Glossite (infiammazione della lingua): cause, sintomi e rimedi

Introduzione

Il termine glossite indica un quadro infiammatorio che coinvolge la lingua e che conduce ad una sua modificazione morfologica ben evidenziabile ad una semplice osservazione.

Tale quadro infiammatorio potrà avere un decorso acuto, subacuto o cronico, a seconda della velocità di insorgenza dei sintomi e del tempo di persistenza del relativo quadro clinico.

La glossite è caratterizzata da alcuni sintomi e segni specifici che interessano la lingua nella sua interezza, la quale viene ad assumere alcune caratteristiche peculiari come:

  • Ispessimento
  • Arrossamento, o altra variazione di colore (ad esempio rossa nel caso della scarlattina o pallida nel caso dell’anemia perniciosa)
  • Desquamazione
  • Atrofia (diminuzione di volume e/o di peso).

Le manifestazioni visibili sono tipicamente accompagnati da fastidi più o meno severi avvertiti dal paziente e che possono talora estendersi al resto del cavo orale, quali

L’infiammazione della lingua è una condizione patologica relativamente comune, le cui cause spaziano da piccoli traumi banali e temporanei (cibi troppo caldi o freddi, troppo piccanti e speziati) ad insulti cronici (fumo e alcool), da patologie odontoiatriche quali denti scheggiati e protesi imperfette a carenze alimentari, fino ovviamente a comprendere numerose patologie di varia gravità.

Glossite

Getty/PansLaos

La glossite non rappresenta un disturbo di grave entità e spesso sopraggiunge una guarigione spontanea entro pochi giorni dall’inizio dei sintomi. La diagnosi è agevole sulla base dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, con osservazione diretta della lingua da parte di un medico esperto.

In caso di cronicizzazione del processo infiammatorio potrebbero essere necessarie indagini di II livello, come esami del sangue specifici per risalire ad un’eventuale patologia sottostante che, anche se ancora misconosciuta, ha mostrato i primi sintomi di sé attraverso un coinvolgimento infiammatorio della lingua.

La cura per la glossite trova sollievo da una terapia sintomatica, che permetta cioè di alleviare i sintomi più fastidiosi, ma quando conseguenza di una patologia a monte non può prescindere dalla risoluzione di quest’ultima.

Possono essere di sollievo alcuni accorgimenti specifici sullo stile di vita, come ad esempio

  • risciacqui del cavo orale con collutori
  • assunzione di integratori alimentari in caso di dimostrate carenze
  • evitare alimenti troppo caldi o freddi, troppo speziati, piccanti o acidi
  • adozione di una dieta sana ed equilibrata
  • corretta igiene dentale quotidiana
  • astensione dal fumo e da alcol.

In definitiva la glossite ha una prognosi tendenzialmente positiva con una guarigione definitiva che avviene molto frequentemente senza che la patologia si ripresenti nel corso del tempo. La prognosi peggiora quando la glossite è solo uno dei sintomi di una grave patologia cronica sottostante, come nel caso di neoplasie in stato ormai avanzato.

Cause

Le possibili cause di glossite sono svariate e numerose, tra le più comuni si annoverano:

  • Fumo e alcool: fattori di rischio, e talvolta cause, tra le più frequenti in assoluto, il loro danno è diretto a tutta la mucosa orale;  anche quella che ricopre la lingua ne risente infiammandosi e, in ultimo, potendo manifestarsi come importante quadro di glossite.
  • Cibi troppo caldi o freddi
  • Cibi troppo piccanti e speziati
  • Patologie odontoiatriche: importante gruppo di cause che possono provocare glossite attraverso un danno di natura meccanico; col passare del tempo tale danno meccanico provoca un danno infiammatorio a livello della mucosa delle guance, delle labbra, delle gengive e della lingua. Nella maggior parte dei casi tali cause possono essere:
    • denti scheggiati
    • apparecchio ortodontico
    • protesi dentarie (che esplicano un danno meccanico continuo sulla superficie linguale)
  • Carenza di vitamine, come vitamina B2, la niacina o l’acido folico. Anche la carenza di altri macro- o micro-nutrienti può provocare un danno alle mucose con quadro di glossite secondaria.
  • Patologie da malassorbimento intestinale, come nel caso del morbo celiaco o del morbo di Whipple.
  • Patologie di pertinenza epatica, quali la cirrosi, le varie forme di epatite o un quadro di insufficienza epatica.
  • Infezioni a livello della cavità orale provocata da microrganismi patogeni come:
    • Batteri come stafilococchi (in primis lo Stafilococcus Aureus, il Treponema Pallidum, agente eziologico della sifilide, o la scarlattina);
    • Virus come gli Herpesvirus, il Citomegalovirus, o l’HIV;
    • Funghi come la Candida Albicans responsabile della candidosi del cavo orale, anche detta in gergo “mughetto”.
  • Altri tipi di danni alla mucosa linguale come nel caso di ustioni, che rendono la mucosa più fragile e suscettibile di sovrainfezioni secondarie.
  • Presenza di piercing sulla lingua che la rendono maggiormente suscettibile di infezione o infiammazione, anche per via del danno traumatico continuato che provocano tali corpi estranei alla mucosa linguale.
  • Uso protratto di terapie antibiotiche per lunghi periodi di tempo; allo stesso modo in cui si verifica un danno a livello della flora batterica intestinale, anche nella cavità orale si viene a creare un’alterazione della flora microbica saprofita con conseguente infiammazione della mucosa e possibilità di sovra-infezione da parte di specie batteriche patogene.
  • Anemia sideropenica, ovvero provocata dalla carenza di ferro, oppure l’anemia perniciosa provocata dalla carenza di vitamina B12.
  • Stato di cachessia dell’organismo, provocato da malattie croniche debilitanti o da tumori in uno stadio ormai avanzato e terminale. In tali condizioni il sistema immunitario si indebolisce progressivamente ed irrimediabilmente e tutto l’organismo diviene maggiormente suscettibile ad una qualsivoglia infezione. Inoltre, in tale condizione si associano forti carenze nutritive da riduzione dell’apporto alimentare e da alterato assorbimento a livello intestinale.
  • Lingua a carta geografica (anche detta glossite migrante), patologia idiopatia la cui causa è ancora sconosciuta che si presenta con delle chiazze rossastre o biancaste che tendono a migrare in vari punti della superficie della lingua.
  • Lichen planus, una forma di pre-cancerosi che colpisce le mucose compresa quella orale; tale condizione è fortemente a rischio di trasformazione neoplastica maligna, per cui è assolutamente indispensabile il suo precoce riconoscimento e il suo tempestivo trattamento.
  • Reazioni allergiche di vario genere, soprattutto verso alimenti, farmaci o altre sostanze.
  • Reflusso gastroesofageo.
  • Sindrome di Sjogren, una malattia infiammatoria cronica autoimmune caratterizzata da secchezza generalizzata delle mucose.

Glossite di Hunter

La glossite atrofica di Hunter è una particolare forma di glossite che si presenta quasi sempre come conseguenza di una sottostante anemia megaloblastica, ovvero caratterizzata dalla carenza di vitamina B12 (cobalamina) o dei folati.

La carenza di tali importanti fattori provoca un difetto nella rigenerazione cellulare, che a livello della lingua si manifesta sotto forma di una glossite atrofica; l’aggettivo atrofico suggerisce la perdita di volume del tessuto, visivamente apprezzabile per la presenza di vere e proprie chiazze di superficie con perdita massiva delle papille gustative.

Osservando la lingua, si noterà una superficie molto arrossata e lucida, con zone di desquamazione: il tutto porterà alla perdita della normale consistenza rugosa della lingua che al tatto risulterà essere piuttosto liscia. Ancora, la lingua può presentarsi edematosa e pallida interessando la superficie a chiazze o coinvolgendola in toto.

Il sintomo principale della glossite di Hunter è rappresentato dal dolore (glossodinia) esacerbato dal contatto della lingua con gli alimenti o con le altre strutture della cavità orale. Altri sintomi associati sono una forte sensazione di bruciore, e la riduzione nonché l’alterazione della sensazione del gusto.

Sintomi

Il quadro clinico della glossite, prevede la manifestazione di sintomi che si ripercuotono soprattutto a livello locale, ovvero su lingua e cavità orale. Nella maggior parte dei casi si osserva:

  • Bruciore urente, che si scatena soprattutto al contatto della lingua con cibi molto speziati, piccanti, acidi, troppo freddi o troppo caldi; il tutto è secondario alla sofferenza della mucosa linguale che perde il proprio rivestimento protettivo.
  • Ispessimento e gonfiore della lingua che si ingrossa con quadro di macroglossia. Tali modifiche morfologiche e anatomiche arrivano a provocare difficoltà alla masticazione, alla deglutizione e alla fonazione; le difficoltà della lingua nell’assolvere le sue normali funzioni sono ulteriormente peggiorate dalla presenza del dolore, che viene ad esacerbarsi ad ogni contatto della mucosa sofferente con il cibo o con le altre strutture della cavità orale.
  • Variazione di colore. La lingua potrà assumere una colorazione:
    • Rossastra, la presentazione più comune, come in caso di infezione da scarlattina, dove la caratteristica colorazione è tanto tipica da prendere il nome di “lingua a fragola” o “lingua a lampone” per via della colorazione piuttosto accesa, conseguente ad una iniziale desquamazione della mucosa;
    • Pallida, osservabile più raramente.
  • Desquamazione, con la lingua che si riempie di chiazze più o meno estese sulla sua superficie; la lingua appare più liscia ed al tatto sarà molto meno ruvida del normale.
  • Riduzione della percezione del gusto, dovuta ad una cronicizzazione dell’infiammazione che, col passare del tempo, può esitare nella distruzione progressiva delle papille gustative.
  • Sensazione di formicolio, xerostomia (bocca secca) e prurito.

In rari casi, come lo shock anafilattico, la lingua ingrossata, edematosa e infiammata può arrivare ad occludere le vie aeree, portando a disturbi della respirazione con dispnea più o meno grave.

Questi sintomi possono insorgere in maniera improvvisa o più o meno graduale, con andamento continuo o con fasi di remissione, alternate a fasi di riacutizzazione.

Diagnosi

La diagnosi di glossite da parte del medico può risultare piuttosto agevole poiché facilmente oggettivabile. Più complesso e articolato è invece il percorso diagnostico volto all’individuazione delle specifiche cause.

Attraverso l’anamnesi il medico esegue una sorta intervista chiedendo al soggetto di ricostruire l’intera storia clinica, sia remota che recente (anamnesi patologica remota e prossima), indagando in particolare

  • la presenza di sintomi e le loro caratteristiche peculiari
  • tempi d’insorgenza dei sintomi
  • relazione dei sintomi specifici con determinati alimenti
  • la presenza di patologie sottostanti che secondariamente possono provocare glossite
  • carenze vitaminiche o di altri nutrienti
  • fumo o abuso di alcol
  • utilizzo di farmaci (come in caso di uso smodato di antibiotici).

L’esame obiettivo prevede l’osservazione diretta della lingua e il riconoscimento delle sue eventuali modifiche in termini di

  • colorazione (diventa rossastra o pallida),
  • trofismo (con zone di atrofia ed assenza delle papille)
  • dimensioni (macroglossia),
  • presenza di piercing, protesi dentarie o di apparecchio ortodontico.

Come ulteriore approfondimento diagnostico è possibile che il medico richieda l’esecuzione di esami ematochimici (esami del sangue), da cui è possibile risalire alla presenza di

  • carenze vitaminiche,
  • anemia,
  • allergie (soprattutto alimentari),
  • altre patologie sottostanti.

Qualora si confermi la presenza di un quadro patologico limitato a livello linguale, escludendo quindi tutte le altre eventuali cause di glossite secondaria, si potrà procedere al trattamento più opportuno.

Cura

La glossite è una patologia di natura infiammatoria/infettiva spesso autorisolutiva, con i sintomi che scompaiono solitamente dopo alcuni giorni dalla loro insorgenza.

In caso di disturbi particolarmente fastidiosi, tali da ridurre l’apporto alimentare, con difficoltà anche alla fonazione, può essere intrapresa una terapia sintomatica, basata cioè sul trattamento dei sintomi, ad esempio mediante la somministrazione di farmaci antinfiammatori ed antidolorifici.

Altri rimedi

  1. Risciacqui del cavo orale con collutori disinfettanti.
  2. Assunzione di integratori alimentari in caso di carenze vitaminiche.
  3. Evitare il consumo di alimenti eccessivamente caldi o freddi, troppo speziati, piccanti o acidi come gli agrumi o molta della frutta in genere.
  4. Adozione di una dieta sana ed equilibrata (senza carenze dei principali macronutrienti).
  5. Seguire assiduamente una corretta igiene dentale quotidiana.
  6. Assumere un’adeguata quantità di liquidi per prevenire la disidratazione delle mucose.
  7. Astensione dal fumo, evitando anche l’esposizione a quello passivo.
  8. Evitare l’abuso di alcool.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Manuale di Otorinolaringoiatria. A. Quaranta – R. Fiorella. Ed. McGraw-Hill srl

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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