Naso rotto, come capirlo? Cosa fare? Quando preoccuparsi?

Introduzione

Le ossa nasali sono tra tutte le ossa del viso quelle che più frequentemente subiscono una frattura, principalmente perché occupano una posizione centrale nel volto e sono le più protrudenti. L’agente causale è tipicamente di natura traumatica e può eventualmente associarsi a frattura dello zigomo (zona del viso posta inferiormente all’occhio) e della mascella.

I sintomi comprendono perdita di sangue dal naso, gonfiore ed ematomi del naso ed alterazioni della forma del naso.

Naso rotto

Shutterstock/swissmacky

La diagnosi è clinica, ovvero basata sulla visita ed in particolare sull’osservazione dei sintomi, ma possono essere richiesti ulteriori esami strumentali in caso vengano sospettate altre fratture facciali.

Il trattamento prevede, ove necessario, la riduzione della frattura, che viene condotta per via conservativa o chirurgica a seconda della gravità, e il posizionamento di un immobilizzatore (contenzione della frattura) per una decina di giorni al fine di permettere il saldamento delle ossa rotte.

Cause

Le fratture nasali si verificano secondariamente ad un evento traumatico ad alta intensità, superiore a 15-30 Kg per pollice quadrato, che interessa il volto, come:

  • Cadute
  • Incidenti stradali
  • Traumi da attività sportive di contatto, ad esempio rugby, calcio, pugilato o arti marziali come karate, taekwondo, …
  • Aggressioni e colluttazioni fisiche
  • Incidenti domestici

È molto importante distinguere la frattura delle ossa nasali con la frattura del setto nasale. Le ossa nasali infatti sono solo due (1 in figura), sono poste una accanto all’altra a partire dall’osso frontale del cranio e si continuano con i tessuti cartilaginei che costituiscono il setto nasale. Ossa nasali e setto nasale sono le strutture che definiscono la forma del naso di una persona.

Anatomia del naso

1. Osso nasale, 2. Cartilagine del setto, 3. Cartilagine laterale, 4. Cartilagine alare maggiore, 5. Tessuto fibroadiposo, 6. Cartilagine alare minore, 7. Crus mediale, 8. Pavimento nasale, 9. Cartilagine del setto nasale- Shutterstock/Sakurra

La frattura delle ossa nasali è molto comune al contrario di quella del setto nasale che, essendo una struttura osteocartilaginea e quindi per sua stessa natura dotata di maggior elasticità, tende a rompersi solo per traumi ad elevata energia.

Sintomi: come capire se il naso è rotto

I sintomi caratteristici della frattura nasale comprendono:

  • Epistassi (fuoriuscita di sangue dal naso)
  • Perdita di muco
  • Edema locale (gonfiore della piramide nasale) che, ameno nelle fasi iniziali, può mascherare l’alterazione del profilo nasale
  • Ematomi (raccolta di sangue sotto-pelle) sul naso e sotto gli occhi
  • Ipermobilità (il naso tende a muoversi rispetto alla sua posizione normale) e deformità nasale
  • Crepitio
  • Dolore
  • Contusione periorbitaria (attorno all’occhio)

Complicanze

La frattura delle ossa nasali può portare a complicanze sia di natura estetica (deformità del naso) che di natura funzionale, con alterazioni della funzione respiratoria (deviazione del setto ed ostruzione nasale).

In rari casi può avvenire una frattura della lamina cribrosa che predispone all’insorgenza di meningite o ascesso cerebrale (raccolta di pus nel cervello). La frattura di quest’osso si manifesta mediante la fuoriuscita dalle narici nasali di un liquido giallo citrino, ovvero il liquor cerebrale (rinoliquorrea), che richiede IMMEDIATA attenzione medica.

Quando rivolgersi al medico

Si raccomanda un’immediata valutazione medica in caso di trauma della regione facciale che causi:

Diagnosi

Lo specialista nell’ambito delle fratture nasali è il medico otorinolaringoiatra che, raccolta l’anamnesi dal paziente e valutando in particolare le modalità con cui è avvenuto l’incidente ed il conseguente trauma facciale, effettuerà l’esame obiettivo con un’accurata palpazione della piramide nasale per identificare la presenza di avvallamenti o di rime di frattura.

Tra gli esami strumentali che possono essere di supporto alla diagnosi non rientra la radiografia semplice del naso in quanto tale esame non è dotato di sufficiente sensibilità e specificità; al contrario è la TAC ad essere frequentemente richiesta in caso siano sospettate altre fratture facciali o complicanze, in in virtù di un’altissima sensibilità e specificità.

Cosa fare subito?

L’NHS inglese consiglia di:

  • Applicare impacchi di ghiaccio avvolti in un panno morbido sul naso 15 minuti circa, più volte al giorno
  • Assumere antidolorifici (l’aspirina in particolare potrebbe tuttavia peggiorare il sanguinamento ed è quindi normalmente controindicata)
  • Favorire l’interruzione della perdita di sangue dal naso, mantenendo una posizione seduta od eretta e sporgendosi in avanti; se possibile comprimere le narici per un massimo di 15 minuti
  • Mantenere la testa verticale anche in caso di posizione sdraiata contribuirà a ridurre il gonfiore.

Evitare invece di:

  • provare a raddrizzare il naso da soli se questo ha cambiato forma, rivolgersi invece al medico per lesioni minori od in Pronto Soccorso per fratture più importanti
  • indossare gli occhiali fino a che il gonfiore non sia scomparso, a meno di assoluta necessità
  • non stringere o soffiare il naso fino a guarigione avvenuta
  • praticare esercizio fisico intenso per le prime 2 settimane e per almeno 6 settimane in caso di rischi di traumi al viso.

Cura

Il trattamento delle fratture nasali richiede:

  • Controllo dei sintomi, mediante crioterapia (applicazione di impacchi freddi) ed assunzione di analgesici (FANS, come paracetamolo ed ibuprofene)
  • Incisione degli ematomi del setto: questi vanno subito incisi e drenati per prevenire la necrosi della cartilagine

Il trattamento potrà essere di tipo conservativo o chirurgico a seconda della tipologia di trauma e gravità della lesione:

  • Applicazione di scudo nasale protettivo per due settimane: è un trattamento riservato a fratture piccole e composte al fine di permettere la calcificazione delle stesse
  • Riduzione della frattura: la riduzione si effettua in due casi:
    • Deformità clinicamente visibili della piramide nasale (motivo estetico)
    • Ostruzione delle vie aeree (difficoltà respiratorie)

    Si pratica a distanza di 3-4 giorni dalla frattura per permettere il riassorbimento dell’edema e comunque entro i 14 giorni, ovvero prima del consolidamento dei frammenti ossei dislocati. La procedura generalmente si effettua sotto anestesia locale, solo nei bambini è richiesta l’anestesia generale. Una volta riallineata la frattura verranno posti bendaggi e tamponi nasali per bloccare possibili sanguinamenti e stabilizzare le ossa e contestualmente viene posta una mascherina nasale di contenzione per proteggere e guidare la cicatrizzazione

  • Intervento chirurgico di settoplastica: le fratture del setto non si possono stabilizzare in altro modo che con un intervento chirurgico, da effettuare in un secondo momento.
  • In caso di frattura della lamina cribrosa con conseguente perdita di liquido cefalorachidiano occorre il ricovero immediato con riposo assoluto ed elevazione della testa. Verrà posto un drenaggio lombare ed impostata una terapia antibiotica ad ampio spettro. Se non si risolve in tal modo occorre riparare chirurgicamente la base cranica mediante l’uso di placchette metalliche e viti.

Prevenzione

Al fine di prevenire eventuali fratture nasali è bene seguire alcune misure volte a proteggere tale regione del viso, come:

  • Indossare le protezioni previste durante l’esecuzione di sport
  • Allacciare sempre le cinture di sicurezza

 

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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