinico per studiarne i diversi punti e valutare la presenza di fessure o lacerazioni.
  • Esame con lampada a fessura: esame condotto con la pupilla dilatata e per mezzo di un microscopio e di un fascio di luce che viene convogliato verso il fondo dell’occhio e che permette di valutare la retina ed eventuali sue rotture.
  • Tomografia a coerenza ottica o OCT: esame che impiega un laser per ottenere immagini ad alta risoluzione della retina, così da poterne valutare patologie o interruzioni degli strati che la compongono.
  • Ecografia oculare: tecnica ecografica a contatto con il bulbo oculare che attraverso l’utilizzo degli ultrasuoni valuta patologie come il distacco di retina o del corpo vitreo, che a sua volta può causare il distacco di retina stesso.
  • Misura della pressione oculare (tonometria): per mezzo di un tonometro si spruzza un soffio d’aria sulla cornea del paziente per misurarne la pressione interna, che consente tra l’altro di valutare anche un’eventuale riduzione della turgidità del corpo vitreo che potrebbe essere la causa di un distacco posteriore del vitreo.
  • Angiografia con fluoresceina: nel corso di quest’esame viene iniettato un colorante nel braccio del paziente, il quale raggiungerà i vasi retinici e permetterà di valutare le anomalie della vascolarizzazione retinica (come nella retinopatia diabetica).

Cura ed intervento

Alla luce del rischio di perdita della visione cui va incontro il paziente non trattato precocemente, il distacco di retina rappresenta un’emergenza medica; è necessario intervenire in maniera rapida, entro 48 ore, perché se trattata in ritardo questa condizione può portare alla cecità permanente, soprattutto se il distacco interessa la zona di maggior acuità visiva, ovvero la macula.

L’approccio terapeutico cambia in base alla gravità del quadro clinico:

  • Trattamento laser (barrage) o criopessia: usato per le forme lievi, quando si ha soltanto un punto di rottura della retina, ma senza il distacco completo dello strato superficiale da quelli sottostanti. Grazie all’utilizzo del laser o di una sonda fredda si potrà favorire la cicatrizzazione delle aree intorno alla rottura così da impedire il passaggio di liquido attraverso la stessa e quindi il distacco.
  • Pneumoretinopessia: procedura utilizzata per le forme lievi e con minime rotture. Questo trattamento comporta l’iniezione di una bolla di gas all’interno del corpo vitreo, il quale gonfiandosi premerà sulla retina favorendo la risoluzione del distacco. È sempre associata a una fotocoagulazione che permette la cicatrizzazione delle lesioni e previene l’insorgenza di recidive.
  • Cerchiaggio della retina: intervento chirurgico eseguito dall’esterno dell’occhio per le forme più avanzate di distacco. Consiste nell’applicazione di una banderella di silicone attorno all’occhio, come una cintura, e nello stringerla in maniera tale da favorire l’aderenza tra la membrana retinica e le strutture sottostanti. Nel momento in cui il foro si acquatta, si può determinare la sua cicatrizzazione con l’uso del laser per impedire l’insorgenza di una recidiva.
  • Vitrectomia: intervento di microchirurgia che consiste nella rimozione del corpo vitreo e nella sua sostituzione con gas e olio di silicone in maniera temporanea. Con il tempo ci sarà un ripristino della camera vitrea da parte dei liquidi normalmente prodotti dall’occhio e si avrà il ristabilimento della normale aderenza tra gli strati della retina.

 

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Kanski – Oftalmologia clinica. Brad Bowling, C. Azzolini, S. Donati (a cura di). Ed. EDRA
  • Harrison – Principi Di Medicina Interna Vol. 1 (17 Ed. McGraw Hill)

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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