Lussazione della spalla: sintomi, tempi di recupero e cura

Cos’è una lussazione della spalla?

L’articolazione della spalla è composta da tre ossa:

  • clavicola
  • scapola
  • omero (osso del braccio).
Articolazione della spalla

Shutterstock/Alila Medical Media

La parte superiore dell’osso del braccio, l’omero, ha la forma di una palla (in azzurro nell’immagine) che viene accolta in uno spazio a forma di coppa nella scapola; la lussazione della spalla è un infortunio che si verifica quando la palla fuoriesce dalla coppa, frontalmente (lussazione anteriore) o verso la schiena (lussazione posteriore).

La forma anteriore è più comune, mentre è più insolito sviluppare una lussazione posteriore (più comune in seguito ad attacchi epilettici e shock elettrici).

Lussazione della spalla

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Una lussazione è quindi uno spostamento permanente delle superfici articolari, che perdono il rispettivo e naturale contatto l’una rispetto all’altra; si dice completa quando la perdita di contatto è totale, mentre la lussazione è incompleta (sublussazione) quando invece persiste un contatto parziale.

Anche i tessuti che tengono insieme le ossa, compresi muscoli, tendini (che fungono da collegamento tra muscoli e ossa) e legamenti (uniscono l’osso della spalla alla scapola) possono andare incontro a danni più o meno estesi, così come la cartilagine articolare, un tessuto gommoso che ricopre e protegge le estremità ossee.

Quali sono i tempi di recupero?

Mediamente sono necessari 3-4 mesi per un pieno recupero funzionale a seguito di una lussazione alla spalla, ma dopo circa 2 settimane è in genere possibile praticare movimenti che non richiedano il sollevamento di pesi importanti o gesti sportivi. In alcuni pazienti è possibile che il periodo di riabilitazione si protragga fino a 6 mesi.

Cause

L’articolazione della spalla è la più complessa dell’intero organismo, perché deve garantire il movimento in ogni direzione possibile dello spazio, e questa è una delle ragioni per cui si tratta anche della sede maggiormente interessata da episodi di lussazione; tra le cause più comuni si annoverano

  • traumi sportivi
  • incidenti stradali ed altri traumi (ad esempio cadute)
  • convulsioni e scosse elettriche, che possono causare contrazioni muscolari tali da dislocare l’articolazione.

Fattori di rischio

Sebbene in conseguenze di eventi accidentali chiunque possa andare incontro alla lussazione della spalla, è possibile individuare alcune categorie a maggior rischio:

  • sportivi
  • pazienti anziani (più soggetti a cadute).

Sintomi

I sintomi di una spalla lussata comprendono:

  • Dolore severo avvertito sulla spalla
  • Braccio in posizione visivamente innaturale
  • Difficoltà a muovere il braccio
  • Sviluppo di gonfiore e lividi sull’articolazione e/o nella parte superiore del braccio
  • Sensazione d’intorpidimento e/o debolezza a braccio, collo, mano e dita
  • Sviluppo di spasmi muscolari alla spalla.

In alcuni casi è possibile apprezzare la presenza di un caratteristico rigonfiamento (che è la testa dell’omero, ovvero la parte superiore dell’osso del braccio) sotto la pelle davanti alla spalla (lussazione anteriore).

Complicazioni

Tra le possibili complicazioni della lussazione della spalla sono comprese:

  • lesioni dei tessuti molli adiacenti (muscoli, tendini, legamenti)
  • lesioni ai vasi sanguigni
  • lesioni ai nervi
  • instabilità della spalla, che può facilmente predisporre a recidiva (una nuova lussazione).

Diagnosi

A seguito di anamnesi e visita medica, spesso sufficienti a formulare una diagnosi con buona certezza, se ne può trovare conferma mediante una radiografia (o, più raramente, mediante altre indagini di imaging come TAC o risonanza magnetica).

Cura

A seguito di un trauma, qualora si sospetti di essere vittima di una lussazione alla spalla si consiglia di:

  • Non tentare di muovere il braccio né, tanto meno, provare ad intervenire autonomamente alla riduzione.
  • Applicare un impacco di ghiaccio, per ridurre gonfiore e dolore.
  • Assumere antinfiammatori (scegliendo tra quelli che si sa di tollerare).
  • Farsi accompagnare in Pronto Soccorso.

Il trattamento per una spalla lussata prevede in genere tre passaggi:

  1. Il primo passo consiste nella riduzione della lussazione, una manovra effettuata dal medico ortopedico volta a risposizionare manualmente l’articolazione; potrebbe essere necessaria l’assunzione di antidolorifici e/o farmaci miorilassanti (in grado cioè di rilassare i muscoli) oppure la somministrazione di anestesia (tipicamente locale, ad esempio in forma di iniezione di lidocaina). Risulta particolarmente importante la tempistica, in quanto minore è la durata della lussazione ed inferiore sarà il rischio di danni vascolari e nervosi. A riposizionamento avvenuto il dolore dovrebbe passare.
  2. Verrà quindi consigliato di indossare un tutore che aiuti a mantenere una posizione reciprocamente corretta di spalla e braccio. A seconda della situazione è necessario utilizzarlo per un periodo di tempo variabile tra alcuni giorni e qualche settimana.
  3. Si procederà quindi alla riabilitazione, soprattutto una volta superato il dolore e sparito il gonfiore, per recuperare una piena funzionalità articolare.

A seguito della riduzione si raccomanda di contattare il medico se i sintomi andassero a peggiorare (in termini di dolore, gonfiore, rossore), così come anche in caso di febbre (segno suggestivo d’infezione).

Riduzione della lussazione

Al paziente possono venire somministrati antidolorifici ed eventualmente ansiolitici per contribuire ad uno stato di maggior rilassamento durante la procedura; la riduzione viene solitamente eseguita in pronto soccorso, più raramente in sala operatoria in anestesia generale. Quando eseguita in Pronto Soccorso è comunque possibile, quando necessario, ricorrere a miorilassanti (farmaci in grado favorire il rilassamento muscolare) ed eventualmente anestesia locale (in forma di iniezioni di lidocaina).

Esistono diverse tecniche di riduzione, ma la tendenza attuale è quella di praticare manovre che possano mettere a proprio agio il paziente, senza movimenti improvvisi, ad esempio ruotando il braccio attorno all’articolazione della spalla finché non tornerà spontaneamente nella posizione naturale. Al riposizionamento della testa dell’omero il dolore cessa quasi immediatamente.

Nel seguente video si vede applicata una tecnica di riduzione (il video è in inglese, ma osservando la manovra si può apprezzare come NON sia traumatica per il paziente):

Chirurgia

In alcuni casi selezionati potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, principalmente in caso di lesioni ai tessuti/nervi adiacenti, oppure in caso di lussazioni ripetute (la lussazione può causare instabilità dell’articolazione, esponendola quindi ad un maggior rischio di nuovi episodi). L’operazione può essere eseguita con due differenti approcci:

  • Artroscopia: tecnica che richiede la pratica di piccoli fori per introdurre sottili strumenti chirurgici, tra cui una piccola fonte luminosa dotata di telecamera. Rappresenta tipicamente la prima scelta quando il danno sia limitato ai tessuti molli.
  • Chirurgia a cielo aperto: tecnica tradizionale, che richiede il classico taglio chirurgico per esporre l’articolazione. Viene scelto in presenza di danni ossei (omerale o scapolare).

A prescindere dalla tecnica, il successivo periodo di riabilitazione prevede:

  • Immobilizzazione del braccio (circa 4 settimane), durante il quale i tessuti vanno incontro a riparazione.
  • Fisioterapia, volta a recuperare la mobilità articolare (1-2 mesi).
  • Fisioterapia, volta al rinforzo della muscolatura (circa 2 mesi).

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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