Introduzione

Per gastroenterite si intende un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino; in genere riconosce come causa un’agente infettivo, tipicamente un virus.

Il presente articolo riguarda le gastroenteriti acute, di cui fanno parte anche le cosiddette “influenze intestinali”, il cui decorso è in genere di pochi giorni e, comunque, non più di due settimane.

La gastroenterite virale è la seconda malattia più comune negli Stati Uniti e la causa è spesso un’infezione da norovirus. Si diffonde attraverso cibo o l’acqua contaminata, ma anche attraverso il contatto con una persona infetta. La migliore prevenzione è un’accurata e frequente igiene delle mani.

I sintomi della gastroenterite includono

La maggior parte delle persone si riprende completamente senza necessità di trattamento e la complicazione più comune è la disidratazione, che si verifica quando le perdite di liquidi causate da diarrea e/o vomito non vengono compensate da un’adeguata reintroduzione di acqua e sali minerali.

La disidratazione è più comune nei neonati, nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone con sistemi immunitari indeboliti.

Uomo colpito da gastroenterite che si tocca la pancia

iStock.com/dragana991

Cause

Anche in condizioni di normalità, l’intestino non è sterile: il tenue contiene piccole quantità di microrganismi, il cui numero aumenta fino a giungere nel colon a proporzioni considerevoli (flora microbica intestinale).

La proliferazione eccessiva della fisiologica flora intestinale, o più spesso l’ingresso di microrganismi patogeni, può determinare un diffuso processo infiammatorio a carico della mucosa, specialmente a livello del colon.

In seguito a un’incompleta digestione di alimenti, quest’ultimi giungono al colon ancora indigeriti, fungendo da ottimo terreno di crescita per i batteri saprofiti, potendo determinare una colite acuta.

Per quanto riguarda, invece, le forme infettive, la trasmissione avviene per via oro-fecale, mediante l’ingestione di alimenti o acque infetti, oppure attraverso un contagio interumano (per esempio attraverso le minuscole goccioline di saliva emesse mentre si parla, ma soprattutto per contatti con vomito e diarrea di soggetti infetti).

I microrganismi in grado di provocare gastroenterite possono essere

  • virus (la causa più comune),
  • batteri
  • e raramente anche parassiti.

Tra i virus, quelli più frequentemente implicati sono:

  • rotavirus, che si manifesta in prevalenza durante la stagione invernale in soggetti di 6-24 mesi di età ed ha decorso sporadico e non epidemico;
  • norovirus, che interessa i soggetti in età scolare e gli adulti ed è responsabile di epidemie soprattutto in inverno;
  • adenovirus, che può causare infezioni anche in altri apparati (respiratorio, genito-urinario e all’occhio);
  • virus di Norwalk, che colpisce sia adulti che bambini, non ha andamento stagionale e si manifesta solitamente in epidemie.

Il meccanismo attraverso il quale i virus provocano gastroenterite non risulta ancor oggi chiarito, ma pare che alla base vi sia un danno alle cellule della mucosa intestinale deputate all’assorbimento di acqua e sale, con conseguente formazione di feci acquose.

I batteri, dal canto loro, danno luogo a gastroenteriti:

  • producendo tossine che incrementano la secrezione di acqua e di elettroliti all’interno del lume intestinale (colera, Escherichia coli, Clostridium difficile)
  • danneggiando le cellule intestinali, provocando ulcere sanguinanti e una fuoriuscita di acqua, proteine, elettroliti e globuli bianchi (alcuni ceppi di Escherichia coli, Campylobacter, Shigella, Salmonella). Le feci possono contenere muco e sangue visibile.

Le fonti di contagio possono essere diverse, in particolare:

  • le salmonelle si trovano nelle uova, nel pollame poco cotto, nel latte non pastorizzato e si possono trasmettere anche mediante il contatto con rettili, volatili, anfibi;
  • il Campylobacter si ritrova nel pollame poco cotto, nel latte non pastorizzato ed è possibile il contagio attraverso le feci di cani e di gatti infetti;
  • le Shigelle sono trasmesse principalmente mediante il contatto umano (soprattutto nelle strutture ospedaliere e di assistenza sanitaria), ma è stata riscontrata anche una trasmissione con gli alimenti;
  • il Clostridium difficile insorge quasi sempre in seguito a trattamento antibiotico e causa una gastroenterite piuttosto grave. Gli antibiotici, uccidendo anche i normali batteri saprofiti della flora intestinale, seleziona i ceppi di Clostridium, che crescono al loro posto;
  • escherichia coli enteroemorragico si riscontra nella carne di manzo poco cotta, nel latte non pastorizzato e nell’acqua contaminata;
  • escherichia coli enterotossigeno è la principale causa di diarrea del viaggiatore.

Più rara è la gastroenterite da parassiti, tra cui la giardiasi. La Giardia intestinalis, oltre alla manifestazione acuta, può cronicizzare, impedendo l’assorbimento di diverse sostanze nutritive e dando così origine a una sindrome da malassorbimento. Si trasmette con le acque contaminate ed è resistente ai trattamenti di disinfezione con il cloro.

Sintomi

Le gastroenteriti di origine virale presentano un breve periodo di incubazione (24-72 ore) e un esordio brusco con vomito e diarrea. Le feci sono in genere giallognole e prive di muco e sangue.

Può esserci anche una febbre moderata, mentre il vomito può essere talvolta assente.

I bambini colpiti da adenovirus, inoltre, possono manifestare, oltre a ciò, sintomi respiratori.

La gravità e il tipo dei sintomi possono variare in base al tipo e alla quantità di microrganismo e a seconda della condizione individuale. I sintomi comprendono:

  • diarrea,
  • dolori addominali diffusi, continui o intermittenti, in genere crampiformi,
  • nausea e vomito,
  • perdita dell’appetito,
  • febbre,
  • meteorismo,
  • borborigmi,
  • in caso di interessamento rettale, tenesmo, ovvero la sensazione dolorosa di dover defecare, non seguita da evacuazione di feci,
  • malessere generale,
  • alcuni batteri, come abbiamo visto, causano perdita di muco e sangue con le feci.

Nei casi più gravi, può essere presente marcata disidratazione, dovuta alla perdita di liquidi con le feci, che si può manifestare con:

  • abnorme senso di sete,
  • pelle secca, con ridotto turgore cutaneo (se la cute viene sollevata, si rilascia meno rapidamente del normale),
  • bocca asciutta,
  • lingua secca e impaniata,
  • occhi cerchiati,
  • stanchezza,
  • ridotta produzione di urine, che appaiono più scure,
  • ipotensione, che si manifesta con capogiri e svenimenti,
  • tachicardia,
  • shock e insufficienza renale,

Nei neonati e nei bambini, ulteriori segni di disidratazione sono:

  • pianto senza lacrime,
  • occhi chiusi,
  • fontanella infossata.

La disidratazione è particolarmente pericolosa per i bambini e per gli anziani.

Con il vomito e la diarrea possono inoltre venire persa una quantità eccessiva di potassio e di sodio.

Complicazioni

Il decorso è in genere favorevole, con guarigione spontanea in pochi giorni.

Il 5-7% dei bambini che vanno incontro a un’infezione intestinale da Escherichia coli possono sviluppare la sindrome emolitico-uremica, che comporta sanguinamenti a livello intestinale e urinario, diuresi ridotta, anemia emolitica, piastrinopenia e insufficienza renale acuta. Tale sindrome è gravata da una mortalità del 5-10%.

Diagnosi

La diagnosi di gastroenterite è piuttosto agevole in base ai sintomi e all’anamnesi:

  • storia di contagio alimentare,
  • viaggi all’estero
  • o casi analoghi nell’ambiente in cui si vive.

Non sempre si rende necessaria la ricerca del microrganismo responsabile di gastroenterite, dal momento che il più delle volte risulta sufficiente somministrare una terapia in base ai sintomi, e non alla causa.

Tuttavia, se la sintomatologia dura più di 48 ore, possono essere raccolti campioni di feci per la ricerca colturale dell’agente causale.

Dieta e cura

Il trattamento è puramente sintomatico e si fonda sulla reidratazione, che potrà avvenire per via orale o, nei casi più gravi che richiedono l’ospedalizzazione, per via endovenosa.

In presenza di vomito è consigliabile bere a piccoli sorsi e di frequente, in quanto grosse quantità d’acqua stimolano il riflesso del vomito.

Nei bambini con gastroenterite l’acqua priva di elettroliti non viene assorbita, pertanto si rende opportuna l’assunzione di reidratanti orali con l’aggiunta di sali minerali, reperibili in farmacia. In caso di lattanti, non bisogna interrompere l’allattamento al seno o artificiale.

Evitare

  • bevande gassate,
  • tè,
  • succhi di frutta,
  • bevande zuccherate o contenenti caffeina.

Al migliorare dei sintomi, sarà possibile introdurre gradualmente una dieta leggera.

Evitare inoltre

  • latte e prodotti caseari, in quanto contengono lattosio, zucchero in grado di peggiorare la diarrea,
  • cibi grassi,
  • cibi e bevande contenenti zuccheri,
  • caffè,
  • alcolici.

Poiché che gli antibiotici possono essere causa di diarrea e selezionare batteri resistenti, vengono assunti solo in casi limitati anche quando la gastroenterite è di origine batterica.

Prevenzione

Si basa essenzialmente sulle normali misure igieniche personali e alimentari.

Il modo migliore per prevenire la gastroenterite è lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone dopo la defecazione, ma si consiglia anche di:

  • evitare la condivisione di asciugamani, posate e altri utensili,
  • lavarsi bene le mani prima di mangiare,
  • in caso di bambino con gastroenterite, lavarsi le mani dopo aver cambiato il pannolino e disinfettare il fasciatoio e gli oggetti utilizzati,
  • evitare gli alimenti poco cotti,
  • non lasciare il cibo fuori dal frigorifero troppo a lungo,
  • durante i viaggi si raccomanda di evitare di consumare alimenti e bevande acquistati presso venditori ambulanti o ristoranti di cui non si conosce il livello di igiene,
  • per prevenire la temibile diarrea da Clostridum, gli antibiotici vanno assunti solo quando necessari e non in corso di affezioni virali.

Fonte principale:

A cura della Dottoressa Giovanna Celia

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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