Emotorace: cause, sintomi, pericoli e cura

Che cos’è un emotorace?

L’emotorace è una condizione medica caratterizzata dall’accumulo di sangue nello spazio pleurico, ovvero lo spazio compreso tra i due foglietti che avvolgono i polmoni (pleura parietale e viscerale).

Semplificazione schematica dell'emotorace

Questa condizione può verificarsi per diverse ragioni, tra cui:

  • Trauma toracico (la causa più comune)
  • Complicanze di procedure mediche
  • Tumori
  • Disturbi della coagulazione.

I sintomi comprendono:

Il trattamento dipende dalla gravità e può variare dal semplice monitoraggio (vigile attesa) a procedure chirurgiche più o meno invasive, come la toracentesi o il posizionamento di un drenaggio toracico.

Richiami di anatomia

I polmoni sono avvolti da membrane strettamente adiacenti, utili a consentire lo scivolamento degli organi sulle strutture anatomiche adiacenti durante l’espansione che si verifica con la respirazione.

Nella maggior parte delle persone sane questi due strati sono separati solo da una piccola quantità di liquido pleurico, che funge da lubrificante.

In caso di specifiche malattie lo spazio tra queste due membrane (cavità pleurica) subisce un progressivo accumulo di liquido (versamento pleurico); a seconda della natura del liquido accumulato il medico si trova di fronte:

  • siero: idrotorace
  • pus: piotorace
  • sangue: emotorace
  • urina: urinotorace (poche decine di casi descritte in tutta la letteratura).

Perché si forma l’emotorace?

Le cause dell’emotorace sono varie e possono essere classificate in traumatiche e non traumatiche:

  • Cause traumatiche: L’emotorace è spesso causato da un trauma al torace.
    • Trauma toracico chiuso (l’emotorace si verifica tipicamente quando la frattura della costola danneggia i vasi sanguigni)
      • Incidenti stradali
      • Cadute da altezze elevate
      • Lesioni da schiacciamento
      • Traumi sportivi
    • Trauma toracico penetrante (l’emotorace si verifica a causa di lesioni che colpiscono direttamente i vasi sanguigni nella parete toracica)
      • Ferite da arma da taglio
      • Ferite da arma da fuoco
  • Cause non traumatiche (Seppure meno comuni, gli emotoraci possono verificarsi spontaneamente, soprattutto come complicanza di alcune forme di cancro quando questo invade lo spazio pleurico.)
    • Iatrogene:
      • Complicanze di procedure mediche (Tecnicamente potrebbe essere considerata di origine traumatica, come nel caso di  toracentesi, biopsia polmonare, posizionamento di catetere venoso centrale)
      • Effetti collaterali di terapie anticoagulanti
    • Neoplastiche:
    • Vascolari:
    • Coagulopatie (queste condizioni possono favorire lo sviluppo di emotorace anche in caso di traumi minori, procedure chirurgiche, …)
    • Infezioni:

È importante notare che in alcuni casi l’emotorace può essere il risultato di una combinazione di fattori.

Ad esempio, un paziente con una coagulopatia potrebbe sviluppare un emotorace anche in seguito a un trauma minore che normalmente non causerebbe questa complicanza.

Patogenesi

L’emotorace si verifica quando il sangue entra nella cavità pleurica, lo spazio intorno ai polmoni. Questo causa diversi problemi:

  1. Interferenza respiratoria: Il sangue accumulato ostacola l’espansione dei polmoni, rendendo difficile la respirazione.
  2. Perdita di sangue circolante: Il sangue intrappolato nella cavità pleurica non è più disponibile per circolare nel corpo,
  3. Risposta del corpo: Per compensare la perdita di sangue, il cuore batte più velocemente e i vasi sanguigni nelle estremità si restringono. Questo può causare una frequenza cardiaca elevata e mani e piedi freddi.
  4. Complicazioni a lungo termine: Se non rimosso, il sangue può coagularsi, causando cicatrici (fibrotorace). Può anche irritare la pleura, provocando ulteriore accumulo di liquido.
  5. Effetti sul liquido pleurico: La scomposizione del coagulo aumenta la concentrazione proteica nel liquido pleurico, attirando più liquido dai tessuti circostanti.

Sintomi

Il quadro clinico del paziente è variabile in base allo stato di salute generale e alla quantità di sangue accumulato. Tra i sintomi più comuni si annoverano ad esempio:

  • Dispnea (difficoltà respiratoria):
    • Può variare da lieve a grave
    • Spesso peggiora con l’attività fisica o in posizione sdraiata
    • È causata dalla compressione del polmone da parte del sangue accumulato
  • Dolore toracico: Solitamente localizzato sul lato interessato, può essere acuto o sordo, ma spesso si intensifica durante l’inspirazione profonda o la tosse
  • Tachicardia (battito cardiaco accelerato): È una risposta compensatoria del corpo alla perdita di sangue
  • Ipotensione (pressione sanguigna bassa): Si verifica nei casi di emotorace massivo o rapida perdita di sangue e può causare  a sua volta
  • Tosse:
    • Può essere secca o produttiva
    • In rari casi, può esserci emottisi (tosse con sangue) se c’è una lesione polmonare associata
  • Diminuzione dei suoni respiratori: All’auscultazione, si nota una riduzione dei suoni respiratori sul lato interessato
  • Ansia e agitazione: Spesso presenti, soprattutto nei casi acuti o gravi

È importante notare che in alcuni casi, specialmente negli emotorace di piccola entità, i sintomi possono essere lievi o addirittura assenti. Inoltre, in caso di trauma, i sintomi dell’emotorace possono essere mascherati o confusi con quelli di altre lesioni concomitanti.

Complicazioni e prognosi

Le complicazioni e la prognosi dell’emotorace possono variare significativamente in base alla gravità, alla causa sottostante e alla tempestività del trattamento.

Tra le possibili complicazioni le più comuni riguardano lo sviluppo di:

  • Empiema: Infezione del sangue accumulato nella cavità pleurica che può portare a sepsi se non trattato adeguatamente
  • Fibrotorace: Formazione di tessuto cicatriziale nella pleura, che può causare restrizione polmonare permanente
  • Shock ipovolemico: Si verifica nei casi di emotorace massivo con perdita significativa di sangue.

In generale, con un trattamento appropriato e tempestivo, la maggior parte dei pazienti con emotorace ha una buona prognosi. Tuttavia, alcuni possono sperimentare deficit funzionali residui, soprattutto in caso di complicanze come il fibrotorace.

Diagnosi

L’emotorace viene sospettato clinicamente, ovvero mediante l’osservazione di sintomi e rilievi fisici; la diagnosi trova in genere conferma mediante esami strumentali:

  • Eco-FAST,
  • radiografia del torace
  • e, in casi più complessi, sulla TC toracica.

Cura

La strategia di trattamento dipende da diversi fattori, ma si valuta innanzitutto la gravità: in caso di accumulo minimo di sangue si può optare per un approccio conservativo, tenendo il paziente sotto stretta osservazione e effettuando radiografie regolari per monitorare la situazione (il sangue di solito si riassorbe nel corso di diverse settimane).

Tuttavia, nella maggior parte dei casi e specialmente quando l’emotorace è moderato o grave, si interviene in modo più diretto. Il primo passo è solitamente il posizionamento di un tubo toracico. Questa procedura permette non solo di drenare il sangue accumulato, ma dà anche un’idea della quantità di sanguinamento in corso.

In alcune situazioni, si può scegliere di eseguire una toracentesi (intervento che consente l’aspirazione del sangue accumulato), soprattutto se l’emotorace è di dimensioni ridotte o se serve un campione per scopi diagnostici.

Ci sono casi in cui il drenaggio non è sufficiente. Se il sanguinamento persiste o se il paziente è instabile, potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia.

La toracotomia permette di accedere direttamente alla cavità toracica per controllare il sanguinamento e riparare eventuali danni.

Negli ultimi anni, si è fatto sempre più affidamento sulla videotoracoscopia, una tecnica mini-invasiva che consente di gestire emotorace coagulati o persistenti con minor trauma per il paziente.

Naturalmente, non ci si limita solo a trattare l’accumulo di sangue. Si prende in cura il paziente nel suo complesso, fornendo ossigeno quando necessario, gestendo i fluidi e, se la perdita di sangue è significativa, effettuando trasfusioni (in alcuni pazienti è possibile procedere ad auto-trasfusioni, recuperando il sangue estratto dall’accumulo).

E, naturalmente, si gestisce attentamente il dolore per assicurare che il paziente possa respirare efficacemente.

Convalescenza e recupero

Dopo il trattamento iniziale, si mantiene un’attenta sorveglianza. Si segue il paziente con radiografie regolari e si controlla la funzionalità polmonare, sempre attenti a eventuali complicanze a lungo termine.

La fisioterapia respiratoria gioca poi un ruolo cruciale nella fase successiva, di convalescenza, aiutando a prevenire complicanze polmonari.

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.