Ittero neonatale: cause, pericoli e cura

Premessa

L’ittero neonatale è una condizione caratterizzata da elevati livelli ematici di bilirubina, un pigmento giallognolo prodotto dalla degradazione dell’emoglobina presente nei globuli rossi. La bilirubina in eccesso tende ad accumularsi nell’organismo, per cui il neonato affetto si presenta con una colorazione giallastra a livello della cute e delle sclere (parte bianca degli occhi).

Si tratta in ogni caso di un fenomeno legato ad un incompleto sviluppo del metabolismo epatico al momento della nascita, che nella maggior parte dei casi si risolve autonomamente nell’arco di 2-3 settimane.

Nel caso in cui l’ittero persista oltre le 3 settimane, o in presenza di livelli sensibilmente elevati, è necessario indagare ulteriormente ed escludere possibili patologie sottostanti, in quanto livelli elevati di bilirubina espongono il neonato a gravi rischi quali sordità, paralisi cerebrale e altre forme di danno cerebrale.

Classificazione

L’iperbilirubinemia nel neonato, a differenza di quella dell’adulto, è legata a condizioni patologiche solo in una piccola percentuale di casi, per cui va distinta l’iperbilirubinemia fisiologica da quella patologica.

Una classificazione dell’ittero, che vale anche per l’adulto, distingue l’iperbilirubinemia in diretta (coniugata), indiretta (non coniugata) e mista, in relazione a quale fase del ciclo di degradazione dell’emoglobina viene compromesso.

L’ittero neonatale, infine, si può classificare in base all’eziologia e le forme più frequenti sono:

  • iperbilirubinemia fisiologica
  • ittero da allattamento al seno
  • ittero da latte materno
  • ittero da malattie emolitiche

Cause

La bilirubina rappresenta un prodotto della degradazione dell’emoglobina, una proteina situata nei globuli rossi e deputata al trasporto dell’ossigeno; la molecole deve regolarmente essere eliminata dall’organismo, perché tossica se presente in concentrazioni elevate. L’eliminazione avviene attraverso l’urina e le feci, ma questo richiede un precedente trattamento a livello del fegato, che consiste nell’unione (coniugazione) a due molecole di acido glucuronico.

La quota di bilirubina non ancora legata all’acido glucuronico viene definita “bilirubina libera”, non coniugata o indiretta, mentre la quota legata viene chiamata bilirubina diretta o coniugata.

Nella maggior parte dei casi l’ittero neonatale è dovuto ad un aumento della bilirubina indiretta (non coniugata), mentre un rialzo della bilirubina diretta deve far sospettare la presenza di una patologia epatica o colestatica.

L’iperbilirubinemia fisiologica, ossia conseguenza dei normali processi di adattamento alla vita fuori dall’utero, si riscontra in oltre la metà dei neonati ed è legata ad una vita ancora ridotta dei globuli rossi, che determina un aumento della produzione di bilirubina, unita ad un’incompleta maturazione del metabolismo epatico, che non consente ancora di trattare efficacemente e rapidamente la bilirubina in circolo.

L’iperbilirubinemia da allattamento al seno si può sviluppare nei neonati allattati al seno che presentino disidratazione e basso apporto calorico, in quanto l’allattamento aumenta il circolo enteroepatico della bilirubina.

L’ittero da latte materno sembra infine legato ad un’elevata concentrazione di beta-glucuronidasi nel latte materno, un enzima responsabile della riduzione della coniugazione della bilirubina.

Fattori di rischio

I fattori che determinano un rischio aumentato di sviluppare ittero neonatale sono:

  • nascita prematura, prima della trentasettesima settimana
  • alimentazione insufficiente con latte materno o latte formula (sia per difficoltà a nutrirsi, sia in caso di difficoltà della madre a produrre il latte)
  • gruppo sanguigno incompatibile con quello materno: l’incompatibilità causa lo sviluppo di anticorpi diretti contro i globuli rossi che provocano un rialzo della bilirubinemia
  • presenza di lividi o emorragie interne, che aumenta la quantità di bilirubina rilasciata
  • presenza di patologie epatiche
  • infezioni
  • deficit enzimatici
  • anomalie dei globuli rossi

Sintomi

La prima manifestazione dell’ittero neonatale è l’ingiallimento della cute e delle sclere, la parte bianca degli occhi, che può esordire entro 2-4 giorni dalla nascita a partire dal viso, per poi espandersi al resto del corpo.

Il valore di bilirubinemia necessario alla manifestazione dell’ittero dipende dal fototipo e dalla regione corporea; in genere l’ittero diventa visibile a livello delle sclere per valori superiori a 2-3 mg/dL e a livello del volto per valori superiori a 4-5 mg/dL.

Un semplice test sfruttato dal pediatra che si trovi a valutare la salute del neonato consiste nell’effettuare una leggera pressione in un’area del corpo, se a seguito della pressione la cute vira verso il giallo è suggestivo di possibile sviluppo di ittero.

Complicazioni e pericoli

La bilirubinemia raggiunge un picco intorno al terzo o settimo giorno e nella maggior parte dei casi l’ittero è innocuo.

È tuttavia opportuno prestare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme, in quanto l’iperbilirubinemia patologica non trattata può provocare danni permanenti al sistema nervoso centrale.

Si raccomanda di rivolgersi immediatamente al pediatra se il neonato fatica a nutrirsi, appare letargico, sviluppa pianto inconsolabile o in caso di ittero che

  • peggiori per estensione e severità
  • assuma una tonalità più scusa
  • si associ a febbre (sopra i 38°C).

Diagnosi

L’ittero neonatale può essere diagnostico clinicamente a seguito di un esame obiettivo del piccolo paziente e dell’anamnesi con i genitori, tuttavia in alcuni casi possono essere richiesti degli esami aggiuntivi per valutare la bilirubinemia nel sangue e per escludere altre patologie.

La madre viene dimessa insieme al neonato solitamente dopo 72 ore dal parto, tuttavia è importante effettuare un controllo tra il terzo e il settimo giorno di vita del bambino, per poter individuare precocemente una condizione a rischio.

Se il neonato sviluppa ittero nelle prime 24 ore dalla nascita, la diagnosi va confermata immediatamente attraverso la misurazione della bilirubina ematica.

Per escludere patologie sottostanti il medico può richiedere l’esame del sangue con emocromo completo, l’esame del gruppo sanguigno e il test per l’incompatibilità del fattore Rh.

Cura

L’ittero neonatale si risolve spontaneamente nella maggior parte dei casi, a seguito della maturazione del fegato del neonato che consente l’aumento della capacità di eliminare la bilirubina. Per favorire l’espulsione della bilirubina accumulata è utile alimentare frequentemente il neonato, tra le 8 e le 12 volte al giorno.

Nei casi in cui la bilirubina sia invece troppo elevata, l’ittero può richiedere trattamenti specifici come la fototerapia, una metodica efficace e non invasiva che sfrutta la luce per degradare la bilirubina accumulata nel corpo. Il neonato viene posto per qualche giorno in una culla particolare con una sorgente di luce blu, dove dovrà indossare solo il pannolino e degli occhialini protettivi speciali per esporre la massima quantità di cute alla luce della lampada.

Neonato esposto a fototerapia a causa di ittero neonatale

iStock.com/YouraPechkin

Nei casi estremamente severi potrà essere necessaria una trasfusione ematica da un donatore o da una banca del sangue, con lo scopo di rimpiazzare gli eritrociti danneggiati con nuove cellule. Questo consente inoltre un aumento dell’ematocrito e una riduzione della bilirubinemia.

Prevenzione

Non esistono strategie specifiche per prevenire l’ittero neonatale.

Durante la gravidanza i genitori possono eseguire l’esame del gruppo sanguigno per quantificare il rischio di incompatibilità materno fetale e  dopo la nascita il medico potrà richiedere il test del gruppo sanguigno del neonato per intervenire precocemente prima dell’insorgenza di complicanze.

Nel caso in cui il tuo bambino presenti ittero puoi tentare di prevenirne l’aggravamento attraverso questi accorgimenti:

  • Assicurati che il neonato sia alimentato a sufficienza, tra le 8 e le 12 volte al giorno, per prevenire lo sviluppo di disidratazione.
  • Se non stai allattando, alimenta il tuo bambino con il latte formula ogni 2 o 3 ore per la prima settimana. I neonati pre-termine e i neonati alimentati anche al seno avranno bisogno di una quantità minore di latte formula.

È importante monitorare la pelle e gli occhi del neonato nei primi cinque giorni per identificare precocemente i segni di ittero.

Se noti che il tuo bambino presenta i sintomi descritti, contatta immediatamente il tuo Medico-Pediatra.

 

A cura del Dr. Marco Cantele, Medico Chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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