Introduzione

Il mollusco contagioso è una malattia dermatologica di origine virale, che si manifesta con la comparsa di papule a forma di cupola con un cratere centrale, di colore rosa-perlaceo; le caratteristiche lesioni

  • possono essere singole o multiple e interessare qualsiasi distretto cutaneo,
  • hanno in genere dimensioni di 2-5 mm,
  • solitamente non danno sintomi, se non, a volte, prurito o leggero fastidio (mai dolore).

Più comunemente colpisce i bambini, anche se può di fatto verificarsi a qualunque età.

 

Il mollusco contagioso, nonostante il nome, è una malattia cutanea di origine virale; il contagio può avvenire per:

  • contatto diretto ravvicinato (tccare la pelle di una persona infetta),
  • toccare oggetti contaminati (asciugamani, giocattoli, vestiti, biancheria, …),
  • contatto sessuale.

In caso di comparsa delle lesioni il virus può facilmente diffondersi anche in altre aree.

La condizione è tipicamente benigna e innocua e tende a migliorare in pochi mesi senza alcun trattamento specifico, tuttavia a causa della possibile diffusione e autoinoculazione possono essere necessari fino a 18 mesi o più perché la si risolva completamente.Possono verificarsi recidive a distanza di tempo, ma non è la norma.

Un eventuale trattamento viene in genere raccomandato solo nel caso dei bambini più grandi e degli adulti quando le papule siano particolarmente sgradevoli a livello estetico e/o in caso di pazienti con un sistema immunitario indebolito; in tali casi tra le terapie disponibili ricordiamo.

  • liquidi, gel o creme che vengono applicati direttamente sulla pelle,
  • procedure ambulatoriali minori come la crioterapia (dove le papule del mollusco contagioso vengono rimosse per congelamento).

Foto e immagini

Fotografia di mollusco contagioso su un braccio

iStock.com/JodiJacobson

Mollusco contagioso sul viso

iStock.com/kickstand

Cause

La malattia è causata dal molluscum contagiosum virus (MCV), appartenente alla famiglia Poxviridae. Il suffisso pox contenuto nel nome fa riferimento alle vescicole (in inglese, poxes) prodotte dal virus del vaiolo, altro virus facente parte della famiglia.

Si tratta di una patologia piuttosto comune a trasmissione interumana con il contagio che si verifica:

  • mediante contatto diretto (compresa la trasmissione sessuale),
  • attraverso l’uso di oggetti contaminati (per esempio, spugne, asciugamani),
  • attraverso l’acqua: piscine, bagni e saune sono tutti luoghi dove è facile contagiarsi,
  • mediante autocontagio: un individuo affetto, toccando o grattando le proprie lesioni, può trasportare in altri distretti corporei il materiale infetto. L’autoinoculazione può avvenire anche con la rasatura: il rasoio può
    • tagliare le papule spargendo il loro contenuto infetto,
    • fungere da oggetto contaminato se viene utilizzato in altre parti del corpo o da altre persone.

Non si sa esattamente per quanto un soggetto sia contagioso a seguito del contagio, ma si ritiene che lo rimanga almeno alla scomparsa dell’ultima papula.

Fattori di rischio

I soggetti più colpiti dal mollusco contagioso sono rappresentati da:

  • bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni, a causa di un sistema immunitario ancora immaturo,
  • individui in età adulta in caso di partner multipli,
  • pazienti con patologie dermatologiche come la dermatite atopica, perché la pelle danneggiata costituisce un fattore favorente le infezioni,
  • immunodepressi, come pazienti in trattamento cronico con corticosteroidi, soggetti che si stanno sottoponendo a cicli di chemioterapia, trapiantati e individui HIV-positivi (nei soggetti affetti da AIDS conclamato i meccanismi di immunità cellulo-mediata, che intervengono in caso di infezioni virali, sono deficitari).

Sintomi

La malattia ha un periodo di incubazione di 1-6 mesi, trascorso il quale l’individuo affetto manifesta lesioni cutanee

  • costituite da papule, ovvero formazioni rilevate, emisferiche, lucide, di colore perlaceo, a forma di cupola con una depressione centrale che appare come un cratere ripieno di detriti cellulari, componenti virali e acidi grassi,
  • di dimensioni finali di circa 0,2-0,5 cm, raggiunte in 2-3 mesi,
  • in forma solitaria o multipla,
  • con compresenza di isomorfismo di Koebner (il soggetto affetto che subisce un trauma alla cute, anche lieve, sviluppa le lesioni caratteristiche del mollusco nella sede colpita),
  • che possono essere soggette a infiammazione, presentandosi come un foruncolo,
  • che possono divenire pruriginose, se si infiammano.

Il virus può infettare qualsiasi zona della pelle, ad eccezione delle palme delle mani e delle piante dei piedi. Le regioni cutanee più colpite sono quelle esposte, come:

  • volto
  • collo
  • arti
  • glutei
  • ventre
  • genitali, inguine e nella zona intorno all’osso pubico, soprattutto in caso di trasmissione sessuale.

Nei soggetti HIV-positivi la malattia assume aspetti atipici:

  • i molluschi sono particolarmente diffusi in forma multipla al volto,
  • le dimensioni delle papule sono maggiori,
  • le lesioni sono refrattarie al trattamento
  • e sono associati a una prognosi sfavorevole per quanto riguarda il decorso dell’AIDS.

Il mollusco contagioso può venire contratto più volte nel corso della vita, non si acquisisce cioè immunità al virus a seguito della prima esposizione.

È importante evitare lo schiacciamento e la rottura delle papule, poiché ciò aumenta il rischio che l’infezione si diffonda ad altre parti del corpo.

Complicazioni

Di norma il mollusco contagioso si risolve spontaneamente in un arco di tempo che va dai sei mesi a un anno. In alcuni casi, tuttavia, le lesioni permangono più a lungo.

Di norma, le papule guariscono senza lasciare reliquati, ma, se le lesioni sono di grandi dimensioni e se si infiammano, possono residuare delle cicatrici, anche se si tratta di un’evenienza non comune.

Più raramente le lesioni del mollusco possono andare incontro a sovrainfezione batterica, tuttavia ciò si verifica soprattutto nei soggetti HIV-positivi.

Diagnosi

L’esame visivo è quasi sempre sufficiente per porre diagnosi di mollusco contagioso, avendo le lesioni un aspetto peculiare. Il medico curante o il dermatologo dovrà tuttavia distinguere le papule da altre lesioni simili, quali quelle che si osservano in corso di:

In casi selezionati si ricorre ad una biopsia per l’esame istologico da eseguire al microscopio, al fine di formulare una diagnosi certa.

Cura e terapia

Le lesioni all’inguine negli adulti vengono in genere sempre trattate onde prevenire la loro diffusione attraverso contagio sessuale, diversamente non di per sé necessario alcun trattamento, dal momento che la malattia va incontro a guarigione spontanea, a meno che le lesioni non siano antiestetiche o causa di insofferenza da parte del paziente.

Le opzioni di trattamento ambulatoriale del mollusco contagioso prevedono:

  • curettage delle singole lesioni (si pratica con uno strumento metallico, detto curette, che termina a un’estremità a forma di minuscolo cucchiaino dai margini taglienti),
  • crioterapia con azoto liquido,
  • bruciatura mediante laser o corrente elettrica.

In genere non è richiesta alcuna anestesia, tranne nei casi in cui le papule siano grosse o la rimozione sia particolarmente fastidiosa per il paziente. La terapia può comportare una o più sedute, dal momento che possono comparire gittate successive di papule.

Tali procedure vanno effettuate rigorosamente ed esclusivamente da personale medico, in quanto un’autoterapia potrebbe condurre a sovrainfezioni e ulteriori diffusione dell’infezione.

Le opzioni farmacologiche comprendono diversi tipi di creme da applicazione localmente a base di:

  • acido tricloroacetico,
  • podofillina,
  • cantaridina,
  • tretinoina,
  • imiquimod, un immunomodulatore,
  • idrossido di potassio.

È controindicato l’impiego di cortisone, farmaco che deprime ulteriormente le difese immunitarie e che favorirebbe quindi la duplicazione del virus.

Prevenzione

Al fine di prevenire il contagio e la diffusione del virus responsabile del mollusco contagioso si raccomanda di:

  • lavarsi accuratamente le mani,
  • non usare asciugamani, rasoi, spugne o biancheria di altre persone,
  • non radersi o depilarsi nella regione in cui sono presenti le papule,
  • evitare di avere rapporti sessuali in caso di lesioni genitali, onde evitare il contagio,
  • coprire le lesioni con un cerotto o una medicazione le lesioni, per prevenire la diffusione del virus a distanza, la contaminazione di oggetti e il contagio ad altre persone,
  • non toccare né tanto meno grattare le lesioni.

i bambini affetti possono frequentare l’asilo o la scuola, a patto di coprire le lesioni con una medicazione per evitare di contagiare altri soggetti

 

A cura della Dr.ssa Giovanna Celia, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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