Osteofiti cervicali: sintomi, pericoli e cura

Introduzione

L’osteofita è un’escrescenza che si forma sulle articolazioni ossee come conseguenza di una malattia articolare, come ad esempio nei casi di artrosi o di malattie infiammatorie degenerative; il quadro clinico che ne deriva prende il nome di osteofitosi.

Gli osteofiti possono svilupparsi su qualsiasi osso, in quanto accumulo di calcio, sebbene i più colpiti siano:

  • Collo
  • Spalla
  • Ginocchio
  • Piedi
  • Anca
    Dischi intervertebrali

Gli osteofiti cervicali si formano nelle strutture connettivali che si trovano tra le articolazioni delle vertebre cervicali (a costituire la colonna cervicale si trovano sette vertebre cervicali: C1 (atlante) e C2 (epistrofeo) che corrispondono alla regione superiore e C3, C4, C5, C6 e C7 che invece costituiscono la regione inferiore).

Colonna vertebrale

Shutterstock/udaix

Gli osteofiti, in questa zona come nelle altre, si creano come risposta all’usura articolare, implementando l’ossificazione delle ossa; sono quindi più comuni con il passare degli anni e tipicamente nei soggetti anziani, ma ne risultano maggiormente colpiti i soggetti che tendono a mantenere posture non idonee che mettono a repentaglio il benessere cervicale, come ad esempio chi passa diverse ore al computer a causa del proprio lavoro inclinando la testa.

La mera presenza degli osteofiti non è causa di dolore od altri sintomi, salvo quando aumentino di volume fino ad esercitare pressione sulle terminazioni nervose della colonna vertebrale.

Sebbene si presentino come processo di difesa che il corpo pone in atto per preservare il deterioramento articolatorio, possono provocare complicazioni anche serie, come forte dolore durante i movimenti e la limitazione degli stessi come conseguenza di un processo infiammatorio che tende a diminuire esclusivamente tenendo la zona a riposo.

La diagnosi viene effettuata avvalendosi di specifici esami strumentali radiologici (radiografia e tomografia computerizzata).

Il trattamento prevede innanzitutto la somministrazione di farmaci antidolorifici assunti all’occorrenza e, solo nei casi di più grave compromissione, si opta per l’intervento chirurgico di asportazione.

È bene comunque agire in maniera preventiva, assumendo posizioni comode alla scrivania mediante l’utilizzo di sedie e scrivanie ergonomiche che consentano di mantenere una postura naturale ed evitare eccessivi sforzi della zona cervicale.

Cause e fattori di rischio

Gli osteofiti vengono a crearsi a partire dalle strutture ossee maggiormente sottoposte a stress meccanici e conseguente usura; nel caso degli osteofiti cervicali il rischio riguarda soprattutto soggetti che a lungo hanno tenuto sotto sforzo le vertebre della zona cervicale, dall’atlante alla C7 e che, di conseguenza, hanno indotto l’esigenza di una maggiore calcificazione delle zone in oggetto, con lo scopo di rinforzare le stesse.

Si manifestano, dunque, come risposta adattativa ad una continua infiammazione della zona cervicale, seppure sostengano a loro volta il processo infiammatorio.

Sono particolarmente soggetti allo sviluppo di osteofiti cervicali i pazienti che tendono a tenere frequentemente sotto sforzo la zona cervicale, ad esempio passando molte ore chini sulla scrivania per portare a termine, lavorando ad esempio al PC

Per casi di osteofiti situati in altre zone articolatorie, sembrano costituire un fattore di rischio

Sintomi

Gli osteofiti cervicali possono rimanere asintomatici per molto tempo, non è raro infatti che la diagnosi avvenga a seguito di radiografie o TC richieste per altri scopi.

Nei casi più severi, con il passare degli anni, potrebbero tuttavia fare la comparsa:

La sintomatologia peggiora gradualmente e crea i maggiori problemi quando gli osteofiti arrivano ad interferire con i nervi più vicini ed innescando lo sviluppo di dolore che, se all’inizio è percepito solo durante il movimento, successivamente si manifesta anche a riposo, oltre ad una limitazione funzionale (riduzione della capacità di movimento che interessa anche i distretti limitrofi).

Quando la patologia sia subordinata ad altre condizioni primarie (ad esempio artrite reumatoide, stenosi spinale, artrosi, …) potranno ovviamente sovrapporsi anche i sintomi caratteristici di quest’ultime.

Complicazioni

La presenza di osteofiti può provocare complicanze a causa dell’azione meccanica sui nervi delle zone più prossime, innanzi tutto causando l’accentuazione delle sensazioni dolorifiche.

La continua infiammazione prodotta dagli osteofiti cervicali può inoltre avere come conseguenza la graduale degenerazione articolare e portare alla compromissione delle cartilagini, limitando progressivamente la capacità di movimento del paziente.

Diagnosi

Il medico di riferimento per la diagnosi ed il trattamento degli osteofiti è lo specialista in ortopedia, che procede innanzitutto ad un’indagine di tipo anamnestico del soggetto (mediante una serie di domande focalizzate all’inquadramento della condizione), e, dopo aver svolto un primo esame obiettivo e un’ipotesi diagnostica, potrà avvalersi di esami strumentali come:

  • Radiografia, come prima opzione
  • Tomografia computerizzata (TC), utile alla valutazione della compromissione dei nervi e delle zone circostanti
  • Risonanza magnetica (RM)

Cura

Solitamente non viene prescritta alcuna terapia specifica per la cura ed il trattamento degli osteofiti, a meno che la loro presenza non determini ulteriori rischi per il paziente, ad esempio in forma di rischio di compromissione a livello neuronale o del midollo spinale.

La riduzione del peso corporeo in caso di necessità è sicuramente consigliabile, sebbene meno incisiva nel sollievo dai sintomi relativi agli osteofiti cervicali rispetto a quelli di altri distretti corporei.

L’approccio terapeutico è quindi in genere esclusivamente antalgico (cure antidolorifiche/antinfiammatorie, in forma di somministrazione al bisogno o in modo più continuativo), eventualmente coadiuvato da:

  • impacchi freddi
  • fisioterapia.

L’attività fisica rimane raccomandata per tutti i pazienti.

In casi estremamente selezionati, che trovino giustificazione nella gravità del disturbo, viene valutata la possibilità dell’asportazione chirurgica degli osteofiti e/o la sostituzione dell’articolazione con protesi artificiali (o l’eventuale fusione di due vertebre).

Prevenzione

Nei casi di osteofiti cervicali la prevenzione è sicuramente da prediligere rispetto alla terapia in sé; specialmente per i soggetti maggiormente a rischio, ossia coloro che tendano a sforzare eccessivamente la zona cervicale, è bene anticipare lo sviluppo del problema mediante una continua attenzione a piccoli accorgimenti nella vita quotidiana.

I soggetti che lavorano curvi sulla scrivania sono quelli maggiormente a rischio, per cui è consigliabile dotarsi di attrezzature ergonomiche per garantire a schiena e collo una corretta posizione, per esempio mediante sedie e scrivanie più alte che possano evitare la posizione da sforzo, ma anche specifici rialzi per il monitor od altri dispositivi.

Inoltre, prestando attenzione a quelle attività che provocano sensazioni di bruciore e di infiammazione della zona cervicale, è possibile identificare le condizioni a rischio e cercare di limitarne la frequenza adeguando la propria postura di conseguenza (durante il sonno, la guida, la pratica sportiva, …).

 

A cura del Dr. Enrico Varriale, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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