Introduzione

La gonorrea è un’infezione a trasmissione sessuale che si manifesta comunemente come un’infiammazione di

  • uretra,
  • collo dell’utero,
  • tube di Falloppio,
  • faringe,
  • retto,
  • congiuntiva.

La gonorrea è causata dall’infezione di Neisseria gonorrhoeae, un batterio gram-negativo, non mobile e incapace di formare spore, che cresce singolarmente o in coppia (rispettivamente monococchi e diplococchi). È agente patogeno esclusivo dell’essere umano e viene trasmesso attraverso i rapporti sessuali.

Le manifestazioni più caratteristiche emergono a livello genito-urinario; il sintomo peculiare della gonorrea è la perdita dai genitali di secrezioni biancastre, che con il tempo possono diventare giallastre e verdastre. Per questo motivo la malattia viene anche comunemente chiamata solo con il termine “scolo”. Altri sintomi caratteristici sono l’emissione di urine con difficoltà e bruciore durante l’orinazione.

La gonorrea è un’infezione più comune nei Paesi in via di sviluppo. Interessa prevalentemente giovani-adulti, non sposati, con numerosi partners occasionali. Dagli anni 70 ad oggi in Italia il numero di casi di gonorrea si è notevolmente ridotto. Si è passati da un’incidenza di circa 3 mila casi all’anno a meno di 500. Questo è dovuto all’utilizzo di dispositivi di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili come il preservativo. Seppur nei Paesi industrializzati il numero sia sempre più in calo, si registrano nel Mondo 62 milioni di casi all’anno.

È stato dimostrato che l’infezione di Neisseria gonorrhoeae può inoltre svolgere un ruolo nel facilitare la trasmissione dell’HIV.

Trasmissione

La gonorrea è una malattia che viene trasmessa attraverso rapporti sessuali non protetti.

Il contagio può avvenire mediante rapporti

  • vaginali,
  • orali
  • o anali

con un partner infetto.

Per crescere e riprodursi, il batterio Neisseria gonorrhoeae ha bisogno di un ambiente caldo e umido. Per queste ragioni strutture come il collo dell’utero (cervice uterina), le tube di Falloppio o l’uretra sono ambienti ideali per la sua sopravvivenza. L’infezione può verificarsi inoltre a livello della bocca, della faringe (gola) e del retto.

La gonorrea viene trasmessa dai maschi alle femmine in modo più efficace rispetto alla direzione opposta (la probabilità di trasmissione ad una donna durante un singolo rapporto sessuale non protetto con un uomo infetto è di circa il 50-70%).

Seppur non connessa alla trasmissione sessuale, l’infezione può verificarsi anche a livello degli occhi. In questo caso il meccanismo sembra essere una auto-inoculazione di Neisseria gonorrhoeae da un sito genitale infetto.

L’infezione può infine essere trasmessa anche da madre a figlio durante il parto.

Sintomi

La gonorrea presenta dei sintomi diversi a seconda della sede in cui avviene l’infezione. Data la trasmissione sessuale, i sintomi si manifestano più frequentemente a carico dell’apparato genito-urinario. Possono inoltre manifestarsi sintomi da infezione rettale, oro-faringea e oculare.

Va sottolineato che comunque l’infezione molto spesso è completamente asintomatica, soprattutto nelle donne.

Uomo, sintomi da infezione genito-urinaria

Le manifestazioni cliniche compaiono dopo un periodo di incubazione di circa 2-7 giorni, anche se l’intervallo può essere più lungo. Queste sono

  • emissione di urina con difficoltà (disuria),
  • bruciore durante l’orinazione (stranguria)
  • fuoriuscita dall’uretra verso l’esterno di secrezioni, inizialmente scarse e biancastre, in seguito (entro uno o due giorni) abbondanti e giallastre (purulente),
  • gonfiore o dolore nei testicoli (raramente).

Donna, sintomi da infezione genito-urinaria

Il periodo d’incubazione della gonorrea nella donna è meno ben definito che negli uomini. I sintomi di solito si sviluppano entro 10 giorni dall’infezione e sono generalmente più sfumati rispetto a quelli del maschio. Questi sono

  • emissione di urina con difficoltà (disuria),
  • bruciore durante l’orinazione (stranguria),
  • dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia),
  • secrezioni vaginali acquose, biancastre o anche tendenti al verde,
  • perdite di sangue al di fuori del ciclo mestruale.

Sintomi da infezione rettale

In questo caso i sintomi che si presentano sono

  • dolore ano-rettale,
  • prurito anale,
  • sensazione di bisogno impellente di defecare senza che ve ne sia reale necessità (tenesmo),
  • secrezioni rettali giallastre (purulente),
  • sanguinamento rettale.

Sintomi da infezione in gola

La gonorrea faringea è solitamente lieve o asintomatica. I sintomi con cui si manifesta eventualmente sono

  • mal di gola,
  • dolore ai linfonodi cervicali (linfadenite cervicale).

Sintomi da infezione oculare

In questi casi i sintomi che si presentano sono

  • palpebra marcatamente gonfia,
  • arrossamento congiuntiva,
  • abbondante scarico purulento dall’occhio.

Occasionalmente possono verificarsi ulcerazioni corneali. In questi casi va impostata rapidamente la terapia, in quanto potrebbero verificarsi danni irreversibili alla vista.

Complicazioni

La gonorrea, soprattutto nei casi in cui venga riconosciuta tardivamente o non venga trattata, è in grado di dar vita a una serie di complicanze che possiamo suddividere in locali e sistemiche.

Le complicanze locali sono dovute a una disseminazione del batterio agli organi circostanti, mentre le complicanze sistemiche sono determinate da una sua disseminazione ematica.

Complicazioni locali

Complicazioni sistemiche

  • Lesioni cutanee,
  • tenosinoviti,
  • artriti,
  • endocarditi,
  • meningiti.

Gravidanza

La Gonorrea in gravidanza può avere gravi conseguenze sia per la madre che per il bambino.

Il rischio di sviluppare salpingiti o PID sono più alti durante il primo trimestre di gravidanza e questo comporta sia un pericolo di vita per la donna che un aumento delle possibilità di interruzione di gravidanza.

Si può inoltre verificare

  • parto prematuro,
  • corioamnionite (infiammazione del sacco amniotico),
  • funisite (infezione del cordone ombelicale),
  • sepsi nel bambino.

Se il neonato contrae la gonorrea durante l’attraversamento del canale del parto può talora manifestare una serie di segni e sintomi gravi e irreversibili. Il quadro clinico si presenta in maniera acuta, solitamente dopo 2-5 giorni dalla nascita. Questo può presentare alcuni o tutti questi sintomi e condizioni

  • congiuntivite con secreto siero-ematico, che poi diviene giallastro (purulento),
  • edema palpebrale,
  • alterazioni della vista permanenti,
  • cecità,
  • artrite settica.

Diagnosi

La diagnosi va sospettata con un’anamnesi e con una sintomatologia caratteristici di infezione da Neisserie Gonorrea. In seguito andranno effettuati una serie di esami di laboratorio che permettano di confermare l’ipotesi:

  • Colorazione di Gram degli essudati uretrali e osservazione al microscopio ottico. Il rilevamento di monococchi o diplococchi intracellulari gram-negativi è indicativo di gonorrea.
  • Coltura di secrezioni infette. Deve essere effettuata immediatamente dopo il prelievo in quanto il Neisserie gonorrea è instabile all’esterno dell’organismo. Il terreno di crescita che viene comunemente utilizzato è il Thayer-Martin.
  • Esami di amplificazione genica di materiale ottenuto da tamponi di secrezioni uretrali, cervicali, faringee, rettali, oculari o anche su urina. La tecnica più utilizzata in questo caso è la PCR.

Cura

La terapia si basa sull’utilizzo di antibiotici, che vede in genere il ceftriaxone come prima scelta. La sua somministrazione è intramuscolo e la somministrazione di una dose di 125 mg in una unica soluzione dovrebbe essere in grado di risolvere l’infezione.

Possibili alternative sono

  • Chinolonici, come ciprofloxacina, ofloxacina e levofloxacina, anch’essi in un’unica somministrazione ma per bocca,
  • Cefixima,
  • Spectinomicina.

N. gonorrhoeae è un batterio che ha una straordinaria capacità di alterare il suo materiale genetico. Questa caratteristica l’ha reso in grado di sviluppare nel tempo una sempre più larga resistenza agli antibiotici. Per questi motivi molte volte si ricorre alla contemporanea somministrazione di due o più dei principi attivi sopra elencati. Sono stati segnalati anche casi in cui il batterio risulta resistente a tutte gli antibiotici oggi a disposizione, determinando una infezione impossibile da debellare. Fortunatamente ad oggi questi casi sono ancora rari, ma è possibile che possano aumentare drasticamente nel tempo.

Prevenzione

Data la modalità di trasmissione per via sessuale, il modo migliore per evitare l’infezione da Neisseria gonorrhoeae è avere rapporti sessuali protetti, con l’utilizzo del preservativo. Essendo la malattia molte volte asintomatica, si consiglia ai soggetti a rischio di effettuare periodicamente test per la gonorrea e per le altre malattie sessualmente trasmissibili, in modo tale, se necessario, di poter instaurare una terapia il più precocemente possibile evitando così l’insorgere di complicanze e la trasmissione del batterio anche ad altri individui.

Vanno considerate persone a rischio quelle con più partner sessuali, che fanno sesso non protetto e che hanno precedenti di altre malattie sessualmente trasmissibili.

 

A cura del Dr. Alberto Carturan

FONTI

  • Rugarli C., Medicina interna sistematica 2000
  • Harrison, Principi di medicina interna, 18ª ed., Milano, CEA Casa Editrice Ambrosiana, 2012

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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