Haemophilus influenzae di tipo B: cause, sintomi, pericoli e vaccino

Introduzione

L’Haemophilus influenzae di tipo B (detto anche Emofilo) è un batterio implicato nell’insorgenza di gravi patologie infiammatorie, tra cui polmoniti, meningiti, epiglottiti (infiammazioni dell’epiglottide) e malattie dell’apparato respiratorio, che colpiscono specialmente i bambini di età inferiore ai 5 anni (il picco di insorgenza di meningiti è fra i 6 e gli 8 mesi di vita e la percentuale diminuisce con l’avanzare dell’età).

Il batterio è di piccole dimensioni e si localizza normalmente in gola e naso, dunque nelle alte vie respiratorie, ove non causa malattia; quando tuttavia riesce a raggiungere il circolo sanguigno è in grado di trovare la strada verso o distretti più adatti alla proliferazione e relativo sviluppo di infiammazione (tipicamente le meningi), causa di patologie severe con prognosi infausta in una grande maggioranza di casi.

La diffusione avviene per via aerea e infatti i soggetti più a rischio sono i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e che per questo sono quotidianamente a contatto con altri bambini.

Esistono diversi tipi di Haemophilus influenzae (A, B, C, D, E, F) ma quasi la totalità delle infezioni più severe è causata dal tipo B (Hib). È importante distinguere questo batterio dall’influenza stagionale, causata invece da virus.

La vaccinazione dei bambini, praticata già a 2 mesi di vita con richiamo a 4 e 6 mesi, è di grande importanza per evitare che il batterio diventi responsabile di conseguenze potenzialmente permanenti.

La diagnosi dev’essere idealmente formulata nel minor tempo possibile, perché una presa in carico meno che tempestiva potrebbe significare la morte del soggetto.

Negli ultimi anni, comunque, grazie al frequente ricorso al vaccino, sono tuttavia diminuite drasticamente e divenute sempre più rare le patologie e le complicazioni causate dall’Haemophilus influenzae di tipo B.

Cause

Il batterio non è di per sé causa di patologie, tanto che se rimane localizzato nelle alte vie aeree non causa infiammazioni e rimane di norma asintomatico; la quasi totalità della popolazione pediatrica entra in contatto con il batterio nei primi anni di vita, sviluppando gli anticorpi necessari a proteggerli poi per l’intera vita.

Se tuttavia il batterio riesce a raggiungere il circolo ematico e causare setticemia (infezione diffusa del sangue), può anche invadere i distretti più sensibili alla sua presenza diventando responsabile di forme invasive:

L’incidenza è maggiore nei soggetti più piccoli, a causa delle difese immunitarie ancora immature; per la stessa ragione sono considerati a rischio anche pazienti anziane e immunodepressi.

Fattori di rischio

Rappresentano fattori di rischio per le patologie causate dall’Haemophilus influenzae di tipo B:

  • Età inferiore ai 5 anni
  • Età avanzata superiore ai 65 anni
  • Deficienza immunitaria momentanea o permanente
  • Vaccino non adeguatamente somministrato o non effettuato
  • Risedere in Paesi in via di sviluppo

Trasmissione e contagio

Il batterio viene trasmesso tramite vie aeree, grazie alle goccioline di Flugge (le goccioline di saliva prodotte durante il parlato o durante colpi di tosse, dette anche droplets) durante contatti prolungati e ravvicinati, dunque principalmente al chiuso e in luoghi particolarmente affollati.

Sintomi

I sintomi dipendono dal distretto coinvolto nell’infezione.

Otiti e infezioni respiratorie sono prodromiche della meningite, che si presenta con una sintomatologia molto severa e destinata a peggiorare gradualmente:

La sintomatologia delle infezioni delle vie aeree riguarda:

In caso di localizzazione nel sangue, i sintomi sono:

L’Haemophilus influenzae può infine comportare infezioni anche alle corde vocali (epiglottite acuta) i cui sintomi sono:

Complicazioni

Le infiammazioni causate dall’Haemophilus influenzae di tipo B, se non trattate tempestivamente, possono provocare gravi e molteplici complicazioni, tra cui

  • Sordità
  • Cecità
  • Paralisi motorie
  • Disabilità intellettiva
  • Gravi cerebrolesioni
  • Epilessie

Non è raro il decesso del paziente (5% dei casi, secondo l’ISS).

Diagnosi

Davanti alla manifestazione sintomatologica, dopo un’accurata anamnesi che indaghi anche l’effettuazione del vaccino, il medico dovrà effettuare un esame colturale sul campione biologico: il prelievo dipende dalla localizzazione dell’infezione, la cui ipotesi si basa sui sintomi riportati dal paziente:

  • Liquido cerebrospinale e sangue se si sospetta una meningite
  • Catarro o espettorato se si sospetta un’infezione delle vie aeree
  • Tampone da faringe anteriore se si sospetta epiglottite

Talvolta si ricorre a sierotipizzazione per meglio determinare specie e sottospecie del batterio.

 

Cura

Il trattamento richiede il ricorso ad antibiotici per contrastare il batterio l’infezione in corso (beta-lattamasi resistenti nei casi più gravi, o ampicillina o cefalosporine per le altre infezioni).

Se il batterio è localizzato alle vie respiratore o alle corde vocali potrebbe essere necessario ricorrere al supporto della respirazione fino alla stabilizzazione del paziente e più in generale una terapia di supporto vitale nei casi più gravi.

Vaccino

Le complicazioni conseguenti al batterio Haemophilus influenzae erano molto comuni prima dell’introduzione del relativo vaccino, che ha avuto il merito di ridurre drasticamente l’incidenza delle patologie ad esso correlate. La prevenzione è quindi incentrata sulla somministrazione del vaccino prima dei 5 anni di vita (in Italia il calendario prevede che venga praticata a 3-5-11 mesi). Se effettuato dopo l’anno di vita è invece sufficiente un’unica dose, mentre dopo i 5 anni non è più considerato necessario, fanno eccezione soggetti a rischio affetti da:

  • Anemia falciforme,
  • Immunodepressione e immunodeficienze,
  • Infezioni da HIV,
  • Asplenia (assenza della milza) o malattie della milza,
  • Tumori,
  • Trapianti di midollo osseo e di cellule emopoietiche.

Il vaccino per l’Haemophilus influenzae rientra nel vaccino esavalente, dunque comprende in un’unica dose la copertura anche per:

L’efficacia è superiore al 95%.

Non esistono controindicazioni alla vaccinazione, fatta salva l’esistenza di una grave allergia a sostanze contenute nel vaccino o a precedenti somministrazioni dello stesso vaccino; si raccomanda invece il rinvio della somministrazione in caso di malattia acuta con febbre o disturbi generali giudicati clinicamente importanti dal pediatra.

Gli effetti collaterali più frequentemente associati alla vaccinazione comprendono:

  • Febbre inferiore ai 39° (è invece raro lo sviluppo di convulsioni febbrili)
  • Reazioni locali quali rossore, gonfiore, dolore nel punto di inoculazione
  • Irritabilità o sonnolenza

Questi effetti indesiderati sono in ogni caso transitori e di durata in genere limitata a 2-3 giorni.

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

Link sponsorizzati

Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


Commenti, segnalazioni e domande

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.
Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

La sezione commenti è attualmente chiusa.