Miocardite: cause, sintomi e cura

Introduzione

Per miocardite s’intende un’infiammazione del miocardio, cioè il muscolo che costituisce la parete del cuore e che è rivestito da 2 membrane:

  • endocardio (membrana interna)
  • pericardio (membrana esterna)

L’infiammazione porta ad un’alterazione dei miocardiociti (le cellule muscolari che compongono il miocardio) che possono infine andare incontro a necrosi (morte cellulare).

I soggetti più sensibili allo sviluppo di miocardite sono:

Tra i segni e i sintomi più comuni ricordiamo:

  • dolore toracico,
  • affaticamento,
  • mancanza di respiro,
  • alterazioni del ritmo cardiaco

La prognosi di pende dal tipo di miocardite e dalle condizioni cliniche generali di partenza del soggetto che ne è affetto; nella maggior parte dei casi la miocardite guarisce in 4-6 settimane senza complicazioni e senza necessità di terapia, semplicemente osservando un periodo di riposo.

Talora la miocardite cronicizza (si ripresenta periodicamente) e può evolvere verso un quadro di cardiomiopatia dilatativa (il cuore si ingrossa in modo anomalo) e dunque portare a scompenso cardiaco; non esiste purtroppo ad oggi una strategia di prevenzione delle recidive, che tuttavia si presentano solo in circa il 10-15% circa dei casi.

In alcuni casi la prognosi è infausta e la miocardite conduce alla morte in tempi incredibilmente rapidi, ancora prima che questa possa essere diagnosticata. Si parla in questi casi di morte cardiaca improvvisa per miocardite fulminante.

Uomo che si tocca al petto

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Cause

Le cause di miocardite sono numerose.

  • Infettive: questa è la causa più frequente e l’infezione può essere di origine
    • Virale. I virus sono causa più frequente di miocardite in occidente (miocardite virale). Tra i virus coinvolti ricordiamo
    •  Batterica
      • haemophilus influenzae (più spesso responsabile di quadri di otite mediasinusitebronchite e polmonite)
      • vibrio colerae (batterio causa del colera)
      • Corynebacterium diphtheriae (agente causale della difterite, oggi sconfitta in Italia)
    • Protozoaria. La miocardite da protozoi è più diffusa nei Paesi in via di sviluppo. Tra i protzoi che più di frequente ne sono causa ricordiamo il trypanosoma cruzi (responsabile della Malattia di Chagas).
    • Autoimmune: è legata ad una attività abnorme del sistema immunitario, spesso secondaria ad un’iniziale infezione virale. Inoltre non è infrequente il coinvolgimento del miocardio in patologie del sistema immunitario quali
      • Lupus eritematoso sistemico
      • Sclerosi sistemica
      • Sarcoidosi
      • Anche un particolare tipo di miocardite, la miocardite a cellule giganti, la cui origine non è ancora completamente nota, sembra attribuibile ad un processo autoimmune
  • Da farmaci: i più noti sono
    • Antiblastici (come la doxorubicina)
    • Antipsicotici (come la clozapina)
  • Da sostanze tossiche, come la cocaina
  • Da agenti fisici, come l’esposizione a radiazioni

S’ipotizza che anche il virus responsabile del COVID-19 possa in alcuni pazienti innescare e sostenere una miocardite virale.

Sintomi

La presentazione clinica della miocardite può essere estremamente variabile.

È possibile classificare le diverse forme della malattia come segue:

  • Fulminanti: caratterizzate da una grave ed improvvisa disfunzione cardiaca che risulta spesso letale.
  • Simil-infartuali: il paziente presenta dolore al torace simile quello dell’infarto.
  • A presentazione aritmica: con alterazioni del ritmo cardiaco.
  • Croniche: con una progressione subdola che conduce a scompenso cardiaco.

I sintomi di miocardite avvertiti più di frequente sono:

Capita spesso, soprattutto nei casi di miocardite virale, che i sintomi  siano preceduti da manifestazioni simil-influenzali come

In alcuni casi la miocardite decorre in maniera del tutto asintomatica, al punto che il soggetto non si rende conto dell’infiammazione in corso.

Complicazioni

Le possibili complicanze comprendono:

  • Endocardite, nel caso in cui l’infiammazione dovesse estendersi all’endocardio (la membrana che riveste l’interno delle camere cardiache).
  • Pericardite, nel caso in cui l’infiammazione dovesse estendersi al pericardio (la membrana che riveste l’esterno del cuore).
  • Infarto o ictus, perché se il muscolo cardiaco non è in grado di pompare efficacemente il sangue, questo può accumularsi a livello cardiaco e formare più facilmente coaguli in grado di ostruire vasi sanguigni nell’organismo.
  • Aritmie, ossia alterazioni del ritmo cardiaco.
  • Sepsi, che di solito si verifica in seguito a miocardite batterica, quando il patogeno entra nel circolo sanguigno e si diffonde nell’organismo.
  • Scompenso cardiaco, che si verifica quando un cospicuo numero di cellule miocardiche viene danneggiata. In queste condizioni il muscolo cardiaco non riesce più a pompare il sangue.

Nei casi a prognosi più infausta, la miocardite può condurre alla morte.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata dal medico grazie a:

  • Anamnesi: consiste nella raccolta delle informazioni che il paziente può fornire al medico riguardo patologie precedenti o in corso, sintomi in corso o avvertiti durante i giorni precedenti. Ai fini della diagnosi risulta importante raccogliere anche indicazioni riguardo l’abitudine al consumo di alcool, il fumo, nonché la professione (per valutare la possibile esposizione ad agenti tossici) e l’assunzione di farmaci.
  • Esame obiettivo: cioè la visita medica, durante la quale il medico ausculta il torace del paziente.
  • Esami del sangue: vengono effettuati prelevando sangue venoso, tipicamente dal braccio, sul quale vengono valutati i livelli di alcuni indici capaci di dimostrare la presenza di infiammazione e di danno miocardico.
  • Elettrocardiogramma: esame che viene effettuato posizionando degli elettrodi sul torace del paziente. Il medico, attraverso l’elettrocardiogramma, è capace di individuare alterazioni che indicano la presenza di danno miocardico.
  • Esami di imaging
    • Ecocardiogramma. Esame diagnostico che sfrutta gli ultrasuoni per visualizzare le camere cardiache.
    • Risonanza magnetica cardiaca. Esame diagnostico che sfrutta i campi magnetici per visualizzare l’anatomia del cuore.
  • Biopsia: esame invasivo, ma che permette la diagnosi di certezza. Si effettua grazie ad un catetere che partendo dalla vena giugulare, viene condotto fino al cuore attraverso il controllo dei raggi X. Una volta giunti a livello cardiaco viene prelevata una piccola parte di tessuto miocardico che verrà poi analizzato in laboratorio. Generalmente il paziente viene tenuto sotto osservazione per 24h dopo l’esecuzione dell’esame diagnostico.

Cura

La terapia varia in base alla causa scatenante, come ad esempio:

  • Antibiotici: sono utilizzati nel caso in cui la miocardite sia associata ad infezione batterica.
  • Cortisonici ed immunosoppressori: sono utilizzati nel caso in cui la miocardite sia associata a patologie autoimmuni.

Durante la fase acuta è indicato il riposo e, nel caso di pazienti sintomatici:

  • Digossina: farmaco che viene utilizzato perché in grado di aumentare la capacità di contrazione delle cellule miocardiche contribuendo a pompare il sangue in periferia.
  • Diuretici: vengono utilizzato per il trattamento di pazienti che presentano edemi (come nel caso di caviglie e piedi gonfi), perché utili a ridurre la ritenzione di liquidi.
  • Ace inibitori: vengono utilizzati per il trattamento di pazienti che abbiano sviluppato insufficienza cardiaca
  • Beta bloccanti: vengono utilizzati per il trattamento dei pazienti con aritmie e scompenso cardiaco.

Nei casi più gravi può diventare necessario ricorrere al trapianto cardiaco.

 

A cura della Dr.ssa Maria Teresa Bitonti

 

Fonti e bibliografia

  • Rugarli. Medicina interna sistematica
  • Medicina interna di Netter
  • Myocarditis

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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