Fimosi serrata e non serrata: cause, pericoli e cura

Introduzione

La fimosi è una condizione in cui il prepuzio, l’involucro cutaneo che riveste il glande, ossia l’estremità conica del pene, risulta particolarmente ristretto; questa anomalia, comune soprattutto nei neonati o nei ragazzi giovani, ha come principale conseguenza che la pelle sia quindi difficilmente retraibile, con ripercussioni sulla minzione (aumenta infatti il rischio di infezioni urinarie) e sulla normale attività sessuale del paziente affetto.

A seconda della gravità è possibile distinguere la fimosi serrata, in cui la retrazione è impossibile, dalla fimosi non serrata, in cui è praticabile una retrazione solo parziale.

Generalmente il trattamento definitivo di questa condizione prevede l’esecuzione di un intervento di “circoncisione”, tramite cui la cute prepuziale viene rimossa in maniera totale o parziale, ma soprattutto quando diagnosticato in giovane età è auspicabile una vigile attesa, coadiuvata da delicate manovre atte a favorire l’aumento di elasticità della pelle o, in altri casi selezionati, attuando un trattamento conservativo a base di creme corticosteroidee (da applicare 2\3 volte al giorno per un massimo di 3 mesi), applicate con lo stesso scopo.

Classificazione e cause

È possibile classificare la fimosi come:

  • Congenita: l’anomalia è presente fin dalla nascita ed è chiaramente visibile fin dai primi anni di vita; la fimosi rende difficoltosa la retrazione del prepuzio (tuttavia è importante considerare che questo fenomeno può essere normale nei bambini molto piccoli; si riscontra infatti nell’80% dei lattanti a 6 mesi, nel 10% dei bambini fino a 3 anni, nell’1% dei pazienti fino a 5 anni e dopo questa età il prepuzio si separa ancora spontaneamente dal glande in circa il 90% dei casi), se tuttavia la fimosi si associa a disturbi minzionali se ne richiede la correzione precoce tramite intervento di circoncisione (in alternativa è possibile attendere anche 2\3 anni);
  • Acquisita: la fimosi si manifesta in età adulta come conseguenza di patologie infettive (fungine o batteriche) che colpiscono il prepuzio o il glande (balanopostite) o dopo malattie infiammatorie croniche come il lichen sclero-atrofico (patologia che colpisce specialmente la cute e le mucose dei genitali maschili e femminili, causando sclerosi, atrofia e ulcerazione dei tessuti coinvolti, con conseguente comparsa di esiti cicatriziali).

È poi possibile operare una classificazione in base alla gravità del quadro clinico:

  • Fimosi serrata: la retrazione della cute in corrispondenza del glande è del tutto impossibile;
  • Fimosi parziale (o subcritica): la retrazione della cute in corrispondenza del glande è attuabile parzialmente.

Strettamente correlata è la cosiddetta parafimosi, un’emergenza medica che richiede trattamento immediato; in questo caso sussiste l’impossibilità di ricoprire il glande attraverso il prepuzio una volta che questo è stato retratto ( può avvenire, per esempio, in seguito all’attuazione di procedure di cateterizzazione o dopo pulizia del pene nel bambino); in virtù di questa anomalia il glande si gonfia “intrappolando” il prepuzio retratto e la regione appare edematosa e dolorante, per cui è necessario un intervento tempestivo di correzione chirurgica.

Alcuni Autori operano infine un’ulteriore classificazione in base all’esito della manovra di scorrimento e alle conseguenze rilevate nel quotidiano:

  • Lieve: durante la manovra di scopertura dell’estremità del pene è possibile esporre tutto il glande, nonostante la mobilizzazione possa causare dolore o fastidio nel paziente;
  • Moderata: durante la manovra di scopertura del pene è possibile esporre il meato uretrale esterno soltanto parzialmente; l’igiene intima risulta essere compromessa;
  • Grave: il meato uretrale esterno non può essere esposto tramite manovra di scopertura del pene e il paziente non è in grado di curare al meglio la propria igiene intima, per cui risulta maggiormente predisposto all’insorgenza di eventuali infezioni delle vie urinarie.

Negli adulti la fimosi può essere occasionalmente associata a infezioni a trasmissione sessuale o a malattie dermatologiche quali:

Sintomi

I sintomi riconducibili a questa patologia sono variabili e strettamente correlati alla gravità del quadro clinico e alla causa sottostante; il paziente può lamentare

  • Rossore, gonfiore, prurito o bruciore, in corrispondenza del glande e del prepuzio (specialmente in caso di infiammazione);
  • Difficoltà durante i rapporti sessuali;
  • Sviluppo di ragadi (piccole ulcerazioni) talvolta sanguinanti, se la condizione si sviluppa come conseguenza di piccoli traumi a livello del pene;
  • Pallore regionale e perdita di elasticità a livello del prepuzio (specialmente in caso di lichen sclero-atrofico);
  • Difficoltà nella minzione (nelle forme più gravi di malattia).

Diagnosi

È possibile diagnosticare la fimosi attraverso una visita medica, attestando l’impossibilità di retrarre il prepuzio esponendo il glande, durante la manovra di scopertura; se il prepuzio può essere retratto, è possibile osservare il caratteristico aspetto del pene “a forma di clessidra” (perché retraendo il prepuzio sul glande l’organo appare ristretto dalla strozzatura cutanea esercitata su di esso).

La fase di anamnesi (raccolta di informazioni relative alla storia clinica) in caso di pazienti pediatrici è condotta con l’ausilio dei genitori.

Rimedi e cura

La maggior parte dei bambini non circoncisi mostra un prepuzio che non è in grado di ritrarsi perché ancora legato al glande, questo è un fenomeno considerato assolutamente normale fino ai 6 anni (verso i 2 anni il prepuzio dovrebbe iniziare a separarsi naturalmente dal glande); alcuni ragazzi possono necessitare di ulteriore tempo, senza che questo possa essere considerato un problema, anche dopo questa età si raccomanda di fare periodicamente il punto della situazione con il pediatra di riferimento

Si raccomanda di non tentare mai manovre traumatiche di retrazione, perché oltre ad essere particolarmente doloroso potrebbe causare pericolose conseguenze.

Soprattutto nel caso di ragazzi più grandi, ma ancora di più nei pazienti adulti con fimosi acquisita, è possibile tentare l’attuazione di un regime di terapia conservativo, avvalendosi principalmente dell’uso di betametasone (applicato localmente sotto forma di crema per due volte al giorno per un mese); questo farmaco agisce esercitando un’azione antinfiammatoria e favorendo il ripristino della corretta elasticità cutanea (durante l’applicazione della crema può essere importante esercitare, sotto consiglio medico, una manovra di stretching del prepuzio, tramite cui questo lembo di pelle viene fatto scorrere delicatamente sul glande).

Nel caso in cui questo approccio non si rivelasse efficace o in seguito a recidiva l’unica alternativa è rappresentata dall’intervento chirurgico di circoncisione (il prepuzio viene rimosso totalmente) o plastica del prepuzio (al termine dell’intervento il glande risulterà coperto dal prepuzio per il 50% o oltre); l’intervento è praticato in day-surgery e i tempi di recupero sono piuttosto brevi (nella maggior parte dei casi il paziente viene dimesso dopo circa 2 ore dal risveglio in sala operatoria).

Le complicanze più frequentemente correlate a questo tipo di intervento, sono:

  • Dolore
  • Difficoltà nell’urinare
  • Gonfiore locale
  • Sanguinamento
  • Sviluppo di infezioni e aderenze (solitamente a distanza di tempo).

Prevenzione

È molto importante praticare una corretta igiene dei genitali per ridurre il rischio di infiammazioni, infezioni o aderenze; inoltre, nei primi tre anni di vita, è fondamentale mantenere pulita la regione peniena, senza forzare la retrazione del prepuzio (la fimosi può essere la complicazione di un’insufficiente igiene intima, soprattutto a causa dell’accumulo di smegma, una secrezione biancastra prodotta dal glande e dal prepuzio che può favorire lo sviluppo di infezioni e processi infiammatori).

 

A cura della Dott.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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