Introduzione

Col termine di menopausa intendiamo una condizione:

  • temporale (perché solitamente la menopausa fisiologica colpisce donne che rientrano in una fascia di età più o meno prestabilita, tra i 45 ed i 50 anni. Prima dei 45 possiamo parlare di menopausa precoce, oltre i 50 di menopausa tardiva);
  • clinica (poiché alcuni sintomi sono caratteristici di questa condizione e pertanto spesso la donna non deve spaventarsi, ma anzi tranquillizzarsi sapendo che col tempo tenderanno a regredire o comunque ad assestarsi);
  • ormonale (questo è sicuramente l’aspetto determinante, poiché la sintomatologia è ovviamente correlata all’alterazione del normale asse, o ancor meglio del normale “equilibrio”, ormonale a cui la donna assiste per tutta l’epoca fertile della sua vita).

Chiarito questo possiamo ovviamente comprendere come la diagnosi di menopausa vada contemplata sotto differenti punti di vista, anche se oggigiorno la definizione accettata viene identificata con l’assenza per più di 12 mesi consecutivi di flusso mestruale.

La menopausa è una “condizione” e non una malattia, pertanto non è necessario quando sopraggiunge associarvi una terapia.

Nella maggioranza dei casi la donna si adatta alla sua nuova identità, in altri casi è possibile fare ricorso a farmaci sintomatici che riducano quanto possibile alcuni caratteristici sintomi, in altri ancora può essere d’aiuto una vera e proprio terapia ormonale sostitutiva.

Cause

Per capire come, all’improvviso, nella vita di una donna con cicli perfettamente regolari possa insorgere la menopausa, dobbiamo capire il funzionamento dell’asse ormonale femminile.

Al momento della nascita, all’interno delle ovaie di una donna è giù presente l’intero corredo di ovociti che ha a disposizione per l’intero arco della vita, una quota predeterminata di ovociti a cui si attribuisce il concetto di “orologio biologico” della donna:è bene sottolineare a questo proposito che, una volta esauriti questi ovociti, la donna perde la sua fertilità.

Quando ogni mese compare il flusso mestruale, stiamo semplicemente osservando l’eliminazione di “alcuni” ovociti, che si erano preparati per essere fecondati salvo rimanere invece inutilizzati; la conseguenza è la comparsa di perdite (sappiamo invece molto bene che quando queste perdite non compaiono e il ciclo “salta” la prima cosa da fare è un test di gravidanza, poiché l’ovocita potrebbe essere stato fecondato durante un rapporto).

Con il passare dei mesi, degli anni e dei relativi cicli mestruali, la riserva di ovociti va quindi incontro a una progressiva e costante diminuzione, fino ad esaurirsi del tutto; in quel momento il flusso mestruale tenderà a scomparire.

È importante inoltre sottolineare come ad ogni ciclo mensile “alcuni” ovociti (e non soltanto uno) vengono persi, poiché ogni mese le ovaie preparano diverse cellule, delle quali generalmente solo una diventerà il follicolo dominante, spegnendo (e di conseguenza perdendo) tutte le altre. Anche il follicolo dominante, come già spiegato, se non fecondato verrà perso.

La variabilità dell’epoca in cui la menopausa si presenta nelle diverse donne dipende da:

  • numero iniziale di ovociti che, seppur relativamente costante, può riflettere specifiche differenze tra diverse donne a causa di vari fattori;
  • condizioni ambientali o di stress che alterano il normale ciclo mestruale della donna (che quindi magari, sviluppando dei cicli anovulatori, può rimanere per mesi senza utilizzare e maturare alcun ovocita e quindi preservarne una quota maggiore per un periodo più duraturo);
  • numero di gravidanze (per i nove mesi della gravidanza e durante la fase di successivo allattamento la donna non ovulerà e quindi continuerà a non utilizzare ovociti),
  • patologie primarie o secondarie dell’ovaio che possono alterare la normale quota follicolare o il regolare funzionamento dell’ovaio, pensiamo ad esempio ad una menopausa precoce di tipo “artificiale” (a volte per patologie neoplastiche ormono-responsive è necessario interrompere la produzione degli ormoni sessuali ed indurre nella donna uno stato di menopausa farmacologica). Altre volte invece si verificano patologie multifattoriali per cui è lo stesso organismo purtroppo ad andare incontro ad una menopausa precoce, prima dei 40-45 anni. In altre donne invece è possibile assistere a casi di menopausa tardiva, ad esempio in caso di ovaio policistico, condizione per cui la donna rimane per lunghi periodi senza ciclo e arriva a 50 anni con una grande quota di follicoli ancora a disposizione.

Alla normale maturazione mensile di alcuni follicoli, si associa un delicato e fine equilibrio tra differenti ormoni ed organi:

  • l’ipotalamo è responsabile della produzione di GnRH, un ormone capace di stimolare a sua volta le cellule gonadotrope dell’ipofisi;
  • l’ipofisi, nella sua porzione anteriore, possiede cellule capace di produrre le “gonadotropine”, ovvero FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante). Il target di queste cellule si trova a livello dell’ovaio;
  • le ovaie, grazie ai follicoli che via via maturano sotto stimolo di FSH e successivamente di LH, producono estrogeni e progesterone, che esplicano poi un ruolo fondamentale a livello di vari organi a livello periferico:
    • utero, dove governano e regolano la proliferazione del foglietto endometriale per accogliere (se necessario) l’impianto embrionale. Quando questo impianto non avviene l’endometrio, che ormai si era preparato, viene espulso all’esterno sotto forma di mestruazione;
    • ossa, che necessitano dello stimolo da parte degli estrogeni per rimanere trofiche (sane e resistenti);
    • genitali esterni, come la vagina, dove producono un normale trofismo,
    • umore e desiderio sessuale e così via.

Sintomi

La durata e la gravità dei sintomi varia da donna a donna; iniziano a manifestarsi generalmente alcuni mesi o addirittura anni prima che il ciclo mestruale si arresti del tutto e mediamente durano per circa quattro anni dall’ultima mestruazione.

Quando la comparsa della menopausa è improvvisa (per esempio in caso di menopausa indotta artificialmente)i sintomi potrebbero essere più severi.

I sintomi tipici della menopausa sono correlati alla caduta più o meno graduale degli ormoni circolanti (estrogeni e progesterone) e si manifestano attraverso:

  • alterazioni del tono dell’umore, quali ansia, irritabilità, talvolta depressione,
  • calo della libido (riduzione del desiderio),
  • vampate e sudorazione (soprattutto notturna), poiché viene a risentirne la normale regolazione dell’asse vascolare. In alcuni casi più estremi si può addirittura assistere ad alterazioni della normale funzionalità cardiaca,
  • alterazioni del trofismo vaginale, con dolore durante i rapporti (che può essere uno dei fattori in grado di alimentare il calo della libido),
  • assenza, ovviamente, del flusso mestruale. Spesso questa mancanza può però verificarsi in maniera graduale, dando origine ad un periodo di mestruazioni sempre più infrequenti e sempre meno abbondanti che viene definito “peri-menopausa”,
  • infertilità, la donna ovviamente non è più in grado di concepire in maniera spontanea,
  • alterazione di cute, capelli e soprattutto del peso corporeo (che è spesso causa di malcontento nella donna, che vede cambiare il proprio peso nonostante l’alimentazione rimanga invariata); questo è correlato all’alterazione del metabolismo basale, in seguito a un concomitante avanzare dell’età e ovviamente del crollo ormonale.

Esiste poi un grande corteo di segni e sintomi che possono associarsi, come ad esempio:

  • cefalee,
  • vertigini,
  • disturbi del sonno (principalmente insonnia),
  • difficoltà di memoria e concentrazione,
  • palpitazioni,
  • rigidità articolare e dolori,
  • riduzione della massa muscolare,
  • incontinenza (soprattutto in specifiche condizioni, come il momento del bagno o della doccia),
  • infezioni del tratto urinario ricorrenti (ad esempio cistite).

fino ad arrivare a vere e proprie condizioni in grado di alterare la qualità di vita o causare complicazioni (come l’osteoporosi).

Diagnosi

La menopausa non è una malattia, pertanto parlare di diagnosi è in questo caso improprio.

La menopausa è una condizione dell’organismo femminile, che necessita quindi soltanto di una “definizione”:

Definiamo menopausa l’assenza per almeno 12 mesi consecutivi della mestruazione.

Ricordiamo invece che in epoca fertile viene definita amenorrea secondaria l’assenza consecutiva per almeno 6 mesi della mestruazione.

Per poter poi davvero capire se si tratti o meno di menopausa possiamo utilizzare alcuni esami strumentali in grado di aiutarci:

  • dosaggi ormonali da prelievo di sangue, da cui è possibile osservare un’alterazione del normale equilibrio tra estrogeni, progesterone e gonadotropine a monte di essi;
  • ecografia pelvica, dove studiando l’utero e poi l’ovaio potremmo vedere alcuni segni caratteristici (tipico della menopausa è un endometrio “lineare”, che non è più suscettibile alla normale proliferazione mensile indotta dal rialzo ormonale).

Rimedi e cura

La necessità di una terapia sopraggiunge nei casi in cui la menopausa non è “fisiologica”, ma ad esempio insorge in un’epoca eccessivamente precoce per la quale tutte le complicanze che essa comporta, in primis l’alterazione della densità minerale ossea, potrebbero rappresentare un vero rischio per la salute della donna. In questi casi la terapia ormonale sostitutiva altro non fa che sopperire, in maniera quanto più possibile vicina all’equilibrio naturale, alla mancanza degli ormoni sessuali.

Vi sono poi casi in cui alcune donne, che vedono stravolta la propria qualità di vita dalla mancanza degli ormoni, richiedano espressamente al proprio ginecologo di ricevere assistenza con terapia ormonale a base di ormoni sintetici o naturali (pensiamo ad esempio al diffuso utilizzo dei fito-estrogeni).

In altri casi è possibile utilizzare farmaci comuni, di uso comune per altre patologie, che possono trattare il singolo sintomo:

  • analgesici per le cefalee più frequenti del normale,
  • vitamina D e integratori per migliorare il trofismo osseo,
  • farmaci per aiutare il trofismo vaginale, gel o creme per facilitare i rapporti,
  • antidepressivi quando la condizione umorale raggiunge livelli che possono destare allerta.

Altri accorgimenti

L’insorgenza della menopausa non può essere prevenuta, ma la donna può spesso essere aiutata ad affrontarla nel modo migliore possibile:

  1. Supporto nutrizionale e attività sportiva possono ridurre l’eventuale accumulo di peso che può verificarsi (l’attività sportiva può inoltre permettere un miglioramento del tono dell’umore).
  2. Supporto psicologico, nel caso in cui la depressione possa poi comportare un peggioramento della qualità di vita
  3. Antiossidanti e integratori nutrizionali per supportare le carenza, soprattutto a livello osseo.
  4. Corretta idratazione, per aiutare la vaso-regolazione, la pressione e il trofismo di cute e mucose.

Rimedi per le vampate

In caso di vampate di calore e sudorazioni notturne in grado di impattare significativamente sulla qualità di vita della donna, è possibile adottare alcuni semplici accorgimenti per contrastarne gli effetti:

  • indossare abiti leggeri e vestirsi a strati,
  • praticare yoga o altre discipline rilassanti come il training autogeno o tecniche di respirazione,
  • mantenere la camera fresca di notte,
  • fare una doccia, usare un ventilatore o bere una bibita fresca,
  • ridurre i livelli di stress,
  • evitare i potenziali fattori scatenanti, come cibo piccante, caffeina, fumo e alcol,
  • praticare regolarmente esercizio fisico e perdere peso se necessario (le donne in sovrappeso in genere manifestano vampate più severe e frequenti),
  • valutare con il medico il ricorso a integratori o farmaci.

 

A cura della Dott.ssa Ergasti Raffaella

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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