Neurite vestibolare: cause, sintomi e cura

Neurite vestibolare o labirintite?

La maggior parte degli autori considera i due termini, neurite vestibolare e labirintite, sostanzialmente sinonimi, al pari di numerose altre denominazioni variamente utilizzate, come neuronite vestibolare, neurite, neuropatia del nervo vestibolare, neuronite virale, neurolabirintite, paralisi vestibolare, vertigine periferica, neuropatia acuta vestibolare o deficit unilaterale acuto vestibolare.

Altre fonti, ad esempio i medici della John Hopkins e della Cleveland Clinic, riconoscono alcune sottili differenze:

  • La neurite vestibolare e la labirintite sono malattie strettamente correlate. La neurite vestibolare è legata al gonfiore di un ramo del nervo vestibolococleare (la porzione vestibolare) che colpisce l’equilibrio. La labirintite comporta il gonfiore di entrambi i rami del nervo vestibolococleare (porzione vestibolare e cocleare), andando quindi a colpire equilibrio e udito, per questo i sintomi della labirintite sono sovrapponibili a quelli della neurite vestibolare più acufene (ronzio o sibilo avvertito nell’orecchio interessato) e/o perdita dell’udito. (Cleveland Clinic)
  • La labirintite è una condizione infiammatoria o infettiva che colpisce il labirinto (cavità ossea dell’orecchio interno, sede dell’udito e dell’equilibrio), provocando vertigini prolungate e perdita dell’udito. La neurite vestibolare è una condizione che colpisce il nervo vestibolare, che collega l’orecchio interno al cervello, causando vertigini prolungate di solito in assenza di una significativa perdita dell’udito. (John Hopkins)
Neurite vestibolare

Shutterstock/Axel_Kock

In ultima analisi, parlando di neurite vestibolare, si riconosce quindi una compromissione dell’equilibrio, ma in assenza di sintomi riconducibili all’udito.

È un disturbo autolimitante, ovvero in grado di risolversi spontaneamente ed in genere senza complicazioni, tanto che la maggior parte dei pazienti guarisce completamente; nonostante questa prognosi ottima i sintomi caratteristici,  vertigini, nausea, vomito e conseguenti difficoltà a muoversi, possono essere realmente invalidanti a breve termine.

La neurite vestibolare condivide anche caratteristiche cliniche con patologie meno benigne, come ad esempio lesioni vascolari acute del sistema nervoso centrale, dalle quali deve essere accuratamente differenziata per evitare morbilità e mortalità.

Cause

La neurite vestibolare è generalmente interpretata come una malattia infiammatoria virale (o post-virale, ad esempio a seguito di infezioni relativamente banali come raffreddore ed influenza, o come riattivazione di un herpes virus latente) che colpisce la porzione vestibolare dell’ottavo nervo cranico, responsabile del senso dell’equilibrio, raccogliendo tra l’altro costantemente informazioni relative all’accelerazione lineare ed angolare della testa (l’altro ramo, il nervo cocleare, è invece deputato al senso dell’udito).

Nonostante questa sia l’ipotesi più condivisa dalla comunità medica, esistono di fatto pochi dati a reale sostegno di questo tesi, nonostante l’ampia diffusione della condizione (si stima che sia la terza causa più comune di vertigine periferica dopo le vertigini posizionali benigne e la malattia di Meniere).

Sintomi

Il paziente tipico affetto da neurite vestibolare lamenta in genere un esordio piuttosto rapido caratterizzato da

  • Vertigini e difficoltà di equilibrio
  • Nausea e vomito.

I sintomi nella neurite vestibolare peggiorano con il movimento della testa, ma sono comunque costanti, a differenza di quanto accade con l’andamento intermittente delle vertigini parossistiche posizionali benigne e la malattia di Meniere.

I sintomi generalmente si sviluppano nell’arco di alcune ore, raggiungono il picco entro 1-2 giorni; la durata complessiva è di qualche giorno, prima di risolversi spontaneamente. e in genere durano diversi giorni prima di risolversi senza intervento.

Il mal di testa non fa parte del quadro tipico della neurite vestibolare, così come sono assenti sintomi centrali quali disturbi della visione, alterazioni sensoriali, debolezza, disartria (difficoltà di linguaggio legata a disturbi muscolari), mancanza di coordinazione o incapacità di camminare.

Complicazioni

La neurite vestibolare esita in una completa risoluzione nella maggior parte dei pazienti, anche se alcuni  potrebbero lamentare la persistenza dei sintomi per diversi mesi e fino ad un anno.

Una recidiva, ovvero un nuovo episodio, è possibile ma non comune.

Tra le possibili complicazioni spicca tuttavia l’eventualità di sviluppare un disturbo di vertigine parossistica posizionale benigna (BPPV) od una Dizziness Posturale Percettiva Persistente, una sindrome riconosciuta solo recentemente e caratterizzata dalla persistenza di vertigini, instabilità altri disturbi.

Diagnosi

Lo specialista che si occupa dei disturbi dell’equilibrio, come le vertigini, è in prima battuta l’otorinolaringoiatra.

Quella della neurite vestibolare è sostanzialmente una diagnosi ad esclusione, in cui l’obiettivo precipuo è senza dubbio l’esclusione di un ictus o altre cause centrali, non necessariamente gravi, come ad esempio l’emicrania. Oltre ad un’attenta valutazione fisica e neurologica, riveste una grande importanza l’anamnesi, che permette di evidenziare in circa un paziente su due una recente o concomitante malattia virale. Qualora il paziente lamenti la perdita di udito da un lato l’ipotesi diagnostica si sposta invece verso la labirintite.

Cura

Il trattamento della neurite vestibolare consiste solitamente in una terapia sintomatica, ovvero concentrata e diretta alla gestione dei sintomi più che alla causa, con farmaci di tipo

  • antiemetico (ovvero contro nausea e vomito, come ad esempio prometazina, metoclopramide),
  • antistaminico (in genere di vecchia generazione, come la difenidramina, usata anche nel trattamento del mal d’auto)
  • ansiolitico (ovvero volte a favorire il rilassamento del paziente e ridurre i capogiri, tipicamente in forma di benzodiazepine come diazepam, lorazepam).

Questo approccio è in genere limitato ai primi giorni, dopodiché dovrebbe essere sospeso per non interferire con i normali meccanismi di compensazione centrale, con il rischio di sviluppare le complicazioni sopra-descritte.

Nel caso di persistenza dei sintomi per oltre qualche settimana viene in genere raccomandato un programma di riabilitazione vestibolare.

In passato è stato fatto uso di cortisone, la cui efficacia rimane tuttavia controversa perché non supportata da una reale evidenza di efficacia, al pari del ricorso agli antivirali in conseguenza dell’ipotesi virale della malattia.

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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