Morbo di Haglund: cause, sintomi e cura

Introduzione

La malattia di Haglund venne descritta per la prima volta da Patrick Haglund nel 1927; anche nota come esostosi (protuberanza ossea) retrocalcaneare o deformità di Haglund, si presenta come una crescita ossea anomala sul tallone che diventa causa di dolore nella parte posteriore, che caratteristicamente si presenta all’inizio della camminata dopo un periodo di riposo.

È una condizione clinica molto comune, ma le cause esatte che conducono al suo sviluppo non sono ancora state chiarite; il disturbo tende a presentarsi tra i 25 e 50 anni, soprattutto tra le donne e gli sportivi, in particolare marciatori, maratoneti e corridori, molto probabilmente favorito anche dal tipo di calzature indossate e dalle continue sollecitazioni a cui il tallone è sottoposto.

La valutazione clinica (visita medica) e le radiografie laterali della caviglia sono sufficienti per formulare una diagnosi della sindrome di Haglund, che viene spesso trattata in modo conservativo (riposo, fisioterapia, farmaci antinfiammatori); il trattamento chirurgico è invece riservato solo alle forme resistenti.

Cenni di anatomia piede

Il piede è una struttura anatomica del corpo umano costituita da

  • ossa,
  • articolazioni,
  • muscoli,
  • tendini
  • e legamenti.

Oltre che di supporto, svolge un’importante funzione di locomozione permettendo di camminare, correre e saltare. Anatomicamente viene diviso in tre sezioni:

  • Avampiede: contiene le 5 dita (falangi) e 5 ossa lunghe (metatarsi)
  • Mesopiede: raccolta piramidale che contiene le 3 ossa cuneiformi, l’osso cuboide e l’osso navicolare
  • Retropiede: comprende l’astragalo e il calcagno (osso del tallone), il più grande del piede

Muscoli, tendini e legamenti corrono lungo le superfici del piede, consentendo i movimenti complessi necessari per la locomozione e l’equilibrio. Il tendine d’Achille, infine, è una struttura fondamentale che collega i muscoli del polpaccio al calcagno.

Il morbo di Haglund si sviluppa come escrescenza ossea nella parte posteriore del piede, dove il tendine di Achille si inserisce nell’osso del tallone.

Fotografia di un piede in cui si apprezza la sporgenza ossea sulla parte posteriore del tallone

iStock.com/LeventKonuk

Cause

La deformità di Haglund si sviluppa in genere in seguito ad una pressione frequente sulla parte posteriore dei talloni, ad esempio a causa di scarpe troppo strette o rigide nel tallone.

Tra i principali fattori di rischio legati alla patologia ricordiamo:

  • Osso del tallone (calcagno) prominente che inclina verso l’esterno, con un maggior rischio di sfregamento sulla porzione posteriore delle scarpe
  • Supinazione del piede (ruotato verso l’esterno) durante il movimento
  • Tendine d’Achille stretto, che può esercitare una pressione sul calcagno
  • Utilizzo di alcuni tipi di calzature che possono peggiorare il quadro clinico (ad esempio con suola rigida)
  • Praticare alcuni tipi di sport: marciatori, maratoneti e corridori sottopongono le strutture osteoarticolari del piede ad una maggior sollecitazione meccanica che alla lunga può portare allo sviluppo di microtraumi

Più rara è invece la presenza congenita dell’anomalia ossea.

Segni e sintomi

La deformità di Haglund può manifestarsi su uno o su entrambi i piedi; segni e sintomi possono derivare sia dalla presenza dell’escrescenza in sé, ma anche dall’infiammazione delle strutture circostanti che possono portare allo sviluppo di tendinopatia achillea inserzionale e/o di una borsite retrocalcaneare.

Tra i sintomi più caratteristici ricordiamo:

  • Sporgenza ossea ben visibile nella porzione posteriore del piede (vedi foto precedente)
  • Dolore lungo il tendine d’Achille
  • Gonfiore nella parte posteriore del tallone
  • Rossore vicino al tessuto infiammato

Diagnosi

La diagnosi della sindrome di Haglund è in genere semplicemente basata sulla storia clinica e sui segni/sintomi di malattia; le alterazioni radiografiche possono aggiungere un ulteriore indizio alla diagnosi, sebbene non esistano criteri radiologici definiti per diagnosticare la deformità di Haglund, specialmente nelle prime fasi. Un’ecografia può eventualmente aiutare ad identificare l’eventuale presenza di borsite retrocalcaneare, mentre nelle forme di difficile identificazione è possibile ricorrere ad una risonanza magnetica.

Diagnosi differenziale

Il morbo di Haglund dev’essere differenziato da altre patologie che possono risultare clinicamente simili:

  • Borsite retrocalcaneare: infiammazione della borsa sierosa localizzata tra il tendine d’Achille e il calcagno
  • Tendinopatia achillea inserzionale: infiammazione del tendine d’Achille
  • Fascite plantare: malattia infiammatoria che coinvolge la guaina muscolare che avvolge la pianta del piede

Trattamento

Per il morbo di Haglund vengono utilizzati inizialmente i cosiddetti metodi di trattamento conservativo, che includono il riposo per un breve periodo di tempo con astensione dall’attività fisica, in associazione a farmaci analgesici come il paracetamolo (Tachipirina) o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, il naprossene o l’aspirina. Anche l’utilizzo di impacchi di ghiaccio da apporre sulla zona coinvolta possono essere utili ad alleviare il dolore. Per migliorare la postura e la pressione a livello del piede è opportuno l’utilizzo di plantari e cuscinetti.

Nel caso in cui queste metodiche non dovessero funzionare si deve ricorrere alla chirurgia che permetterà di rimuovere l’osso in eccesso dal tallone, levigandolo e limandolo riducendo la pressione sulla borsa sierosa e sui tessuti molli.

 

A cura del Dr. Francesco Netto, medico chirurgo

 

Bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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