Disturbo ossessivo compulsivo (DOC): cause, sintomi e cura

Introduzione

Il disturbo ossessivo compulsivo, tipicamente abbreviato in DOC, è un disturbo del comportamento annoverato tra le prime 10 cause di disabilità nella fascia 15-44 anni dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Si tratta di un disturbo cronico, ossia a lungo decorso, spesso senza possibilità di guarigione definitiva né pericolo di morte a breve scadenza, in cui il soggetto affetto sviluppa pensieri (ossessioni) e/o comportamenti (compulsioni) incontrollabili e ricorrenti, che sente il bisogno di ripetere più e più volte.

Il DOC è un disturbo comune che colpisce adulti, adolescenti e bambini in tutto il mondo; le cause esatte sono tuttora sconosciute, ma è possibile che sia il risultato di combinazioni variabili dei più comuni fattori di rischio:

  • predisposizione genetica (familiarità),
  • alterazioni dell’anatomia e del funzionamento del cervello,
  • influenza ambientale (ad esempio traumi nell’infanzia).

Il disturbo ossessivo compulsivo viene in genere trattato con farmaci, psicoterapia o una combinazione delle due; sebbene la maggior parte dei pazienti risponda al trattamento, alcuni si trovano purtroppo a dover convivere con il disturbo.

Il disturbo ossessivo compulsivo è un’anomalia del comportamento caratterizzato dalla presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe, ad un livello tale da richiedere in genere molto tempo nella giornata del paziente, almeno 1 ora al giorno, e causando un impatto clinicamente significativo oppure disagi importanti nelle relazioni sociali e negli ambiti importanti di vita, come il lavoro, …

Cosa sono le ossessioni?

Pensieri, impulsi o immagini a carattere persistente e ricorrente percepiti come indesiderati e intrusivi e che nella maggior parte delle persone causano importanti disagi e stati d’ansia; il soggetto pertanto prova ad ignorare o sopprimere questi impulsi o pensieri o immagini con altri pensieri o azioni, vale a dire attuando una compulsione.

Donna che usa guanti e salvietta per spingere un carrello della spesa

iStock.com/Spiderplay

Cosa sono le compulsioni?

Le compulsioni sono:

  • Comportamenti ripetitivi come:
    • Lavarsi le mani
    • Riordinare
    • Controllare
  • Azioni mentali come:
    • ripetere parole mentalmente
    • contare
    • pregare

che il soggetto si sente obbligato ad effettuare in risposta ad un’ossessione o in virtù di regole che deve applicare rigidamente.

Tali compulsioni servono a prevenire o ridurre l’ansia e il disagio o alcune situazioni irrazionalmente temute. O, anche se sono situazioni potenzialmente verificabili, questi comportamenti o azioni mentali risultano comunque essere eccessivi.

Cause e diffusione

Si distinguono tre forme:

  • Ossessive pure
  • Con prevalenti compulsioni
  • Ossessivo-compulsive (75% dei casi)

La prevalenza nella popolazione generale è 1-3%, mentre si rilevano differenze nella diffusione tra i due sessi:

  • è maggiormente presente nelle donne in età adulta,
  • negli uomini nell’infanzia.

La causa esatta è ad oggi sconosciuta, ma l’opinione attualmente più condivisa è che possa essere il risultato di una combinazione di tre diversi fattori di rischio:

  • Familiarità: esiste una storia di familiarità positiva nel 10-30% dei casi per parenti di primo grado con DOC. Globalmente la componente genetica, da studi effettuati su gemelli, sembra avere un peso tra il 26 e il 33%.
  • Eventi di natura traumatica o stressante, tra cui ad esempio una storia di abusi sessuali e fisici nell’infanzia (fattori ambientiali)
  • Alterazioni cerebrali biochimiche e/o fisiologiche.

Sintomi

I pazienti affetti da disturbo ossessivo compulsivo possono sviluppare:

  • ossessioni, ossia pensieri e proiezioni mentali ripetute che causano ansia, come ad esempio
    • terrore di germi e contaminazioni,
    • pensieri culturalmente proibiti o tabù indesiderati che riguardano sesso, religione o violenze,
    • idee di comportamenti aggressivi verso gli altri o se stessi,
    • necessità del rispetto di canoni di simmetria e di ordine perfetto nell’ambiente circostante;
  • compulsioni, ovvero comportamenti ripetitivi che il soggetto sente l’irrefrenabile bisogno di compiere in risposta ad un pensiero ossessivo:
    • pulizia eccessiva (ad esempio in forma di lavaggio delle mani),
    • ordinare e sistemare oggetti,
    • controlli ripetuti (ad esempio di aver chiuso la porta, spento i fornelli, …),
    • conteggio compulsivo.

I sottotipi più frequenti di ossessioni e compulsioni, presenti isolatamente o variamente associati sono:

  • Washers: maggiormente presente nel sesso femminile, si hanno idee e pensieri ricorrenti di contaminazione associati a compulsioni di pulizia
  • Checkers: idee e pensieri ricorrenti di non aver eseguito correttamente compiti di vita quotidiana con compulsioni di controllo
  • Ossessioni di simmetria e rituali di ordine, ripetizione e conta: sono maggiormente presenti nel sesso maschile
  • Idee e pensieri ricorrenti dubitativi su tematiche esistenziali, etiche e religiose.
Ossessioni di ordine

Ossessioni di ordine (iStock.com/AndreyPopov)

È molto importante sottolineare che chiunque si trova a controllare, magari anche più di una volta, una qualche situazione, ma non per questo significa necessariamente essere affetti da DOC; il paziente colpito generalmente

  • è incapace di porre un freno ai proprio pensieri/comportamenti, anche se consapevolmente ritenuti eccessivi,
  • dedica almeno 1 ora al giorno a questi pensieri/comportamenti,
  • non prova piacere quando compie questi comportamenti o rituali, al più un fugace sollievo dall’ansia,
  • queste condizioni hanno un impatto significativo sulla sua qualità di vita.

In alcuni casi è possibile infine osservare lo sviluppo di tic, ossia

  • movimenti improvvisi, incontrollabili, brevi e ripetitivi, come sbattere le palpebre e altri movimenti oculari, smorfie facciali, scrollare le spalle e scuotere la testa o le spalle,
  • produzione di suoni ripetitivi (tic vocali, come schiarirsi la gola, inspirare rumorosamente con il naso, grugniti, …).

I sintomi possono avere andamento intermittente, cioè andare e venire, attenuarsi nel tempo o peggiorare.

Le persone con disturbo ossessivo compulsivo possono cercare di aiutare se stesse evitando le situazioni che innescano le loro ossessioni, oppure cadere in trappole sociali come la dipendenza da alcolici ed altre sostanze d’abuso per trovare sollievo dall’ansia delle ricorrenti ossessioni.

Complicanze

Sono molto frequenti altre comorbilità psichiche che si aggiungono al disturbo ossessivo compulsivo; tra i più comuni si trovano

Diagnosi

La diagnosi è in ogni caso clinica, formulata a seguito dell’osservazione della presenza dei sintomi caratteristici, a patto che questi non siano legati agli effetti di sostanze d’abuso, droghe o farmaci o altra condizione medica.

Una volta diagnosticato il disturbo ossessivo compulsivo occorre stabilire l’insight del paziente, vale a dire la sua consapevolezza nei confronti del disturbo stesso; sebbene la maggior parte degli adulti con disturbo ossessivo compulsivo riconosca che un certo comportamento sia privo di senso, questo non è generalizzabile, e soprattutto la maggior parte dei bambini potrebbe non rendersi conto delle anomalie (è comune che i primi dubbi nascano dall’osservazione diretta di genitori e/o insegnanti).

In altre parole il DOC può essere presente

  • Con insight buono: il paziente riconosce che le condizioni che determinano il suo disturbo ossessivo compulsivo sono effettivamente infondate;
  • Con insight sufficiente: il paziente riconosce che le condizioni che determinano il suo disturbo ossessivo compulsivo possono essere o possono non essere vere;
  • Con insight scarso: il paziente pensa che le convinzioni che determinano il suo disturbo ossessivo compulsivo siano probabilmente vere;
  • Con insight assente/ convinzioni deliranti: il paziente è convinto che le convinzioni che determinano il suo disturbo ossessivo compulsivo siano vere.

Occorre poi precisare se tale DOC sia o meno associato a disturbo da tic.

Diagnosi differenziale

Esistono molte patologie psichiche che possono mimare un quadro di disturbo ossessivo compulsivo e che quindi devono essere escluse in corso di diagnosi, tra le più importanti si annoverano:

  • Schizofrenia
  • Disturbo di Tourette (per i tic vocali)
  • Disturbi d’ansia
  • Uso di amfetamine
  • Fobia sociale
  • Fobia specifica
  • Tutti i disturbi in cui si riscontrino manifestazioni ossessive o compulsive (ipocondria, disturbi dell’alimentazione, parafilia, …).

Si può guarire? Prognosi del DOC

Le terapie disponibili spesso permettono una significativa riduzione dei sintomi del disturbo ossessivo compulsivo e ad un aumento della qualità di vita, tuttavia i sintomi potrebbero persistere a livelli moderati anche dopo cicli di trattamento adeguati (periodi completamente privi di ossessioni/compulsioni sono purtroppo rari).

Nei casi di disturbo ossessivo compulsivo pediatrico circa il 40% dei pazienti manifesta ancora sintomi in età adulta.

 

Cura

La terapia di prima linea è farmacologica e i farmaci di elezione sono i SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) in dosi in genere maggiori rispetto a quelle usate per la depressione o qualsiasi altro disturbo psichiatrico; sono usati in monoterapia o in associazione in dipendenza della natura e gravità dei sintomi. Tra i più efficaci:

  • Fluoxetina
  • Fluvoxamina
  • Sertralina
  • Paroxetina
  • Citalopram

La risposta al trattamento, come per tutti i farmaci SSRI, è lenta; sono necessarie almeno 8-12 settimane prima di iniziare a vedere qualche effetto (e prima di decretare l’eventuale inefficacia terapeutica).

In caso di fallimento con SSRI si può passare ad un altro SSRI o continuare con lo stesso e associarne un altro; molto utile in tal caso può essere la Clomipramina, antidepressivo triciclico efficace ma considerato di seconda scelta per via degli effetti collaterali non trascurabili.

Accanto alla terapia farmacologica occorre impostare un percorso di psicoterapia, in particolar modo un approccio cognitivo – comportamentale basato su:

  • Esposizione in vivo: si chiede al paziente di mettersi nella condizione temuta più volte al giorno, cercando così di andare a provocare il fenomeno dell’abitudine: vale a dire cercare di desensibilizzare la risposta acquisita
  • Prevenzione della risposta: si chiede al paziente di non attuare la compulsione e tollerare la reazione emotiva che ne ritorna al fine di ottenere l’estinzione della compulsione.

Una terapia riservata solo a casi selezionati, come ultima ratio, è la stimolazione magnetica transcranica. È una tecnica non invasiva di stimolazione elettromagnetica del tessuto cerebrale, ma indolore (non è in alcun modo in relazione con la terapia elettroconvulsivante nota come elettroshock).

Prevenzione

Come nella maggioranza delle patologie psichiche, non è purtroppo possibile parlare realisticamente di prevenzione, anche considerando che la predisposizione genetica svolge un ruolo importante (si stima del 33%). Nel limite delle nostre capacità dovremmo sforzarci di evitare situazioni stressanti ed eventi di natura traumatica, anche se questi sono eventi imprevedibili dai quali è difficile proteggersi.

Fonti e bibliografia

 

A cura del dr Mirko Fortuna

Articoli ed approfondimenti

Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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